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Canale Villoresi

In bicicletta lungo il Canale Villoresi

In bici, da dove nasce il Ticino fino a Cassano d’Adda, passando da Monza


Il canale Villoresi
Il canale Villoresi è stato costruito dal 1887 al 1890, su progetto dell'ingegnere Eugenio Villoresi, per l'irrigazione dei campi e in parte per la navigazione di barconi che trasportavano sabbia.

Il Villoresi viene alimentato dal Ticino, dalla diga Pan Perduto, in una frazione di Somma Lombardo, e finisce nell'Adda nel comune di Cassano d'Adda.

Il Villoresi é il più lungo canale artificiale d'Italia, si snoda per 86 chilometri, ed é affiancato da una facile pista ciclabile lungo tutto il suo percorso. Da considerare che il canale ha dei lunghi periodi di asciutta, da metà settembre a metà novembre e da febbraio a metà aprile, periodi in cui é meno interessante.

Da Monza verso il Ticino (direzione ovest).
- Tragitto facile.
- Circa 50 chilometri.
- Dislivelli contenuti in una sessantina di metri.
- Dopo Garbagnate il tragitto attraversa il Parco delle Groane.
- Diverse delle cittadine attraversate conservano vecchie ville, palazzi e parchi che meritano una visita. Da non perdere Villa Litta a Lainate, Villa Bagatti-Valsecchi a Varedo, e un pochino fuori dalla ciclabile la Villa Arconati a Castellazzo.
- Arrivati a Nosate si può risalire per la ciclabile del Ticino che, in una ventina di chilometri, porta fino alla diga di Panperduto dove il Villoresi nasce.

Da Monza verso l'Adda (direzione Est)
- Tragitto facile.
- Circa 30 chilometri.
- Meno di 100 metri di dislivello.
- Dopo il parco di Rio Vallone si abbandona il Villoresi e seguendo la Martesana si arriva a Cassano d'Adda.

Treno+bici
Sulla mappa sono segnate le stazioni FS e FNM.

Collegamenti con altre ciclabili
Arrivati all'Adda si incrocia la ciclabile che può portare a nord verso Lecco e a sud verso il Po.
Arrivati al Ticino si incrocia la ciclabile che segue il Ticino da Sesto Calende fino al Po.

Slideshow
A Varedo la ciclabile incrocia il lungo viale prospettico (1.347 metri) che porta alla villa Bagatti-Valsecchi. Nel 1523 la famiglia milanese Bagatti si era trasferita a Varedo per sfuggire alle cicliche epidemie di peste del XVI secolo (devastante quella del 1630 raccontata dal Manzoni), e nel 1881 iniziano i lavori per la costruzione della villa, abbellita poi con materiali recuperati dal convento di Sant'Erasmo e dal Lazzaretto di Milano. In occasione dell'EXPO 2015, la villa, il grande parco all'inglese a sud, e il cortile a nord ospitano le opere della manifestazione curata da Vittorio Sgarbi "EXPO Arte contemporanea italiana". Lo slideshow qui sotto mostra delle foto sui particolari di alcune opere:

Con una breve deviazione dalla ciclabile verso Castellazzo di Bollate, si può visitare la Villa Arconati, una delle più belle ville di delizia del milanese. Considerata una rivisitazione all'italiana della Versailles di Luigi XIV, la villa oggi si presenta nella struttura così come era stata completata dalla famiglia Arconati col finire del XVIII secolo, espressione della cura e dell'eleganza del barocchetto lombardo sull'impianto del precedente casamento seicentesco.

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