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Camerun
 
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La provincia dell'Estremo Nord del Camerun
L'estremo nord è popolato da più di 50 diversi gruppi etnici ed è una delle provincie a maggior varietà culturale.
In passato ha ospitato quasi tutte le specie di animali africani, poi secoli di insediamenti umani li hanno confinati in aree protette e parchi nazionali, il più grande dei quali è il Parc National du Waza con i suoi 1.700 kmq, seguito dal Parc National de Kalamaloué, piccola area protetta da 45 kmq in quello stretto collo di terra che separa la Nigeria dal Chad, punto di sosta per quelle specie animali che annualmente attraversano il Camerun.
Infine abbiamo il parco nazionale Mozogo Gokoro con i suoi 14 kmq dove ospita diverse specie di scimmie e rettili.
La maggior parte della regione è piuttosto bassa, con i minimi nella pianura del Ciad che ha un'altitudine media sui 280 metri.
I monti Mandara sono la parte più alta della provincia, con un'altezza media sui 900 metri e il monte Tourou che raggiunge i 1442 m.

La savana con la sua vegetazione costituisce il tipo principale di territorio, in gran parte coperto di sottile erba punteggiata da arbusti spinosi come la faidherbia (molto simile all'acacia), la karita e i più grossi baobab. Le zone più piovose, come le montagne Mandara, hanno naturalmente una diversa vegetazione con erbe più spesse e alberi più grandi. Poi le necessità umane hanno portato alla combustione dei campi e al taglio degli alberi aumentando l'espandersi della desertificazione nell'estremo nord.

Le abitazioni nei grossi paesi e nelle città come Maroua tendono ad essere in cemento e con i tetti in metallo. Altrove il tipo più comune di edifico è piccolo con un piccolo ingresso e un tetto conico coperto di foglie di palma (l'antica tradizione del thatching). Con la grande arte dell'arrangiarsi, nelle diverse aree geografiche vengono usati naturalmente i materiali disponibili localmente: e così i Matakam usano la pietra, i Fulani la creta e i Guizigi intrecci di paglia.

Il capo di un gruppo familiare spesso costruisce diversi piccoli edifici attaccati fra loro a comporre un unico complesso abitativo, una sorta di condominio che prende il nome di saré. Ogni unità abitativa ha vicino il suo granaio, l'unità abitativa del capo si colloca al centro del saré e tutt'intorno si tengono delle siepi per tenere lontano il bestiame. Anche i Bororo e i Fulani che sono semi-nomadi, costruiscono degli insediamenti semi-permanenti per i vecchi e i malati.

Etnie
- I Fulani (o Fula, Foulbé, Peul) alti e slanciati, naso aquilino, la maggioranza della popolazione dell'Estremo Nord, Islamici, provenienti dall'Africa occidentale.
- I Bororo Fulani sono nomadi che spostano mandrie di bestiame nell'Estremo Nord; sono alti, slanciati e più chiari dei loro parenti sedentari.
- I Mundang e i Tupuri, accomunati dalla stessa lingua (adamawa) formano un gruppo più piccolo, vivono vicini sul confine meridionale col Ciad.
- I Kanuri vivono sul confine occidentale tra la Nigeria e il Parco Waza e parlano una lingua Nilo-Sahariana.
- I Shuwa Arabi sono semi-nomadi e vivono nel nord della provincia fino al lago Ciad.
- I Kirdi, pagani nella linga fulfulde dei conquistatori Fulani, perchè avevano rifiutato la conversione all'Islam nell XIX secolo. Vivono sui monti Mandara, altri sui monti Alantika, nei famosi villaggi Koma, sempre in zone difficili che avevano scelto per difendersi dagli invasori Fulani. Sono conosciuti anche come uomini delle montagne. Sono suddivisi in Bata, Fali, Fata, Guidar, Kapsiki, Mafa, Massa, Matakam, Mofou, Mousgoum, Podoko e Toupouris. Sono accomunati dall'uso delle lingue ciadiche e adamawa (l'altopiano nei pressi di Benoué).

Fra le etnie ci sarebbero anche i Parkwa, i Glavda, i Gvoko, i Turu, i Mabas, gli Hya, i Bana, i Zizilivikan, i Jimi, i Gude, i Bulahai, i Buwal, i Gawar, i Besleri, i Sharwa, i Tsuvan, i Mazagway, i Daba e, last but not least, i Muturwa.
Nel tempo le varie etnie si sono mescolate e oggi non è sempre facile capire la provenienza di una persona, ci riescono meglio i locali attraverso le lingue e i dialetti che vengono ancora usati.


Il Camerun va visitato seguendo il calendario dei mercati settimanali, altrimenti si perdono grandi occasioni di incontrare persone e situazioni fantastiche. In questo sito è però più comodo seguire un tragitto che parte dal Lago Ciad a nord, e scende fino al Parco Nazionale di Bénoué e ai villaggi Koma sui monti Alantika.

Da Blangoua a Waza
Blangoua è un grosso villaggio sulle rive del Chiari che alimenta il lago Ciad. Grande traffico di piroghe che trasportano merci e passeggeri nei villaggi in riva al lago o nelle isole. Da Blangoua si può raggiungere in piroga l'isola Kofia per il grande il mercato settimanale del pesce. Il lago Chad è molto pescoso e i suoi abili pescatori sono i Kotoko, discendenti di un'antica monarchia estesa anche in Nigeria e Chad ed emersa col declino della civiltà Sao.
Nelle vicinanze del lago Chad il paesaggio e sub-sahariano, polveroso, in alcune zone sabbioso, si viaggia sul fondo cespuglioso dell'antico lago che viene inondato durante la stagione delle piogge.

Scendendo incontriamo il grazioso e tranquillo villaggio fortificato di Goulfey. Diversi sono i villaggi fortificati in questa regione che fu occupata dai leggendari giganti Sao, civiltà dalle origini sconosciute e che visse fra il VI e il XV secolo presso il fiume Chiari a sud del lago Chad.
In quest'area troviamo la Riserva Kalamaloué, piccola ma con diverse specie di antilopi, poi scimmie, facoceri, ed elefanti.

Waza è un villaggio sull'ingresso nord dell'omonimo parco, il Parco Nazionale Waza, grande e famoso, fondato nel 1934 e diventato Riserva della Bisfera per l'UNESCO nel 1979. Ci vivono elefanti, che sono il pezzo forte del parco, leoni, le ultime giraffe camelopardalis peralta dalle macchie chiare, le rare antilopi di Kob e molti altri animali, anche se non nelle quantità dei grandi parchi dell'Africa orientale e meridionale. Il lato ovest del parco Waza è caratterizzato da foresta di acacie mentre a est ci sono grandi pianure erbose (yaérés) inondate ogni anno dai fiumi.

Da Waza a Maroua
Una via di collegamento Waza-Maroua passa per il grosso villaggio di Pouss, ai bordi del lago Maga e del fiume Logone che fa da confine con la repubblica del Chad. Il villaggio ha un suo importante mercato dove si vende di tutto e si incontrano diverse e ben riconoscibili etnie: le donne Mousgoum con le labbra e le narici trapassate da frammenti di calebasse, le mezze zucche seccate e colorate con disegni geometrici rossi e che vengono usate come copricapo; le donne Peul M'Bororo dai fini tatuaggi sui volti; alle alte Massa dalle guance mirabilmente scarificate.

A Pouss si incontrano ancora le ultime case in fango dei Mousgoum costruite a forma di obice e destinate a scomparire per la difficolta di costruzione.
Sempre a Pouss c'è il palazzo del lamido, l'autorità locale (chef de canton) che gestisce il droit coutumier, il diritto consuetudinario.
A Bogo c'è un grande mercato il mercoledì, con gente Fulbé che arriva da tutte le parti e mercanti che arrivano dal Chad. Qui si organizza la festa nazionale del montone, con i mussulmani vestiti a festa che vanno alla moschea, il lamido e i suoi notabili in sella ai cavalli bardati per le grandi occasioni e tutti preceduti dai suonatori di corno, trombe e altri strumenti locali.

C'è un passaggio ad ovest fra Waza e Maroua che passa per Mora, capitale dei Wandara, con uno interessantissimo mercato praticato e gente che veste in modo ricercato, dai musulmani delle pianure agli animisti Kirdi. Ci si trovano zucche dipinte, artigianato in pelle, gioielli e collane portafortuna (grisgris).

Qui siamo nel territorio collinoso dei Matakam ricco di molti saré dalle forme svettanti. Sono costituiti di molte capanne in pietra e argilla e coperte con grosse stuoie di miglio, hanno una piccola porta d'ingresso che non lascia entrare luce e caldo. Ogni volta che il capo famiglia aggiunge una donna al suo harem, al saré viene aggiunta una camera, un granaio, una magazzino e una cucina. Ad Oudjilla se ne può visitare uno molto grande di un capofamiglia Pokodo che ha una cinquantina di mogli.

Più a ovest, ai confini con la Nigeria, troviamo il piccolo villaggio di Tourou con uno dei mercati più tipici del nord del Camerun, coloratissimo e animatissimo, con la birra di miglio fatta dalle donne Hidè che colorano il mercato coi loro bei copricapo di zucca dipinta di rosso (calebasse). Non lontano da qui, a Mabas si può ammirare un antico saré posto in una posizione spettacolare. Siamo sui monti Mandara, zona dei Mofu, una catena vulcanica lunga circa 200 km. con la cima più alta, il monte Oupay, a 1224 m.

Restando sui monti Mandara e seguendo verso sud il confine con la Nigeria si arriva a nella regione dei Kapsiki, ricca di picchi vulcanici e di spuntoni di lava, qui troviamo il villaggio di Rhumsiki dove i Kapsiki vivono in piccole case costruite in pietra locale, col tetto di palma intrecciata e distribuire nel villaggio e nello splendido paesaggio circostante, definito dallo scrittore premio Nobel, André Gide, uno dei più bei panorami del mondo. A renderlo unico sono i pinnacoli vulcanici e i basalti affioranti dal terreno, e il fotografatissimo picco di Rhumsiki alto 1224 m.

Il turismo qui è molto diffuso tanto che i bambini Kapsiki hanno imparato ad offrirsi come guide per i turisti mostrando loro le attrazioni del villaggio: artigiani, fabbri, vasai e tessitori, i danzatori e il féticheur, l'indovino che predice il futuro attraverso i movimenti di un granchio. I Kapsiki sono animisti col culto dei morti, per i quali organizzano funerali accompagnati da danze, canti e grandi libagioni, usanze che vanno a sparire man mano che le cristianizzazione avanza.

Maroua è un grosso villaggio immerso nella vegetazione, con grandi viali ombreggiati e attraversato dal fiume Kaliao. Capoluogo della regione dell' 'Extrême-Nord' e sede importante dell'artigianato della pelle: scarpe, borse, oggetti di moda, con pelli di vacca, coccodrillo, elefante, varano e pitone. Punto di partenza per molti viaggi nel nord del Camerun.

Da Garoua a Wangay
A nord di Garoua c'è la cittadina di Figuil abitata da gente alta e robusta che veste l'ampio camicione musulmano o il boubou, non manca però l'influsso occidentale con le canottiere delle nostre squadre di calcio e i nomi in caratteri cubitali dei giocatori famosi.

Garoua è la capitale dei Fulbé mussulmani e per un paio di mese all'anno è anche porto del fiume Fiume Benoué usato dagli uomini per la pesca, dalle donne per il bucato e dai bambini per i loro giochi.

A sud ovest c'è la la suggestiva valle dei Roniers, con le palme Borasso che qui crescono grazie al particolare microclima, sono usate per la costruzione di case, mobili e per ricavarne anche una sorta di vino. Zona dell'etnia Daoyo e della loro strana festa dei crani tagliati dai morti in decomposizione e usati per interpretazioni augurali.

Più a ovest troviamo i Monti Alantika, luogo dei villaggio Koma, raggiungibili via trekking da Wangay. I Koma, cioè selvaggi secondo i loro vicini camerunensi, hanno sempre vissuto isolati dal resto del mondo; sono coltivatori, allevatori e cacciatori che hanno preservato religione, tradizioni e costumi originali: gli uomini vestono solo un astuccio penico, e le donne una semplice gonna di foglie sul corpo cosparso di olio rosso. Il potere è gestito in ogni villaggio - piccola comunità di una cinquantina di persone - dagli anziani che sono guaritori, indovini, sacerdoti e anche capi in caso di guerra.

A sud di Garoua c'è il parco della Benoué (180 mila ettari), sul fiume Benoué, famoso per le sue colonie di ippopotami. Mentre a sud est di Garoua troviamo Rey Bouba, un lamidato, una specie di sultanato, che è un angolo di medioevo. Il lamidato fu fondato nel 1804 quando cominciò ad islamizzare, perseguitare e asservire le tribu animiste locali. Oggi il lamido è un capo assoluto, sia spirituale che temporale, vive nel suo impenetrabile palazzo circondato da alte mura e accompagnato dai suoi dignitari, dalle autorità religiose, da servi, da molte donne a seno scoperto che si occupano alla cucina e alla pulizia, da eunuchi in perizoma bianco che si occupano delle numerosi mogli del lamido, il tutto in un vero villaggio dentro il villaggio, austero e impenetrabile.

Concludendo
Il Camerun è uno dei paesi più variegati di tutta l'Africa per culture e natura: più di 130 gruppi etnici con una gran varietà di lingue e dialetti diversi; pacifica convivenza di cristianesimo, islam e culti animisti; foreste tropicali, savane, zone semi-desertiche e bellissimi paesaggi; grandi parchi con gran varietà di animali. Naturalmente bisogna fare attenzione allo stato delle piste prima di inoltrarsi in una nuova zona. Attenzione anche ai possibili problemi intestinali con le inevitabili offerte di birra di miglio su ciotole di gruppo che per i nostri standard di pulizia sono delle ricche colonie di batteri. Comunque andateci, il viaggio vale il rischio di una dissenteria.

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Le Nevi del Kilimangiaro
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Tanzania
Trekking sullo Rwenzori (Uganda)

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Lago Ciad: pescatori Kotoko
La popolazione di etnia Kotoko padroneggia con le sue tipiche barche il pescoso lago Ciad. Usano il giacchio, un'antica rete a forma circolare, che lanciano con grande maestria ed eleganza restando in equilibrio sulle loro barche. Un tipo di rete sempre meno usato perchè l'evoluzione tecnica ne produce di più efficaci e fisicamente meno impegnative.

Lago Ciad: pescatori Kotoko
Il lago Tchad trabocca di pesce, i pescatori Kotoko lo catturano e lo venderlo al mercato. La pesca è l'attività primaria per migliaia di persone.

Kofia: isola
Forni per affumicare il pesce. [...]

Kofia: isola
Uomini Choa avvolti nei loro ampi bombo blu, gruppo etnico transumante di ceppo arabo, assidui frequentatori dei mercati. [...]

Kofia: isola
Essiccazione del pesce pescato dal lago Ciad, una specializzazione dei Kotoko, esperti pescatori dalle antiche reti da pesca, usano ancora il giacchio con grande maestria ed eleganza.

Kofia: isola
Popolazione di pescatori, Kotoko, grande mercato settimanale il lunedì, grande odore di pesce essiccato, genti che arrivano dalla Nigeria e dal Chad. L'isola Kofia appartiene al Cameroun ma in effetti è porto franco di traffici e commerci.

Kofia: isola
Trattative al mercato del pesce di Kofia. Le contrattazioni e il mercanteggiare è inframmezzato da continue discussioni e complesse operazioni di scambio.

Goulfey
Villaggio fortificato della regione. Nel secolo V e X fu occupata dai Sao popolazione di giganti, oggi sede di un lamidato di primo livello. [...]

Goulfey
Piccolo e tranquillo villaggio nel nord del Camerun. Sede di in importante Lamido. Famosa per le case di argilla costruite dalla popolazione Sao.

Goulfey
Eleganti architetture d'argilla nel villaggio di Goulfey. L'uso dell'argilla nelle costruzioni e nei magazzini permette di dare forme plastiche alle strutture creando giochi di prospettive e di ombre.

Blangoua: mercato
Blangoua è un grosso villaggio sulle rive del fiume Chari e vicino al lago Ciad. Un continuo via vai di piroghe collega il villaggio al lago trasportando passeggeri e merci dai villaggi e dalle isole del lago.

Blangoua: mercato
Avvicinandosi al lago Tchad si incontra il grosso villaggio di Blangoua, una processione continua di venditori diretti alle isole vicine affolla il mercato locale.

Blangoua: mercato
Il mercato è occasione d'incontri e ci si va vestiti a festa. [...]

Blangoua: sul fiume Chari
Durante la stagione delle piogge il fiume Chari si alza quasi a lambire le abitazioni poste in alto sulle rive, mentre nella stagione secca le donne devono scendere sulle rive e fare alcuni metri per raggiungere l'acqua. [...]

Fiume Chiari
Al tramonto dal porto di Blangoua partono le barche cariche di merci e uomini dirette in Nigeria.

Fiume Chiari
I villaggi sulla riva del fiume sono posti in posizione elevata, in modo che durante la stagione delle piogge, quando il livello del fiume si alza, non vengano allagati.

Fiume Chiari
Le donne dei villaggi più osservanti sono coperte da un mantello nero o blu fino ai piedi.

Parc National de Kalamaloué
Il parco è attraversato dalla strada che porta verso il confine con la Nigeria e il Tchad, i campi sono coltivati a sorgo e mais.

Parc National de Kalamaloué
Parco Kala Malouè: luogo d'elezione per gli uccelli, l'area umida che circonda il fiume Chari permette di nidificare e di trovare facilmente cibo, malgrado questo nuvole di uccelli distruggono sistematicamente i campi coltivati nei dintorni.

Parc National de Kalamaloué
Il parco è stato creato nel 1972 e ha una superficie di 4500 ettari. Qui si vede l'ambiente tipico del parco: una grande area umida paradiso per gli uccelli. [...]

Maltam
Dopo il parco Waza la strada asfaltata prosegue fino ad un biforcazione, a destra si arriva al confine con il Tchad, a sinistra con quello della Nigeria.

Maltam
Bagno e bucato sul fiume El Beio.

Maltam
Donne che ritornano alla loro casa a Maltam dopo aver lavato il bucato sul fiume El Beio. Anche in questo caso come molte altre volte devono percorrere parecchia strada per arrivare alla loro abitazione.

Maltam: ponte sul fiume El Beio
Attraversamento del ponte sul fiume El Beio nei pressi di Maltam.

Maltam: ponte sul fiume El Beio

Maltam-Waza: traffico
Il trasporto delle merci attraverso le tre nazioni è continuo, i grandi camion stracarichi sono i sovrani incontrastati di questa strada.

Maltam-Waza: traffico
In Africa il carico dei camion, per rendere i viaggi più economici, è una sofisticata e pericolosa arte di equilibrio.

Parco nazionale Waza
Parco creato nel 1934 per proteggere giraffe ed antilopi Non è certo un parco che può vantare la ricchezza di animali delle riserve africane, qui gli animali bisogna sbirciarli in lontananza, ma l'atmosfera della grandi piane erbose e delle acacie dai fusti rossi rimane africana.

Parco nazionale Waza
Il Parco Nazionale di Waza è di grande interesse perchè ospita animali selvaggi fra i più belli dell'Africa. Molto pachidermi si riuniscono al Mare aux Eléphants, punto dove vanno ad abbeverarsi (tre ore di macchina dall'ingresso). E' abbastanza facile avvistare leoni, giraffe, ippopotami, antilopi, cobi, babbuini e scimmie, e poi buceri, struzzi, gru coronate, aironi e cicogne. Il periodo migliore è fra marzo e maggio che purtroppo è anche il più caldo.

Parco nazionale Waza
Uova di struzzo. lo struzzo è un uccello incapace di volare, è distribuito naturalmente in tutta l'Africa. Il suo nome scientifico (struthio camelus) indica l'accostamento delle sue caratteristiche. Durante la riproduzione si riuniscono un maschio e 2-4 femmine le quali depongono un buon numero di uova che normalmente sono molto ben nascoste.

Waza: fuoco
La prateria del Waza bruciata dal fuoco. L'uso dell'incendio controllato è una pratica antica per arricchire il terreno di sali minerali.

Oudjila: lamido
Località isolata raggiungibile con una pista tutta in salita che le donne Podoko del capofamiglia, famoso nella regione per lo schieramento di 50 mogli, percorrono regolarmente a piedi per andare a prendere l'acqua di cui il villaggio è sprovvisto. Il villaggio è composto dalle abitazioni delle rispettive mogli,ogni abitazione ha due granai, una cucina e un recinto. I Podoko di Oudjilla sono un etnia autoctona che ha creato una propria organizzazione sociale,non è solo un [...]

Djinglia

Djinglia

Djinglia

Tourou: calebasses
Grande mercato, incontro con le donne Hidé che portano in testa le loro caratteristiche calebasses: copricapo ricavati da una mezza zucca seccata e colorata a motivi geometrici rossi. Gente che arriva dalle montagne per scambiare le merci e per farsi un goccio della loro birra di miglio.

Tourou: calebasses
Le caratteristiche e variopinte calebasses, gli elmetti di zucca portati dalle donne Hidé.

Tourou: calebasses
Una calebasse un po' rattoppata ma portata con grande naturalezza.

Tourou: uomini

Tourou: uomini

Koza
Il Col di Koza è un interessante paesaggio in territorio Matakam, tutta l'area è punteggiata da una miriade di sarè dalle sagome a punta.

Mokolo

Monti Mandara
Nei monti Mandara si possono osservare diversi picchi vulcanici molto interessanti, immersi in un paesaggio arido e impressionante. Il monte più alto è l' Oupay coi suoi 1.494 m. d'altezza.

Mayo Plata: mercato
Robuste bici che devono percorrere strade sterrate piene di buche e polvere portando grossi carichi di merce al mercato. [...]

Mayo Plata: mercato
Questo mercato è tipico perché si vende carne macellata di ogni tipo: mucche, cani e asini testa compresa.

Mayo Plata: mercato
Uno dei mercati più autentici. Dai massi prospicienti la radura si può osservare il consueto appuntamento settimanale della gente dei villaggi vicini, arrivano a piedi dalla strada polverosa e si mischiano ai venditori in una girandola di colori.

Mayo Plata: birra
Contenitori di birra di miglio. Miglio e birra di miglio fanno parte delle vita camerunese, La birra si trova dappertutto, si serve generalmente su piccole calebasse, ciotole di zucca, è più 'fresca' se prelevata da orci di terracotta. Molto venduta nei mercati, sempre trasportata dalle donne che se la caricano in testa per percorrere anche parecchi chilometri.

Mayo Plata: birra
Venditrice di birra. A Mayo Plata la birra di miglio è venduta esclusivamente dalle donne. [...]

Mayo Plata: mercato
I mercati africani sono un miscuglio disordinato di colori, rumori, odori e gente di ogni tipo, si vende il nuovo e l'usato, si mostra la mercanzia, si chiamano i compratori, insomma si vive in tecnicolor e in quadrifonia, e tutti i sensi vengono sollecitati al limite.

Rhumsiki: vista sulla monument valley
Questa splendida zona, nei monti Mandara, è abitata dai Kapsiki che vivono in piccole case costruite con la pietra locale e con il tetto di foglie di palma intrecciate.

Picco di Rhumsiki
La zona è caratterizzata dal panorama creato da numerosi picchi vulcanici, formazioni rocciose e granitiche che culminano nel picco di Rhumsiki. I monoliti si ergono sulla vasta pianura e per questo motivo si dice che sia la monument valley africana.

Rhumsiki: il féticheur
Il féticheur, l'indovino che predice il futuro attraverso i movimenti di un granchio. [...]

Rhumsiki: il féticheur

Maga: lago artificiale
Rive del fiume Logone nei presi del logo Maga. Il fiume Logone segna il confine tra Cameroun e Ciad.

Maga
Donne di ritorno dal bucato sul fiume Logone nei pressi del lago Maga.

Pouss: mercato
Mercato settimanale (martedì) con persone che arrivano anche dal vicino Ciad attraversando il fiume Logone. Si incontrano i Musgum, e i pastori M'Bororo. Il mercato è organizzato per aree specializzate: asini, capre, frutta, scarpe, essenze, pesci e molte altre merci. [...]

Pouss: mercato
Il grande tesoro del Cameroun è costituito dal suo ricco patrimonio etnico, i Bororo,cioè i Peul transumanti sono arrivati con le migrazioni dal Sahel e le loro donne, con le labbra dipinte, i visi scarificati e i colori smaglianti affollano i mercati.

Pouss:mercato

Pouss: palazzo del lamido
Il consiglio degli anziani aspetta davanti all'entrata del palazzo l'arrivo del lamidò. Le chefferie - antiche circoscrizioni territoriali, unità politiche, sociali e religiose che raggruppano genti di diversa origine che devono rispettare le tradizioni e i poteri dominanti- sono [...]

Pouss: palazzo del lamido
Sono gli anziani e i notabili i più saggi consiglieri del lamidò.

Pouss: palazzo del lamido
I muri sono composti con argilla, fango, escrementi di animali e sono dipinti con disegni che caratterizzano quel particolare gruppo familiare.

Pouss: case dei Mousgoum
Le case ad obice dell'etnia Mousgoum. i Musgum,oggi sono pescatori e pastori ma rimangono i discendenti dei costruttori delle case a obice. Queste case non sono solo un esempio di architettura domestica, ma anche di un'organizzazione familiare.

Fiume Logone
Il Logone è un affluente del Chari, lungo il suo corso si trovano diverse paludi e aree umide. Importante risorsa per le popolazioni e i pescatori che vivono lungo il suo percorso. Ci si pesca il persico del Nilo (Lates niloticus).

Fiume Logone

Maroua: check point
Maroua è un grosso villaggio da centomila abitanti sulle rive del Kaliao. Grandi viali ombreggiati, un grande mercato giornaliero. I check point si intensificano nelle vicinanze della città di Maroua, capoluogo provinciale dell'estremo nord del paese.

Maroua: mercato
A Maroua c'è un grande mercato giornaliero, un centro artigianale e un mercato di medicine tradizionali che offrono rimedi un po' a tutto: dalle malattie ai furti e anche pozioni per far innamorare le fanciulle. Questa è la parte di mercato dedicata alle spezie dove ogni contenitore corrisponde ad [...]

Maroua: parrucchiere
Taglio alla moda camerunese.

Maroua-Mora
Piccolo saré di campagna.

Maroua-Mora
In quest'area collocata tra Mora e Maroua la raccolta del cotone è abbastanza tardiva, estese aree presentavano i caratteristici fiocchi anche verso la metà di gennaio.

Maroua-Mora
Mandrie.

Ponte di Sarak
Ponte sul fiume Mayo Bova, in camerunese i fiumi sono chiamati Mayo.

Verso il ponte di Sarak

Djabi: pedaggio

Djabi: pedaggio

Djabi: pedaggio

Garoua
La maggior parte del territorio camerunese fu colonia francese, con la sua impronta politica e culturale, oggi rimane il francese come lingua parlata e le buonissime baguette vendute per strada.

Garoua
Mercato della medicina tradizionale.

Ngong
La strada che collega la capitale Ngaunderè con Garoua è un brulicare di paesi in cui la vita si svolge per strada.

Ngong
La moto è il mezzo di trasporto privato più usato, è il simbolo sociale di un discreto benessere,

Roniers: valle delle palme
In questa valle un microclima unico permette la crescita di una particolare palma della varietà Borasso etiope; la popolazione locale, i Doyo, ne usa le foglie e il tronco per la costruzione delle case e ne ricavano anche una sorta di vino. Qui si vede un esempio d'uso delle foglie di palma come [...]

Wangay
Ultimo villaggio prima della salita ai monti Alantika, da qui inizia il trekking a piedi per visitare le popolazioni animiste dei Koma.

Wangay
La sbarra all'ingresso del paese segna l'ipotetica costruzione di una strada che da Wanday dovrebbe proseguire fino a Laro per poter visitare più facilmente i monti Alantika usando un mezzo invece di andarci a piedi.

Wangay
La moschea di Wangay. La popolazione di Wangay è mussulmana e chiama i Koma 'Kirdi' cioè pagani. I kirdi non sono un'etnia ma un insieme di gruppi etnici autoctoni e non islamizzati. La parola kirdi è di origine kanuri e tradotta significa pagani, termine usato con orgoglio dalla gente di montagna perché si identifica come un preciso gruppo etnico, perciò sono kirdi non solo i koma ma tutti i gruppi pagani, anche quelli di pianura.

Villaggio Koma: funerale
I funerali Koma sono accompagnati da danze e balli ai quali partecipano i parenti che arrivano portando in dono miglio e carne.

Villaggio Koma: funerale

Villaggio Koma
Donne Koma con la loro inseparabile pipa, la caunchè con fornello di terracotta e cannuccia di legno rivestita in cuoio.

Villaggio Koma
Alle ragazze Koma vengono estratti gli incisivi dopo il superamento di una prova iniziatica che consiste nel restare per tre mesi da sole nella savana per dimostrare che sanno cavarsela. L'estrazione degli incisivi è il segno che evidenzia a tutti che adesso sono adulte e possono sposarsi. [...]

Villaggio Koma
I Koma sono una scoperta recente. Si erano rifugiati in queste montagne per sfuggire alle grandi invasioni islamiche del Karem Bornou, e fin da allora nel loro isolamento hanno mantenuto gli antichi usi e i costumi.

Villaggio Koma
Ci sono diversi gruppi di Koma, sono tutti animisti e parlano dialetti diversi. A causa dell'isolamento hanno mantenuto fino ad oggi antichi costumi e riti. [...]

Villaggio Koma
Battitura del miglio per farne farina e per farlo fermentare in modo di ottenere la birra di miglio.

Villaggio Koma
Bestiame a riposo dietro il saré. i koma di pianura hanno grandi mandrie di bestiame perché i terreni ricchi e facilmente coltivabili permettono di avere molto foraggio.

Villaggio Koma
Granaio.koma. Il granaio per conservare il miglio è formato da un contenitore sferico di terracotta con un'apertura nella parte superiore, viene poi rivestito con una stuoia per mantenere all'interno una temperatura adatta alla conservazione.

Villaggio Koma
Le donne koma non si separano mai dalla loro pipa, chiamata caunchè, che è formata da un fornello di terracotta collegato con una cannuccia di legno rivestita in cuoio. [...]

Villaggio Koma
Le donne koma, non avendo contatti con le popolazioni mussulmane, indossano ancora il tradizionale copri sesso di foglie fresche, queste foglie sono tenute in vita con una cintura di perline rosse o bianche. [...]

Villaggio Koma
I seni delle donne sono sempre scoperti; le donne koma non sono particolarmente alte; in totale l'etnia koma è composta da 4.000 individui. [...]

Villaggi Koma: il miglio
Sgranatura del miglio. Il miglio viene coltivato principalmente sui piccoli terrazzamenti della montagna perché è una coltivazione con poche esigenze idriche.

Villaggi Koma: il miglio
Cumuli di miglio pronti per la sgranatura.

Villaggio Koma
Gli uomini Koma con lunghi steli di graminacee fabbricano le stuoie che poi portano a Wanday per essere vendute.

Villaggio Koma
Il contatto con le popolazioni mussulmane di Wanday ha fatto si che gli uomini, anche quando ritornano ai villaggi di montagna, si vestano con abiti di stoffa invece dei tradizionali astucci penici ed i perizoma. I koma, al contrario del resto del paese, non hanno né sultani né capi, gli anziani detengono il potere in ogni villaggio.

Villaggio Koma
A causa del contatto con i mussulmani di Wanday gli uomini, quando ritornano ai villaggi di montagna, si vestono con abiti di stoffa invece dei tradizionali astucci penici e i perizoma.

Villaggio Koma
Nei villaggi Koma nessun lamido ha il potere, il potere è detenuto dagli anziani. [...]

Alantika: vegetazione
Erythrina speciosa con vista sui monti Alantika. Albero fiorito tropicale della famiglia della Fabacee, nominato anche albero corallo (insieme ad altri alberi) per il colore rosso dei suoi fiori.

Gouna
Moschea di Ggouna. Nei villaggi sotto i monti Alantika l'islamismo è la religione principale.

Gouna
Per strada si vende frutta e le frittelle di miglio fritte nell'olio.

Gouna
Griot davanti al lamidò di Gouna, poeta e cantore che conserva la tradizione orale degli antenati.

Bénoué: parco nazionale

Fiume Benoué
Il Benoué è uno dei tre fiumi principali del Cameroun, nasce vicino alla capitale Ngaounderè per poi finire in Nigeria.

Fiume Benoué

Benouè: ponte

Bénoué: bucato

Bénoué: bucato

Rey Bouba
Villaggio capitale di un importante lamidato, un'istituzione feudale di inizio '800 voluta dai cavalieri Fulbé, un grande sultanato nero e musulmano. Ancora oggi il lamidato controlla i territori dei Peul M'Bororo. Il centro economico e sociale di Rey Bouba è il palazzo: un edificio di terra e paglia, alte mura, una grande e unica porta, tante guardie, un gran traffico di dignitari, donne a seno scoperto (lo vuole la regola), eunuchi a torso nudo e perizoma, un bagno nel [...]

Rey Bouba
Le mura alte 8 metri proteggono la vita all'interno del palazzo, ma le donne del lamido possono uscire per i lavori e le spese.

Rey Bouba

Rey Bouba: gente
I Peul detti anche Foulbé sono alti e longilinei, le loro donne hanno volti chiari scolpiti con scarificazioni, abiti sgargianti con colori accesi e pettinature elaborate con trecce corte alle quali dedicano molto tempo.

Rey Bouba: gente
Le eleganti corte trecce di una donna Peul (Foulbé); alle trecce dedicano molto tempo e molta cura. [...]

Rey Bouba: nomadi
Sono un etnia nomade che percorre il paese seguendo le mandrie o i mercati; sono instancabili marciatori, le loro abitazioni sono provvisorie e formate da capanne fatte con rami intrecciati e ricoperti con paglia.

Rey Bouba: nomadi
Le donne si dedicano alla vendita dei vari prodotti mentre gli uomini portano al pascolo il bestiame. [...]

Rey Bouba: mercato

Rey Bouba: mercato
Il venerdì è giorno di mercato e qui si incontrano quasi tutte le etnie del Cameroun, le donne peul e bororo comprano e scambiano i loro prodotti.

Rey Bouba: mercato
Il mercato inizia di prima mattina ma è solo verso mezzogiorno che si riempie perché la gente deve arrivare anche da molto lontano e deve usare qualsiasi mezzo.

Diga fiume Benouè e lago Lagdo
La diga e la centrale idroelettrica forniscono energia alla città di Garoua.

Diga fiume Benouè e lago Lagdo
Le donne non amano far vedere il volto.
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