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Mali, Senegal e Guinea Bissau
 
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La Guinea Bissau è un paese che ha meno abitanti di Milano in un'area poco più grande della Svizzera e dove si parlano ben 36 lingue.

La Guinea Bissau offre molti siti naturali apprezzati da chi ama la natura selvaggia ed incontaminata. E’ ricca di paesaggi molto belli con palme, savana, foreste, villaggi, e offre alcune spiagge con scorci meravigliosi di mare e vegetazione.

In Guinea Bissau si trova l'arcipelago più ampio dell'Africa, sono le 88 isole Bijagos, patrimonio dell'umanità per l'UNESCO, che, specialmente nell'isola Poilão, ospitano la più popolosa colonia di tartarughe marine sul lato atlantico dell'Africa.

Le bellissime isole Bijagos hanno anche un forte interesse antropologico per la cultura matriarcale e matrilineare con una regina a capo di tutta la società.

Particolarmente bella è l'isola di Orango, facilmente raggiungibile e con un ottimo hotel, spiagge bianche, mare azzurro, molte piante (palme e mangrovie in modo particolare), moltissimi uccelli, dei villaggi ancora incontaminati dalla civiltà, e una riserva naturale dove vivono gli unici esemplari al mondo di ippopotami d'acqua salata, e altri animali selvaggi (coccodrilli, scimmie, tartarughe, lontre).

Più lontane e selvagge sono le ancor più belle isole João Vieira e Caravela, con la sua colonia di tartarughe e lo splendido paesaggio.

L'isola di Bolama è il luogo dove i portoghesi iniziarono a collocare i loro commerci, divenne poi la capitale della colonia con costruzione di eleganti edifici coloniali. Negli anni '50 la capitale fu trasferita a Bissau, e Bolama è diventata nel tempo una città fantasma che merita una visita per un esperienza fuori dal tempo.

La città di Bissau è definita la capitale più mediterranea dell'Africa Nera, ovvero un pezzo di Mediterraneo nell'Africa sub-sahariana. Evidente è l'architettura coloniale portoghese (l'indipendenza è del 1973) e molto accoglienti sono i verveinas, i luoghi di ritrovo e di feste popolari, i barrios ovvero i quartieri, dove si mescolano la lingua portoghese con il kriol e le lingue locali, e dove si balla la foukoudourou con passi e ritmi di samba.

Nelle città sono interessanti alcune case coloniali, purtroppo abbastanza degradate, ma in grado di mostrare ancora l'eleganza di un tempo. Le meglio conservate sono a Bafatá e a Bolama.

Nella costa semi paludosa della Guinea Bissau si affacciano i grandi estuari di Rio Cacheu, Rio Geba, Rio Grande de Buba, Rio Cumbija, Rio Cacine, mentre nell'immediato entroterra si estende una piana che è foresta nel sud e arbusti nel nord. La grande varietà ambientale permette di ospitare un milione di uccelli durante le loro migrazioni.

Ci sono poi sei parchi nazionali, sparsi tra il confine a nord col Senegal e le zona di Buba e Cacine a sud.

A causa delle strutture limitate il turismo in Guinea Bissau è oggi praticamente inesistente, e si spera comunque che lo sviluppo turistico in questa oasi di pace non avvenga in modo selvaggio, e non venga un giorno stravolta dal turismo di massa come è successo in altri paesi africani.

Ci sono già dei resort di caccia e pesca, che però interessa un numero limitato di turisti che in genere si limita a visitare solo l'ambiente nei dintorni. Ci sono invece parecchi piccoli e piacevoli hotel in varie parti del paese, molti sono abbastanza spartani, per esempio con un contenitore per l'acqua al posto della doccia, ma ce ne sono anche di migliori con aria condizionata e servizi di buon livello.

Le strade sono generalmente in cattive condizioni, quelle asfaltate sono poche, ma ci sono alcune organizzazioni di trasporto dotate di fuoristrada in buone condizioni, con autisti preparati e capaci di garantire un buon comfort ai passeggeri anche sulle strade sconnesse.

Per la navigazione verso le isole ci sono dei battelli gestiti da pochi operatori, e anche un servizio pubblico settimanale di navigazione circolare che dura 3 giorni.

La Guinea Bissau è apprezzata dal turista ecologico e responsabile, interessato più alla natura, al paesaggio e alle popolazioni che agli agi del grande albergo internazionale.

In conclusione: un paese unico, caldamente consigliato oggi per gli amanti della natura e della pace, e forse in futuro anche per il turismo di massa che cerca più alti livelli di comfort.

Se vi trovate in Guinea Bissau e volete organizzare delle brevi escursioni in diverse parti del paese, contattate Guinea Bissau Turismo dove trovate persone, impegnate nel turismo eco-solidale, che conoscono molto bene il paese e possono accompagnarvi dappertutto fornendovi il massimo comfort possibile nei vari luoghi visitati. Se volete organizzare un viaggio più lungo e impegnativo, contattale comunque che avrete la loro preziosa assistenza.

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Bamako: mercato
Bamako è la capitale del Mali e ha 1.900.000 abitanti, il suo nome in lingua Bambara significa 'stagno del caimano'. La città è tutta un gran mercato dove si può trovare di tutto: alimentari, stoffe, pelli, scarpe di plastica e spezie; nella foto il principale mercato coperto.

Donna di etnia Fulbe
I Peul introdussero l'islamismo in Mali nei sec XVIII-XIX. Le donne scarificano il viso e sono ritenute molto belle. [...]

On the road: sera

Manantali:scuola
Scuola all'aperto in un villaggio nei pressi della diga di Manantali. La lingua insegnata nei villaggi rimane il francese anche dopo la conquista dell'indipendenza (1960).

Manantali: baobab
Dal tronco del Baobab (Adansonia digitata) vengono ricavati cordami; la polpa dei frutti ha un contenuto di vitamina C sei volte superiore a quello di un'arancia.

On the road: pista
Si prosegue verso la regione dove vivono i Malinke su piste e strade dimenticate da lungo tempo.

Doppio baobab
la strada è chiamata.'la pista dei Baobab' e lungo il percorso i maestosi alberi emergono imponenti.

On the road: ponticello
La vecchia pista risale al tempo coloniale e non essendo usata sta scomparendo ricoperta dalla vegetazione.

On the road: traffico
Intenso traffico ciclistico sulla pista. Siamo nella regione Mande, fra Mali e Senegal, regione un tempo chiamata Bambouk da dove proveniva buona parte del'oro che ha reso famose le carovane che da Djenne, Timbuktu e Oualata arrivavano fino al Mediterraneo.

Guado
Il fiume Faleme segna il confine fra Mali e Senegal.

Guado
In attesa che il ponte a Koundama venga completato si deve passare con le macchine sotto il ponte. [...]

Kédougou: mercato
Mercato di frutta e verdura.

Kédougou: mercato
I villaggi di confine sono meta di scambi e di commerci continui tra le varie popolazioni.

Kédougou
Donne di varie etnie con i loro colorati copricapo al mercato di Kédougou.

Iwol
Con una camminata di 1 ora si arriva al villaggio di Iwol dove vive la popolazione Bedick.

Iwol
I Bedick sono animisti e si sono rifugiati su queste montagne per poter conservare la loro cultura originale. Le donne Bedik portavano al naso una spina di istrice, oggi sostituita con un tubetto di plastica.

Etnia Bedik
Le orecchie delle donne sono forate con diversi buchi e ad ogni buco viene messo un anello di metallo. [...]

Etnia Bedik
Le orecchie delle donne sono forate con diversi buchi e ad ogni buco viene messo un anello di metallo.

Pays Bassaris
I villaggi sono composti da 4 clan: Ketia il clan dei capi, Camara clan delle cerimonie, Samoura clan delle danze, Sadiakou clan delle tradizioni.

Pays Bassaris
Il capo villaggio ha stabilito che nessuno deve chiedere soldi, le donne devono costruire piccoli gioielli da vendere a chi si reca da loro e avere così del denaro.

Pays Bassaris: alberi
Essendo animisti hanno un rapporto speciale con la natura, ritengono che le piante abbiano un'anima e uno spirito perciò l'area dove sorgono i grandi alberi sono ritenute sacre e non calpestabili dagli stranieri.

Pays Bassaris: alberi

Pays Bassaris: alberi

Pays Bassaris: danze bassari
I Bassari provengono dal gruppo Bantù e vivono in piccole comunità.

Pays Bassaris: danze bassari
La vita dei Bassari è legata ai cicli delle stagioni e alle funzioni per le iniziazioni, le danze rappresentano questi momenti e il loro rapporto con la natura, infatti sia gli uomini che le donne costruiscono i loro costumi con rami, foglie o altri elementi presi dalla natura.

Pays Bassaris: danze bassari
Le cavigliere con sonagli permettono di musicare i ritmi e le danze.

Pays Bassaris
Nessun villaggio ha una fonte di acqua all'interno del recinto, è compito delle donne andare ai pozzi continuamente a prendere l'acqua da portare nel villaggio. [...]

Pays Bassaris
Gombo (Abelmoschus esculentus). Produce un frutto commestibile e dal fusto si ricava una fibra tessile, la fibra di gombo.

Pays Bassaris
Anche per i turisti l'acqua deve essere considerata un bene prezioso perciò per fare una doccia basta una brocca presa da un catino, ma ... nascosti da una stuoia.

Pays Bassaris
Ai balli assiste tutta la comunità del villaggio, le donne più giovani danzano, le più anziane osservano.

Pays Bassaris
L'area brulla è disseminata di ciottoli che vengono usati per la costruzione della parte bassa delle capanne. [...]

Pays Bassaris
Bastoni usati dalle donne Bassari nelle danze, rappresentano la coppia uomo-donna, cioè la fertilità della famiglia e della terra.

On the road: pista
Il rosso della terra e il nero dei minerali creano strisce contrastanti e introducono alla vegetazione della savana.

On the road: ristoro
Sosta tra le graminacee della savana.

On the road: termitai
Le specie più evolute di termiti costruiscono nidi con forme diverse: a colonna, a fungo, a imbuto ecc. I materiali da costruzione sono diversi: sabbia, terra, legno, impastate con saliva ed escrementi.

On the road: termitai
Le termiti per vivere devono stare al buio con una buona percentuale di umidità e anidride carbonica, perciò costruiscono nidi con grandi spessori, tappano i buchi e bagnano le pareti con la loro saliva.

On the road: strade
La pista che porta a Kédougou

Niokolo-Koba national park: ingresso
Ingresso al Niokolo-Koba National park, è un parco di 900.000 ettari formato principalmente da savana secca e foresta lungo il fiume Gambia.

Niokolo-Koba national park
Nella stagione asciutta i pochi animali rimangono vicino al fiume, nel resto del parco il suolo è cosparso dai petali rosso-arancio caduti dall'Erythrina.

Niokolo-Koba national park

On the road: traffico locale
Traffico nei pressi di Tambacounda

On the road: traffico locale

Picnik sotto l'albero
Anche nella stagione secca, nelle ore più calde, l'ombra di un grande albero è molto apprezzata per una sosta.

Gabú
Attraversata la frontiera con la Guinea Bissau si arriva al villaggio di Gabú.

Gabú
La Guinea Bissau è una delle più piccole nazioni dell'Africa continentale diventata indipendente dal Portogallo nel 1973.

Gabú
Il regno di Gabú faceva parte dell'impero del Mali, oggi i villaggi vivono della coltivazione degli anacardi di cui la Guinea è un grande produttore.

Bafatá: residuati bellici
A Bafatá è nato nel 1924 Amilcar Lopes Cabral. Ha studiato agronomia a Lisbona, tornato in Africa dopo il 1950 ha dato vita a diversi movimenti indipendentisti tra cui il Partito Africano per l'Indipendenza della Guinea e di Capo Verde (PAIGC) che portò la Guinea-Bissau e le isole di Capo Verde all'indipendenza dal Portogallo. Morì assassinato nel 1973, sei mesi prima dell'indipendenza della Guinea Bissau.

Bafatá: alberi

Bafatá: edificio coloniale
Edifici costruiti durante la colonizzazione, ora abbandonati o usati per alte funzioni.

Bafatá: cattedrale
Architettura coloniale portoghese. Recentemente restaurata. La colonizzazione portoghese ha lasciato molte tracce tra le quali la religione cristiana.

Bafatá: contadine
Campi coltivati sulle rive del Rio Geba, il più grande fiume della Guinea Bissau, che da qui è navigabile fino alla capitale Bissau e diventa una grande via di comunicazione e di commerci.

Bafatá: orti
Coltivazione di ortaggi lungo le rive del Rio Geba.

Bafatá: mercato portoghese
Bafatá è un importante centro di scambi commerciali grazie anche alla navigabilità del Rio Geba fino a Bissau e alle strade che la collegano al Senegal a nord e alle città di Gabú, Mansabá e Bambadinca a est ovest e sud rispettivamente.

Bafatá: mercato portoghese
L'antico mercato portoghese, oggi ancora funzionante, ha conservato all'interno due filari di portici secondo lo stile coloniale. [...]

Saltinho cascate
Le rapide del rio Corubal: un piacevole momento per ammirare il paesaggio durante un viaggio da Bissau al Sud o un'occasione di pernottamento nell'hotel affacciato sul rio. Sono chiamate Saltinho perché il dislivello è modesto, solo alcuni metri, ma è uno scenario molto bello.  [photo: Guinea Bissau Turismo]

Saltinho bucato
Il Rio Geba serve anche per il bucato e per il bagno ma, rigorosamente, diviso da quello degli uomini e riservato solo alle donne e ai bambini.

Tabatò
Piccolo villaggio vicino a Bafatá, i cui abitanti sono abili nel costruire e suonare strumenti musicali tradizionali della cultura mandinga. È una occasione per passare una giornata nel cuore della Guinea Bissau, in un ambiente ancora legato alle consuetudini tradizionali, un villaggio semplice, senza le comodità della città (non ci sono ad esempio i locali igienici) e dove si può condividere un pranzo tradizionale.  [photo: Guinea Bissau Turismo]

On the road: strade dissestate
La strada stretta e poco praticata dagli automezzi è abbastanza dissestata con grandi fessurazioni formatesi nella stagione piovosa.
Ci segnalano da Guinea Bissau Turismo che adesso qui c'è una strada sterrata ma piuttosto buona.

On the road: pista e machete
Gran parte della Guinea è coperta da una fitta foresta primaria che spesso invade anche la strada.
Ci segnalano da Guinea Bissau Turismo che adesso qui c'è una strada sterrata ma piuttosto buona.

On the road: pista nella foresta
I percorsi nella fitta foresta obbligano gli autisti ad accendere le luci come al tramonto.

Foresta di Cantanhez
La foresta più grande del paese, in gran parte mai tagliata dall'uomo, con animali selvaggi, bracci di mare e spiagge, storia e cultura tradizionale. Appena si arriva nella foresta si vede subito la diversità delle specie di flora e fauna del parco. Le cose più interessanti sono: la foresta, le [...]  [photo: Guinea Bissau Turismo]

Jemberem
Per la popolazione che abita nella foresta primaria di Cantanhez l'economia è basata sui frutti della foresta e su alcuni animali da cortile.

Jemberem
I Tonga è il gruppo etnico che vive nella foresta di Canthalez, ne sono rimaste solo circa 150 persone sparse nei rari villaggi della foresta.

Jemberem

Jemberem
I Tonga colgono i grossi grappoli della palma Elaeis guineensis, sono molto compatti e contengono circa 2000 frutti da cui ricavano l'olio di palma.

Jemberem: kapol
I grandi contrafforti di un Kapol (Ceiba pentandra, var. guineensis). I contrafforti aumentano la stabilità della pianta e raccolgono sostante nutritive estendendosi fino a 30 metri dal fusto che può raggiungere altezze di 60-70 metri.

Jemberem: palma
La palma da olio (Elaeis guineensis) può essere alta anche 30 metri, i ragazzi del villaggio salgono con corde sul fusto per raccogliere i grappoli di frutti.

Foresta di Cantanhez
Le foreste della Guinea Bissau sono foreste primarie, intatte, mai toccate dall'uomo se non per piccole raccolte ad uso dei villaggi.

Foresta di Cantanhez
La foresta primaria è una foresta matura, gli alberi compiono il loro ciclo completo in continuazione, cioè una foresta con piante di tutte le età, senza interventi tipo taglio o selezione.

La foresta di Cantanhez
Gli uccelli tessitori nidificano a gruppi sulle cime della palma da olio.

La foresta di Cantanhez
Nella forseta gli acquitrini e le zone umide e paludose non sono rare, e oltre ad essere l'habitat ideale per le specie acquatiche, sono la riserva idrica per le 80 specie di mammiferi presenti, scimpanzè compresi, anche se non facili da vedere. [...]

La foresta di Cantanhez

Rio Cumbija
Passaggio sul rio Cumbaja verso l'oceano attraverso boschi di mangrovie.

Isola di Poilão
Siamo nelle isole Bijagos, termine portoghese; la popolazione locale si identifica come Iadyoco, 'il popolo perfetto'. L'arcipelago è formato da 88 isole di cui 22 abitate, in molte manca l'acqua dolce. Appartengono alla Guinea Bissau, sono di origine vulcanica e prevalentemente pianeggianti.

Isola di Poilão
Le isole Bijagos sono considerate un gioiello geografico e naturalistico. L'isola di Poilão, insieme all'isola di João Vieira, è nota per la sua grande colonia di tartarughe.

Isola di Poilão: tartarughe d'acqua
L'isola è un tempio della natura dove in alcuni mesi dell'anno vi nidificano le tartarughe marine verdi (Chelonia myda). Durante la notte, facendo molta attenzione per non disturbarle, è possibile vedere decine o centinaia di tartarughe marine che risalgono sulla spiaggia per deporre le uova e nasconderle sotto la sabbia prima di tornare all'oceano.

Isola di Poilão: tartarughe d'acqua
Ogni nido di tartaruga marina (Chelonia myda) contiene circa 100-150 uova, la schiusa delle uova e la fuoriuscita delle piccole tartarughe avviene di notte per dare maggior possibilità ai piccoli di raggiungere l'oceano senza essere mangiati.

João Vieira: Bungalow
L'arcipelago delle Bijagos è ancora poco conosciuto, esistono poche strutture ricettive principalmente gestite da francesi.

João Vieira: Bungalow
Una di queste strutture ricettive a João Vieira è provvista di bungalow in muratura confortevoli dove è possibile fare attività di pesca o godere semplicemente della bellezza del'oceano.

João Vieira: mangrovie
Dalle mangrovie (Avicennia germinans) le donne raccolgono un frutto chiamato egbà, un frutto importante per l'alimentazione perchè viene raccolto ad ottobre quando le riserve alimentari scarsegggiano nei magazzini e le nuove messi non sono ancora maturate. Il legno della mangrovia ha un ruolo essenziale anche nella confezione di alcuni dei più importanti oggetti sacri.

João Vieira
Le scarificazioni sono elementi considerati importanti nelle bellezza femminile.

João Vieira
Una bicicletta sulle isole è un tesoro prezioso.

João Vieira: olio
Lavorazione delle noci della palma (Elaeis guineensis) per estrarre un denso olio di colore rosso, dai noccioli (semi) si ricava invece una sostanza burrosa conosciuta come olio di palmisto.

João Vieira: olio
Indumenti: per le attività di tutti i giorni le donne e le ragazze indossano tre gonne, che da dentro verso fuori si chiamano: caricokwe, la più lunga; la carétena, quella in mezzo; e la carabene. Le donne sposate, le adolescenti e le anziane indossano modelli diversi. Le donne anziane indossano gonne di un solo colore, generalmente il rosso. A seconda delle isole le gonne sono rosse, nere o bianche e con disegni diversi. Per confezionare le gonne si usano delle cortecce [...]

João Vieira: olio
Le palme (Elaeis guineensis) forniscono un olio di colore rossiccio che viene usato per quasi tutte le ricette della cucina bijagò. Per ricavare l'olio le donne fanno bollire in acqua le bacche mature in modo da ammorbidirne il pericarpo, le bacche vengono poi scortecciate in un mortaio per separare le fibre e il pericarpo dai noccioli. Riscaldando a fuoco lento la massa fibrosa, l'acqua evapora completamente lasciando un olio rosso-bruno. L'olio viene usato per cucinare e [...]

João Vieira: tartaruga
Nelle isole vive una comunità matriarcale dedita alla pesca e alla coltivazione di patata dolce, riso, fagioli. Le tartarughe sono una specie protetta, però gli abitanti dell'isola sono autorizzati ad usarle per la loro alimentazione.

João Vieira: tartaruga

João Vieira: uova di tartaruga
Le uova di tartaruga sono, come la carne, utilizzate dalla popolazione locale.

João Vieira: pescatori
L' economia dell'isola è di sussistenza, la popolazione locale coltiva piccoli appezzamenti a riso ma principalmente vive di pesca, attività che viene proposta anche ai turisti con battute di pesca a lancio, al bolentino o alla traina.

João Vieira: pescatori
La grande pescosità dell'oceano permette, anche ai turisti, di catturare grossi esemplari con facilità. [...]

Isola di Orango: sbarco
Lo sbarco avviene a piedi quando la bassa marea è notevole e non permette alle barche di avvicinarsi alla spiaggia. L'isola di Orango Grande è famosa per gli ippopotami d'acqua salata.

Isola Orango: conchiglie
I sentieri dei villaggi sono pavimentati con le conchiglie.

Orango Angagumé
Angagumé è l'antica capitale dell'isola di Orango, famosa per essere stata la sede della Regina Okinka Pampa. La comunità è ancora governata da una regina. La vita in Tabanca de Angagumé, piccolo villaggio circondato da alberi ad alto fusto, è ancora come nei secoli passati: la regina, che sarà possibile incontrare durante la visita, è eletta tra le donne del villaggio e resta in carica per tutta la vita. Dopo l'elezione deve lasciare la sua famiglia e dedicarsi [...]  [photo: Guinea Bissau Turismo]

Orango Hippos
Nella laguna di Anôr vive la comunità di ippopotami d'acqua salata più grande dell'Africa occidentale: se siete fortunati potrete vedere anche 20 ippopotami tutti insieme. Gli ippopotami non sono pericolosi, ma non ci si può avvicinare agli animali e le guide vi daranno le istruzioni per osservarli senza disturbarli, nascosti tra la vegetazione.  [photo: Guinea Bissau Turismo]

Anor: danze
La cultura è animista, molto legata alla superstizione, gli spiriti dei morti devono stare lontani dal villaggio perché non disturbino. Esiste però uno spirito protettore del villaggio e quando sorgono conflitti l'armonia tra il mondo degli spiriti e quello del villaggio è rotta e bisogna ripristinarla con cerimonie e danze.

Anor: danze
la paglia chiamata nodannè serve per confezionare le gonne usate dalle donne nelle cerimonie e nelle danze tradizionali, coprono la testa con fazzoletti e adornano i fianchi con catenine di conchiglie. [...]

Bijagos: arcipelago
Le Bijagos fanno parte della regione di Bolama e Bolama è stata la sede della prima capitale (1879) poi spostata a Bissau (1941).

Bijagos: arcipelago
Le Bijagos sono state scoperte nel 1456 dal navigatore veneziano Alvise Cadamosto che esplorava le coste dell'Africa occidentale per conto del principe del Portogallo Enrico il Navigatore; oggi sono state catalogate dall'UNESCO come riserva della biosfera, sono in gran parte coperte di foresta e famose per le tartarughe marine e le scimmie.

Isola di Kéré
Piccola isola pressoché disabitata fra Caravela e Carache, sede di un piccolo lodge frequentato da turisti e pescatori.

Varela
Spiagge tra le più note e belle della Guinea Bissau. Il villaggio di Varela si trova a 16 km da São Domingos. È circondato da bellissime spiagge, tra cui quella dei pescatori, Catão, Edjim, Djufunco e molte altre che sono nascoste nella natura. L'aria è fresca e le maree sono costanti, ma dolci. C'è anche la spiaggia vera e propria di Varela, una volta una bellissima spiaggia, che è attualmente sta soffrendo a causa dell'erosione e della vicinanza di un insediamento [...]  [photo: Guinea Bissau Turismo]

Isola di Caravela
L'isola di Caravela - un distretto della Guinea Bissau - fa parte della regione di Bolama.  [photo: Wikipedia]

Bubaque
Bubaque è la capitale amministrativa delle Bijagos, il suo villaggio è formato da 1 mercato del pesce, 5 bar, 1 stazione di rifornimento per le barche e nulla più. Ha una superficie di 48 kmq di cui però 18 sono acquitrini sommersi quando c'è l'alta marea.

Bubaque
Gli abitanti dedicano la maggior parte del loro tempo al riposo, alla cura dei bambini, alle relazioni sociali e ai riti magici. [...]

Bubaque
Le isole hanno un impronta matriarcale, sono le donne che decidono, amministrano e scelgono il compagno. [...]

Bubaque: sculture
I Bijagò, insieme ai Nalù, sono i migliori intagliatori di legno della Guinea Bissau. Tutti i maschi bijagò hanno un'attitudine innata per l'intaglio, arte che richiede una lunga e paziente formazione sotto la guida del padre o di un parente stretto.

Bubaque: sculture
L'artista biagò lavora con un coltello affilato e sa trarre da un pezzo di legno l'immagine perfetta di un animale, di un danzatore, o costruire utensili da cucina. Lavora principalmente con strumenti semplici e prodotti sul posto, e qualche volta con con più moderni scalpelli in ferro, piccole accette e coltelli che arrivano dal mercato europeo. Il lavoro di intagli nell'isola di Bubaque ha diversi sbocchi: sculture religiose, fatte dagli artisti migliori con attenta scelta [...]

Bubaque: navigazione
Tramonto sul 'fishing club', un'altra struttura recettiva.

Bubaque: navigazione
Nell'economia delle Bijagos la pesca è molto importante. Il pesce è abbondante sia presso la costa che al largo.

Bubaque: barca
La pesca d'altura è un'attività riservata agli uomini, le donne raccolgono molluschi e granchi sulla spiaggia.

Bolama: tribunale
Bolama è stata realizzata su modello del castro romano, con larghi viali, piazze, edifici sontuosi e scuola di aviazione.

Bolama
La cura dei capelli inizia da ragazzina, i corti capelli vengono allungati con l'inserimento di molte piccole treccine posticce. [...]

Bolama: cannone

Bolama
La generazione che non ha conosciuto i tempi della colonizzazione gioca con alcuni resti militari.

Bolama: casa coloniale
I colonizzatori portoghesi lasciarono Bolama con gli edifici che avevano costruito durante la colonizzazione quando si esaurì la riserva di acqua dolce.

Bolama: onlus italiana

Bolama
Progetto culturale di scolarizzazione.

Bolama: Hotel
Gli abitanti locali oggi abitano i vecchi edifici coloniali in stato di abbandono, i pochi pozzi di acqua dolce sono pieni di ferro. Oggi si sta cercando, con alcuni progetti, di creare nuovi bacini di riserva da riempire durante la stagione piovosa.

Bolama: bimbe

Bolama: cinema

Bolama: monumento
Monumento in ricordo del volo transatlantico Roma-Brasile. Dietro al monumento si vede il palazzo del governatore.

Bolama: palazzo del governatore

Bolama: casa del governatore
Nuovi abitanti della casa del governatore. [...]

Bissau: monumento Pidjiguiti
Monumento in ricordo del massacro di Pidjiguiti del 3 agosto del '59, quando i portuali in sciopero per un miglioramento economico furono massacrati dalla polizia politica (PIDE). Fu la fine della strategia basata sulla protesta non violenta ed l'inizio della lotta armata che in 13 anni, col supporto dell'Unione Sovietica, portò all'indipendenza dal Portogallo.

Bissau: mercato
Mercato al porto di Bissau

Bissau: porto
Il Rio Geba, il più grande fiume della Guinea Bissau, forma un ampio e lungo estuario dove sorge la capitale Bissau. Il Rio Geba è una grande via di comunicazione ed è navigabile fino a Bafatá, la seconda grande città della Guinea Bissau. Durante tutta la guerra coloniale portoghese (1961-1974), guerra che portò all'indipendenza delle colonie portoghesi, nel Rio Geba si svolsero parecchie operazioni militari.

Bissau: porto
Il porto di Bissau, principale porto della nazione, con un notevole traffico commerciale sia di barche locali che di navi da container.

traffico

carnevale
Carri allegorici, persone che sfilano per le strade mascherati con teste di animali, col corpo dipinto o con vestiti variopinti, danze, musica, vendita di oggetti, vino, birra ... È la festa più partecipata in tutta la Guinea-Bissau. Si tiene nella settimana che precede l'inizio della Quaresima, ma la preparazione del inizia molti giorni prima. L'attività lavorativa ne risente, tanto che è più difficile trovare uffici aperti a pieno ritmo. È invece un pullulare di banchetti [...]  [photo: Guinea Bissau Turismo]

Cacheu
Da Cacheu venivano imbarcati gli schiavi per essere condotti in Sud America. Era anche porto d'imbarco provvisorio: quando non c'erano navi in partenza, le persone venivano concentrate a Bulol, un'isoletta poco fuori l'estuario del Rio Cacheu a cui è rimasto il nome di Isola degli Schiavi.  [photo: Guinea Bissau Turismo]

Rio Cacheu - le mangrovie
Il più grande sistema di mangrovie dell'Africa Occidentale, dove si incontra la vita umana inserita armonicamente nell'ecosistema. Possibilità di vedere animali acquatici e uccelli migratori. L'estensione del sistema di mangrovie ha fatto si che questa zona sia diventata il Parco Naturale delle Tarrafes (mangrovie) del Rio Cacheu.  [photo: Guinea Bissau Turismo]

Parco di Cacheu parte sud
Si estende su un'area di 80.000 ettari all'estuario del Rio Cacheu e per quasi il 70% è coperto da mangrovie e banchi di sabbia. È la zona più grande di tutta l'Africa occidentale ad avere queste caratteristiche.  [photo: Guinea Bissau Turismo]
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Tutte le immagini sono di Tina Ponzellini salvo dove altrimenti specificato (Guinea Bissau Turismo, Wikipedia)