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Promontorio di Portofino

Da Camogli a Portofino

All'epoca delle repubbliche marinare - ma con ogni probabilità anche molto prima - la rada di Portofino era già stata individuata dai genovesi come un riparo sicuro per i mercantili in difficoltà ed è senz'altro la morfologia del territorio - in epoche successive - ad aver definitivamente caratterizzato il luogo qual è stato sino a pochi decenni orsono: un borgo di pescatori con barche che vanno e vengono e reti stese al sole.

La Portofino di oggi è tutta un'altra cosa: il jet set internazionale ormeggia gli yacht al Molo Umberto I, sempre più sproporzionati rispetto alla delicatezza del luogo; i vacanzieri in crociera lasciano i transatlantici in rada e il turismo mordi-e-fuggi si mette in fila già da Santa Margherita per entrare piano piano nel ventre dell'unico parcheggio pubblico costruito in Piazza della Libertà, la piazza con un nome, messa dietro l'altra piazzetta, molto più famosa, che però un nome non ce l'ha.

Oltre a questi citati, a Portofino si può arrivare in molti altri modi, ma scendendovi a piedi dal promontorio la fatica sarà ampliamente ricompensata da ciò che si è veduto, sentito e respirato. E poi, a differenza di molti altri luoghi magici del pianeta terra, la fila di case color pastello che ha reso celebre quello specchio d'acqua sembra ancora resistere al consumo e al consumismo. Capita ancora oggi di sentire un americano - solitamente più affezionato alle ordinate atmosfere lacustri che al verde-azzurro scomposto del mare - rivolgersi ai compagni di viaggio ed esclamare "My God, it's unbelievable".

In questi luoghi hanno lasciato un buon ricordo di sè molti dei protagonisti della Dolce Vita. E' probabile che Portofino abbia offerto anche a loro che han visto di tutto, dei momenti indimenticabili. Francesco Leoni si è prodotto in molti scatti vincenti: Kim Novak, il Principe Ranieri e la sua famiglia, Orson Welles e la sua cagnolina.

Volendo divorare tutto e subito, di Portofino c'è da vedere la celebre piazzetta e percorrere la Calata Marconi; c'è da salire alla Chiesa di San Giorgio e poi al Castello Brown. C'è da arrivare al faro. C'è soprattutto da rimanere sorpresi dalla bellezza degli angoli e dei balconi senza nome. Li si può raccontare e fotografare ma vanno persi e poi ritrovati la volta successiva. Per chi ha la fortuna.

Il luogo comune sosterrebbe che per soggiornare da queste parti, sospesi tra mare e cielo, occorrano parecchi soldi; ma non è detto. Con un week-end letteralmente ...ben speso si possono assimilare molte delle atmosfere qui descritte. Si parla di Camogli, di San Fruttuoso, Portofino e Santa Margherita Ligure; collegate da una maglia di sentieri e varianti in grado di accontentare allo stesso modo gli ardimentosi e i contemplativi. Ecco alcuni riferimenti:

  • Santa Margherita, Madonna della Neve, Le Gave, Olmi (5 km - 1 ora e 40m)
  • Ruta, Portofino Vetta, Pietre Strette, Olmi, Portofino Mare (7,5 km - 2 ore e 30m)
  • Camogli, San Rocco, Mortola, Batterie, Cala dell'Oro, San Fruttuoso, Base 0, Prato, Portofino Mare (13 km - 5 ore - difficile)
  • San Rocco, Portofino Vetta, Pietre Strette, San Fruttuoso (4,5 km - 2 ore)
  • Santa Margherita, Costasecca, Croce di San Siro, Pietre Strette (4 km - 1 ore e 30m)
  • Situata dall'altro lato del promontorio rispetto a Portofino, Camogli è luogo di antiche tradizioni marinare, un reticolo di stretti vicoli che risalgono dal mare, case altissime e colorate che formano nel loro insieme la cosiddetta palazzata. Camogli è anche famosa per le feste tradizionali come la Sagra del Pesce, che si svolge ogni seconda domenica di maggio. La "Città dei mille bianchi velieri", ha un antichissimo porto che ha conservato intatta nei secoli la sua atmosfera.

    Nei dintorni di Camogli - poco più in alto, sempre sul versante occidentale del Promontorio di Portofino - si trova la frazione di San Rocco: uno splendido belvedere sul mare e sulla città di Camogli. Ideale punto di partenza per le passeggiate sul monte, oppure - scesi verso il mare di Punta Chiappa - per l' escursione in battello all'austera Abbazia di San Fruttuoso, dimora dei frati benedettini eretta tra il X e l' XI secolo in un'insenatura della baia di Capodimonte.

    Santa Margherita Ligure è di origine romana, trasformata poi da villaggio di pescatori in località turistica di fama internazionale per una clientela facoltosa: famiglie reali, importanti politici e industriali, personaggi famosi del mondo dello spettacolo. Meta turistica fra le più classiche per la bellezza del paesaggio esaltata dall'eleganza delle sue case, delle sue ville e dei grandi alberghi. Santa Margherita conserva testimonianze artistiche di grande valore nelle sue chiese romaniche e barocche, nella Villa Durazzo, impreziosita da uno splendido parco affacciato sul mare e nell'Abbazia della Cervara, incantevole e ricca di storia, situata sul tratto di costa che da Santa Margherita va a Portofino.

    cosafare e cosavedere