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Dilili a Parigi

Dilili a Parigi

Parigi della Belle Époque: la piccola Dilili, insieme ad un fattorino, indaga sui rapimenti di ragazze. Incontra personaggi straordinari che l’aiutano, scopre il nascondiglio dei malefici Maschi-Padroni, e libera le ragazze.


Introduzione

Il film Dilili a Parigi è ambientato nella Parigi della Belle Époque con moltissimi riferimenti alla storia, l’arte e la cultura francese del ‘900.
Il regista Michel Ocelot ne parla nella sua intervista rilasciata a “Le Petit Journal”
https://gallica.bnf.fr/blog/22112018/dilili-dans-gallica-interview-de-michel-ocelot

In sintesi il regista dice che quando aveva analizzato la situazione di Parigi durante la Belle Époque, era rimasto stupito dall’importanza mondiale della sua vita intellettuale, con personaggi importanti che venivano da ogni luogo.

La Belle Époque mostrava una situazione a priori incomprensibile: la Rivoluzione Francese aveva tagliato tutte le teste pensanti favorendo la Gran Bretagna nella conquista del mondo, poi ci sono stati dei regnanti effimeri e un imperatore che dopo Waterloo ha ridotto il paese a un cadavere odiato da tutti, quindi suo nipote ha dichiarato una assurda guerra alla potente Prussia che facilmente derise la Francia, mentre sotto i suoi occhi i parigini si ammazzavano fra di loro e distruggevano i grandi monumenti della capitale, la vittoriosa Prussia infliggeva poi alla Francia un enorme tributo.

Dopo tutti questi fatti sarebbe stato più logico aspettarsi che di una Francia esangue non se ne parlasse più, e invece no, ha brillato di mille fuochi ed è stata la capitale intellettuale indiscussa dell’Occidente.


Sarah Bernhardt, che aveva vissuto il dramma della guerra franco-prussiana (1870-1871) installando e gestendo,
con molta determinazione, un pronto-soccorso al teatro Odéon, nel suo libro “La mia doppia vita”, descrive così la situazione alla fine della guerra:
Firmata la pace orribile e vergognosa, schiacciata la funesta Comune, sembrava che tutto fosse rientrato nell’ordine. Ma quanto sangue! Quante ceneri! Quante donne in lutto! Quante rovine! Si respirava dovunque l’odore acre del fumo. Tutto quello che toccavo a casa mia mi lasciava sulle dita un impercettibile velo di grasso. Un malessere generale avvolgeva la Francia, ma soprattutto Parigi. Tuttavia i teatri riaprirono le porte e fu un sollievo generale.

Come Dilili, anche Sarah Bernhardt ha conosciuto i personaggi più importanti della Belle Epoque, e avrebbe potuto essere la protagonista di un “Sarah a Parigi”. Nel film d’animazione è comunque presente come uno dei personaggi più importanti nell’aiutare Dilili a smascherare la banda dei “Maschi Padroni”.

Questo sito vuole mostrare i vari personaggi che compaiono nel film d’animazione Dilili a Parigi.

Dilili è una giovanissima canaca meticcia, che arriva a Parigi, a fine Ottocento, imbarcandosi clandestinamete sulla nave che riporta in Francia, dalla Nuova Caledonia, vine presa in carico dall’insegnante anarchica Louise Michel, di cui diviene poi discepola imparando le buone maniere e un buon francese.

Nella capitale stringe amicizia con Orel, un facchino affascinante e gentile, che grazie al suo lavoro, ha avuto modo di incontrare tutto il mondo culturale e artistico della Belle Époque.
Insieme a Orel e sul suo triciclo da trasporto girerà per tutta Parigi alla ricerca dei cosiddetti Maschi Padroni, les Mâles-Maîtres, una banda di malfattori che terrorizza la città svaligiando le gioiellerie e rapendo le bambine.

https://www.mymovies.it/film/2018/dilili-a-parigi/
https://fr.wikipedia.org/wiki/Dilili_%C3%A0_Paris
https://it.wikipedia.org/wiki/Canachi


La tricicletta (triporteur) sulla quale si muovono Dilili e Orel, era un veicolo usato principalmente per il trasporto merci.

Ha davanti una cassa in legno o in metallo appoggiata su due ruote ai lati.
La parte posteriore ha la struttura convenzionale di una bicicletta.

Il modello orientale (cinese) ha invece due ruote nella parte posteriore che portano la cassa.

https://fr.wikipedia.org/wiki/Triporteur


Il film inizia mostrandoci Dilili in uno zoo umano a Parigi.
In epoca coloniale gli zoo umani erano delle ricostruzioni di villaggi africani o asiatici, con abitanti pagati per esibirsi nelle loro danze e nei loro canti, per mostrare agli europei, che ai tempi non viaggiavano come oggi, com’era la vita “primitiva”.

Soprattutto in questi “villages indigènes”, ricostruiti nei parchi, avvenivano i primi contatti dei parigini con degli esseri diversi, fuori da questi ambienti era difficile incontrare a Parigi degli stranieri di colore.

Gli zoo umani sono stati anche delle esibizioni dell’”esotico” e del “selvaggio”, base del razzismo scientifico degli antropologi dell’800, poi del razzismo coloniale nel ‘900, e un contributo al razzismo popolare contemporaneo.

Qui vediamo una bambina congolese in un villaggio ricostruito per l’esposizione universale di Bruxelles nel 1958, forse l’ultimo degli zoo umani, non più allestiti dopo la seconda guerra mondiale.

Gli zoo umani nel mondo occidentale non ci sono più, però sono rimasti nella mentalità e nei comportamenti a volte invadenti e irrispettosi di certo turismo “etnico” in giro per il mondo.


Il Calédonien delle Messageries Maritimes, varato nel 1884, faceva parte di una delle tre navi gemelle usate per trasportare i detenuti dalla Francia alla Nuova Caledonia.


Trasportava anche passeggeri civili, militari e merci.
Si muoveva principalmente a vela e secondariamente a vapore.

Dilili si imbarca di nascosto nel Calédonien per partecipare ad un gruppo che andava ad esibirsi in Europa.
Viene scoperta a viaggio iniziato e adottata da una contessa, moglie di un ambasciatore che rientrava a Parigi.
Il suo viaggio da clandestina prosegue quindi nel lusso della prima classe del Calédonien.

La Nuova Caledonia è un possedimento francese dal 1853,
è stata colonia penale dal 1864 e per 40 anni.
Gli abitanti autoctoni melanesiani sono i canachi.
La madre di Dilili era una canaque mentre il padre era francese.


Personaggi

I molti personaggi che compaiono nel film, vengono qui presentati affiancati a fotografie originali, in modo da apprezzare il modo in cui sono stati riprodotti nel film. La loro descrizione testuale in questo sito è molto essenziale, ma per degli approfondimenti ci sono dei link alla Wikipedia e ad altri siti.

L’obiettivo di Dilili è di scoprire e sconfiggere i Maschi-Padroni: (Mâles-Maîtres),
una segreta congrega (inventata per il film) di malvagi maschilisti che vivono sotto-terra e controllano le fogne, e da dove possono apparire e scomparire molto rapidamente nei rapimenti delle bambine e nei furti alle gioiellerie.

Il capo della setta, il Grande Maschio-Padrone, teme che le donne possono prendere il potere e cerca di renderle schiave.

Nella tana dei Maschi-Padroni, alle ragazze rapite viene insegnato di muoversi "a quattro zampe" ( quatre pattes), vestirsi di nero e a non avere nessun diritto di parola.


Il primo personaggio importante, incontrato per caso, è ...
Renan, Joseph Ernest: filosofo, filologo, storico delle religioni e scrittore francese.

Nel film dice “Parigi è morta”, Renan cercò vanamente di convincere il suo paese a seguire i suoi precetti politici, etici e filosofici, finché si rassegnò, in un primo tempo, ad osservare impotente la sua deriva verso la perdizione.

Si mostra inquieto per l’avvenire dell’umanità, temendo la morte per esaurimento della generosità dei cuori, analogamente a quella che l’industria potrebbe subire a causa dell’esaurimento del carbone. Forse i nostri discendenti vivranno come delle lucertole non pensando altro che ad approfittare parassiticamente del sole.

Il piccolo libro di Renan del 1882 "Cos’è una Nazione?" é recensito qui da Corrado Augias, che lo cita come riferimento ancora validissimo.

https://it.wikipedia.org/wiki/Ernest_Renan


Dilili e Oran vanno poi ad incontrare Maria Salomea Skłodowska, meglio nota come,
Marie Curie: chimica e fisica polacca naturalizzata francese.

Premio Nobel per la fisica nel 1903, insieme al marito Pierre Curie, e ad Antoine Henri Becquerel per i loro studi sulle radiazioni.
Poi altro Nobel per la chimica nel 1911 per la scoperta del radio e del polonio (polonio in onore della terra di Marie Curie).

Cresciuta nella Polonia russa, dove le donne non erano ammesse agli studi superiori, si trasferisce a Parigi dove alla Sorbona si laurea in fisica e matematica. In seguito i suoi studi si concentrano sulle sostanze radioattive e diventa infine la prima donna ad insegnare alla Sorbona.

Nel film tiene in braccio la figlia Éve.

https://it.wikipedia.org/wiki/Marie_Curie


Il Bateau-Lavoir era un edificio cadente abitato nel 1904 da Pablo Picasso,
in seguito ospiterà molti giovani artisti della zona di Montmartre, che prenderanno il nome di “gruppo del Bateau-Lavoir".

Nei giorni di tempesta l’edificio ondeggiava e le strutture di legno scricchiolavano come nei battelli-lavatoio nella Senna, da qui il suo nome.

L’edificio era diventato una “comune” dove gli artisti lavoravano gomito a gomito in un proficuo continuo scambio di idee.

Dal 1908 la personalità magnetica di Picasso, allora sconosciuto, attira altri artisti diventati poi famosi, come: Braque, Max Jacob, Marie Laurencin, Guillaume Apollinaire, André Salmon, Maurice Raynal, Juan Gris, Gertrude e Leo Stein, e poi Fernand Léger, Robert Delaunay, Albert Gleizes, Andre Lhote, Jean Metzinger, Francis Picabia, Alexander Archipenko e Paul Gauguin di ritorno dal suo primo viaggio a Thaiti.

https://it.wikipedia.org/wiki/Bateau-Lavoir


Il quadro alle spalle di Picasso è la sua opera “Famiglia di acrobati con scimmia”. In realtà è di dimensioni minori, 104x75 centimetri.
L’opera è del 1905, anno in cui Picasso comincia il periodo rosa e comincia anche il suo successo come artista.

Vicino al fatiscente Bateau-Lavoire, dove Picasso lavora con altri artisti, c’era il Circo Medrano, e Picasso era stato ispirato dai suoi arlecchini, saltimbanchi, pagliacci, e giocolieri che lo portarono a passare dal suo periodo blu e melanconico, al più ottimistico rosa.

https://en.wikipedia.org/wiki/Famille_d%27acrobates_avec_singe


Era stato al quarto viaggio a Parigi che lo sconosciuto Pablo Picasso si era stabilito in una vecchia fabbrica di Montmartre,
riconvertita in atelier per artisti, ma era praticamente un edificio fatiscente affittato per quindici franchi al mese.

Nonostante la cronica carenza di soldi, e il perenne stato di indigenza, questo fu per Picasso un periodo assai felice. Insieme con gli altri componenti della banda del Bateau-Lavoir l’artista andaluso si dilettava a frequentare i cabaret di Montmatre, con una speciale predilezione per Au Lapin Agile, che accettava anche quadri come forma di pagamento.

https://it.wikipedia.org/wiki/Pablo_Picasso


Nel Bateau-Lavoir Dilili e Orel incontrano anche ...
Suzanne Valadon: ha svolto diversi mestieri per guadagnarsi da vivere, ha fatto la pasticciera, la sarta, la fiorista, e anche l’acrobata in un circo.

Per la sua bellezza ha posato per pittori come Renoir o Toulouse-Lautrec e molti altri.
A forza di frequentarli e di osservarli, ha imparato a dipingere.
Il suo grande talento di impressionista è riconosciuto da tutti.

È stata la prima donna ad essere ammesso alla National Society of Fine Arts, nel 1894.

https://it.wikipedia.org/wiki/Suzanne_Valadon


Henri Matisse: pittore, grafico, incisore, scultore, decoratore, uno tra i più importanti artisti del XX sec.
Ha iniziato un tipo d’arte che non si accontenta della fedele riproduzione della realtà.
Le sue forme sintetiche e libere e i suoi colori vibranti hanno influenzato generazioni di artisti.
Creatore di una corrente chiamata « fauvisme », che si distingue per l’uso di colori puri e molto vivaci.

Nello sfondo la sua opera “Armona in rosso” dove vuole raffigurare uno spazio emotivo ed individuale azzerando le convenzioni della rappresentazione figurativa contemporanea.
Il titolo identifica un dipinto armonizzato, come una composizione musicale, intorno al colore rosso. L’unico secondario che compare in modo quantitativamente importante è il verde, lo si vede nel quadro in alto a sinistra che rappresenta una porzione di paesaggio.

https://www.analisidellopera.it/henri-matisse-armonia-in-rosso/
http://www.treccani.it/enciclopedia/henri-matisse/


Henri Rousseau detto il Doganiere (le Douanier): impiegato del dazio lasciò l’impiego per dedicarsi completamente alla pittura, ma continuava a dare lezioni di disegno e di musica per aumentare le sue magre entrate. Rivelato al pubblico da G. Apollinaire, fu amico di Picasso e dei maggiori pittori d’avanguardia che videro nella sua arte una "ingenua" reazione all’Impressionismo da un lato e all’arte "colta" dall’altro.

Nei ritratti, nelle visioni fantastiche e nelle rievocazioni di motivi esotici la sua pittura raggiunge un altissimo valore poetico; si affida a un disegno attento e particolaristico, alla descrizione ingenua, al vivo sentimento del colore.

Antesignano di quella che verrà chiamata “Arte naïf”, un’arte completamente slegata dalla realtà culturale e sociale.

Alle sue spalle il quadro “L’incantatrice di serpenti” ( La Charmeuse de serpents”), una Eva nera, in un giardino inquietante, mentre incanta i serpenti con il suono del suo flauto.


Orel viene morso da un cane con la rabbia e va a vaccinarsi da ...
Louis Pasteur: chimico, biologo e microbiologo francese, universalmente considerato il fondatore della moderna microbiologia. Ha inoltre operato nel campo della chimica, e di lui si ricorda la teoria sull’enantiomeria dei cristalli. Occasionalmente si occupò anche di fisica.

Fu professore di chimica all’Università di Strasburgo, dove incontrò Marie Laurent, figlia del rettore dell’università. La sposò ed ebbero cinque figli.

Negli ultimi quindici anni di vita, dal 1880 al 1895 si dedicò allo studio del colera e del carbonchio negli animali da allevamento e del virus della rabbia nei cani e nell’uomo.

https://it.wikipedia.org/wiki/Louis_Pasteur


L’affiliato dei Maschi Padroni e Lebeuf, l’autista di Emma Calvé, stanno leggendo il supplemento illustrato di Le Petit Journal.
Le Petit Journal è stato un quotidiano francese, repubblicano e conservatore, fu pubblicato dal 1863 al 1944.

A cavallo fra il XIX e il XX secolo e fino alla prima guerra mondiale, fu uno dei quattro maggiori quotidiani francesi, con Le Petit Parisien, Le Matin e Le Journal. La sua tiratura arrivò a un milione di copie nel 1890, in piena crisi bulangista.

Aveva molti lettori perché la tecnologia di stampa usata, gli permetteva di essere più economico: 5 centesimi invece dei 15 centesimi dei concorrenti.

Era anche più piccolo dei concorrenti (43 x 30 cm) e da qui il suo nome.
Offriva informazioni nazionali e internazionali, eventi, cronaca e oroscopo.

Era l’emblema di una nuova forma di giornalismo che si stava sviluppando.

Si dichiarava apolitico ma non era vero.

https://it.wikipedia.org/wiki/Le_Petit_Journal
https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/cb32895690j/date


Nelle cantine dell’ Opéra Garnier, Dilili e Orel incontrano Claude Debussy che sta provando con Emma Calvé.

Claude Debussy: compositore e pianista francese, figura geniale di innovatore, profondamente anticonvenzionale, rivoluzionò l’armonia, il ritmo, la sonorità e la forma della musica occidentale della seconda metà del XIX secolo. Nel 1869 inizia lo studio del pianoforte con l’italiano Cerutti e a soli 10 anni entra al Conservatorio di Parigi dove studia pianoforte e composizione.
Introduce nella musica l’"impressionismo", che era diffuso allora nella poesia (Mallarmé) e nella pittura (E. Manet, ecc.).

Nell’84 vinse il Prix de Rome, e rimase quindi tre anni a villa Medici.

Debussy espresse a meraviglia il clima poetico, raffinato e decadente, della Belle Époque, finita con la prima guerra mondiale e che in Francia si era sviluppato verso la fine del secolo scorso, da Baudelaire in poi. Debussy era intimo della famosa cantante Emma Calvé.

https://it.wikipedia.org/wiki/Claude_Debussy
http://www.treccani.it/enciclopedia/claude-achille-debussy/


Emma Calvé: cantante francese famosa in tutto il mondo, ricevuta con tutti gli onori dalla Regina d’Inghilterra e dallo Zar di tutte le Russie.

Massenet o Debussy hanno composto delle opere specialmente per lei.

Nel film la voce è di Natalie Dessay, famosa attrice e soprano francese.

https://it.wikipedia.org/wiki/Emma_Calv%C3%A9

Emma Calvé ama cantare in una barca a forma di cigno collocata nelle cantine dell’Opéra Garnier,
come nella barca a forma di cigno che Luigi II di Baviera s’era fatto costruire dentro una grotta artificiale sotto il suo castello di Linderhof, da dove ascoltava musica di Wagner suonata da un’orchestra nascosta dietro le rocce.

Luigi II di Baviera era stato affascinato dalla mitica figura di Lohengrin che in una barca trainata da un cigno tornava alla Montagna Sacra.

https://it.wikipedia.org/wiki/Lohengrin


Dilili e Emma Calvé stando confrontando e commentando i quadri di Renoir e Monet
mentre dipingono en plein air lo stesso soggetto, cosa che i due pittori facevano spesso.

Renoir e Monet erano diventati amici nella scuola di Charles Greyre introrno al 1830, e insieme avevano sperimentato per primi la pittura en plein air e avevano dato l’avvio alla stagione impressionista.


Sulla scena en plein air vediamo sulla sinistra il pittore ...
Claude Monet: tra i più grandi protagonisti della rivoluzione impressionista, fu forse lo spirito più lucido, risoluto e conseguente del movimento, ai cui principi fondamentali rimase costantemente fedele.

Ha dedicato la vita a ricercare le sfumature di colore che percepiva nell’atmosfera delle città, delle campagne, dei porti.
Come un cacciatore armato di pennelli, girava per catturare cieli, nuvole, pioggia, onde, fino a quando allestì un suo personale paradiso nella casa di Giverny, dove aveva creato una natura esclusiva per i suoi occhi, minacciati dalla cecità.


Sulla scena en plein air vediamo sulla destra il pittore ...
Pierre-Auguste Renoir: un pittore che ha condiviso con i suoi colleghi e amici artisti la sfida che l’impressionismo ha dovuto affrontare prima di affermarsi nel panorama artistico. Ha condiviso con loro la miseria e le difficoltà, ma anche le serate ubriache, nella Parigi bohemien di fino Ottocento, quindi gioia di vivere, anticonformismo, povertà e amore per l’arte. Per questo i personaggi delle sue opere paiono danzare, come se si potesse rimanere giovani per sempre, come se non bastasse tutto il denaro del mondo per pagare una mattinata spensierata con gli amici, al circolo dei canottieri. Insieme a Monet ed altri pittori abbandonano la pittura in studio per andare a dipingere all’aperto, en plein air, per catturare l’essenza della luce e dei colori.

Spesso Renoir trascorreva intere giornate in compagnia dell’amico Monet con i cavalletti affiancati per riprendere lo stesso paesaggio e poi confrontare le opere una volta ultimate.

Il quadro che sta dipingendo è il “Ballo in campagna”.


Mentre Dilili e Orel parlano con Colette, nel corridoio passa ...
Cha-U-Kao: nome di un’artista di cabaret francese che si esibiva al Moulin Rouge e al Nouveau Cirque nel 1890.
Il suo nome d’arte era anche il nome di una rumorosa danza popolare simile al can-can.

Henri de Toulouse-Lautrec la rappresentò in una serie di dipinti, in particolare in alcune scene intime che mostravano Cha-U-Kao con le sue amanti. Diventò rapidamente uno dei modelli preferiti del pittore. Era affascinato da questa donna che osava scegliere una classica professione da clown maschile e non aveva paura di dichiarare apertamente che era lesbica.

https://fr.wikipedia.org/wiki/Cha-U-Kao


Colette: pseudonimo di Sidonie-Gabrielle Colette, scrittrice e attrice teatrale, considerata fra le maggiori figure della prima metà del XX secolo. Insignita delle più importanti onorificenze accademiche, nonché Grand’Ufficiale della Legion d’onore, fu la prima donna nella storia della Repubblica Francese a ricevere funerali di stato.

Colette è stata una delle grandi protagoniste della sua epoca, un mito nazionale: oltre che scrittrice prolifica fu attrice di music-hall, spesso nuda durante le sue esibizioni, autrice e critica teatrale, giornalista e caporedattrice, sceneggiatrice e critica cinematografica, estetista e commerciante di cosmetici. Ebbe tre mariti e un amante, più volte fu al centro di scandali per le sue disinibite relazioni sentimentali con alcune personalità mondane, di ambo i sessi, della società francese.

https://it.wikipedia.org/wiki/Colette


Nella ricerca di informazioni sui Maschi Padroni, al Moulin Rouge, intento a disegnare "La Goulue" impegnata nel can-can, Dilili incontra ...
Henri de Toulouse-Lautrec: il conte Henri-Marie-Raymond de Toulouse-Lautrec-Montfa, di antica e nobile famiglia, fisicamente deforme, pittore, disegnatore e litografo. Legato all’impressionismo di E. Degas, ma proiettato già verso l’espressionismo, ebbe grande importanza per la formazione e la diffusione dell’art nouveau.

Fu anzitutto un disegnatore lineare, penetrante e spietato nella rappresentazione del vizio. Gli ambienti da lui frequentati a Parigi furono i suoi spunti, da cui trasse i propri soggetti: la società aristocratica della quale eseguì ritratti finissimi, i sobborghi popolati da tipi caratteristici, Montmartre.

Con gli impressionisti, ai quali si suole collegarlo, non ebbe in comune che l’avversione per l’accademia, l’interesse per gli aspetti della vita contemporanea, la predilezione per l’arte giapponese: e questa, soprattutto, sviluppò e approfondì, ricercando insieme l’acutezza e la leggerezza del segno, l’asprezza e l’armonia del colore.

http://www.treccani.it/enciclopedia/henri-de-toulouse-lautrec/


Can-can: danza molto popolare nei cabaret francesi al tempo della Belle Époque, deriva dal galop della quadriglia.

I passi e le mosse del can-can sono state inventate dalla ballerina francese Louise Weber, detta la Goulue (la Golosa) ed è lo stile del can-can del Moulin Rouge.

Il compositore Jacques Offenbach scrisse famosi can-can per operette, il più celebre dei quali è quello del Galop infernal, nell’operetta Orfeo all’inferno del 1858. Un’interessante interpretazione si può ascoltare qui .

https://it.wikipedia.org/wiki/Can-can


La Goulue in una locandina di Henry de Toulouse-Lautrec che pubblicizza il Moulin Rouge e la sua grande vedette in compagnia (in silhouette in primo piano) del suo partner di esibizioni, Valentin le Désossé.

La Goulue, nome d’arte di Louise Joséphine Weber, è stata una ballerina francese universalmente ritenuta la madrina che ha inventato le mosse del can-can francese, segno distintivo dell’epoca d’oro fin de siècle del Moulin Rouge, a cui dovette gran parte della propria fama.

La Goulue, la golosa, non per un suo supposto appetito sessuale, per la sua smodata passione per il cibo che l’accompagnò per tutta la vita e la travolgerà negli ultimi anni della sua esistenza.

https://it.wikipedia.org/wiki/Louise_Weber

Jacques Renaudin, nome d’arte Valentin Le Desossé, il disossato, per dall’elasticità delle sue articolazioni.
Si ritiene che fosse un commerciante di vini di giorno che di notte ballava nel suo tempo libero al Bal del Moulin Rouge, dove ha incontrato Louise Weber, conosciuta come La Goulue.
I due ballavano insieme la Chahut, una forma di Can-can. Valentin era alto e snello, compiva contorsioni difficili con grazia, quasi come se fosse disossato.
Spesso è stato ritratto da Toulouse-Lautrec nei grandi affiche insieme a La Goulue.
È interessante notare che Valentin Le Désossé non ha mai voluto essere pagato per la danza perché amava questa sua grande passione.

https://chez-edmea.blogspot.com/2010/10/valentin-le-desosse.html
https://it.wikipedia.org/wiki/Valentin_le_D%C3%A9soss%C3%A9


All’ "Irish & American Bar" di Rue Royale 33, Dilili e Orel incontrano ...
Chocolat: nel 1897, un uomo di colore di nome Kananga (Rafael Padilla) recita un piccolo ruolo di cannibale nel modesto circo Delvaux ingaggiato dal clown bianco George Foottit, che deve rinnovare la sua esibizione. Un duetto che rappresenta un clown bianco autoritario e la sua vittima, un clown nero che prende il nome di "Chocolat", Cioccolato. Il duo comico viene accolto molto bene dal pubblico e il circo Delvaux comincia ad avere successo.

Rafael Padilla era probabilmente schiavo a Cuba, non aveva ricordi della sua famiglia ed era stato cresciuto da una povera donna nera nei sobborghi di Havana, ancora giovane viene venduto ad uomo d’affari spagnolo, portato in Spagna come servitore perchè nel frattempo a Cuba era stata abolita la schiavitù, ma è trattato come schiavo, scappa e fa diversi lavori per sopravvivere, si fa notare per saper ballare, diventa famoso con Foottit, guadagna molto e si lascia andare col gioco e le donne.

La danza del clown Chocolat all’Irish-American Bar è stata disegnata da Toulouse-Lautrec; al bancone il cameriere Ralph.

La musica che Rafael Padila e Orel stanno danzando è Gnossienne n.1 di Erik Satie e si può ascoltarla qui .

Nelle vecchie immagini dei fratelli Lumière (qui c’è solo un breve estratto), Rafael e Foottit mimano il Gugliemo Tell che deve colpire la mela sulla testa di Rafael.

https://it.wikipedia.org/wiki/Mister_Chocolat
https://en.wikipedia.org/wiki/Chocolat_(clown)
https://fr.wikipedia.org/wiki/Irish_and_American_Bar


All’ "Irish & American Bar" sta suonando Erik Satie, compositore e pianista, a Montmartre frequenta il Chat noir, diventa un noto pianista di cabaret. Era un tipo geniale e stravagante.

Nell’ultima fase della sua produzione compone musica da lui stesso definita Musique de tapisserie o Musique d’ameublement, musica che non ha bisogno di essere ascoltata, musica che fa parte dei rumori d’ambiente senza cancellarlo troppo, come i rumori di coltelli e forchette al ristorante, per coprire anche i silenzi a volte imbarazzanti dei commensali, per neutralizzare i rumori che entrano della strada.

La musica che sta suonando è la sua Gnossienne n.1 e si può ascoltarla qui .

https://it.wikipedia.org/wiki/Musique_d%27ameublement
https://it.wikipedia.org/wiki/Erik_Satie


In un tavolino fa i clienti dell’ "Irish & Amercan Bar" vediamo ...
Jane Avril: nata Jeanne-Louise Beaudon in Belleville, figlia di una cortigiana e di un nobile italiano.

Anche se non era una delle attrazioni principali del Moulin Rouge, fu messa in primo piano da Toulouse-Lautrec nei suoi studi, attratto dalla personalità, dalla creatività e dalla bellezza inusuale di Jane Avril, diventerà la sua musa dopo la Goulue.

Il poster di Toulouse-Lautrec è una pubblicità per il café-chantant Divan Japonais, locale frequentato anche da Picasso.

https://it.wikipedia.org/wiki/Jane_Avril
https://en.wikipedia.org/wiki/Divan_Japonais_(lithograph)
https://en.wikipedia.org/wiki/Le_Divan_du_Monde

Anche nel camerino di Colette c’è un manifesto con Jane Avril (in alto a destra).
Jane Avril al Jardin de Paris è un manifesto che Henri de Toulouse-Lautrec realizzò per l’inaugurazione del famoso cabaret di Parigi, mostra la famosa ballerina che danza sulle note di un can-can sul palcoscenico del cabaret con un colorato costume di scena: un ampio abito, stretto sul busto, lunghe calze nere, guanti e un cappello decorato.

Nell’angolo di destra è disegnata la caricatura di un musicista, solo il volto di profilo e la mano sul manico di un contrabbasso.
In basso al centro il leggio con la partitura musicale.

https://www.analisidellopera.it/jane-avril-al-jardin-de-paris/


Introdotti in casa dalla fedele governante di Proust, Céleste Albaret, Dilili e Orel entrano per incontrare ...
Marcel Proust: (a destra) scrittore la cui grandezza e originalità nascono da una singolare mescolanza di due poetiche opposte: una grandissima capacità analitica da un lato, e dall’altro l’esaltazione delle forme intuitive di conoscenza e dell’interiorità dell’individuo. Con queste modalità espressive lo scrittore francese ha costruito un nuovo modello di romanzo, che ancora oggi si pone come punto di riferimento esemplare.

Reynaldo Hahn (a sinistra), musicista, compositore e critico musicale venezuelano, ebbe probabilmente con Proust una relazione, trasformatasi in breve in una semplice amicizia, ma lunghissima (dal 1894 fino alla morte di Proust) e stretta. Lui e Georges de Lauris furono i primi a conoscere gli abbozzi iniziali della Recherche nel 1909.


Alla ricerca de La Porte de l’enfer, la porta dell’inferno, dove dietro sembra nascondersi la banda dei Maschi Padroni, Orel e Dilili vanno a trovare nel loro studio ...
Auguste Rodin: scrittore e scultore, considerato il vero erede di Michelangelo: in un’epoca in cui domina la scultura perfetta e rifinita, realizza un’arte realistica e descrive la bellezza attraverso blocchi di marmo non interamente scolpiti.
La rivoluzione che ha provocato nella scultura è pari a quella dell’impressionismo in pittura.

Camille Claudel: scultrice, sorella maggiore dello scrittore e diplomatico Paul, diventa allieva di Auguste Rodin, sarà poi sua modella e amante per più di dieci anni e poserà per ritratti e per disegni erotici molto osé in un periodo particolarmente felice in cui i due scultori si influenzano a vicenda.


Dilili, davanti alla porta del famoso ristorante Maxim’s, in rue Royale, incontra...
Edoardo, principe di Galles: figlio della regina Vittoria, che visse a lungo, e quindi il figlio per passare il tempo viaggiò molto per l’Europa, ma la sua meta preferita era Parigi, in modo particolare la maison de tolérance in rue Chabanais n.12, dove aveva una sua camera privata.
https://scalmo.wordpress.com/2016/11/01/una-sedia-d-amore-per-il-principe/

Con la morte del principe consorte, la regina Vittoria trasferì al principe di Galles il compito di rappresentare la corona in quasi tutte le cerimonie pubbliche.

Col nome di Edoardo VII divenne poi re del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda, re dei Dominion britannici e imperatore d’India, in pratica dell’impero coloniale più grande del pianeta. Aveva già 60 anni e regnò con competenza per 9 anni.


Dilili, Orel e Emma Calvé pensano ad un dirigibile per andare a salvare le fanciulle prigioniere dei Maschi Padroni, e si rivolgono a ...
Alberto Santos-Dumont: brasiliano, progettista di dirigibili e aeroplani, è talvolta considerato il padre di entrambe le macchine volanti.

Nel 1906 fece il primo volo riconosciuto ufficialmente dall’Aeroclub di Francia di un apparecchio più pesante dell’aria in grado di decollare autonomamente, a differenza dei Wright catapultati.

Il volo avvenne nel parco Bagatelle di Parigi dove coprì una distanza di 60 metri. L’areo si chiamva 14-bis.

https://it.wikipedia.org/wiki/Alberto_Santos-Dumont


Dilili, Orel e Emma Calvé hanno bisogno di una vista dall’alto di Parigi, un’occasione per andare ad incontrare...
Gustave Eiffel: ingegnere e imprenditore, specialista in strutture metalliche, divenne famoso per la costruzione della Torre Eiffel in occasione dell’Esposizione Universale di Parigi del 1889.

La figura professionale di Gustave Eiffel è inscindibile dal contesto storico del tempo, animato dai fermenti della seconda rivoluzione industriale. Un’ondata di rinnovamento che coinvolse anche l’architettura, con uno sviluppo senza precedenti grazie ai nuovi materiali da costruzione, come la ghisa, l’acciaio e il vetro. In questo modo entrò in crisi la figura dell’architetto, che - pur essendo in possesso di una solida formazione artistica - non poteva certo confrontarsi con questi nuovi materiali, dei quali non conosceva né le caratteristiche né le potenzialità. Vincente fu invece la figura dell’ingegnere che, pur non disponendo delle stesse competenze artistiche degli architetti, poteva contare su una solida preparazione tecnica e costruttiva.

https://it.wikipedia.org/wiki/Gustave_Eiffel


Locandine
La locandina di sinistra è di Alfons (Alphonse) Mucha, pittore e scultore ceco, uno degli artisti più importanti dell’ Art Nouveau.

La vita di Mucha fu cambiata dall’attrice Sarah Bernhardt con la quale stipulò un contratto da sei anni per disegnare i suoi manifesti, scenografie teatrali, costumi e gioielli.

La cooperazione fra i due fu poi di mutuo vantaggio e li legò per tutta la vita: Sarah Berhardt grazie ai poster di Mucha divenne una superstar, e Mucha accumulò potere sociale e crescita professionale.
https://it.wikipedia.org/wiki/Alfons_Mucha


La locandina di destra è di Marcellin Auzolle, e pubblicizza il film dei fratelli Auguste e Louise Lumière L’Arroseur arrosé (L’innaffiatore annaffiato), un film che dura meno di un minuto.

https://it.wikipedia.org/wiki/L%27innaffiatore_innaffiato


Nel mini appartamento di Orel c’è una locandina del chat Noir, (il gatto nero) era un cabaret artistico fondato a Montmartre da Rodolph Salis. Divenne subito un popolare ritrovo per gli artisti e scrittori emergenti del quartiere. Si trovava inizialmente all’84 del Boulevard de Rochechouart, poi trasferito in rue Victor-Massé.

A partire dal 1892, Salis organizzò una compagnia di artisti dal cabaret per andare in tournée durante i mesi estivi. Questo grande poster di Théophile Steinlen, pittore e incisore svizzero, uno degli artisti più importanti la cui carriera è stata lanciata al Chat Noir, serviva come annuncio delle "attrazioni in arrivo" da pubblicare furi delle sedi che ospitavano il tour.

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Le_Chat_noir


Dilili organizza una riunione con Louise Michel e Marie Curie nell’appartamento di ...
Sarah Bernhardt: soprannominata la voce d’oro, la divina, la scandalosa, il mostro sacro (Jean Cocteau), è ancora oggi considerata una delle più grandi attrici teatrali del XIX secolo.

Della sua vita pubblica si sa tutto, di quella privata quanto ne ha scritto in Ma double vie: «un turbine di passioni e avventure, alluvioni di lacrime, uragani di rabbia, malattie mortali e una salute e un’energia senza pari».

Affabulatrice geniale, secondo Alexandre Dumas figlio di cui interpretava La dama delle camelie: «mente così tanto che potrebbe essere grassa.»

Colleziona artisti, scrittori, generali, il principe di Galles, regnanti di passaggio, uomini politici. La polizia del secondo Impero prende nota soprattutto di ministri e deputati dell’opposizione.

E’ inneggiata dal Canada alla Patagonia, come aveva previsto Henry James: «Lei ha nel grado supremo quello che i francesi chiamano le génie de la réclame… È troppo americana per non aver successo in America.».

Prende posizione a favore di Louise Michel e dei deportati dopo la Comune di Parigi.

https://it.wikipedia.org/wiki/Comune_di_Parigi_(1871)
http://www.enciclopediadelledonne.it/biografie/sarah-bernhardt/


I mobili presentati nell’appartamento di Sarah Bernhardt sono molto ricercati,
come il letto "Aube et Crépuscule" (alba e crepuscolo) prodotto da Émile Gallé nel 1904, è costruito in ebano, madreperla e vetro iridescente, ed è conservato al Musée de l’École de Nancy.

Ai piedi del letto si vede una coppia di farfalle con in mezzo un uovo di vetro, simbolizzano l’inizio del giorno e l’amore.
Nell’uovo di vetro sono incise delle piccole farfalle che vivono un giorno solo. Rappresentano la vita e ci ricordano che è corta.

Alla testa del letto c’è una farfalla notturna, la sfinge. Evoca la fine della giornata, ma anche la fine della vita perché ha la testa in basso e le sue ali si richiudono.

Per quanto riguarda il ghepardo, coi soldi guadagnati da un successo teatrale a Londra, Sarah Berhardt va allo zoo di Liverpool dove aquista alcuni animali, fra i quali un giovanissimo ghepardo. Nelle suo libro "La mia doppia Vita" scrive: Era ancora piccolo, buffo, assomigliava a un gargoyle di una cattedrale del Medio-Evo. [...] Ritornammo a Londra con il ghepardo in gabbia, il cane lupo al guinzaglio, i miei sei piccoli camaleonti in una scatola [...] Non avevo trovato dei leoni, ma ero comunque contenta. I miei domestici lo furono meno. C’erano già tre cani in casa. [...] poi Bizibouzou, il mio pappagallo, e la mia scimmia Darwin. [...]


Il giardino della casa di Sarah Berhardt, che Dilili va ad esplorare in groppa al ghepardo di Sarah, è ispirato al quadro Tigre dans une tempête tropicale, del pittore Henri Rousseau, il suo primo dipinto a soggetto esotico che rese popolare l’autore.
Fu esposto col titolo Sorpris! (Sorpresa) al Salon des Indépendants del 1891.
Oggi si trova alla National Gallery di Londra.

https://it.wikipedia.org/wiki/Sorpresa!


In casa di Sarah Bernhardt Dilili incontra Luoise Michel dalla quale, dopo l’avventura a bordo del Calédonien, è diventata discepola e ha imparato le buone maniere e un buon francese.

Louise Michel: anarchica e insegnante. Il rifiuto di prestare giuramento di fedeltà a Napoleone III le costò la possibilità di lavorare nella scuola pubblica. Trasferitasi a Parigi entrò in contatto con gli ambienti rivoluzionari repubblicani.

Nel fatidico 1871 partecipa come infermiera e combattente durante i tre mesi della Comune che verrà sciolta con la forza in una cruenta restaurazione la quale causò la morte di circa 20.000 parigini, ne imprigionò varie migliaia di altri e ne deportò altrettanti, tra cui la stessa Louise, esiliata in Nuova Caledonia. Fu amnistiata nel 1880.

Al suo ritorno in Francia iniziò una febbrile attività di propaganda rivoluzionaria, interrotta nel 1883 da una condanna a sei anni di reclusione per aver capeggiato nella capitale una manifestazione di disoccupati.

Fu in seguito a Londra, impegnata in conferenze e dibattiti e nella raccolta di fondi per i movimenti rivoluzionari francesi.

Ha un rapporto epistolare con Victor Hugo, al quale invia le proprie poesie che incontrano subito il suo apprezzamento.

Durante la sua detenzione in Nuova Caledonia, Louise Michel s’era interessata al paese, ai costumi e alle legende locali, e aveva continuato il suo lavoro di istitutrice educando dei giovani canachi, che erano malvisti dagli altri deportati.

http://www.treccani.it/enciclopedia/louise-michel/
http://www.leggeretutti.net/site/louise-michel-io-sono-anarchica/


A casa di Emma Calvé, il giovane sarto Paul Poiret, non ancora famoso, accomoda il vestito di Dilili.
Paul Poiret: geniale artista e grande innovatore, una delle figure principali della moda della Belle époque. Le sue invenzioni provocarono un radicale cambiamento rispetto alla tradizione, paragonabile a quello che nella pittura è rappresentato da Picasso.

Le creazioni di Poiret hanno avuto diversi meriti: fissarono un’immagine femminile assolutamente nuova, libera e disinvolta, misteriosa e raffinata, a tratti esotica o classica, avvolta in tessuti leggeri e trasparenti; ha rivalutato la bellezza naturale del corpo femminile, liberandolo dalle costrizioni dei corsetti e dei busti; la morbidezza e l’eleganza delle sue creazioni accompagnavano quindi lo spontaneo esprimersi dei movimenti nella naturale sensualità femminile.

Poiret nacque in una famiglia modesta di mercanti di tessuti, e venne avviato fin da bambino al lavoro di sartoria. Cominciò a disegnare modelli per alcune delle più conosciute case di moda di Parigi, poi venne assunto come apprendista disegnatore presso l’atelier di Jacques Doucet, in seguito entrò come stilista nella celebre casa di moda Worth, dove rimase però pochi anni, poiché i suoi disegni troppo avveniristici per il gusto moderato della clientela, decise quindi di mettersi in proprio, aprì il suo primo studio nei pressi dell’Opera di Parigi, in Rue Auber e in seguito divenne sempre più famoso e innovatore anche per il cinema e il teatro.

https://www.geometriefluide.com/pagina.asp?cat=belle-epoque&prod=poiret-moda-belle-epoque


Alla fine, naturalmente, le bambine furono salvate ...
e vissero tutti felici e contenti.

Il seguito (amaro) della storia.
E’ vero, come dice Michel Ocelot, che la Belle Époque mostrava una situazione a priori incomprensibile, con una Francia esangue e da tutti odiata, ma anche la Belle Époque a sua volta mostra una situazione che rende incomprensibile lo scoppio improvviso della Grande Guerra.

Come scrive Nassim Nicholas Taleb nel "Cigno nero": Dopo i conflitti napoleonici il mondo conobbe un periodo di pace che avrebbe indotto qualsiasi osservatore a credere nella scomparsa di conflitti devastanti. Ed ecco la sorpresa: la Prima guerra mondiale risultò il conflitto più sanguinoso di tutta la storia dell’umanità fino a quel momento..

cosafare e cosavedere