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Vagabonda nel Turkestan

Vagabonda nel Turkestan: i luoghi del libro di Ella Maillart



Il libro: "Vagabonda nel Turkestan" Ella Maillart nel 1932 viaggia da sola nel Turkestan Russo che i rivoluzionari sovietici stanno tentando di occidentalizzare. Viaggiando su treni, battelli, carretti e cammelli si sposta fra Kazakistan e Uzbekistan (le repubbliche che oggi conosciamo dopo la divisione di Stalin), si sposta da Alma Alta (oggi Almatry) fino al lago d'Aral esplorando le mitiche città di Samarcanda, Bukhara e Khiva. Naviga per buona parte dell'Amu Darya e attraversa il deserto ghiacciato del Kyzyl-Kum in cammello per raggiungere Kazalinsk e prendere il treno per Mosca.
I mezzi di trasporto usati da Ella
1) Da Almaty a Tashkent: treno, con cambio ad Arys;
2) da Tashkent a Samarcanda: un piccolo aereo a tre posti;
3) da Samarcanda a Bukhara: treno;
4) da Bukhara a Chardzhou: treno;
5) da Chardzhou a Turkul: battello sul fiume Amu Darya;
6) da Turkul a Khiva: carretto contadino, un arba dalle due grandi ruote;
7) da Turkul a Nukus: battello sul fiume Amu Darya;
--) tentativo infruttuoso di raggiongere il lago d'Aral navigando sul fiume Amu Darya;
8) da Nukus a Chinboy: carretto, un arba;
9) da Chinboy a Kazalinsk: in cammello sul deserto del Kyzyl-Kum gelato.
Le località citate nel libroAlma-Ata (Almaty)Amu Darya (fiume)Aral lakeArysAulje-Ata - Taraz
Bukhara
Chardzhou - TürkmenabatChimbaj - ChimboyColpan-Ata (Cholpon-Ata)
Dargan-AtaDjizak
Frunze (Bishkek)
Kara-Kum desertKazalinskKhan TengriKhivaKrasnovodskKunja UrghenchKyzyl-Kum desertKyzyl-Orda
Novo UrgenchNukus
Samarcanda
Tahtakupyr - TakhtakupitTaskentTurtkul
Xojeli
Zeravshan (fiume)
Come doveva essere l’Uzbekistan visto da Ella Maillart Samarcanda, piazza Registan vista dall’alto nel 1930,
un paio di anni prima che ci arrivasse Ella Maillart,
si vede una donna in abiti occidentali,
che guarda la piazza dall'alto,
una viaggiatrice?

Si vede un gran movimento di persone,
diverse impalcature per il restauro alle madrase piuttosto rovinate,
un minareto imbragato per evitarne il crollo.

Probabilmente siamo in piazza Registan a Samarcanda,
l'anno è il 1930,
gran mercato,
un ristorantino all’aperto,
venditore di pane,
molte angurie,
pesatura di qualche ortaggio con una bilancia.

Piazza Registan vista dall’alto nel 1930,
un gran mercato molto animato.


Un treno del 1941,
una decina di anni dopo il viaggio di Ella Maillart,
treno probabilmente meno affollato di quelli presi dalla Maillart,
dove a volte non riusciva ad entrare,
si vede una grande quantità di bagagli per ogni passeggero.

Treno in partenza alla stazione di Samarcanda nel 1930,
locomotiva a vapore,
carrozze strapiene con gente che sporge dai finestrini e dalle porte,
carrozze passeggeri molto diverse,
probabilmente sono per diverse classi.

Ella Maillart si è spostata diverse volte utilizzando un carretto contadino,
il tipo di carretto è arba,
riconoscibile per le due grandi ruote,
che gli permettono di muoversi su strade di campagna con buche e solchi,
e qui se ne vede uno in una qualche strada dell’Uzbekistan
nel periodo in cui c'era anche la Maillart.

Nella versione inglese del libro, e probabilmente anche nell’originale francese, Ella Maillart quando parla della sue esperienza nel Tien Shan (le "montagne celesti") a cavallo fra Russia, Kirghizistan e Cina, racconta della differenza di trattamento di una stessa popolazione nei due versanti delle stesse montagne.

Nel versante sovietico è in atto una forzata e rapida modernizzazione portando scuole, ospedali, giornali, trattori e anche il cinema,
mentre, nel versante cinese, gli stessi musulmani sono in rivolta, tanto che, dice la Maillart, il governatore di Urunqi (Cina) è in pericolo di vita.

Qui si vedono alcuni fotogrammi di un film propagandistico del 1949 del regista sovietico Ivan Pyryev (I cosacchi del Kuban) che mostra delle idilliache scene di raccolta del grano.

Ella Maillart è stata una grande viaggiatrice, ha scritto molti libri e scattato moltissime foto con la sua Leica.
Per cominciare a saperne di più si può vedere il sito ufficiale dedicato a Ella Maillart,
poi bisogna passare alla lettura dei sui affascinanti racconti di viaggio.

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