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Camerun

Camerun

La provincia dell'Estremo Nord del Camerun
L'estremo nord è popolato da più di 50 diversi gruppi etnici ed è una delle provincie a maggior varietà culturale.
In passato ha ospitato quasi tutte le specie di animali africani, poi secoli di insediamenti umani li hanno confinati in aree protette e parchi nazionali, il più grande dei quali è il Parc National du Waza con i suoi 1.700 kmq, seguito dal Parc National de Kalamaloué, piccola area protetta da 45 kmq in quello stretto collo di terra che separa la Nigeria dal Chad, punto di sosta per quelle specie animali che annualmente attraversano il Camerun.
Infine abbiamo il parco nazionale Mozogo Gokoro con i suoi 14 kmq dove ospita diverse specie di scimmie e rettili.
La maggior parte della regione è piuttosto bassa, con i minimi nella pianura del Ciad che ha un'altitudine media sui 280 metri.
I monti Mandara sono la parte più alta della provincia, con un'altezza media sui 900 metri e il monte Tourou che raggiunge i 1442 m.

La savana con la sua vegetazione costituisce il tipo principale di territorio, in gran parte coperto di sottile erba punteggiata da arbusti spinosi come la faidherbia (molto simile all'acacia), la karita e i più grossi baobab. Le zone più piovose, come le montagne Mandara, hanno naturalmente una diversa vegetazione con erbe più spesse e alberi più grandi. Poi le necessità umane hanno portato alla combustione dei campi e al taglio degli alberi aumentando l'espandersi della desertificazione nell'estremo nord.

Le abitazioni nei grossi paesi e nelle città come Maroua tendono ad essere in cemento e con i tetti in metallo. Altrove il tipo più comune di edifico è piccolo con un piccolo ingresso e un tetto conico coperto di foglie di palma (l'antica tradizione del thatching). Con la grande arte dell'arrangiarsi, nelle diverse aree geografiche vengono usati naturalmente i materiali disponibili localmente: e così i Matakam usano la pietra, i Fulani la creta e i Guizigi intrecci di paglia.

Il capo di un gruppo familiare spesso costruisce diversi piccoli edifici attaccati fra loro a comporre un unico complesso abitativo, una sorta di condominio che prende il nome di saré. Ogni unità abitativa ha vicino il suo granaio, l'unità abitativa del capo si colloca al centro del saré e tutt'intorno si tengono delle siepi per tenere lontano il bestiame. Anche i Bororo e i Fulani che sono semi-nomadi, costruiscono degli insediamenti semi-permanenti per i vecchi e i malati.

Etnie
- I Fulani (o Fula, Foulbé, Peul) alti e slanciati, naso aquilino, la maggioranza della popolazione dell'Estremo Nord, Islamici, provenienti dall'Africa occidentale.
- I Bororo Fulani sono nomadi che spostano mandrie di bestiame nell'Estremo Nord; sono alti, slanciati e più chiari dei loro parenti sedentari.
- I Mundang e i Tupuri, accomunati dalla stessa lingua (adamawa) formano un gruppo più piccolo, vivono vicini sul confine meridionale col Ciad.
- I Kanuri vivono sul confine occidentale tra la Nigeria e il Parco Waza e parlano una lingua Nilo-Sahariana.
- I Shuwa Arabi sono semi-nomadi e vivono nel nord della provincia fino al lago Ciad.
- I Kirdi, pagani nella linga fulfulde dei conquistatori Fulani, perchè avevano rifiutato la conversione all'Islam nell XIX secolo. Vivono sui monti Mandara, altri sui monti Alantika, nei famosi villaggi Koma, sempre in zone difficili che avevano scelto per difendersi dagli invasori Fulani. Sono conosciuti anche come uomini delle montagne. Sono suddivisi in Bata, Fali, Fata, Guidar, Kapsiki, Mafa, Massa, Matakam, Mofou, Mousgoum, Podoko e Toupouris. Sono accomunati dall'uso delle lingue ciadiche e adamawa (l'altopiano nei pressi di Benoué).

Fra le etnie ci sarebbero anche i Parkwa, i Glavda, i Gvoko, i Turu, i Mabas, gli Hya, i Bana, i Zizilivikan, i Jimi, i Gude, i Bulahai, i Buwal, i Gawar, i Besleri, i Sharwa, i Tsuvan, i Mazagway, i Daba e, last but not least, i Muturwa.
Nel tempo le varie etnie si sono mescolate e oggi non è sempre facile capire la provenienza di una persona, ci riescono meglio i locali attraverso le lingue e i dialetti che vengono ancora usati.


Il Camerun va visitato seguendo il calendario dei mercati settimanali, altrimenti si perdono grandi occasioni di incontrare persone e situazioni fantastiche. In questo sito è però più comodo seguire un tragitto che parte dal Lago Ciad a nord, e scende fino al Parco Nazionale di Bénoué e ai villaggi Koma sui monti Alantika.

Da Blangoua a Waza
Blangoua è un grosso villaggio sulle rive del Chiari che alimenta il lago Ciad. Grande traffico di piroghe che trasportano merci e passeggeri nei villaggi in riva al lago o nelle isole. Da Blangoua si può raggiungere in piroga l'isola Kofia per il grande il mercato settimanale del pesce. Il lago Chad è molto pescoso e i suoi abili pescatori sono i Kotoko, discendenti di un'antica monarchia estesa anche in Nigeria e Chad ed emersa col declino della civiltà Sao.
Nelle vicinanze del lago Chad il paesaggio e sub-sahariano, polveroso, in alcune zone sabbioso, si viaggia sul fondo cespuglioso dell'antico lago che viene inondato durante la stagione delle piogge.

Scendendo incontriamo il grazioso e tranquillo villaggio fortificato di Goulfey. Diversi sono i villaggi fortificati in questa regione che fu occupata dai leggendari giganti Sao, civiltà dalle origini sconosciute e che visse fra il VI e il XV secolo presso il fiume Chiari a sud del lago Chad.
In quest'area troviamo la Riserva Kalamaloué, piccola ma con diverse specie di antilopi, poi scimmie, facoceri, ed elefanti.

Waza è un villaggio sull'ingresso nord dell'omonimo parco, il Parco Nazionale Waza, grande e famoso, fondato nel 1934 e diventato Riserva della Bisfera per l'UNESCO nel 1979. Ci vivono elefanti, che sono il pezzo forte del parco, leoni, le ultime giraffe camelopardalis peralta dalle macchie chiare, le rare antilopi di Kob e molti altri animali, anche se non nelle quantità dei grandi parchi dell'Africa orientale e meridionale. Il lato ovest del parco Waza è caratterizzato da foresta di acacie mentre a est ci sono grandi pianure erbose (yaérés) inondate ogni anno dai fiumi.

Da Waza a Maroua
Una via di collegamento Waza-Maroua passa per il grosso villaggio di Pouss, ai bordi del lago Maga e del fiume Logone che fa da confine con la repubblica del Chad. Il villaggio ha un suo importante mercato dove si vende di tutto e si incontrano diverse e ben riconoscibili etnie: le donne Mousgoum con le labbra e le narici trapassate da frammenti di calebasse, le mezze zucche seccate e colorate con disegni geometrici rossi e che vengono usate come copricapo; le donne Peul M'Bororo dai fini tatuaggi sui volti; alle alte Massa dalle guance mirabilmente scarificate.

A Pouss si incontrano ancora le ultime case in fango dei Mousgoum costruite a forma di obice e destinate a scomparire per la difficolta di costruzione.
Sempre a Pouss c'è il palazzo del lamido, l'autorità locale (chef de canton) che gestisce il droit coutumier, il diritto consuetudinario.
A Bogo c'è un grande mercato il mercoledì, con gente Fulbé che arriva da tutte le parti e mercanti che arrivano dal Chad. Qui si organizza la festa nazionale del montone, con i mussulmani vestiti a festa che vanno alla moschea, il lamido e i suoi notabili in sella ai cavalli bardati per le grandi occasioni e tutti preceduti dai suonatori di corno, trombe e altri strumenti locali.

C'è un passaggio ad ovest fra Waza e Maroua che passa per Mora, capitale dei Wandara, con uno interessantissimo mercato praticato e gente che veste in modo ricercato, dai musulmani delle pianure agli animisti Kirdi. Ci si trovano zucche dipinte, artigianato in pelle, gioielli e collane portafortuna (grisgris).

Qui siamo nel territorio collinoso dei Matakam ricco di molti saré dalle forme svettanti. Sono costituiti di molte capanne in pietra e argilla e coperte con grosse stuoie di miglio, hanno una piccola porta d'ingresso che non lascia entrare luce e caldo. Ogni volta che il capo famiglia aggiunge una donna al suo harem, al saré viene aggiunta una camera, un granaio, una magazzino e una cucina. Ad Oudjilla se ne può visitare uno molto grande di un capofamiglia Pokodo che ha una cinquantina di mogli.

Più a ovest, ai confini con la Nigeria, troviamo il piccolo villaggio di Tourou con uno dei mercati più tipici del nord del Camerun, coloratissimo e animatissimo, con la birra di miglio fatta dalle donne Hidè che colorano il mercato coi loro bei copricapo di zucca dipinta di rosso (calebasse). Non lontano da qui, a Mabas si può ammirare un antico saré posto in una posizione spettacolare. Siamo sui monti Mandara, zona dei Mofu, una catena vulcanica lunga circa 200 km. con la cima più alta, il monte Oupay, a 1224 m.

Restando sui monti Mandara e seguendo verso sud il confine con la Nigeria si arriva a nella regione dei Kapsiki, ricca di picchi vulcanici e di spuntoni di lava, qui troviamo il villaggio di Rhumsiki dove i Kapsiki vivono in piccole case costruite in pietra locale, col tetto di palma intrecciata e distribuire nel villaggio e nello splendido paesaggio circostante, definito dallo scrittore premio Nobel, André Gide, uno dei più bei panorami del mondo. A renderlo unico sono i pinnacoli vulcanici e i basalti affioranti dal terreno, e il fotografatissimo picco di Rhumsiki alto 1224 m.

Il turismo qui è molto diffuso tanto che i bambini Kapsiki hanno imparato ad offrirsi come guide per i turisti mostrando loro le attrazioni del villaggio: artigiani, fabbri, vasai e tessitori, i danzatori e il féticheur, l'indovino che predice il futuro attraverso i movimenti di un granchio. I Kapsiki sono animisti col culto dei morti, per i quali organizzano funerali accompagnati da danze, canti e grandi libagioni, usanze che vanno a sparire man mano che le cristianizzazione avanza.

Maroua è un grosso villaggio immerso nella vegetazione, con grandi viali ombreggiati e attraversato dal fiume Kaliao. Capoluogo della regione dell' 'Extrême-Nord' e sede importante dell'artigianato della pelle: scarpe, borse, oggetti di moda, con pelli di vacca, coccodrillo, elefante, varano e pitone. Punto di partenza per molti viaggi nel nord del Camerun.

Da Garoua a Wangay
A nord di Garoua c'è la cittadina di Figuil abitata da gente alta e robusta che veste l'ampio camicione musulmano o il boubou, non manca però l'influsso occidentale con le canottiere delle nostre squadre di calcio e i nomi in caratteri cubitali dei giocatori famosi.

Garoua è la capitale dei Fulbé mussulmani e per un paio di mese all'anno è anche porto del fiume Fiume Benoué usato dagli uomini per la pesca, dalle donne per il bucato e dai bambini per i loro giochi.

A sud ovest c'è la la suggestiva valle dei Roniers, con le palme Borasso che qui crescono grazie al particolare microclima, sono usate per la costruzione di case, mobili e per ricavarne anche una sorta di vino. Zona dell'etnia Daoyo e della loro strana festa dei crani tagliati dai morti in decomposizione e usati per interpretazioni augurali.

Più a ovest troviamo i Monti Alantika, luogo dei villaggio Koma, raggiungibili via trekking da Wangay. I Koma, cioè selvaggi secondo i loro vicini camerunensi, hanno sempre vissuto isolati dal resto del mondo; sono coltivatori, allevatori e cacciatori che hanno preservato religione, tradizioni e costumi originali: gli uomini vestono solo un astuccio penico, e le donne una semplice gonna di foglie sul corpo cosparso di olio rosso. Il potere è gestito in ogni villaggio - piccola comunità di una cinquantina di persone - dagli anziani che sono guaritori, indovini, sacerdoti e anche capi in caso di guerra.

A sud di Garoua c'è il parco della Benoué (180 mila ettari), sul fiume Benoué, famoso per le sue colonie di ippopotami. Mentre a sud est di Garoua troviamo Rey Bouba, un lamidato, una specie di sultanato, che è un angolo di medioevo. Il lamidato fu fondato nel 1804 quando cominciò ad islamizzare, perseguitare e asservire le tribu animiste locali. Oggi il lamido è un capo assoluto, sia spirituale che temporale, vive nel suo impenetrabile palazzo circondato da alte mura e accompagnato dai suoi dignitari, dalle autorità religiose, da servi, da molte donne a seno scoperto che si occupano alla cucina e alla pulizia, da eunuchi in perizoma bianco che si occupano delle numerosi mogli del lamido, il tutto in un vero villaggio dentro il villaggio, austero e impenetrabile.

Concludendo
Il Camerun è uno dei paesi più variegati di tutta l'Africa per culture e natura: più di 130 gruppi etnici con una gran varietà di lingue e dialetti diversi; pacifica convivenza di cristianesimo, islam e culti animisti; foreste tropicali, savane, zone semi-desertiche e bellissimi paesaggi; grandi parchi con gran varietà di animali. Naturalmente bisogna fare attenzione allo stato delle piste prima di inoltrarsi in una nuova zona. Attenzione anche ai possibili problemi intestinali con le inevitabili offerte di birra di miglio su ciotole di gruppo che per i nostri standard di pulizia sono delle ricche colonie di batteri. Comunque andateci, il viaggio vale il rischio di una dissenteria.

cosafare e cosavedere