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Valle del Lambro: tragitti, ville, cascine e aree verdi
 
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In una delle zone d’Italia dove è stato versato più cemento, c’è oggi un grande parco che si estende per 8 mila ettari: il Parco Regionale della Valle del Lambro, che ospita al suo interno aree ambientali di grande pregio nonché importanti ville storiche con i loro giardini, cascine e tragitti percorribili a piedi o anche in bici per chi se la cava bene con una mountain bike.

L'area del parco si estende lungo il percorso del Lambro per 25 chilometri, a partire dai laghi di Pusiano e Alserio fino al Parco della Villa Reale di Monza.

Negli ultimi decenni il Lambro ha avuto una pessima fama per le sue acque fortemente inquinate e maleodoranti, ma negli ultimi anni c'è stato un grande recupero, nulla di miracoloso, ma abbiamo oggi un ambiente straordinario dove la natura è sopravissuta e ci offre una lunga galleria verde che si estende da Milano fino alle Alpi.

Per costruire questo sito web abbiamo seguito alcuni dei tragitti ben descritti nel sito ufficiale del parco e altri tragitti trovati in altri siti, poi siamo andati in esplorazione armati di macchina fotografica per documentare alcuni dei moltissimi punti di interesse che il parco offre.

Cosa offre il Parco della Valle del Lambro

Archeologia industriale
Un tempo la vita era legata al fiume e sulle sue sponde o nelle vicinanze operavano mulini, industrie tessili, magli per la lavorazaione dei metalli, fornaci e altre industrie.

Cascine e ambienti rurali
Nel parco si è sempre svolta attività agricola e quindi troviamo cascine e nuclei rurali.

Ville signorili
Fin dal 1500 la Brianza è stata luogo di villeggiatura per l'aristocrazia e la ricca borghesia milanese che ha costruito grandi ville con giardini all'italiana e all'inglese.

Chiese
Anche la Chiesa è sempre stata molto presente nella zona e ne sono testimonianza una quantità di Basiliche, Santuari e piccole chiesette di campagna.

Mulini e l'energia idraulica
Nell'Ottocento l'energia idraulica ha giocato un ruolo importante nella rivoluzione industriale. Il Lambro è stato usato per far girare ruote idrauliche che muovevano principalmente i mulini per i cereali, ma anche frantoi per semi da olio e per la farina di castagne, segherie, magli per lavorare il ferro, filande per la seta e macchine per la follatura della lana.
Con l'avvento dell'energia prodotta dal vapore e poi con quella elettrica i mulini sono andati in disuso, però se ne trovano ancora di funzionanti, così come si trovano ancora edifici che ospitavano le filande.

Ambienti naturali
Il parco è ricco di boschi e di laghetti artificiali ricavati dalle cave dismesse e diventate aree naturali protette. Ci sono inoltre i più ampi laghi intramorenici lasciati dal ritiro dei ghiacciai.

Il ceppo (conglomerato)
Girando per la Valle del Lambro non si possono non notare gli affioramenti di ceppo messi in vista dalll'erosione fluviale, un conglomerato di rocce sedimentarie che si e formato tra la fine del Terziario e l'inizio del Quaternario, una roccia diventata uno dei materiali da costruzione più usati nella valle del Lambro. Non è un materiale di buona qualità però lo si trovava dappertutto, era facile da lavorare, non troppo duro e impermeabile, quindi è stato usato nella costruzione delle fondamenta delle ville, nei rivestimenti per le facciate, nei muri per delimitare le proprietà, per arredare i giardini, nella costruzione dei ponti. Per le macine dei mulini si usavano invece le 'puddinghe', sempre un conglomerato sedimentario come il ceppo, ma più duro.

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Il parco è visitabile a piedi e per diversi tratti anche in bici, e in tutte le stagioni ha delle meraviglie da offrire.


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Agliate: Basilica dei Santi Pietro e Paolo
La Basilica è stata pesantemente restaurata e in parte ricostruita alla fine dell'Ottocento. Comunque la basilica e il battistero sono uno dei più interessanti esempi di architettura romanica in Brianza. La semplice facciata con i tre ingressi rivela la tripartizione interna, scandita da archi sostenuti da colonne di riuso. Il campanile è della fine dell'Ottocento.

Agliate: Basilica dei Santi Pietro e Paolo
Basilica romanica di tradizione architettonica ottoniana, per lungo tempo creduta carolingia (IX secolo), risalente agli inizi dell'XI secolo. Interno a tre navate separate da due file di colonne di riuso, di origine romana come i capitelli. Le piccole dimensioni delle finestre fanno entrare poca [...]

Agliate: battistero della Basilica di San Pietro
Il battistero, che si trova vicino alla basilica, è dello stesso periodo e dello stesso stile romanico.

Agliate: battistero della Basilica di San Pietro
All'interno del battistero c'è la vasca battesimale ad immersione e resti molto rovinati degli affreschi originali.

Agliate: area umida nel parco Rovella
Dietro la Basilica di Agliate c'è un'interessante area umida con diverse specie di piante.

Agliate: ponte
Ponte in pietra a cinque archi costruito alla fine dell'Ottocento per collegare Carate e Verano con la Basilica romanica dei Santi Pietro e Paolo.

Agliate: Villa Stanga Borromeo Arese
Nel Settecento apparteneva ai Calderara, è stata poi ristrutturata verso il 1880 dal marchese Ferdinando Stanga Trecchi nelle attuali linee neo-rococò. Nel lato nord c'è un bel giardino all'italiana fiancheggiato da ombrose carpinate. La villa è ora suddivisa in appartementi ma ha mantenuto l'aspetto architettonico esterno.

Alserio
L'antico cartello, posto all'ingresso del paese, recita: Al passo entro l'abitato cavalli e ruotanti sotto pena di multa [...]

Alserio: Lago Alserio
Lago intramorenico, e quindi scarsa profondità (8 metri max), profilo a scodella con fondo piatto e fianchi poco inclinati. La zona in cui si trova si è formata circa 65 milioni di anni fa, quando l'avvicinarsi della zolla africana a quella europea ha dato origine alle Alpi e alla Pianura Padana. In Brianza c'era un enorme ghiacciaio, l'Abduano, che nel suo movimento verso sud ha scavato la Valtellina e la conca ora occupata dal lago di Como. Man mano che il ghiacciaio si [...]

Alserio: menir?
Una curiosa composizione con un interessante tronco e una specie di menir (autentico?)

Alserio: mulino didattico
Nel passato Alserio è stato un paese di mugnai. Questa ruota di ferro e ghisa è stata costruita nel 1895 e con delle pompe forniva acqua alla Villa di Tassera.

Alserio: deposito per barca

Alserio: murale
Vecchio e ormai scrostato murale che voleva ricordare la Battagli di Tassera combattuta nel 1160 tra Federico Barbarossa contro i comuni di Erba e Orsenigo, alleati col Comune di Milano e guidati dell'arcivescovo Galdino sotto la protezione del carroccio. Il Barbarossa sconfitto si arroccò nel castello di Tassera e poi prosegì verso Como lasciando liberi i territori di Erba e Orsenigo. Ogni anno nel comune di Alserio si svolge una rievocazione storica in costume medievale.

Alserio: Villa Majnoni
La dipendenza della villa in stile eclettico con losanghe dove si trova la portineria e gli edifici accessori.

Alserio: Villa Majnoni
Il corpo principale della villa, architettura semplice e pianta a C. Nel parco interno c'è un tempietto proveniente dalla Villa Reale di Monza.

Baggero: oasi - cammino
Fra i due laghetti dell'oasi di Baggero c'è un panoramico cammino che porta alla cascata creata dalla roggia Cavolto. Di fronte alla cascata c'è anche una panoramica panchina per godere in pace dello spettacolo.

Baggero: cartello percorso oasi
Proprio sopra la cascata c'è il cartello indicatore del tragitto dell'oasi di Baggero

Baggero: strati di travertino
Sono qui evidenti gli strati di travertino, roccia sedimentaria calcarea molto usata in edilizia fin dai tempi degli antichi romani.

Baggero: cascata
Vediamo l'acqua della Roggia Cavolto che sta entrando nella cascata che finirà nel laghetto nord dell'oasi di Baggero. La Roggia Cavolto è un piccolo affluente di destra del Lambro a sue tempo deviato per alimentare i laghetti dell'Oasi di Baggero. Sulla parete di sinistra sono visibili gli strati [...]

Baggero: cascata
La cascata vista dal belvedere in fondo al cammino che si trova fra i due laghetti. [...]

Baggero: oasi - laghetto nord
Laghetto artificiale profondo pochi metri e risutalto di una cava dove è stato estratto materiale per produrre cemento dal 1928 fino al 1969-70. Ci sono poi voluti 10 anni di lavoro per il recupero ambientale. Questo laghetto, insieme a quello che si trova immediatamente più a sud, è alimentato dal 1980 dalla roggia Cavolto e cede poi le sue acque al Lambro. Tutta la zona è adesso un'ampia riserva naturale con accesso libero.

Baggero: oasi - laghetto sud
Due sono i laghetti dell'oasi di Baggero, nel comune di Merone, in primo piano il laghetto sud e in mezzo il ponticello dove inizia breve passeggiata che porta alla cascata della Roggia Cavolto. I due laghi sono il risultato degli scavi della Cementeria di Merone fatti tra il 1928 e il 1970, e poi recuperati dalla stessa cementeria attraverso un progetto di recupero ambientale fra il 1970 e il 1988.

Baggero: passaggio sotto la ferrovia
Passaggio difficoltoso sotto la ferrovia. Zona umida molto fresca e molto amata dalle zanzare. Un tempo era praticabile ma adesso (2013) è in rovina ed e facile scivolare sui sassi e cadere in acqua.

Baggero: ragno gigante
Dentro all'oasi di Baggero c'è un'ampia area attrezzata con giochi per i bambini.

Biassono: Cascina Ca'Nova
Sotto i porticati dell'antica cascina, diventati una sezione etnografica del Museo Civico Carlo Verri di Biassono, sono esposti diversi attrezzi utilizzati per la lavorazione della terra, dalla semina al raccolto e al trasporto dei prodotti agricoli.  [photo: Google Street View]

Briosco: masso erratico
Fra Giussano e Briosco c'è un masso erratico rimasto in mezzo al Lambro. Questo masso di serpentino ha probabilmente percorso più di un centinaio di chilometri dalla Val Malenco trasportato qui dal ghiacciaio del quaternario.

Briosco: torri
Due delle tre torri rimaste che servivano per portare energia elettrica da una turbina collocata nell'antico edificio del mulino sasso fino all'incannatoio che stava in via Trieste (demolito negli anni '60 con una delle tre torri) e che lavorava la seta.

Carate Brianza: Filatoio Eraldo Krumm
In località Realdino c'è l'antico filatoio, risalente probabilmente al 1843, un opificio che produceva filati di cotone, ora diviso in varie piccole attività artigianali e magazzini, ci sono poi dei locali inutilizzati e altri usati come abitazioni.

Carate Brianza: Grotte di Realdino
Località cresciuta in riva al fiume attorno ai numerosi mulini che esistevano fin dal Medioevo. Realdino era conosciuta fin dall'inizio dell'Ottocento per le fresche grotte scavate nel ceppo e per l'acqua che filtrava attraverso le rocce. Intorno alle grotte sorsero osterie e trattorie, per cui si diceva che a Realdino si visita l'acqua e si beve il vino.

Carate Brianza: ponte di Realdino
In questo punto la Valle del Lambro si restringe a formare un piccolo canyon e il fiume ha scavato il suo passaggio a grande profondità. Un tempo qui vicino c'era il mulino Tagliabue di cui oggi è rimasta solo una tettoia e il fossato, ora secco, dove venivano convogliate parte delle acque del Lambro per far girare la ruota del mulino.

Carate Brianza: ponte di Realdino
Il ponte di Realdino è stato costruito col materiale locale, il Ceppo (conglomerato) della valle del Lambro. Un classico conglomerato costituito da rocce sedimentarie (calcari, arenarie, dolomie, selce, ecc..) con i associati graniti, tonaliti, dioriti, gneis. Il Ceppo è un materiale di scarsa qualità ma molto usato in Lombardia perchè facilmente reperibile, economico e facile da lavorare. Lungo il corso del Lambro sono state sfrutta molte cave di questo conglomerato usato [...]

Carcano Inferiore
Piccolo e profumatissimo paese per la gran quantità di falso gelsomino (Trachelospermum jasminoides) presente praticamente in ogni casa.

Carcano Inferiore: San Dionigi
Cjiesa di San Dionigi nel comune di Albavilla (frazione di Carcano). Risale al XIII secolo ed è stata costruita sui ruderi del castello di Federico Barbarossa. Il castello fu fatto demolire dai consoli milanesi dopo la vittoria dei comuni sugli imperiali. La chiesa è stata poi modificata nel XVII e XVIII secolo.

Carcano: Villa Carcano

Casiglio: castello
Castello voluto dal Cardinale Beltramino Parravicini nel XIV secolo come sede rappresentativa, fu completato dopo la sua morte (1348) dal suo discendente Giovanni Parravicini. Restaurato nel 1985 per diventare un hotel.

Casiglio: castello

Inverigo: chiesa Sant'Ambrogio
Chiesa di origine medioevale, più volte trasformata fra Seicento e Settecento, radicalmente trasformata tra il 1930 e il 1931 da Paolo Mezzanotte.

Inverigo: macine da mulino
In via Crivelli ci sono dei muri a secco dove sono state inserite delle macine da mulino inutilizzate. Quando i mulini erano in funzione servivano molte macine, e le pietre conglomerate sedimentarie, come il ceppo del Lambro, erano fra le più usate, e ce n'erano di diversa qualità. Scipione [...]

Inverigo: Piazza del Mercato
Fino all'Ottocento è stata la piazza, voluta dal Crivelli, dove sotto i portici si svolgeva il mercato dei bozzoli dei bachi da seta. In secondo piano si vede il santuario Santa Maria della Noce.

Inverigo: Santuario Santa Maria della Noce
Santa Maria della Noce perchè, secondo la credenza popolare, è stato sopra un albero di noce che la Madonna col Bambino è apparsa per aiutare due fanciulli che si erano persi nel bosco nel 1501. Il santuario viene iniziato nel 1582 per volere di San Carlo. Nel 1606 il cardinale Borromeo vede che i [...]

Inverigo: viale dei cipressi
Vista sul lungo viale dei cipressi e Villa Crivelli.

Inverigo: viale dei cipressi
Vista su Villa Crivelli con la sua antica torre militare

Inverigo: viale dei cipressi
L'esedra con l'ingresso al viale dei cipressi che saliva alla Villa Crivelli. Il lungo viale risale al 1664 e collega la villa al santuario di Santa Maria alla Noce.

Inverigo: viale dei cipressi
Il lungo rettifilo di cipressi che dalla Villa Crivelli arriva fino alla basilica della Madonna della Noce.

Inverigo: viale dei cipressi (Gigante)
Uno dei due viali voluti dai Crivelli su due lati della loro villa, questo collegava la villa alla collina dove si trova la villa neoclassica di Luigi Cagnola. Il viale era affiancato da sculture di cui oggi resta solo quella conosciuta come 'Il Gigante', ci sono invece ancora alcuni dei cipressi [...]

Inverigo: viale dei cipressi (Gigante)
Il viale dei cipressi che dalla statua del Gigante guarda verso la villa dei Crivelli. Questo viale è stato costruito quando i successori dei Crivelli nel 1772 hanno allungato il giardino della villa verso ovest, e oltre la strada che porta a Milano (via al Gigante) costruirono la lunga scalinata affiancata da cipressi e ci misero in cima una gigantesca statua di Ercole (4 metri). Il viale che si estende a est e a ovest della villa è uno dei più lunghi d'Europa (2 [...]

Inverigo: Villa Crivelli
La villa Crivelli è in uno stato di forte degrado. Nel tempo è stata più volte trasformata con anche interventi del Pollack nel 1814. Nel lato est sono visibili i portici retti da colonne doriche.

Inverigo: Villa Crivelli
Il viale dei cipressi costeggia il lato nord della villa, dove c'è l'ingresso ai piedi della torre, qui ci sono delle statue allegoriche e il viale prosegue poi nel lungo rettifilo in discesa che arriva fino al santuario.

Inverigo: viale dei cipressi
All'inizio del viale, subito dopo la villa Crivelli, questa lapide in latino ricorda che la bella passeggiata è stata voluta dal marchese Gian Battista Crivelli per propiziarsi dalla Vergine Maria il ritorno dei due nipoti. Costruì quindi una via diretta dalla villa al santuario di Santa Maria alla [...]

Inverigo: Villa la Rotonda
Si trova sul colle più alto di Inverigo (376 m.) ed è quindi visibile da diversi chilometri di distanza. Progettata da Luigi Cagnola come sua residenza e quindi senza i vincoli di un committente, è diventata la più famosa residenza dell'Ottocento lombardo. I lavori iniziarono nel 1813 e fu terminata dall'allievo Francesco Peverlli perchè Cagnola morì nel 1833.

Inverigo: Villa la Rotonda
La loggia dei Giganti sostenuta da sei telamoni giganteschi opera del 1830 di Pompeo Marchesi.

Inverigo: Villa la Rotonda
Una summa di citazioni di modelli dell'antichità, dai propilei e dal Partenone di Atene, al mausoleo di Adriano, con riletture rinascimentali dell'antichità. Lo storico Cesare Cantù disse che il Cagnola voleva rispondere coi fatti a chi gli contestava di progettare architetture sempre più grandiose con i soldi che non erano i suoi.

Lurago D'Erba: Villa Sormani
La Villa Sormani Andreani Verri si trova in una collina e gode di un'ampia vista panoramica, è stata costruita nel 1783 dal conte Alessandro Sormani che volle riprodurre le linee architettoniche di una famosa residenza provenzale. Il nome Andreani è stato aggiunto nel 1831 e quello di Verri nel 1903 dall'ultimo erede della famiglia di Pietro Verri.

Villa Sormani
La villa vista da Pomelasca da un'idea del panorama che si può godere dalla facciata sud-est della villa.

Parco di Monza
Il Lambro attraversa lo storico Parco di di Monza, il parco cintato più grande d'Europa: 685 ettari di prati e boschi più altri 35 del giardino della Villa Reale. Tutto quanto riguarda il parco e il Lambro sono descritti in un sito dedicato. [...]

Pomelasca: bosco della Bressanella
Nel bosco della Bressanella, l'hobbista Claudio, in anni di passione e faticoso lavoro, ha costruito un ricco giardino botanico in una zona dove prima c'erano solo dei rovi. Anticamente nella stessa zona c'era un roccolo testimoniato dai numerosi alberi disposti a cerchio ad uso dei cacciatori.

Pomelasca: giardino botanico
Dal giardino botanico di Claudio, otre a godere della vista dei fiori, si può anche ammirare un bel panorama sulla Brianza.

Pomelasca: Cappella Madonna di Pomelasca
Chiesetta in stile romanico-lombardo dei maestri comacini del XII secolo. Nel piccolo campanile una campana storica fusa nel 1330 e proveniente dal monastero di San Genesio. La campana suono a distesa nel 1648 quando il conte Paolo Sormani prese solenne possesso del feudo.

Pomelasca: Tenuta Sormani
Ai lati i fabbricati dell'azienda agricola, costruiti nel 1846, e in fondo l'edificio di residenza patrizia. Pomelasca divenne proprietà della famiglia Sormani nel 1786 col matrimonio di donna Fulvia, dell'antica casata dei Giussani, che la portò in dote al marito conte Cesare Sormani, e da allora appartiene ancora ai Sormani.

Pomelasca: Tenuta Sormani
La residenza patrizia con davanti un giardino all'italiana (non visibile nella foto)

Pomelasca: Tenuta Sormani
A: azienda agricola; B: residenza.

Romanò: Roccolo di Romanò
Questi alberi sono quel che resta del roccolo di Romanò di fronte a Villa Mezzanotte. [...]

Verano Brianza: filanda Battarello
Quel che resta dell'antica filanda.

Villa Romanò: macine
Quando i mulini ad acqua sono stati sostituiti da macchinari a vapore e poi da quelli elettrici, le macine da mulino sono diventate inutili e riciclate nei muri o come aiuole spartitraffico.  [photo: Google Street View]

Villa Romanò: macine
Villa Romanò, come Inverigo, è sorta sopra una collina morenica di origine glaciale. [...]

Villa Romanò: Villa Sala

Ciclovia del Lambro
Una quarantina di km percorribili anche in bicicletta ma con tratti molto difficoltosi, non adatti ai bambini, e il casco è d'obbligo.

Percorso 03 attorno al Lago di Alserio
Intorno al lago intramorenico di Alserio ci sono dei percorsi che si possono fare sicuramante a piedi e con qualche difficolta anche in bici (MTB). Ci si può arrivare con le Ferrovie Nord scendendo alla stazione di Merone (a circa 1 km) oppure dalla stazione di Erba (2 km).
Una versione più dettagliata del percorso è scaricabile dal sito ufficiale del parco

Percorso 05 - Costa Masnaga - Bevera - Moiana - Rogeno
Percorso che attraversa i parchi comunali di Brenno e della Bevera, dai quali si diramano quattro estensioni: verso il lago di Pusiano, verso il Lambro, verso Cibrone e verso la superstrada. Luoghi ricchi di tesori dell'arte e dell'ambiente: l'oasi di Baggero e l'antico mulino, il lago di Alserio [...]

Percorso 06 - La via delle ville
La via delle ville e dei paesaggi storici fra Inverigo, Lurago e Lambrugo. Un percorso che si alllontana dal Lambro attraversando aree di grande valenza storica e paesaggistica, con aree naturalistiche, paesaggi storici, ambiti monumentali zone agricole, poi il tragitto ritorna verso il Lambro [...]

Percorso 10 dal Lambro al Laghetto di Giussano
Attraverso i territori di Giussano e Briosco, raggiungibile dalla stazione di Giussano a 1,5 km dal laghetto.
Una versione più dettagliata del percorso è scaricabile dal sito ufficiale del parco

Percorso 11 anello Agliate Chignolo Triuggio
Ambiti agricoli, cascine storiche, boschi, maneggi, ruscelli e fontanili.
Una versione più dettagliata del percorso è scaricabile dal sito ufficiale del parco

Ciclabile del canale Villoresi
Vai a vedere il sito della ciclabile che da Groppello d'Adda, seguendo il canale Villoresi, arriva fino al Ticino dove il Villoresi nasce.

Ciclabile del Parco Adda Nord
Vieni a vedere i giri in bicicletta nell'area del Parco Adda Nord, dal lago di Lecco fino a Truccazzano. [...]
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