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Civate: la Basilica di San Pietro al Monte

Civate: la Basilica di San Pietro al Monte


Breve storia
Sembra proprio che sia stato Desiderio, ultimo re dei Longobardi, a voler costruire nel 772 il monastero San Pietro al Monte, e lo dicono anche due leggende: la prima dice che é stato costruito nel luogo dove il figlio Adelchi (o Adelgiso), reso cieco durante una battuta di caccia, riacquista la vista; la seconda dice che l'ha costruito in seguito ad una battaglia vinta contro i Saraceni. Dopo Desiderio il monastero ha visto la presenza dell'impero germanico, degli arcivescovi milanesi, del Barbarossa, e la Repubblica Cisalpina che aveva scacciato i monaci.
La chiesa di San Pietro La particolare planimetria della chiesa pare sia dovuta all'inversione dell'asse, avvenuta nell'XI secolo, quando é stata costruita una nuova abside trasformando quella vecchia in entrata, e quindi adesso la chiesa ha due absidi (in giallo nello schema): in quella occidentale troviamo sopra l'altare uno splendido ciborio (rosso) con scene evangeliche; intorno all'abside orientale c'è un ampio pronao (celeste).
Nel nartece d'ingresso (in verde) troviamo degli affreschi raffiguranti:
- il Seno di Abramo (nella lunetta sopra l'ingresso),
- poi la Gerusalemme celeste,
- e infine, sulle quattro vele, la personificazione dei quattro Fiumi celesti.

Ai lati dell'ingresso (in giallo) la Cappella degli Angeli e la Cappella dei Santi.

Sotto, alla base delle colonne, ci sono due plutei raffiguranti una chimera e un grifone, simboli del male, che stanno fuggendo dalla chiesa scacciati dalle preghiere dei fedeli.
Sopra la porta d'ingresso (vedi linea rossa), inserito in una delicata cornice di stucchi ed elementi architettonici a completamento e rafforzamento del significato simbolico, troviamo un affresco di gande complessità e geniali soluzioni compositive: la Visione dell'Apocalisse.

La lettura dell'affresco inizia da sinistra con la donna partoriente, sopra e sotto la donna ci sono il sole e la luna che partecipano all'evento straordinario che interessa l'intero universo. Seguendo la lettura verso destro vediamo un dragone alato, simbolo del male, che minaccia il neonato con le sue sette teste, intanto che con la coda fa precipitare le stelle dal cielo.

Più in alto vediamo intervenire l'arcangelo Gabriele, nella sua scintillante divisa da centurione, con le sue schiere angeliche, e al centro della scena vediamo l'epilogo, con un angelo che introduce il bambino salvato nella mandorla dove risiede l'Altissimo, ed il bambino si rivelerà essere il Cristo Vincitore.

In basso sono dipinti (e si vedono appena) due piccoli diavoli che cadono nella palude di fuoco e zolfo, rappresentata da due triangoli rovesciati, l'inverso del triangolo che rappresenta Dio e la salvezza.
Questo affresco è uno dei capolavori più importanti dell'arte romanica, e nelle foto grandi tutti i particolari sono molto più evidenti.
Nel parapetto della scala che porta alla cripta, si può vedere una complessa ed ardita allegoria negli stucchi che lo decorano. Un racconto iconografico distribuito su tre quadri successivi:
- 1) un grifone ed un leone mangiano delle foglie che scaturiscono da un calice rituale. Rappresentazione del caos iniziale dove l'uomo (un leone nella iconografia classica) ed il grifo alato (entità e forze misteriose) convivono e si nutrono di una vita improduttiva e inconscia, che sgorga dalla fonte primitiva rappresentata da un calice sacro, fonte di vita.
- 2) La vita si trasforma attraversando una maschera, (persona in latino), quindi si umanizza e umanizza i leoni che se ne nutrono. Ma non basta a liberare l'uomo dal peccato originale, rappresentato da un serpente su un albero che mangia una mela fra questo e il prossimo quadro.
- 3) I leoni adesso si cibano del simbolo di Cristo, il pesce, e acquisiscono le ali, simbolo di spiritualità, e si trasformano nella parte terminale del corpo in pesci.
Nelle foto grandi tutti i particolari sono molto più evidenti.
L'elemento artistico più rilevante della basilica, dal punto di vista plastico ed architettonico, è sicuramente il ciborio, un monumento rarissimo di cui si ha un solo similare esempio in S.Ambrogio a Milano.

Nei quattro frontoni presenta quattro scene bibbliche:
- Cristo morto in croce, affiancato dalla Madonna e da San Giovanni, rispettivamente simboli della Chiesa e dell'umanità;
- la Resurrezione dove non appare il Cristo, ma i segni del grandioso evento: i soldati a guardia di un sepolcro vuoto; le Marie che accorrono; e l'angelo che annuncia loro l'evento;
- la dedicazio con il Cristo che consegna le chiavi e il vangelo a San Pietro e San Paolo;
- il Cristo Pantocrator dentro una mandorla sostenuta da due angeli.
Nelle foto grandi tutti i particolari sono molto più evidenti e ci sono ulteriori commenti ai vari elementi presenti nella chiesa e nell'oratorio.
Slideshow In questa sequenza di foto commentate si possono vedere più in grande i vari dettagli delle opere presenti nel monastero:

cosafare e cosavedere