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Islanda

Islanda

La Ring Road islandese, in 10 giorni, con bimba al seguito.

11 luglio: Reykjavík
Evviva, pronti per la prima vacanza con pupa (di 10 mesi) al seguito! E visto che chi ben comincia ... etc. etc. quale meta migliore dell'Islanda???
Abbiamo optato per spezzare il viaggio aereo in modo da avere i tempi-pappa a terra, quindi partenza mattutina da Malpensa fino a Londra e poi Londra-Reykjavík.
Tutto benone, meglio del previsto. Greta è proprio una viaggiatrice nata...
Reykjavík ci ha accolto come meglio non poteva: sole, 18 gradi, un sacco di gente bivaccata nelle aiuolone a prendere il sole ... e chi se lo immaginava?
Certo che come capitale è un pochino atipica: poco traffico, case di lamiera, negozi che chiudono alle 16.30 anche in centro.
Non c'è tantissimo da vedere: la scultura della barca/forchetta al porto, la cattedrale (impalcata come il Duomo, che C!) con il super organo da 5.000 canne e la strana architettura ... a parte i pochi palazzi, le case sono per lo più di lamiera.
A sera la levataccia si fa sentire e alle 21 siamo già pronti per cercare di dormire all'ostello dell'esercito della salvezza: peccato per la luce a giorno e le tende BIANCHE alle finestre!
Questo sarà un dato costante ... ma perché mi chiedo non siamo stati in grado di civilizzare questi barbari facendogli conoscere le TAPPARELLE???

12 luglio: da Reykjavík: a Vik con circolo d'oro: Geysir, Þingvellir, Gullfoss, Skógafoss.
Giornatona spettacolare a parte che: 1) la donnina che doveva portarci l'auto arriva un TOT in ritardo; 2) perdiamo il biberon della pupa, che va beh lo usava giusto per giocare; 3) perdo i miei occhiali da sole; 4) arrivati a Vik alle 20 dopo una valanga di km, con Greta ancora digiuna, l'hotel Puffin ci informa che siamo in overbooking!!! Ma davvero non tutti i mali vengon per nuocere, ci hanno trovato un altro posto sperduto, 15 km fuori Vik, Steig, davvero bello. Oddio, da fuori lasciava un po' a desiderare, ma dentro davvero bello e con una proprietaria gentilissima, ci hanno anche dato un lettino per Greta con tanto di carillon!
Gli islandesi sono onesti in modo imbarazzante: durante il viaggio ho pensato bene di dimenticare il marsupio con dentro TUTTO (soldi, documenti...) nel bagno di una stazione di servizio e me ne sono accorta dopo una ventina di km. Siamo tornati indietro e, nel bagno non c'era più, ma qualcuno l'aveva consegnata ai gestori; inutile dire che non mancava assolutamente nulla.
Il circolo d'oro è proprio bello, incredibile come in poco spazio si concentrino tante bellezze: i geyser, le cascate, la faglia...)

13 luglio: da Vik a Hofn: Dyrhólaey, Jökulsarlón.
Altra fortuna dell'aver dormito allo Steig: 1) la proprietaria 'impone' le mani sulla piccola e 'miracolosamente' le sblocca l'intestino pigro! Iniziavo a preoccuparmi... 2) tornando indietro ci siamo avvicinati a Dyrhólaey: la bella spiaggia nera con l'arco di roccia e quindi è scattata la visita e le fotone!
Bellissimo tutto il paesaggio, a tratti gli orizzonti senza fine, il cielo ampio ricordavano quasi le strade namibiane... ma quando dietro la curva appare la laguna di Jökulsárlón con i suoi iceberg: beh toglie il fiato!
Abbiamo fatto una sosta nel parco di Skaftafell, giusto per passeggiare fino alle cascate Svartifoss con le sue colonne di basalto.
Un po' di pioggerellina ci ha poi accompagnato fino al campeggio di Hofn, abbiamo soggiornato in un comodo cottage in legno dove tipicamente passano le vacanze gli islandesi alla ricerca di pace e tranquillità... che viene da chiedersi, essendo in 300.000 in tutta l'isola, di cui metà vive nella capitale... come fanno ad avere stress da sovraffollamento?

14 luglio: da Hofn a Egilsstadir.
Partenza un po' difficile: 1) Greta ha svomitazzato nella sala da pranzo/reception del campeggio; 2) ci siamo persi un ciuccio e nonostante abbiamo cercato, cercato, cercato, is still missing; 3) i fiordi offrono panorami incredibili e diventa difficilissimo non fermarsi di continuo!
Morale: 6 ore in auto per arrivare a Egilsstadir.
Saremmo dovuti stare in un altro cottage, ma per fortuna quando siamo arrivati non c'era la proprietaria e una signora ci ha fatto sistemare in una stanza della casona principale! Un vero spettacolo: bagno nella porta accanto, cucina mega attrezzata a disposizione.
Qui ho avuto la pessima idea di verificare cosa diceva internet in merito alle previsioni del tempo e peggio ancora di dargli retta: cambio di programma e per l'indomani decidiamo di far rotta su Húsavík e le sue balene anziché giro del lago Mývatn... ma non riusciamo a cambiare le prenotazioni delle camere (c'è un sacco di gente in questo periodo in Islanda) e quindi ci attende un via vai sulle stesse strade...

15 luglio: da Egilsstadir a Reykjahlid: Húsavik, deserto in casa di Hverir.
La pioggerella mattutina non migliora, ma arrivati a Húsavik decido di fare ugualmente il tour in mare mentre Franco e Greta visitano il museo delle balene. Le balene si vedono! ma è un attimo. Poi se sono socievoli mostrano bene anche la codona, se no giusto lo sfiatatoio! Le vedrà molto meglio Franco nel suo giro con mare calmo e tempo buono domani sera... E' comunque un'emozione. Danno una sensazione di potenza e leggerezza insieme che non so descrivere.
In serata rientriamo verso il lago Mývatn, meglio dire in ZONA lago, perché Bragi Ben, il postone dove abbiamo prenotato, è una fattoria in mezzo al nulla non proprio sulle rive, diciamo! e ci mettiamo un po' a trovarla. Ma passiamo in mezzo a un panorama da inferno dantesco a Hverir... lo rivedremo anche domani...
I proprietari sono due personaggi simpatici e molto disponibili. La casa bellissima con la sala veranda che dà sulla campagna sconfinata... wow.

16 luglio: da Reykjahlid a Húsavik: Dettifoss, Ásbyrgi, Krafla: stazione geotermica, terme.
Al mattino troviamo ancora pioggerella e nebbia ma decidiamo di andare a Dettifoss ugualmente. Non si vede gran che, ma percepiamo la vastità e l'imponenza del posto.
Franco sceglie una 'scorciatoia' che ci porta assolutamente fuori strada ma arriviamo al canyon di Ásbyrgi, rifacciamo un po' di fiordi fino a Húsavik che sfioriamo in direzione di Krafla: altro postone surreale! Sembra di essere su un altro pianeta e le calotte della centrale geotermica ricordano troppo uno scenario da film di fantascienza anni '70.
Rientrando andiamo a fare un bagnetto nelle acque a 37 gradi: spettacolare! nonostante il fondo sia di rocce vulcaniche nerissime l'acqua è di un celeste pastello meraviglioso... e non puzza neanche di zolfo o altra schifezza. Non uscirei più.
Ritorniamo ANCORA a Húsavik dove Franco farà il suo giro di avvistamento balene. Prima troviamo la guest house e... sorpresa: altro overbooking! Ci hanno già prenotato in un altro albergone che le guide direbbero 'anomino ma funzionale' in centro.

17 luglio: da Húsavik a Sauðárkrokur: Goðafoss.
Secondo il piano originale avremmo dovuto sostare ad Akureyri, ma dato il poco tempo rimasto decidiamo di tirare fino a Sauðárkrokur. Quindi andiamo all'ufficio del turismo per cambiare le prenotazioni, e questa volta riusciamo. Direi che la scelta è stata ottima.
Lungo la strada ci fermiamo alle cascate di Goðafoss: spettacolari!
Devo ancora capire come interpretare i giudizi della guida rispetto ai vari paesini: di Sauðárkrokur diceva grandi cose, ma in realtà è come tutti gli altri: casette sparse, poche, poca gente... pochissima.

18 luglio: da Sauðárkrokur a Borgarnes.
Finalmente una cittadina carina, con tanto di bel parco, sempre poca gente in giro, ma piacevolissima.
Alloggiamo all'ostello: un bellissimo golf club un poco fuori città.
Abbiamo pure trovato la fattoria del primo colono d'Islanda, o meglio il luogo dove avrebbe dovuto esserci perché la roccia descritta c'è, ma sotto di essa al posto della fattoria c'è una chiesetta.

19 luglio: da Borgarnes a Keflavík.
Come ultima meta abbiamo deciso per l'ostello Keflavík, vicino all'aeroporto visto che il volo domani è prestino. Di nuovo occorre smentire la guida, di questa cittadina dice proprio male mentre a parer nostro è molto meglio di altri posti visitati. L'ostello no, quello è esattamente come descritto.
Abbiamo visitato anche la Laguna Blu ma senza fare il bagno. Il posto merita davvero, lo stesso fondo nero e la stessa acqua celeste vista vicino al Mývatn... ma la struttura è super moderna con tanto di bar al centro della piscina e camerieri in costume! Un po' troppo anche per me!

20 luglio: da Keflavík a CASA.
Fine vacanza!
Qualche considerazione:
.1 - Lodi, lodi, lodi all'euro e, un po' da sciacalli, grazie anche alla crisi che ha colpito la bellissima Islanda ma che ci hanno permesso di fare un viaggio sognato da tempo senza ipotecare la macchina.
.2 - Noi abbiamo scelto sempre di alloggiare in posti con uso cucina per via dei pasti da preparare alla bimba e così non abbiamo gustato molti piatti locali (a parte l'hot dog, vero piatto nazionale).
.3 - Ancora da sottolineare l'onestà degli islandesi e la mancanza di criminalità si vede anche nell'assenza di cancellate e inferiate nelle case. Spettacolo poter dormire con le porte aperte.
.4 - Carta di credito come denaro contante, non serve cambiare.
.5 - La luce ha un potere incredibile, i bioritmi sballano quasi subito e la sera non si avverte la stanchezza. Ancora da capire lo spessore delle palpebre dell'islandese medio.
.6 - I bimbi sono accolti sempre bene, in molti posti hanno a disposizione il lettino da campeggio, un po' più rari i seggioloni da tavola...
.7 - In giro c'è davvero poca gente, le strade che abbiamo fatto noi sono ben tenute anche se in alcuni tratti sterrati. Praticamente non esistono guardrail. Cavalli e pecore sono onnipresenti e non guardano prima di attraversare!

Simona, Franco e ... la piccola Greta.

cosafare e cosavedere