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Gertrude Bell - Da Gerusalemme a Petra

Gertrude Bell - Da Gerusalemme a Petra

Il 19 marzo 1900 Gertrude Bell organizza la sua prima carovana per un’esplorazione da Gerusalemme a Petra. Un viaggio facile rispetto ai successivi che hanno portato Lord Cromer a scrivere di lei «Miss Gertrude Bell conosce gli arabi e l’Arabia meglio di quasi qualsiasi altro inglese vivente, uomo o donna che sia». Anche questo primo viaggio non è stato comunque facile per una donna che si muove in autonomia nel 1900, dimostrando una forte volontà e un grande coraggio.

Introduzione

Mappa e note sul primo viaggio di Gertrude Bell, come descritto in uno dei capitoli del libro “La regina del deserto”, libro di Georgina Howell, che è stata un’esperta giornalista.

Dalla storia di Gertrude Bell, Werner Herzon ne ha tratto un film, con Nicole Kidman nei panni della protagonista. Il film non mi è piaciuto, sembra una sorta di “Gertrude Bell superstar” senza le musiche. La copertina del libro riprende un fotogramma del film, per fortuna solo un fotogramma…

Dei 16 capitoli del libro, questo sito è stato costruito usando solo una parte del capitolo 6 (Viaggiare nel deserto) con l’obiettivo di ricostruire e mettere su Google Maps il viaggio da Gerusalemme a Petra. Sono stati usati anche alcuni elementi dei capitoli introduttivi, e diverse lettere di Gertrude (alcune citate nel libro).

Per chi fosse interessato alle lettere di Gertrude Bell, ma anche i diari e le foto, può trovare tutto e in bel ordine nel Gertrude Bell Archive

Il libro intero è caldamente consigliato, racconta di una donna eccezionale non solo nell’attraversamento dei deserti, ma anche nelle sue esperienze esaltanti e terribili della vita. Quanto mostrato in questo sito è invece solo la parte più freddamente geografica del primo e più semplice dei suoi viaggi.

Chi era Gertrude Bell?

Gertrude Margaret Lowthian Bell, nasce nel 1868 in una delle famiglie più ricche d’Inghilterra.

L’importanza storica di Gertrude la si può capire da una frase in una lettera del 1915 di Lord Cromer per Sir Henry McMahon, alto commissario britannico in Egitto:
«Miss Gertrude Bell conosce gli arabi e l’Arabia meglio di quasi qualsiasi altro inglese vivente, uomo o donna che sia».


Il libro “La regina del deserto” inizia con: br> “È il 22 marzo 1921, ultimo giorno della conferenza del Cairo […] Come tutti i turisti, i delegati compiono la consueta visita alle piramidi e sono fotografati a dorso di cammello […]
Il gruppo include […]
--- il ministro delle Colonie, Winston Churchill, […]
--- T.E. Lawrence [Lawrence d’Arabia]
--- Fra loro […] Gertrude Bell"


E il libro aggiunge che Gertrude è
"l’unica delegata a possedere la conoscenza indispensabile per condurre la conferenza.”

Nel libro Gertrude è così descritta: […]
donna capace ed estremamente raffinata. Era ricca, libera da relazioni sentimentali e non aveva figli di cui preoccuparsi.
Lo spettro dei suoi talenti andava dalla poesia all’amministrazione, dall’avventura e dall’impresa sportiva all’archeologia.
Era dotata di una rara capacità di comprensione della storia mondiale e dei problemi politici contemporanei, oltre che della passione per il bel vestiario.
Parlava e scriveva correntemente sei lingue.
E tutte queste abilità affondavano le loro radici nelle qualità umane più dolci, ossia profondo senso della famiglia, del paesaggio e dell’architettura, amore per la vita in sé stessa.


Muore il 12 luglio 1926 a Bagdad per overdose di sonniferi, e a Baghdad è stata sepolta.

Gertrude prima delle grandi esperienze in Asia centrale

  • Nel 1879 parte col fratello Maurice per un primo viaggio intorno al mondo.
  • Nel 1892 viene invitata da zia Mary a Teheran dove il marito Frank Lascelles era diventato ambasciatore. Prima di partire studia seriamente il persiano.
  • Nel 1900 fa il suo primo viaggio in Asia centrale, quello descritto in questo sito.
  • Nel 1903 intraprende un secondo giro del mondo, col fratellastro Hugo, e assiste al Dehli durbar (corte di Delhi), ossia la celebrazione dell’ascesa di Edoardo VII al trono di imperatore dell’India.


Cos’è stato il Dehli Durbar del 1903?

Dal 29 dicembre 1902, e per due settimane, si tennero uno spettacolare Durbar
e una quindicina di festeggiamenti per commemorare l’incoronazione di Edoardo VII e della regina Alexandra come imperatore e imperatrice dell’India.

Questo è stato il secondo di tre Durbar di Delhi (gli altri si svolsero nel 1877 e nel 1911), ma questo organizzato da Lord Curzon, viceré dell’India, è stata la più costosa, spettacolare ed elaborata sfilata britannica mai tenuta in India.

Curzon fece costruire una tendopoli a nord di Delhi per 150.000 ospiti.

La sfilata di Delhi venne poi replicata, in scala minore, in altre città indiane.

Tuttavia, Edoardo VII non si presentò ai festeggiamenti, inviò invece suo fratello, il Duca di Connaught, con grande dispiacere di Curzon.

Le riprese delle compagnie cinematografiche britanniche facevano parte della volontà di diffondere la portata e la grandiosità delle celebrazioni, e sono diventate fra i primi film ad essere proiettati in India.

Gertrude nel suo diario scrive: Fu lo spettacolo più sontuoso che si possa immaginare. [...]
Prima i soldati, poi la guardia del corpo del viceré, la cavalleria nativa e Pertab Singh alla testa dei cadetti, tutti figli di rajah, poi il viceré e Lady Curzon, seguiti dai Connaught, tutti a dorso di elefante, poi ancora un centinaio di rajah sugli elefanti, una folla sfavillante di oro e di gioielli.

I rajah erano adorni di perle e di diamanti dal collo alla cintola, con fili di perle appesi alle spalle, nappe di perle che pendevano dai turbanti, e vesti di cangiante tessuto dorato o di velluto ricamato in oro. Gli elefanti avevano nappe di gioielli penzolanti dalle orecchie.


(Nel dipinto di Roderick MacKenzie sono raffigurati Lord e Lady Curzon nel primo elefante, seguiti dall’elefante col Duca di Connaught e la moglie, nello sfondo la moschea di Jama Masjid a Delhi).

Durbar era il termine usato dai Moghul in India per le riunioni della corte o del consiglio del sovrano, il termine è stato poi adottato dagli inglesi per i raduni cerimoniali per dimostrare lealtà alla corona.

Dopo il Durbar

Dopo il Durbar Gertrude e il fratellastro Hugo continuano il loro viaggio intorno al mondo per altri sei mesi che si concluse con le visite negli Stati Uniti e nel Canada.

Dopo il secondo giro del mondo Gertrude si impegnò nell’alpinismo con importanti ascensioni e mete raggiunte nelle Alpi.
Rischiò la vita più volte e fu considerata una scalatrice delle più importanti del suo tempo, considerando anche i maschi.

Gerusalemme

La 32enne Gertrude arriva a Gerusalemme alla fine del 1899 come turista, invitata dalla sua amica Nina Rosen, il cui marito era diventato console tedesco a Gerusalemme, e si appassiona subito al deserto.
In quel tempo, paesi oggi conosciuti come Israele, Siria, Libano, Palestina, Giordania, Arabia Saudita e Iraq, erano semplici regioni dell’Impero Ottomano.

Decide di fermarsi a Gerusalemme per alcuni mesi e prende alloggio all’Hotel Jerusalem, a pochi passi dal consolato dove alloggia la sua amica, e dove si reca per i pasti e per le escursioni.

Ingaggia subito un insegnate di arabo per sei lezioni alla settimana. Gertrude parla già francese, italiano, tedesco, persiano, un po’ di ebraico, ma trovò l’arabo molto difficile. In una lettera a casa dice:
“È una lingua spaventosa. [...] Ci sono almeno tre suoni quasi impossibili da pronunciare per una gola europea. Il peggiore è quello di una h molto aspirata. Riesco a pronunciarla soltanto schiacciandomi la lingua con un dito! Ma non si può conversare con un dito in gola, vero? Inoltre dovete sapere che ci sono cinque parole per indicare un muro e cinquantasei modi per formare il plurale.”

Da Gerusalemme a Petra

Nel marzo del 1900 Gertrude parte da Gerusalemme per la sua prima spedizione che dovrebbe durare 10 giorni.

Organizza una carovana con un equipaggio composto da un cuoco (Hanna), due mulattieri (Mohammad e Ali) e una guida (Tarif), e l’intenzione di raggiungere le colline del Moab.

Moab è lo storico nome di una zona montuosa lungo la costa orientale del Mar Morto. Anticamente qui c’era il regno di Moab (dei moabiti) con capitale Dibon, che secondo la Bibbia ebraica era spesso in conflitto coi suoi vicini israeliti ad ovest.

https://en.wikipedia.org/wiki/Moab
https://en.wikipedia.org/wiki/Dhiban,_Jordan


Il 19 marzo 1900 lascia Gerusalemme, la prima tappa è Gerico dove alloggia al Jordan Hotel.

Il mattino seguente parte alle 6 e attraversa la pianura del Giordano. In una sua lettera del 20 marzo 1900 scrive di:

“uno spettacolo indimenticabile - distese e distese di vari e magnifici colori - viola, bianco, giallo e il blu più luminoso (una specie di pianta irta che non conosco) e campi di ranuncolo scarlatto.

La maggior parte delle piante non la conoscevo, ma c’erano la margherita gialla, il dolce profumo selvatico della malva selvatica, una splendida specie di cipolla viola scura, l’aglio bianco, la malva viola, e più in alto un piccolo iris blu, poi rossi anemoni e una pianta rosa-alba che assomigliava a un linum.



Non c’è solo Gertude in giro per la Giordania, a volte incontra altri viaggiatori, come dice in una lettera del 21 marzo 1900:

“Lasciato il monte Nebo ha iniziato a piovere a dirotto. Sono arrivata a Madeba verso le 11:30, bagnata.

Mentre attraversavo le squallide stradine fangose, con mia sorpresa fui accolta in inglese americano da un uomo in impermeabile.

È un fotografo, semi-professionista, si chiama Baker ed è molto allegro e simpatico. Viaggia con un interprete.

Ho dato istruzioni per mettere il mio campo sul lato sottovento del villaggio, e nel frattempo il signor Baker mi ha portato al monastero latino, dove era alloggiato, per ripararmi dall’umido mentre il mio campo veniva sistemato.”



Il 22 marzo 1900 Gertrude arriva alle rovine di Mashetta che così descrive in una lettera:
“davanti a noi sorgevano le rovine di Mashetta. Un palazzo persiano, iniziato e mai terminato da Chosroes 1, che invase il paese nel 611 della nostra era e progettò di avere una splendida dimora di caccia.

Pianure erbose che abbondano di selvaggina. La bellezza di tutto faceva ormai parte del passato. È una cosa indimenticabile.

Poi, con riluttanza, tornammo a casa percorrendo le nostre quattro ore di viaggio. Avevamo percorso solo pochi metri quando tre dei Beni Sakhr arrivarono verso di noi, armati fino ai denti, sopracciglia nere e molto minacciosi.

Quando hanno visto il nostro soldato [fornito da un capo locale] ci hanno lanciato qualche salaam con un po’ di disgusto, e dopo un breve scambio di cortesie, sono proseguiti per la loro strada - abbiamo intuito che l’incontro avrebbe potuto avere un esito diverso se non fossimo stati scortati.”



Gertrude prosegue per la sponda orientale del Mar Morto, il 23 marzo 1900 è in tenda nella piana di Madeba che in una lettera così descrive:

“Oh, il mio campo [tendato] è troppo bello stasera! Sono in un grande campo di margherite gialle sul bordo di un ruscello impetuoso pieno di pesci e bordato di oleandri che stanno fiorendo. (Ne ho un sacco nella mia tenda.)

Su entrambi i lati si innalzano gli alti bordi della valle che mi proteggono da ogni soffio di vento.

Ho appena fatto una nuotata nel fiume sotto i cespugli di oleandro e Tarif [la guida] mi ha preparato una pernice per cena … C’è una fioritura della ginestra bianca molto carina. Mashallah!

Oh, il bel suono di acqua e rane e un piccolo gufo che strilla!”



Il 24 marzo 1900 arriva finalmente a Kerak:
“Mi sono arrampicata a metà su un altopiano vicino al fiume - una casa di guardia romana. Il posto era notevole per possedere due alberi - terebinti; gli unici alberi che vedo da quattro giorni.

Una piccola collina chiamata Shikan che posso vedere dalle mie finestre a Gerusalemme.

Rovine di una città moabita, dovrebbe essere la capitale del re Sihon e quindi molto antica. Ho potuto vedere le linee a terrazze dei vecchi vigneti. . . e la strada romana dritta come una freccia, lastricata e bordata da una doppia parete bassa, alta una pietra. C’erano un sacco di rovine, villaggi e città - che paese doveva essere!”
[…]
“la cima della collina era circondata da grandi fortezze crociate con acri di tetti di fango in mezzo: era Kerak. […]

entrammo in città per vedere il dottore inglese, Johnson è il suo nome, e mi diede delle lettere.

Dopo il tè, il dottor Johnson mi ha portata nel mio campo dove abbiamo trovato un funzionario che era venuto a scoprire chi ero e dove andavo.”



Da Kerak Gertrude avrebbe dovuto iniziare il ritorno, invece, come lei dice:
“Non posso non pensare che il dito della Provvidenza sia rivolto a sud!”. Finge, come aveva fatto altre volte, di ottenere il permesso dal padre “Vorrei telegrafare per chiedere il tuo permesso, ma non esiste un telegrafo più vicino di Gerico!” e si dirige verso la mitica Petra.

Il viaggio però presenta sempre delle incognite, come scrive Gertrude il 25 marzo 1900:
“Abbiamo sentito che eravamo a 6 ore da Wadi Musa [vicino a Petra]. Una delle maggiori difficoltà di questo viaggio è che nessuno conosce le distanze nemmeno approssimativamente e non esiste una mappa che valga un quarto di penny. Un altra difficoltà è che la popolazione è così scarsa che non riusciamo a procurarci il cibo!
Stasera è un campo di fame, non abbiamo altro che riso e pane, un po’ di carne in vaso. Niente carbone e niente orzo per i nostri cavalli.”


Il 25 partono quindi per Wady Musa e Petra, insieme a Mr. and Mrs. Harding, un missionario e sua moglie, che si sono aggregati.


29 marzo 1900, arrivano finalmente al villaggio di Wadi Musa e da qui a Petra attraverso il lungo, stretto e coloratissomo passaggio di Bab es Sik che porta al “Tesoro del Faraone”.
Gertrude ne resta entusiasta e scrive:
“Andammo avanti in estasi fino a quando all’improvviso tra la stretta apertura delle rocce, vedemmo lo spettacolo più bello che io abbia mai visto.

Immagina un tempio scavato nella solida roccia, l’affascinante facciata sostenuta da grandi colonne corinzie che si stagliano chiare, il tempio che si innalza verso l’alto fino alla cima della collina nelle proporzioni più squisite e scolpito con gruppi di figure così fresche come quando lo scalpello le ha appena scavate nella roccia rosa-rossa, con il sole che lo tocca e lo fa sembrare quasi trasparente.

Mentre proseguivamo il passaggio si allargava, entrambe le pareti erano scavate con tombe di roccia di ogni forma e adornate in modi diversi, alcune dritte, colonnate, nella roccia, alcune chiare con un tetto appuntito, alcune elaborate, alcune semplici, alcune sovrastate da piramidi appuntite, molte ornate da una curiosa forma di scala in alto sopra la porta… Il passaggio si aprì e ci fece entrare in una specie di piazza dalle alte pareti in un teatro intagliato in modo grezzo e tombe su ogni lato.

Proseguimmo e arrivammo in un grande spazio aperto, le pareti si allargavano da ogni parte e lasciavano questo tipo di anfiteatro disseminato di tumuli di rovine.

E qui ci siamo accampati sotto una fila delle tombe più elaborate.”


Dato che da qualche tempo avevano finito le scorte di cibo, e avevano chiesto d’acquistare un agnello, la lettera si conclude con un “vorrei che l’agnello fosse arrivato!”


Il 30 marzo 1900 Gertrude sale in cima al Monte Hot (Hor) per vedere la tomba di Aronne, primo e sommo sacerdote del popolo ebraico e fratello di Mosè.

Al padre scrive:
Ho avuto una giornata intensa. Un’ora prima dell’alba Ayoub e io abbiamo iniziato a cavalcare, con un pastore come guida, fino alla cima del Monte Hot - ti rendi conto che tua figlia non poteva accontentarsi di stare tranquillamente sotto una montagna quando ce n’era una a portata di mano? -

[...] salimmo fino alla cima più alta su cui sorge, di quale tomba pensi? di Aaron!

Non ho mai visto niente di simile a queste gole; le pareti si innalzano per 1000 piedi su entrambi i lati, nelle forme più incredibili e colorate!

Sono tornato alle mie tende e ho scoperto che avevano comprato cinquanta uova, alcuni fichi e una pecora!

Sabato 31 marzo, alle 7 del mattino, a malincuore, lasciano Petra ed iniziano il ritorno, anche perché gli Harding - che si erano aggregati a Kerak - dovevano tornare.

La prima spedizione di Gertrude era durata 18 giorni, durante i quali percorse 215 chilometri.


Conclusione

Questa prima spedizione è stata però come una facile vacanza rispetto agli altri molto più impegnativi viaggi dove Gertrude ha più volte rischiato la vita attraversando infuocati deserti e zone congelate, a cavallo e in cammello, alloggiando quasi sempre in tenda, viaggiando quasi sempre senza autorizzazione, e col costante rischio di predoni o di sceicchi ostili che sempre affrontato con grande determinazione e coraggio.

In Medio Oriente Gertrude intraprese altre importati spedizioni:
  • 1905 – Beirut - Gerusalemme – Damasco - Aleppo – Antiochia – Konya (Anatolia) – Costantinopoli; 4 mesi a cavallo tranne l’ultimo tragitto in treno;
  • 1907 – Smirne – a cavallo fra vari siti archeologici con soste per incontrare la carrozza ferroviaria nolleggiata per trasportare i suoi bagagli, la regione di Binbirkilise – Costantinopoli;
  • 1909 – Aleppo – deserto settentrionale fino all’Eufrate - Bagdad - Ukhaidir – Babilonia – Ctesifonte – le sponde del Tigri fino alle sorgenti – montagne occidentali dell’Iran – confine Turco - Mardin - Costantinopoli (5 mesi in sella);
  • 1911 – Damasco – deserto siriano - Ukhaidir – Najaf – Bagdad – valle del Tigri - Tur Abdin – Karkemis – Aleppo – Beirut;
  • 1913 – una grande carovana per attraversare il deserto del Najd fino a Na’il in Arabia Saudita - Bagdad – deserto siriano – Damasco.
Questo sito web è limitato alla prima spedizione, quella del 1900 da Gerusalemme a Petra. Seguiranno altri siti per mappare le altre molto più impegnative spedizioni.

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