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Tanzania
 
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TANZANIA: i grandi parchi e il Kilimanjaro

Il viaggio in Tanzania parte dal Kenya: Nairobi è punto di partenza per molti parchi africani; passiamo il confine a Namanga, dove ci si ferma per le formalità doganali, si prosegue poi per Arusha, altro grande punto di riferimento per i viaggi nei grandi parchi della Tanzania.

Ad Arusha in genere ci si ferma poco, però meriterebbe una sosta più lunga perché si trova ai piedi del monte Meru e dentro al piccolo ma bellissimo Arusha National Park.

Arusha fu un importante riferimento dell'Impero Britannico che nel centro della città edificò un campanile per segnare il punto centrale dell'impero fra Il Cairo e Città del Capo. Arusha è oggi un grande punto di riferimento per i safari, da qui si parte per lo Ngorongoro il Serengeti, il Manyara, il Tarangire e il Kilimangiaro.

Tarangire
Anche noi dopo una breve visita ad Arusha e al suo mercato partiamo verso ovest per il Tarangire, così chiamato per il fiume Tarangire che lo attraversa, lo rende verdeggiante, ricco di boschi, grandi paludi e piane alluvionali; è un'area naturale protetta ricca di acacie ad ombrello (Acacia tortilis), baobab in gran quantità, forse la più grande concentrazione di tutta la Tanzania.

Il parco del Tarangire durante la stagione secca ospita moltissimi animali, predatori e prede, zebre, gnu, alcelafi, kudu minori, dik-dik, gazzelle, bufali, giraffe, elefanti, ghepardi e leoni, nonchè turisti di tutte le razze dotati di macchine fotografiche di tutte le marche.

Manyara
A nord ovest del Tarangire c'è il lago Manyara con in suo parco. Il Lake Manyara National Park è un stretta lingua di terra lunga 50 km che scende nella parte occidentale del lago fino alla Rift Valley.

Si entra nel parco dal villaggio masai Mto Wa Mbu, il paesaggio è tipico della savana, si incontrano giganteschi baobab, boschetti di acacie e foresta. La prima cosa che in genere si va a vedere è la Hippo Pool, la grande pozza formata dal fiume Simba dove si possono ammirare grandi quantità di ippopotami e uccelli. Il parco è attraversato da molti torrenti e a sud ci sono le sorgenti d'acqua calda Maji Moto.

Eyasi
Dal Manyara, proseguendo verso ovest e passando per una difficile pista nei pressi di Mangola, a poca distanza incontriamo il lago Eyasi, uno dei tanti della Great Rift Valley. Sul lago Eyasi vivono ancora gli ultimi boscimani Hadzabe, sono cacciatori raccoglitori e parlano un antico linguaggio a clicks. Lasciato il lago proseguiami per Karatu, piccola cittadina alle pendici dello Ngorongoro e a metà strada fra i due laghi Manyara e Eyasi.

Ngorongoro
La prima vista del cratere dello Ngorongoro è mozzafiato: l'enorme cratere che ci si presenta davanti ha un diametro di ben 16 km; è la più rande caldera del mondo rimasta intatta e non invasa dall'acqua. La caldera è diventata naturalmente un habitat ideale per una gran quantità di animali selvaggi e di turisti fotografi; è anche un ecosistema completo grazie alla pioggia, ai piccoli laghi, dei torrenti e la nebbia notturna (siamo a 2.200 metri d'altezza) che permette la crescita di foreste nei pendii.

Sul bordo dello Ngorongoro c'è un piccolo e panoramico campeggio con un minimo di infrastruttura, un luogo tranquillo e fresco che la sera può diventare freddo e nebbioso, con magari qualche visita dei bufali neri africani.

Al centro della caldera c'è il lago Magadi che ai suoi bordi ospita una delle maggiori colonie di fenicotteri rosa dell'Africa. Nella caldera si trovano mandrie di gnu, di zebre, qualche struzzo e una quantità di animali di grossa taglia stimata intorno ai 25 mila (turisti esclusi). Merita una lunga visita con momenti di pausa e ristoro nelle zone consentite.

Serengeti
A nord ovest dello Ngorongoro troviamo il Serengeti National Park, la grande pianura in swahili, ben 30 mila chilometri quadrati, con immense piane punteggiate da boschetti di acacie ad ombrello; praterie, savane e boschi abitati da 1,5 milioni di erbivori e migliaia di predatori che trovano cibo in gran quantità.

In questo grande parco che si estende in parte anche in Kenya, avvengono annualmente le grandi migrazioni di 1,5 milioni di erbivori che a ottobre si spostano verso sud attraversando il fiume Mara, e ad aprile ritornano a nord.

La grande pianura del Serengeti contiene al suo interno il Serengeti National Park, la riserva di Ngorongoro, la riserva kenyota di Masai Mara, il Maswa Game Reserve, e le aree controllate di Loliondo, Grumeti e Ikorongo.

Natron
Il salino lago Natron non raggiunge i tre metri di profondità e varia molto in ampiezza a seconda del livello di riempimento. E' di colore rosso per la grande quantità di cianobatteri che lo popolano grazie all'alto livello di sodio che raggiungono le sue acque per la forte evaporazione. Si incontrano qui grandi quantità di fenicotteri, circa 500 mila, non disturbati dai predatori dalla salinità del lago.

Kilimangiaro
Il Kilimangiaro è un luogo dai grandi panorami; è la più alta montagna di tutta l'Africa e le sue vette principali sono il Kibo, il Mawenzi e Shira. In mezzo fra Kibo e Mawenzi c'è un altopiano, la più grande tundra d'altura dell'Africa, l'altopiano dello Shira, a 3600 metri, con visita su una grande catena montuosa, una grande brughiera, le senecio giganti e una vista mozzafiato sulla Great Rift Valley.

Il Kilimangiaro è meta di molti trekking che si possono vedere nel sito dedicato.


Cos'è un viaggio in Tanzania? (by Carlo Ronco)

Quella parte dell'Africa in cui si trova questo Paese rappresenta nell'immaginario il regno degli animali, leoni, elefanti, zebre, giraffe, il mito del Kilimangiaro, le immense pianure bruciate dal sole dell'equatore, le spiagge bianche che si affacciano su un mare azzurro che si confonde col cielo.
La b>Tanzania in effetti non tradisce le aspettative: la sensazione di essere dentro un documentario è continua, lo spettacolo della natura nel susseguirsi di immagini diverse ad ogni attimo ti proietta dentro un caleidoscopio da cui si emerge attoniti.

La nostra avventura inizia ad Arusha, punto di riferimento, alle falde del Kilimangiaro, sia per chi si muove verso i grandi parchi che per gli intrepidi che affrontano l'ascesa alla montagna che svetta, immensa, meta di alpinisti provenienti da ogni dove.
A noi non è dato salirci: troppo impegnativa la salita, dai 1700 metri di partenza si arriva ai quasi 6000 della cima, l'allenamento da turisti di Avventure nel Mondo e la carenza di tempo a disposizione sono ostacoli insormontabili per il raggiungimento della vetta.
In questi casi le agenzie locali propongono escursioni di un giorno con un dislivello minimo, ma il costo elevatissimo - ogni giorno all'interno del parco costa 70 $ - induce a limitare il Kilimangiaro ad una visione dai suoi piedi, naso all'insù a cercare di carpirne un'immagine fugace in mezzo alle nuvole che ne avvolgono spesso la sommità.

I costi. Argomento caldo. Il costo della vita in Tanzania non è elevato - per noi occidentali, s'intende - , ma i prezzi che vengono applicati al turista che visita i parchi non sono in relazione al costo della vita locale bensì alla sua capacità di spesa.
Giusto? Sbagliato? Sicuramente fastidioso, ma non è certo una esclusiva dell'Occidente civile il libero mercato, la cui regola aurea è . . . l'assenza di regole.
Quindi, dal momento che il mercato si autoregolamenta, i tanzaniani, ben coscienti della posizione di forza in cui li colloca una natura generosa nei loro confronti, attuano una politica di prezzi che diversifica le tariffe in base al passaporto: i locali che intendessero accedere ai parchi - noi peraltro non ne incontriamo - pagherebbero pressappoco 1/200 di quanto paghiamo noi stranieri.
Gli introiti però restano, almeno ufficialmente, in Tanzania, uno dei Paesi più poveri del mondo, che dal turismo trae una parte consistente del proprio PIL, per il resto basato principalmente sull'agricoltura.

Ben diverso pare essere il caso dei lodge, gli alloggiamenti spesso di proprietà di occidentali, dove i costi sono altissimi e i proventi vanno a gonfiare le tasche di imprenditori occidentali: alla popolazione locale non restano che le briciole.
I dubbi a sfondo etico non si pongono per noi, che ai confort dei lodge preferiamo la vita spartana di tende e sacco a pelo, all'interno di campeggi, le cui strutture sono, in generale, dotate di servizi fatiscenti, di un'area adibita alla cucina da campo e di una radura dove montare le tende, a cifre oscillanti tra i 20 e i 30 $.
Quando ci piazziamo all'interno dei parchi la sensazione di avventura ci avvolge, non c'è nulla che ci divida dalla moltitudine di animali di cui - vogliamo immaginare - pullula la savana.
Le notti tuttavia trascorrono tranquille. Leoni, iene, leopardi, gli abitanti della savana, hanno altro da fare che pensare a noi, soltanto il vento che sibila fra i rami delle piante disturba il riposo dei viaggiatori stanchi.

Giorni di immersione totale nella natura. I parchi sono il regno incontrastato degli animali, attorno ai quali sono stati inventati, all'uomo è permesso entrarci nella sola veste di visitatore, gli stessi Masai, l'etnia di allevatori che popola queste terre a cavallo tra Tanzania e Kenia, vivono ai margini dei parchi.
Il Tarangire National Park, i parchi dei laghi Manyara ed Eyasi, la Ngorongoro Conservation Area, il Serengeti National Park: migliaia di chilometri quadrati dove l'uomo non è padrone ma ospite, noi ci soffermiamo - a bordo di fuoristrada di produzione giapponese - ad osservare elefanti e giraffe, zebre e gnu, leoni e scimmie, bisonti e gazzelle, migliaia di scatti colle nostre macchine fotografiche, in estatica ammirazione di uno spettacolo da documentario.
Dall'altra parte, indifferenza assoluta.

La famiglia dei leoni consuma il suo pasto senza scomporsi, il maschio ha la priorità sui piccoli e sulle femmine, lo scrocchio delle ossa del facocero tra le fauci delle belve affamate, mandrie di gnu e zebre transitano a breve distanza dai leoni, quadri con il cielo affollato di nuvole a far da soffitto; l'uomo, una presenza impalpabile.
Il fuoristrada viaggia a passo d'uomo là dove l'esperienza dei guidatori-guide sa di poter incontrare animali che ci attraggano - gazzelle, zebre, gnu sono così numerosi che, dopo l'entusiasmo dei primi avvistamenti, hanno verso di noi la stessa capacità di attrazione dei cani e dei gatti nei nostri paesi - ; cerchiamo invano rinoceronti e leopardi, che alla fine non avremo la fortuna di incontrare.

Nei tratti di trasferimento la velocità è elevata, sia pure su strade sterrate, si va talvolta immersi in nuvole di polvere rossa che ci avvolge e ricopre anche quei poveracci che hanno la sfortuna di incrociarci, a piedi o in bici o in moto, ragazzini che vanno a scuola, uomini seduti sul bordo della carreggiata a passare il tempo, un tempo che non corre alla nostra velocità, donne che trasportano bidoni di acqua verso misere casupole sperdute nel nulla.
Per giorni interi l'asfalto è dimenticato, si vive al di fuori del mondo, specie nel Serengeti National Park, spazi infiniti di struggente bellezza in cui ci si abitua a non vedere altri esseri umani, ad eccezioni di pochi turisti, a loro volta disseminati nelle praterie e nelle savane, a bordo dei soliti fuoristrada giapponesi.
L'immensità degli spazi potrebbe far pensare ad una monotonia, interrotta esclusivamente dall'incontro con gli animali: nulla di più errato.

Il paesaggio mostra una varietà che spazia dalla savana ingiallita dalla mancanza di acqua alla spaccatura della Rift Valley, la grande fossa tettonica che si estende da nord a sud per migliaia di chilometri con le pareti a strapiombo sulla depressione sottostante, alle verdi praterie dove l'erba bagnata da una rara pioggia lascia intendere quale può essere lo spettacolo cromatico al termine della stagione delle piogge.
Ottobre è il periodo in cui la stagione secca volge al termine, il colore predominante è il giallo, i corsi d'acqua sono asciutti, l'acqua è una manna desiderata, che scenderà a breve, copiosa, a riempire il letto di torrenti e laghi, dove c'era erba secca torneranno verdi pascoli e fiori colorati, per approvvigionarsi d'acqua boscimani e masai non dovranno farsi chilometri alla ricerca di sorgenti, le piste diventeranno impraticabili, ma questo è un problema solamente per i turisti...

Masai abbigliati negli sgargianti colori della tradizione, con il telefonino ultimo grido, ad ogni angolo di strada pubblicità delle compagnie locali di telefonia mobile, strade appena asfaltate con il contributo della Banca Mondiale, venditori di oggetti artigianali ad assillare il ricco straniero, il ritorno fra gli uomini ha un sapore di déjà vu ad altre latitudini.
In Madagascar come in Uzbekistan, in Tanzania come in Costa d'Avorio, colpiscono i contrasti, poveri e ricchi, primitivo e ultramoderno, tradizione e innovazione, consumismo e sopravvivenza.
L'avere a disposizione due sole settimane per un Paese grande più di tre volte l'Italia impone delle scelte e quindi si finisce per avere una visione ed una conoscenza parziale della realtà locale.

Poca attenzione si è potuta prestare alla vita della gente della Tanzania. Dalle statistiche che si basano sui freddi indicatori economici - Pil, reddito pro-capite - , dagli agghiaccianti indice demografici e sanitari - mortalità infantile, aspettative di vita, diffusione dell'Aids - , traspare una realtà cruda di un Paese dove la vita quotidiana presenta difficoltà di ogni genere per la stragrande maggioranza della popolazione.
In questo contesto, fortunati sono coloro che lavorano a contatto con i turisti: autisti, cuochi, guide, oltre a disporre di un lavoro retribuito, ricevono mance che, se per noi che le elargiamo hanno un valore insignificante, per queste persone sono fonte di un benessere sconosciuto ai più.

Infine Zanzibar. Su quest'isola dove approdiamo per qualche giorno di riposo dopo 1300 chilometri di safari, circa 700 di un pittoresco trasferimento in autobus di linea e tre ore di traghetto, numerose sono le persone che si industriano per sfruttare il contatto con i turisti a fini economici nelle maniere più disparate, mostrando inventiva e spirito d'iniziativa.
Gli italiani arrivano in massa a Zanzibar, acque cristalline, sole e caldo dodici mesi l'anno, fondali ideali per snorkeling ed immersioni, abbronzatura garantita, pesce ed aragosta a prezzi modici, tutti gli ingredienti dell'esotismo da cartolina.

Cosa trovano ad accoglierli? Certamente tutte queste cose ed anche ragazzini e giovani che, in un sorprendente italiano imparato sul campo, provano a vendere dipinti ed oggetti, spesso bellissimi nei loro colori intensi; negozi che hanno insegne sbarcate dall'Italia - Johnny Stecchino, la coop sei tu chi può darti di più, la Rina Scente, Conad prendi 3 paghi due - ; escursioni su paradisiache isolette di sabbia e baobab che, spacciate per esclusive, si rivelano affollate di italiani, sguaiati nell'esibire tutto il proprio repertorio di penose battute; guide che conoscono nel dettaglio i film di Roberto Benigni e le barriere invalicabili dei villaggi tuttocompreso con guardiani inflessibili.

Le ultime cartoline da Zanzibar, dalla Tanzania e dall'Africa mostrano il check-in all'aeroporto di Stonetown in fila sul marciapiede sotto il sole, la lunga attesa della coincidenza a Nairobi, a dormire sui materassini già usati in tenda, infine Piero Angela, così spesso evocato durante l'avventura e comparso, miracolosamente, all'imbarco al Cairo, a suggello del documentario in cui abbiamo galleggiato per quindici, troppo veloci, giorni.
Carlo Ronco

Carlo ha descritto anche un bel tragitto motociclistico da Cuneo a Samarcanda visibile in Long Way East.

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Tanzania
Trekking sullo Rwenzori (Uganda)

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Nairobi
Con oltre 4 milioni di abitanti Nairobi è una delle più grandi città africane anche per gli aspetti economici, politici e culturali. Ha un clima mite, si trova a 1.661 m. di altezza, e nelle giornate ventose è possibile vedere il Monte Kenya e il Kilimanjaro. Tappa importante per i viaggiatori che visitano i parchi naturali del Kenya e della Tanzania.  [photo: Wikipedia]

Namanga
Al confine fra Kenya e Tanzania. Qui ci si ferma per le formalità doganali e i visti.

Arusha: campanile
Arusha ha 270 mila abitanti e si trova ai piedi del monte Meru su un altopiano della Grande Rift Valley. Importante centro per la musica africana, per l'hip hop locale detto Bongo Flava. Ospita un'importante comunità indiana che gestisce molti ristoranti. Il campanile di Arusha fu costruito a metà strada fra i due estremi dell'Impero Britannico in Africa, fra Il Cairo e Città del Capo. Essendo collocata in mezzo ai principali parchi [...]  [photo: Wikipedia]

Arusha: vista sul monte Meru
Arusha si trova ai piedi del monte Meru ed è punto di partenza per molti safari.Trafficata dai 4x4 che portano i turisti nei vari safari e da molti alti e fieri masai. E' inserita in bellissimo piccolo parco, poco visitato dal turismo internazionale che viene dirottato sui parchi più grandi e famosi.

Arusha: mercato
Una grande e allegra confusione come in tutti i mercati africani. Ci si trova di tutto, cibo, vestiti, ferramanta e animali.

Arusha: mercato
Un tipico mercato locale molto ricco di frutta, verdura, carne, pesce e stoffe multicolori.

Makuyuni
On the Road verso il lago Manyara.

Kwa Kuchinia: baobab
Il Parco Nazionale del Tarangire (Tarangire National Park) è un'area naturale protetta e prende il nome dal fiume Tarangire che lo attraversa. E' più verdeggiante del Serengeti con un paesaggio che attorno al fiume mostra estese paludi, pianure alluvionali e anche boschi. Durante la [...]

Kwa Kuchinia: baobab
Grande, e un po' pendente, baobab all'ingresso del Parco Nazionale del Tarangire (Tarangire National Park).

Tarangire: zebre e baobab
Nel Tarangire National Park ci sono diverse migliaia di zebre che, insieme ad altri animali, migrano verso novembre e dicembre nelle pianure del Simanjiro nella stagione delle pioggie. Ad agosto, nella stagione secca, si concentrano nel parco.

Tarangire: giraffa
Durante la stagione secca il Tarangire National Park ospita una gran quantità di giraffe insieme a moltissimi altri animali come zebre, gnu, alcelafi, kudu minori, dik-dik, gazzelle, bufali, elefanti, ghepardi e leoni.

Manyara: hippo pool
La Hippo Pool fa parte del fiume Simba. Un incantevole posto per una sosta con vista su grandi quantità di ippopotami e uccelli con il luccichio del lago sullo sfondo.

Manyara: hippo pool
Fra il Simbo River e il Lago Manyara. Gli ippopotami sono dei bestioni da 2-3.000 chili con un corpo che facilmente si surriscalda e ha bisogno d'essere continuamente raffreddato nell'acqua, ed è per questo che se ne stanno sommersi per lunghi periodi.

Karatu
Piccolo città sulle pendici dello Ngorongoro, buon punto di partenza per visitare il lago Manyara e lo Ngorongoro.

Karatu: campo

Mangola: pista

Mangola: erosione

Mangola: campo
Il giovedì a Mangola si tiene un caratteristico e colorato mercato punto di raccolta delle tribu della zona: Datoga, Hadzabe e Masai.

Lago Eyasi

Lago Eyasi: boscimani
E' sul lago Eyasi che vivono gli ultimi boshimani Hadzabe.

Lago Eyasi: boscimani
I boscimani del lago Eyasi sono cacciatori raccoglitori. Parlano un antico linguaggio a clicks.

Ngorongoro: vista da SE
Il cratere di Ngorongoro si trova a 2200 metri di altezza e ha un diametro di oltre 16 chilometri, la più grande caldera intatta del mondo. Il cratere si trova nella riserva naturale di Ngorongoro (Ngorongoro Conservation Area).

Ngorongoro: campo
Il campo si trova proprio ai bordi dello Ngorongoro con splendida vista sul cratere. Comprende una posto riparato per mangiare e i bagni.

Ngorongoro: campo
Un camping molto semplice, tranquillo e fresco che può diventare freddo e nebbioso di notte per l'altezza.

Ngorongoro: villaggio
Villagio masai nel cratere dello Ngorongoro.

Ngorongoro: incontri
Incontri nei pressi del villaggio masai nello Ngorongoro.

Ngorongoro: fenicotteri
Ne cratere dello Ngorngoro si trovano molte specie di uccelli, in particolare c'è una delle più grandi colonie di fenicotteri di tutta l'Africa.

Ngorongoro: sosta
La superficie interna dello Ngorongoro è molto vasta e piena di animali di grossa taglia, pare ce ne siano più di 25 mila. Lo Ngorongoro merita una lunga visita e al suo interno ci sono diverse aree dove è possibile sostare godendosi il paesaggio e la vista degli animali.

Ngorongoro: zebre
Un giovane puledro di zebra comune, con le sue strisce marrone chiaro, e una zebra comune adulta.

Ngorongoro: gnu
Una tranquilla mandria di gnu al centro dello Ngorongoro che alzano appena la testa al passaggio di una macchina.

Ngorongoro: struzzo
L'imponente struzzo, il più grande uccello oggi esistente sulla terra, non sa volare ma può correre a 70 km/h. Nello Ngorongoro se ne incontrano parecchi. [...]

Ngorongoro: bufali
Bufali neri africani (Syncerus caffer). Hanno corna ricurve che superano il metro di lunghezza. Colorazione scura da cui il nome bufalo cofro. E' uno degli animali più pericolosi, aggressivo e forte.

Ngorongoro: vista da sud ovest

Serengeti: ingresso
La porta d'ingresso al Serengeti National Park.

Serengeti: Masai
I Masai vivono sugli altopiani fra Kenya e Tanzania. Sono principalmente degli allevatori transumanti ma alcuni sono stanziali e agricoltori. [...]

Serengeti: agama comune
L'agama comune è di colore grigio o azzurro con la testa rosa. Divertenti i suoi movimenti quando si rizza sulle zampe anteriori alzando e abbassando rapidamente la testa con flessioni del corpo e degli arti.

Serengeti: storno superbo
Lamprotornis superbus dal piumaggio colorato con riflessi metallici.

Serengeti: ghepardi
Da una lunga ricerca fatta sui ghepardi del Serengeti (acinonyx jubatus), si è scoperto che i cuccioli di una stessa femmina hanno papà diversi. Un meccanismo della natura per aumentare la varietà genetica ma che espone ai rischi di malattia. L'incertezza della paternità riduce anche il rischio dei cuccioli dagli attacchi dei maschi adulti, infanticidio diffuso invece fra i leoni.

Serengeti: acacie
Le immense piane del Serengeti sono punteggiate da boschetti di acacie ad ombrello (acacia tortilis).

Serengeti: bucorvus
Bucorvus leadbeateri (bucorvo cafro): grossi e inquietanti uccelli terricoli lunghi fino a un metro e pesanti anche 5 chili. Mangiano piccoli animali, frutti, semi e anche carogne.

Serengeti: leone
Nel Serengeti ci sono circa 1.500 leoni. Molto rinomati i leoni dalla criniera nera della Seronera Valley (Serengeti centrale). [...]

Serengeti: elefanti
Nel Serengeti ci sono più di 2.000 elefanti. L'elefante africano, coi suoi 3-5 mila chili, è il più grosso animale di terra. Sia i maschi che le femmine sono in grado di abbattere un albero nella ricerca di cibo e con la loro proboscide possono raccogliere il più piccolo seme o la più piccola nocciola. Nel passato gli elefanti scorazzavano per tutta l'Africa sub-sahariana, poi un po' alla volta sono stati costretti a vivere su aree molto più circostritte, in parchi e [...]

Verso il Natron: vista sul Gelai
Il Gelai (2942 m.) si trova nell'altopiano dei crateri a sud-est del lago Natron.

Lago Natron
Il Lago Natron è un lago salino nella Rift Valley africana a 600 metri di altitudine, vicino al Kenya. Raggiunge a malapena i tre metri di profondità e varia in ampiezza a seconda del livello di riempimento. Di colore rosso scuro con striature biancastre dovute all'accumulo di sodio, una [...]  [photo: TerraMetrics]

Natron: vista sul Gelai

Lago Natron: fenicotteri
Il lago Natron ha un caratteristico colore rosso scuro con striature bianche. Il bianco è dato dall'accumulo di sodio causato dalla grande evaporazione; il rosso è dato invece dalle grandi colonie di microrganismi rossi che porsperano per l'alta salinità del lago.

Lago Natron: fenicotteri
Il lago Natron per la sua alta salinità tiene lontani i predatori ed è per questo diventato luogo di riproduzione annuale per circa 500 mila fenicotteri rosa: uno dei più straordinari spettacoli ornitologici al mondo.

Masai sul Natron asciutto

Engare Sero - trekking
Verso le cascate di Engare Sero, nella Gregory Rift Vallley, parte un trekking. [...]

Adenium obesum
Adenium obesum, chiamata egales in lingua turkana, oleteti in maasai e madiga in swahili. l'infuso della corteccia viene usato contro le zecche e i pidocchi.

Ol Doinyo Lengai
Ol Doinyo Lengai, il vulcano sacro dei Masai, visto dalla Gregory Rift Vallley.

Engaruka - villaggio
Importante sito archeologico nella Great Rift Valley famoso per il suo sistema di irrigazione e coltivazione. Nelle vicinaze c'è anche la moderna Engaruka.

Engaruka: masai

Zanzibar: Stone Town

Zanzibar: Stone Town
Stone Town, la città di pietra, fondata dai pescatori locali, conquistata dai portoghesi dagli arabi e poi protettorato degli inglesi. Un miscuglio di arabo, africano e indiano. Caotica, affascinante e sporca. Qui ha vissuto lo scopritore inglese Livingstone agli inizi dell'800 che contribuì all'abolizione delle tratta degli schiavi.

Zanzibar: Stone Town - mercato

Zanzibar: Kendwa
Splendida spiaggia corallina nella costa nord di Zanzibar; zona ricca di mangrovie e palme di cocco

Zanzibar: Kendwa
Kendwa è un luogo ambito per la vista su magnifici tramonti.

Zanzibar: Kendwa
In Kendwa è possibile fare il bagno sia durante l'alta che la la bassa marea, cosa non possibile nella parte est dell'isola.

Zanzibar: Carlo
Il viaggio in Tanzania volge al termine e un po' di relax a Zanzibar è un buon modo per concluderlo.

Zanzibar: Mwanda - spiaggia

Zanzibar: Mwanda - spiaggia

Zanzibar: Mwanda - bimbi

Zanzibar: Mwanda - tramonto

Zanzibar: Muyuni

Zanzibar: Muyuni

Zanzibar: Ziwani

Isola Kwale
L'isola di Kwale è deserta e molto bella: una striscia di sabbia in mezzo all'oceano indiano, mare azzurro intenso, barriera corallina, pesci colorati e stelle marine. Un ambiente idele per lo snorkeling.

Isola Kwale
L'isola di Kwale è interessante per gli avvistamenti di delfini e per le lagune di mangrovie. Ogni giorno viene quasi completamente sommersa dalla marea tranne la parte più alta che diventa il regno dei gabbiani.

Kogelo (Kenya): Barak Obama
Nyang'oma Kogelo (Kenya) è il piccolo villaggio rurale dove nacquero il nonno e il padre di Barack Obama e dove ancora vive, con un vecchio fratello, la nonna Sarah Obama (nel riquadro a sinistra). [...]

Salita al Kilimangiaro
Clicca per vedere alcune vie possibili per salire sul Kilimanjaro.
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