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Islanda
 
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La Ring Road islandese, in 10 giorni, con bimba al seguito.

11 luglio: Reykjavík
Evviva, pronti per la prima vacanza con pupa (di 10 mesi) al seguito! E visto che chi ben comincia ... etc. etc. quale meta migliore dell'Islanda???
Abbiamo optato per spezzare il viaggio aereo in modo da avere i tempi-pappa a terra, quindi partenza mattutina da Malpensa fino a Londra e poi Londra-Reykjavík.
Tutto benone, meglio del previsto. Greta č proprio una viaggiatrice nata...
Reykjavík ci ha accolto come meglio non poteva: sole, 18 gradi, un sacco di gente bivaccata nelle aiuolone a prendere il sole ... e chi se lo immaginava?
Certo che come capitale č un pochino atipica: poco traffico, case di lamiera, negozi che chiudono alle 16.30 anche in centro.
Non c'č tantissimo da vedere: la scultura della barca/forchetta al porto, la cattedrale (impalcata come il Duomo, che C!) con il super organo da 5.000 canne e la strana architettura ... a parte i pochi palazzi, le case sono per lo piů di lamiera.
A sera la levataccia si fa sentire e alle 21 siamo giŕ pronti per cercare di dormire all'ostello dell'esercito della salvezza: peccato per la luce a giorno e le tende BIANCHE alle finestre!
Questo sarŕ un dato costante ... ma perché mi chiedo non siamo stati in grado di civilizzare questi barbari facendogli conoscere le TAPPARELLE???

12 luglio: da Reykjavík: a Vik con circolo d'oro: Geysir, Ţingvellir, Gullfoss, Skógafoss.
Giornatona spettacolare a parte che: 1) la donnina che doveva portarci l'auto arriva un TOT in ritardo; 2) perdiamo il biberon della pupa, che va beh lo usava giusto per giocare; 3) perdo i miei occhiali da sole; 4) arrivati a Vik alle 20 dopo una valanga di km, con Greta ancora digiuna, l'hotel Puffin ci informa che siamo in overbooking!!! Ma davvero non tutti i mali vengon per nuocere, ci hanno trovato un altro posto sperduto, 15 km fuori Vik, Steig, davvero bello. Oddio, da fuori lasciava un po' a desiderare, ma dentro davvero bello e con una proprietaria gentilissima, ci hanno anche dato un lettino per Greta con tanto di carillon!
Gli islandesi sono onesti in modo imbarazzante: durante il viaggio ho pensato bene di dimenticare il marsupio con dentro TUTTO (soldi, documenti...) nel bagno di una stazione di servizio e me ne sono accorta dopo una ventina di km. Siamo tornati indietro e, nel bagno non c'era piů, ma qualcuno l'aveva consegnata ai gestori; inutile dire che non mancava assolutamente nulla.
Il circolo d'oro č proprio bello, incredibile come in poco spazio si concentrino tante bellezze: i geyser, le cascate, la faglia...)

13 luglio: da Vik a Hofn: Dyrhólaey, Jökulsarlón.
Altra fortuna dell'aver dormito allo Steig: 1) la proprietaria 'impone' le mani sulla piccola e 'miracolosamente' le sblocca l'intestino pigro! Iniziavo a preoccuparmi... 2) tornando indietro ci siamo avvicinati a Dyrhólaey: la bella spiaggia nera con l'arco di roccia e quindi č scattata la visita e le fotone!
Bellissimo tutto il paesaggio, a tratti gli orizzonti senza fine, il cielo ampio ricordavano quasi le strade namibiane... ma quando dietro la curva appare la laguna di Jökulsárlón con i suoi iceberg: beh toglie il fiato!
Abbiamo fatto una sosta nel parco di Skaftafell, giusto per passeggiare fino alle cascate Svartifoss con le sue colonne di basalto.
Un po' di pioggerellina ci ha poi accompagnato fino al campeggio di Hofn, abbiamo soggiornato in un comodo cottage in legno dove tipicamente passano le vacanze gli islandesi alla ricerca di pace e tranquillitŕ... che viene da chiedersi, essendo in 300.000 in tutta l'isola, di cui metŕ vive nella capitale... come fanno ad avere stress da sovraffollamento?

14 luglio: da Hofn a Egilsstadir.
Partenza un po' difficile: 1) Greta ha svomitazzato nella sala da pranzo/reception del campeggio; 2) ci siamo persi un ciuccio e nonostante abbiamo cercato, cercato, cercato, is still missing; 3) i fiordi offrono panorami incredibili e diventa difficilissimo non fermarsi di continuo!
Morale: 6 ore in auto per arrivare a Egilsstadir.
Saremmo dovuti stare in un altro cottage, ma per fortuna quando siamo arrivati non c'era la proprietaria e una signora ci ha fatto sistemare in una stanza della casona principale! Un vero spettacolo: bagno nella porta accanto, cucina mega attrezzata a disposizione.
Qui ho avuto la pessima idea di verificare cosa diceva internet in merito alle previsioni del tempo e peggio ancora di dargli retta: cambio di programma e per l'indomani decidiamo di far rotta su Húsavík e le sue balene anziché giro del lago Mývatn... ma non riusciamo a cambiare le prenotazioni delle camere (c'č un sacco di gente in questo periodo in Islanda) e quindi ci attende un via vai sulle stesse strade...

15 luglio: da Egilsstadir a Reykjahlid: Húsavik, deserto in casa di Hverir.
La pioggerella mattutina non migliora, ma arrivati a Húsavik decido di fare ugualmente il tour in mare mentre Franco e Greta visitano il museo delle balene. Le balene si vedono! ma č un attimo. Poi se sono socievoli mostrano bene anche la codona, se no giusto lo sfiatatoio! Le vedrŕ molto meglio Franco nel suo giro con mare calmo e tempo buono domani sera... E' comunque un'emozione. Danno una sensazione di potenza e leggerezza insieme che non so descrivere.
In serata rientriamo verso il lago Mývatn, meglio dire in ZONA lago, perché Bragi Ben, il postone dove abbiamo prenotato, č una fattoria in mezzo al nulla non proprio sulle rive, diciamo! e ci mettiamo un po' a trovarla. Ma passiamo in mezzo a un panorama da inferno dantesco a Hverir... lo rivedremo anche domani...
I proprietari sono due personaggi simpatici e molto disponibili. La casa bellissima con la sala veranda che dŕ sulla campagna sconfinata... wow.

16 luglio: da Reykjahlid a Húsavik: Dettifoss, Ásbyrgi, Krafla: stazione geotermica, terme.
Al mattino troviamo ancora pioggerella e nebbia ma decidiamo di andare a Dettifoss ugualmente. Non si vede gran che, ma percepiamo la vastitŕ e l'imponenza del posto.
Franco sceglie una 'scorciatoia' che ci porta assolutamente fuori strada ma arriviamo al canyon di Ásbyrgi, rifacciamo un po' di fiordi fino a Húsavik che sfioriamo in direzione di Krafla: altro postone surreale! Sembra di essere su un altro pianeta e le calotte della centrale geotermica ricordano troppo uno scenario da film di fantascienza anni '70.
Rientrando andiamo a fare un bagnetto nelle acque a 37 gradi: spettacolare! nonostante il fondo sia di rocce vulcaniche nerissime l'acqua č di un celeste pastello meraviglioso... e non puzza neanche di zolfo o altra schifezza. Non uscirei piů.
Ritorniamo ANCORA a Húsavik dove Franco farŕ il suo giro di avvistamento balene. Prima troviamo la guest house e... sorpresa: altro overbooking! Ci hanno giŕ prenotato in un altro albergone che le guide direbbero 'anomino ma funzionale' in centro.

17 luglio: da Húsavik a Sauđárkrokur: Gođafoss.
Secondo il piano originale avremmo dovuto sostare ad Akureyri, ma dato il poco tempo rimasto decidiamo di tirare fino a Sauđárkrokur. Quindi andiamo all'ufficio del turismo per cambiare le prenotazioni, e questa volta riusciamo. Direi che la scelta č stata ottima.
Lungo la strada ci fermiamo alle cascate di Gođafoss: spettacolari!
Devo ancora capire come interpretare i giudizi della guida rispetto ai vari paesini: di Sauđárkrokur diceva grandi cose, ma in realtŕ č come tutti gli altri: casette sparse, poche, poca gente... pochissima.

18 luglio: da Sauđárkrokur a Borgarnes.
Finalmente una cittadina carina, con tanto di bel parco, sempre poca gente in giro, ma piacevolissima.
Alloggiamo all'ostello: un bellissimo golf club un poco fuori cittŕ.
Abbiamo pure trovato la fattoria del primo colono d'Islanda, o meglio il luogo dove avrebbe dovuto esserci perché la roccia descritta c'č, ma sotto di essa al posto della fattoria c'č una chiesetta.

19 luglio: da Borgarnes a Keflavík.
Come ultima meta abbiamo deciso per l'ostello Keflavík, vicino all'aeroporto visto che il volo domani č prestino. Di nuovo occorre smentire la guida, di questa cittadina dice proprio male mentre a parer nostro č molto meglio di altri posti visitati. L'ostello no, quello č esattamente come descritto.
Abbiamo visitato anche la Laguna Blu ma senza fare il bagno. Il posto merita davvero, lo stesso fondo nero e la stessa acqua celeste vista vicino al Mývatn... ma la struttura č super moderna con tanto di bar al centro della piscina e camerieri in costume! Un po' troppo anche per me!

20 luglio: da Keflavík a CASA.
Fine vacanza!
Qualche considerazione:
.1 - Lodi, lodi, lodi all'euro e, un po' da sciacalli, grazie anche alla crisi che ha colpito la bellissima Islanda ma che ci hanno permesso di fare un viaggio sognato da tempo senza ipotecare la macchina.
.2 - Noi abbiamo scelto sempre di alloggiare in posti con uso cucina per via dei pasti da preparare alla bimba e cosě non abbiamo gustato molti piatti locali (a parte l'hot dog, vero piatto nazionale).
.3 - Ancora da sottolineare l'onestŕ degli islandesi e la mancanza di criminalitŕ si vede anche nell'assenza di cancellate e inferiate nelle case. Spettacolo poter dormire con le porte aperte.
.4 - Carta di credito come denaro contante, non serve cambiare.
.5 - La luce ha un potere incredibile, i bioritmi sballano quasi subito e la sera non si avverte la stanchezza. Ancora da capire lo spessore delle palpebre dell'islandese medio.
.6 - I bimbi sono accolti sempre bene, in molti posti hanno a disposizione il lettino da campeggio, un po' piů rari i seggioloni da tavola...
.7 - In giro c'č davvero poca gente, le strade che abbiamo fatto noi sono ben tenute anche se in alcuni tratti sterrati. Praticamente non esistono guardrail. Cavalli e pecore sono onnipresenti e non guardano prima di attraversare!

Simona, Franco e ... la piccola Greta.

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Reykjavík
Una capitale 'atipica'.  [photo: Franco Bellebono]

Reykjavík: parco
Gli islandesi si godono i parchi cittadini. Bisogna pensare che le loro giornate di sole da passare all'aperto sono molto poche.  [photo: Franco Bellebono]

Reykjavík: cattedrale
La chiesa 'Hallgrímskirkja' (dal nome del poeta Hallgrímur Pétursson) č stata inaugurata nel 1986 dopo 40 anni di lavori, č un edificio moderno ed č anche il piů alto dell'Islanda. E' il simbolo della cittŕ e si trova su una collinetta che la sovrasta. La forma vuole ricordare le colonne di basalto [...]  [photo: Simona Callegari]

Reykjavík: nave vichinga
Monumento alla nave vichinga, una stilizzata nave che al tramonto brilla sul mare.  [photo: Franco Bellebono]

On The Road: verso Thingvellir  [photo: Simona Callegari]

Ţingvellir
Ţingvellir cioč Ţing=parlamento e vellir=pianura. Luogo famoso perchč nel 930 venne fondato il primo parlamento del mondo ed č oggi un parco nazionale per il particolare ambiente vulcanico e la tettonica. La deriva dei continenti č visibile nelle gole e nelle faglie del luogo.  [photo: Simona Callegari]

Ţingvellir: faglie
La gola di Almannagjá, uno dei pochissimi punti al modo dove si possa vedere in superficie il punto dove si incontrano due faglie della crosta terrestre, e farci anche una passeggiata in mezzo ... nella speranza che nel frattempo non si muovano...  [photo: Franco Bellebono]

Seljalandsfoss: cascata
Seljalandsfoss č una delle piů famose cascate dell'Islanda per la sua selvaggia bellezza e per l'arcobaleno che spesso genera. Un impervio sentiero permette di andare dietro la cascata per ammirare il potente getto d'acqua.  [photo: Franco Bellebono]

Geysir
Il termine geyser deriva dal nome della localitŕ Geysir, che viene dall'islandese 'gjósa' che significa eruttare, emettere a fiotti.  [photo: Franco Bellebono]

Gullfoss
L'imponente cascata di Gullfoss fa parte del 'Golden Circle' ovvero del gruppo di attrazioni turistiche piů famose e viste dell'Islanda.  [photo: Franco Bellebono]

Gullfoss
Gullfoss č una cascata scenografica su due diversi livelli e se si č fortunati da trovare il sole nella giusta posizione si vede anche un bel arcobaleno. L'area della cascata stava per essere venduta ad una societŕ inglese ma poi l'ha comperata il governo e adesso č monumento nazionale. E' soprannominata 'la regina delle cascate'.  [photo: Lucio Andreetto]

Landmannalaugar
Splendida zona per tracking, molto popolare. Area ricca di elementi geologici come la multicolore rhyolite e campi di lava. Le montagne della zona sono colorate di rosa, marrone, verde, giallo, blu, viola, nero e bianco. Due belle montagne per delle escursioni sono il Bláhnúkur (picco blu) e la Brennisteinsalda (onda di zolfo).  [photo: Lucio Andreetto]

Landmannalaugar
Il campeggio con piscina calda vulcanica.  [photo: Lucio Andreetto]

Landmannalaugar
Il grande panorama con l'enorme fronte lavico in fronte al quale c'č il campeggio con una bella pozza calda vulcanica per un bel bagno caldo dopo un lungo trekking.

Herdubreid (zona)
Sul fondo si vede l'Herdubreid con la sua cima che č un altopiano a 1.500 metri d'altezza; č conosciuto come la regina delle montagne islandesi.  [photo: Lucio Andreetto]

Eyjafjallajökull
Il ghiacciaio Eyjafjallajökull, nonostante il grande clamore che ha sucitato fra marzo e aprile del 2010 con la grande eruzione del suo vulcano, č uno dei piů piccoli dell'Islanda, si estende per 'solo' un centinaio di chilometri quadrati. Nella sua parte piů alta, a 1.666 metri, teneva celato un vulcano con un cratere da 3-4 chilometri di diametro, che era rimasto tranquillo dopo le sue ultime eruzioni fra il 1821 e il 1823. Nel 2010 ha eruttato il 20 marzo e poi, con una [...]  [photo: Wikipedia]

Skógafoss: cascata
La cascata Skógafoss (foss=cascata) si trova presso Skógar, originata dal fiume Skógaá che arriva dal ghiacciaio Eyjafjallajökull. Con Gullfoss (la cascata d'oro) č la piů fotografata insieme all'arcobaleno che quasi sempre l'accompagna. Una salto d'acqua di 60 metri per 25 di larghezza. Per una vista mozzafiato dovete farvi i 700 gradini che vi portano in cima alla cascata.  [photo: Franco Bellebono]

Skógafoss: cascata
La leggenda dice che un vichingo nascose un forziere di monete d'oro nella caverna dietro la cascata, e quando il sole lo illuminava attraverso l'acqua se ne poteva vedere il riflesso dorato. Fra i vari cercatori un ragazzo lo trovň, ma nel tirarlo fuori con una corda legata ad un anello del forziere questo si ruppe, il forziere affondň ma l'anello d'argento fu usato prima come maniglia del portale della chiesa di Skógar e adesso puň essere ammirato al museo. Oggi si crede [...]  [photo: Franco Bellebono]

Dyrhólaey
Piccolo promontorio dalle parti di Vík í Mýrdal. Era un'isola vulcanica. Splendida vista dalla cima: verso nord si vede il ghiacciaio Mýrdalsjökull, a est le nere colonne di lava di Reynisdrangar che emergono dal mare, e ad ovest col bel tempo si vede tutta la costa in direzione di Selfoss. Di fronte, in mezzo al mare, c'č un gigantesco arco nero di lava. D'estate il promontorio č nidificato da parecchi puffins.  [photo: Franco Bellebono]

Skaftafell
Il Parco nazionale di Skaftafell č situato nella zona sud-occidentale dell'isola, poco distante dalla costa (15 km a nord-ovest della localitŕ di Hof). Istituito nel 1967, la sua area iniziale di 50.000 ha venne estesa nel 1984 a 160.000; in particolare il comprensorio del parco comprende la lingua glaciale dello Skeiđarárjökull, appendice del Vatnajökull, e i pendii sottostanti.  [photo: Simona Callegari]

Vatnajökull

Vatnajökull

Vatnajokull: il grande ghiacciaio (lato nord)
Il piů esteso ghiacciaio d'Europa misura 135 x 100 chilometri, ha uno spessore sui 600-800 metri e arriva a 1.000 metri nella parte centrale. Una enorme calotta gelata che copre il vulcano sottostante.  [photo: Lucio Andreetto]

Jökulsárlón
Il piů grande lago glaciale dell'Islanda. Si trova subito sotto il grande ghiacciaio Vatnajökull nei pressi della cittŕ di Höfn. Cresce di anno in anno a causa del rapido scioglimento dei ghiacciai che lo alimentano. Pieno di iceberg che si formano dalla lingua del ghiacciaio del Breiđamerkurjökull.  [photo: Franco Bellebono]

Jökulsarlón  [photo: Franco Bellebono]

Jökulsarlón  [photo: Simona Callegari]

Djúpivogur: porto
Paese seminascosto tra rocce e dirupi in un ambiente naturale unico dominato da una piramide simmetrica di basalto, il monte Bdiandstindur (1.069 m).  [photo: Franco Bellebono]

Djúpivogur: monte Bdiandstindur
Il monte che domina il paese di Djúpivogur, č una piramide di basalto alta 1.069 metri. Si crede che il monte sia il centro di forze mistiche e che tutto l'ambiente sia animato, comprese le rocce.  [photo: Simona Callegari]

Djúpivogur
Ci si aspetterebbe il solito paese con chiesetta, bar sport e municipio... ma ci si deve accontentare.  [photo: Franco Bellebono]

Fellabaer
Fellabaer č un villaggio sulla riva ovest del Lagarfljot.  [photo: Simona Callegari]

Dettifoss
Dettifoss č la piů grande cascata islandese e una delle piů grandi d'Europa. Il fiume Jökulsá forma piů cascate, la prima č Selfoss (una decina di metri) e poi Dettifoss che cade da 44 metri su un fronte di 100 e poi prosegue attraverso una gola verso il mare del nord formando prima una terza cascata di Hafragilsfoss e poi altre due. L'acqua viene dal ghiacciaio Vatnajökull da dove nasce il fiume.  [photo: Franco Bellebono]

Egilsstađir
Giovane cittŕ natta nel 1947 intorno come punto di riferimento rurale. Adesso č il punto di riferimento della regione, ci passa la Route 1 (la famosa Ring Road), ha un aeroporto, un college e un ospedale. Un buon punto di riferimento nell'estremo est dell'Islanda.  [photo: Franco Bellebono]

Seyđisfjörđur
Piccolo paese situato alla fine dell'Eastfjords, abitato nel 1848 da pescatori norvegesi. Il villaggio č famoso per le tipiche case di legno costruite dai pescatori. Seyđisfjörđur č stato anche una basa militare angloamericana durante le seconda guerra mondiale. Circondato da montagne e cascate.  [photo: Franco Bellebono]

Húsavik
Húsavík č famosa per il whalewatching (l'uscire in barca per cercare le balene da fotografare). C'č anche un whale center dove ammirare gli scheletri di molte balene. Curioso č il phallological museum che, unico al mondo, raccoglie i falli di tutte le specie di animali.  [photo: Franco Bellebono]

Húsavik
La chiesetta costruita nel 1907.  [photo: Franco Bellebono]

Húsavik: in cerca di balene
In partenza per la caccia (fotografica) di balene nella baia di Skjálfandi. I turisti sono quelli vestiti di arancione... [...]  [photo: Simona Callegari]

Húsavik: in cerca di balene
Balena avvistata nella baia di Skjálfandi di fronte ad Húsavik.

Námaskarđ: area geotermica  [photo: Franco Bellebono]

Námaskarđ: area geotermica  [photo: Simona Callegari]

Hverir
Area geotermica. Paesaggio mozzafiato, ambiente aspro e marziano: fumarole, pozze di fango ribollenti, formazioni laviche e crateri. Un incredibile contrasto di colori: crateri rossi, fanghi grigi, colate sulfuree gialle, fumarole bianche, il tutto sotto un cielo azzurro e bianche nuvole.  [photo: Franco Bellebono]

Krafla: stazione geotermica
Krafla č una grande caldera da 10 chilometri con una larga fenditura da 90 chilometri. Ha un picco da 818 metri e profondo 2 chilometri che ha eruttato una trentina di volte. Nella caldera di Krafta ci sono due famosi crateri: il Viti (inferno in islandese) che contiene un lago al suo interno, e l'Askja  [photo: Franco Bellebono]

Krafla: stazione geotermica
Krafla comprende un'area di generazione di energia geotermica con vulcani di fango e fumarole. Nel 1977, per sfruttare l'energia geotermica, č stata costruita una centrale elettrica.  [photo: Franco Bellebono]

Krafla: stazione geotermica  [photo: Simona Callegari]

Mývatn
In questo luogo da inferno dantesco anche la vegetazione ha dei colori incredibili.  [photo: Franco Bellebono]

Mývatn: bagni
Dopo tanto girovagare ci siamo meritate un 'pucio' in queste acque da favola. In queste grandi pozze di acqua calda gli islandesi ci passano delle ore, le usano come noi usiamo le osterie per andare a fare quattro chiacchiere con gli amici.  [photo: Simona Callegari]

Gođafoss
La 'cascata degli dei', una delle piů interessanti dell'Islanda, formata dal fiume Skjálfandafljót che precipita da 12 metri d'altezza per una larghezza di 30 metri.  [photo: Franco Bellebono]

Gođafoss
La leggenda dice che circa nel 1000 Ţorgeirr decreto il cristianesimo religione ufficiale dell'Islanda e poi getto nella cascate le statue degli dči nordici e da qui il nome 'cascata degli dči. La leggenda č ripresa in una vetrata della chiesa di Akureyri.  [photo: Simona Callegari]

Gođafoss
Si pensa anche che il nome 'cascata degli dči' abbia una antica origine: la cascata era considerata sacra perchč nei tre principali getti gli antichi abitanti dell'Islanda ci vedevano la sacra triade: Odino, Thor e Freyr.  [photo: Simona Callegari]

Akureyri
Il porto di Akureyri (la capitale del nord) visto dall'altro lato del fiordo Eyjafjörđur. Akureyri, con i suoi 170 mila abitanti, č la quarca cittŕ dell'Islanda. Diverse aziende per la lavorazione del pesce, una universitŕ, un prestigioso liceo, una ricca attivitŕ turistica, clima 'temperato' e un bel giardino botanico. Conosciuta come Cittŕ del sole di mezzanotte' per la sua vicinanza al circolo polare artico.  [photo: Simona Callegari]

Eyjafjörđur: fiordo
Eyjafjörđur o 'Fiordo dell'isola' per via dall'isola Hrísey che si trova nel suo centro e conosciuta anche come 'Perla di Eyjafjörđur', č uno dei fiordi piů lunghi dell'Islanda, circa 60 chilometri. Circondato da montagne e colline.  [photo: Simona Callegari]

Sauđárkrokur
Cittŕ che non arriva ai 3.000 abitanti ma con un'economia molto diversificata: oltre alla pesca, la produzione lattiero-casearia e l'industria leggera, si distingue anche per una serie di servizi su: informatica, operazioni finanziarie, consulenza, progettazione e stampa.  [photo: Franco Bellebono]

Grábrók: vulcano
Vulcano in un grande campo di lava generato quasi 4000 anni fa. Vegetazione di muschio, erica betulle e salici. Uno splendido sentiero verso la cima con panorami mozzafiato.  [photo: Franco Bellebono]

Grábrók: panorama
La splendida zona dove si trova il vulcano Grábrók.  [photo: Franco Bellebono]

Borgarnes
Cittadina sulle sponde del Borgarfjörđur collegata al resto del mondo da secondo piů grande ponte islandese. Citata nella saga di Egils (circa 1230) col nome di Digranes.  [photo: Franco Bellebono]

On The Road
Field Art?  [photo: Simona Callegari]

Keflavík
Fondata nel XVI secolo. Durante la seconda guerra mondiale e nel periodo della guerra fredda ha ospitato una base militare per il controllo del traffico marino e sottomarino dalla Norvegia alla Groenlandia all'oceano Atlantico.  [photo: Simona Callegari]

Laguna Blu
In mezzo a delle colate laviche e a delle spiagge di sabbia si č formata una stazione termale naturale con acqua calda a 37-39 gradi. Un'incredibile atmosfera di vapore all'aria aperta e fresca. Fa bene al corpo e all'anima.  [photo: Simona Callegari]
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