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Le Galapagos di oggi
 
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Alle Galapagos sono le -   Un arcipelago, il primo ad essere dichiarato world heritage dall'Unesco nel 1978; poco più di una ventina di isole (contando anche quelle minuscole, che a vederle paiono poco più di uno scoglio); note in tutto il mondo sia per la loro bellezza sia per gli studi di Charles Darwin che veleggiando da queste parti nel 1835, trasse quelle conferme che lo portarono poi ad elaborare la teoria dell' evoluzione.

Darwin alle Galapagos

In realtà il passaggio di Darwin alle Galapagos fu piuttosto frettoloso se si considera che in quelle isole - alle quali il sentir comune sembra voler collegare tutta la sua storia e tutte le sue scoperte - lo studioso ha trascorso solo cinque settimane; nulla se paragonate all'intero viaggio durato più di cinque anni. Dai diari suo e del comandante Fitzroy è stata realizzata una mappa dell'itineraio del Beagle.

Tutte (o quasi) le isole dell'arcipelago delle Galapagos

Di tutte le venti e più isole, la più animata e trafficata in senso turistico è (1) Santa Cruz che fa perno sul centro abitato di Puerto Ayora (15.000 abitanti); il canale di Itabaca la divide a nord da (2) Baltra, l'isola dell'omonimo aeroporto che collega le Galapagos alle città del continente (Quito e Guayaquil; un'ora e mezza di volo). (3, 4) Seymour e Mosquera sono quasi un tutt'uno con Baltra, gli stanno a nord separate da breve un tratto di mare. A 300 metri dalla costa costa orientale di Santa Cruz ci sono le isole (5, 6) Plazas (Sur e Norte); ben più distante, a 10 miglia sud-est (17 kilometri), si trova invece (7) Santa Fe (Barrington), che ha sul lato nord una splendida baia con acque azzurre, riparate e tranquille; paradiso dello snorkeling.

Dal lato opposto di Santa Cruz, a occidente, l'inaccessibile e anche per questo poco nominata (8) Pinzon (ovvero Duncan), una sorta di isola-laboratorio votata alla riproduzione delle tartarughe giganti e per questo motivo inavvicinabile.

A nord di Santa Cruz, (9) Santiago, una grande isola la cui notorietà è però surclassata dalla piccola scheggia che le sta a meno di 300 metri: (10) Bartolomé, la più spettacolare di tutte, almeno dal punto di vista geologico-paesaggistico. (11, 12) Rabida e Chinese Hat (Sombrero Chino) sono altri due tasselli staccatisi a sud di Santiago.

Un altro grande centro abitato - secondo solo a Puerto Ayora, è Puerto Baquerizo Moreno (8000 abitanti circa) capoluogo di (13) San Cristobal, dove c'è l'altro aeroporto dell'arcipelago (anche da qui si arriva e si riparte per il continente).

La più grande delle isole dell'arcipelago delle Galapagos è (14) Isabela, che ha in Puerto Villamil il terzo - in quanto a popolosità - dei centri abitati delle isole del parco; nei pressi di Punta Vincente Roca passa l'equatore. La più antica è (15) Floreana, la più verde, ed è anche una delle più visitate (un passaggio a Floreana lo si trova sempre) nonostante richieda circa tre ore di navigazione da Puerto Ayora, facendo decisa rotta verso sud.

Detto sin qui delle isole centrali (centrali rispetto a Santa Cruz) ,dove si concentra gran parte dell'andirivieni turistico, rimangono da nominare quelle più defilate, ovviamente meno frequentate. A ovest di Isabela, a meno di cinque kilometri dalle sue coste, c'è l'appartata (16) Fernandina, un'isola vulcanica che nell'aprile del 2009 ha ricominciato a dare segni di vitalità. E' letteralmente celata alle rotte turistiche più frequentare dall' abbraccio della grande superficie di Isabela che sembra tenerla involontariamente in disparte, a ovest. Fernandina è in pratica raggiunta solo dai tour in crociera.

Al margine sud orientale del quadrante geografico delle Galapagos si trova la raccolta (17) Espanola, anch'essa appannaggio dei soli croceristi mentre, praticamente sul lato opposto di quell'ideale quadrilatero, emergono le isole più piccole, le sole ad essere per intero a nord dell'equatore: (18) Darwin (un puntino di 1000 metri di diametro), l'isola di (19) Wolf, e il trittico (20, 21, 22) Pinta, Marchena e Genovesa, anche loro un po' perse verso nord.

Qualche termine essenziale per comprendere le offerte dei tour operators

Visitare le Galapagos: crociere, island hopping e daily tours

Non esiste - per fortuna - un ideale unico modo per visitare le isole. Sulla questione crociera vs hotel o lodge sulla terra ferma (land-based tours) esistono diverse correnti di pensiero. C'è anche chi sostiene l'opzione mista (un po' e un po'). Che dire delle crociere? Il pernottamento a bordo di un'imbarcazione implica il tutto servito (colazione, pranzo e cena) e quindi - a parità di trattamento - costa mediamente di più di una notte in un lodge. Ma non è questo il punto: nelle crociere brevi (tre o quattro notti) è probabile che le isole toccate dal programma siano in buona sostanza quelle stesse isole visitabili con l'island hopping o con i daily tours. Non basta essere in crociera per essere padroni del proprio tempo: non c'è modo di fermarsi qualche ora in più in un determinato luogo, anche questo fosse ritenuto da tutti i partecipanti il paradiso terrestre.

Gli yacht hanno un itinerario e un calendario da rispettare scrupolosamente in quanto autorizzato e supervisionato dalle Autorità del Parco. Nelle crociere, la notte viene spesso sfruttata per trasferirsi da un'isola ad un'altra: l'immancabile rollio e beccheggio dell'imbarcazione può disturbare il sonno. La convivenza con altri turisti è sempre coatta e gli esiti sono incerti: discreti, esuberanti, piacevolissimi, chiaccheroni, noiosi, spocchiosi, invadenti; i compagni di viaggio sono come una scatola di cioccolatini: non sai mai quello che ti capita. Ci si può difendere chiudendosi nella propria cabina ma non è cosa che aiuti il buon umore.

Estratta da un programma tipo, ecco una di quelle giornate "esclusive", prerogativa dei soli tour in crociera, che valgono (o almeno, richiedono) un pacchetto all-inclusive.

Mercoledì, mattino: Gardner Bay. L'isola Española (chiamata anche Hood) è la più meridionale delle isole dell'arcipelago e abbonda di vita animale. E' qui che vivono e si moltiplicano migliaia e migliaia di waved albatros. La baia è caratterizzata da fondali azzurri e un incantevole arenile di sabbia bianca colonizzato da un gran numero di leoni marini. E' il luogo ideale per lo snorkeling o anche per il semplice relax sulla spiaggia. Hilights: leoni marini, squali pinna bianca, pellicani, fringuelli di Darwin (Darwin finches), mocking birds e piccoli wading birds. Nel pomeriggio: Suarez Point: (il capo all'estremità ovest di Española) uno dei più apprezzati spot dell'intero arcipelago. In una piacevole passeggiata di circa 3 kilometri è possibile avvistare sule dai piedi azzurri ed albatross arrivando poi ai famosi "blowhole" dove le acque dell'oceano sembrano risorgere impetuose dalle spaccature nelle rocce con un potente getto verso il cielo. Il paesaggio è superbo. Hilights: Hood mocking bird, nazca boobies, sule dai piedi azzurri (blue footed boobies), iguana marini, albatross (da aprile a dicembre), leoni marini, falchi e fringuelli delle Galapagos.

Per contro, sempre estratta dallo stesso programma (tour in crociera), ecco una di quelle giornate che possono essere organizzate anche da chi preferisse una vacanza più "terrestre" dormendo la sera nei lodge.

Venerdì mattino: Santa Cruz, visita alla Charles Darwin Research Station che consente di avvicinare le tartarughe giganti e comprendere le finalità del loro allevamento in cattività. In questo centro vive anche l'ultimo esemplare di tartaturga gigante peculiare dell'isola di Pinta: si tratta di Lonesome George che in mancanza di una compagna della stessa specie rappresenta inevitabilmente il capolinea della sua linea evolutiva. Dopo la visita al Darwin Centre ci sarà l'opportunità di una piacevole passeggiata dedicata allo shopping per le strade di Puerto Ayora. Venerdì pomeriggio: South Plaza: attraversata una distesa di cactus (Opuntia Cacti) è praticamente certo riuscire a scorgere una folta schiera di leoni marini, iguana di terra e molte specie di uccelli. Dalle scogliere sul lato sud, raggiungibili con un facile passeggiata, si gode di una bella vista sull'oceano.

Il fattore etico

Last but not least:, c'è un fattore etico: le company, gli armatori proprietari degli yacht autorizzati a commercializzare le crociere, lasciano in Ecuador solo una minima parte dei loro introiti. Lo sfruttamento intensivo di un Patrimonio dell' Umanità richiederebbe forse qualche deroga alle dure leggi della domanda e dell'offerta. D'altra parte, l' Ecuador è un paese dolarizado (dal 2000, la moneta ufficiale è il dollaro Usa - presupposto neanche tanto implicito di un protettorato americano sul business). Dormire nei lodge, cenare nei ristoranti, acquistare un daily trip in loco lascia forse nelle tasche della povera gente qualche dollaro in più rispetto alle opzioni "luxury", tutto incluso e tutto prepagato.

Española, bella e (quasi) impossibile Lo si evince dagli esempi sopra ma è opportuno sottolinearlo: alcune isole (e alcuni spot di isole di per sè "facili" da raggiungere) sono visitabili solo in crociera. Un esempio per tutti: nonostante relativamente prossima alla grande e frequentata San Cristobal, Espanola non può essere raggiunta - dati i vincoli delle Autorità - se non da alcuni yacht autorizzati. Nessun daily tours vi ci porterà e attenzione, non tutte le crociere hanno la licenza per sbarcarvici. Ovviamente sull'isola non v'è forma alcuna di ricettività turistica.

In barca a vela?

Che dire delle Galapagos in barca a vela? Molto suggestiva l'idea; raccontarlo agli amici sarà una piccola grande soddisfazione supplementare ma alle Galapagos i venti sono alquando deboli e le vele spiegate dei lussuosi catamarani sono più che altro dimostrative. Vengono utilizzate di rado e solo per non deludere del tutto le aspettative degli ospiti a bordo. La realtà è che si viaggia quasi sempre a motore. Quanto ai programmi, valgono le considerazioni di cui sopra.

In mare di giorno, sulla terra ferma la sera: gli hilights di Floreana, Isabela, Santa Fe, Plaza, Seymour, Bartolomé

Che dire degli altri modi di girare le isole? Santa Cruz, oltre a offrire di per sè molti spunti paesaggistici, è anche la migliore base strategica per l' island hopping inteso come il "saltare" di isola in isola, pernottando comunque sulla terra ferma in quei pochi centri abitati in grado di offrire ricettività, ancorchè spartana: Isabela, San Cristobal e Floreana, oltre che a Santa Cruz, ovviamente. Puerto Ayora è un hub buono anche e soprattutto per i tour giornalieri con partenza di buon mattino e rientro nel tardo pomeriggio, prima che faccia buio. La peculiarità di Santa Cruz sta nella logistica del suo capoluogo: da Puerto Ayora si arriva infatti velocemente - per via terrestre - al canale di Itabaca da dove via mare si apre il ventaglio nord delle possibilità: Bartolomé, Santiago, Chinese Hat (Sombrero Chino), North Seymour e Rabida. Per contro, direttamente dal molo di Puerto Ayora partono le imbarcazioni volte a raggiungere le isole del ventaglio sud: Isabela, Floreana, Santa Fe e San Cristobal. I prezzi di queste escursioni variano dai 50 ai 150 dollari a persona in base alle distanze e alla qualità dello scafo e dei servizi offerti a bordo. Ecco i principali hilights delle diverse destinazioni:

Prenotare i tour, le regole imposte dall' Autorità del Parco

Per prenotare le gite, meglio se con buon anticipio, basta rivolgersi ad una delle diverse agenzie che le reclamizzano; in Puerto Ayora ve ne sono molte. I programmi dettagliati elencano di solito, orari e logistica del tour proposto. Il prezzo può anche essere in una certa misura negoziato, ma occorre tener conto che gli accessi alle diverse isole sono in realtà regolati col contagoccie dalle Autorità del Parco e che può capitare che, raggiunto il mumero massimo di sbarchi previsto per un certo giorno in una determinata isola, non vi sia altra scelta che cambiare data o cambiare destinazione. Esaurito il numero chiuso, non esistono partenze supplementari; e non è questione di prezzo. Non importa quanto in più si sarebbe disposti a spendere.

Sorry, we are full è una sentenza definitiva e quasi sempre vale per tutte le agenzie che si intendessero interpellare, dato che tutte fanno capo a pochi carrier, i proprietari delle imbarcazioni a loro volta licenziatari delle autorizzazioni dell' Ente Parco. Se un natante ha una licenza per trasportare 16 persone più una guida e tre uomini di equipaggio, un determinato giorno, ad una determinata destinazione, stiate certi non accoglierà alcuna eccezione.

I tour a Seymour, Plaza e Bartolomé; alcuni esempi

Tornando ai programmi dettagliati, eccone qualche accenno: ricopiati, sintetizzati e tradotti da quelli distribuiti dalle agenzie in Puerto Ayora (e anche ripresi dai moltissimi siti internet che, sia pur virtualmente, si azzuffano sul web per spartirsi il Galapagos Business...

[...] North Seymour prevede la partenza da Puerto Ayora alle 7:30 per via terrestre (32 kilometri circa) in bus sino al canale di Itabaca da dove ci si imbarca più o meno alle 9:00. L'arrivo a North Seymour è previsto per le 10:30. Una volta sbarcati, un sentiero di circa 2 kilometri consente di avvicinare fregate e sule dai piedi blu. Alle 12:30 circa si torna a bordo per il lunch-box per poi rimettersi in navigazione alla volta di Bachas (una bella spiaggia a nord di Santa Cruz) e quindi tornare al canale di Itabaca dove si conta di sbarcare alle 15:30. Di li a Puerto Ayora si ripercorre in senso inverso la stessa strada del mattino. Arrivo previsto in Puerto Ayora intorno alle 17:30. Las Bachas - solitamente di ritorno da North Seymour - è uno dei luoghi d'elezione per la posa e la schiusa delle uova delle tartarughe marine che sono solite popolare la Black Turtle Cove, una vicina insenatura. Nelle acque dello stagno retrostante l'arenile, non è raro vedere fenicotteri ed aironi. Un cenno storico: le truppe americane di stanza in Baltra durante la Seconda Guerra Mondiale trascorrevano proprio su questa spiaggia le poche ore di svago loro concesse.

[...] South Plaza (dry landing: si scende sull'isola direttamente dalla barca, senza bagnarsi i piedi) e successivamente Punta Carrion (solo snorkeling direttamente in acqua dalla barca): la partenza da Puerto Ayora è prevista per le 7:45 e dopo circa 16 miglia si giunge via mare a South Plaza dove è probabile che qualche rappresentante della folta colonia di leoni marini abbia bonariamente occupato il pontile. Durante la stagione secca (da giugno a novembre) le piante di sesuvium colorano di rosso intenso il paesaggio rendendolo uno dei più insoliti e suggestivi di tutto l'arcipelago. Dopo aver circumnavato le Gordon Rocks si giunge a Punta Carrion dove con lo snorkeling c'è l'opportunità di qualche grande incontro: leoni marini, squali pinna bianca (innocui) e razze. Ripresa la navigazione, in pochi minuti si arriva al canale di itabaca da dove per via terrestre si riguadagna la via di Puerto Ayora. Arrivo previsto ore 17:00 circa.

[...] più lontana ma comunque raggiungibile in giornata da Santa Cruz è Bartolome; paesaggisticamente la più spettacolare delle isole dell'arcipelago, una volta giunti per via terrestre al canale di Itabaca (una trentina di km da Puerto Ayora), Bartolome si trova a circa due ore e mezzo di navigazione (20 miglia) facendo rotta nord-ovest . Al mattino, dry landing e salita al viewpoint. Trattandosi di roccia vulcanica, lo scenario è arido, caratterizzato da coni e crateri scuri o rossicci sparsi ovunque, anche semi-sommersi. In Bartolome, il soggetto fotografico per antonomasia è il famoso pinnacolo che sorge a breve distanza dalla splendida spiaggia di sabbia, rivolta a nord, in cui è possibile - nel pomeriggio, dopo una breve pausa a bordo - fare snorkeling e crogiolarsi al sole. Se si è fortunati ci si può divertire con una famigliola di pinguini, piroettando con loro in acqua. Agili e giocosi, accennano volentieri ad inseguire e lasciarsi inseguire dimostrandosi velocissimi ed inarrivabili. Nell'isola c'è un'altra spiaggia, rivolta a sud, quasi simmetrica alla prima, ma è off-limits; vietato approdarvi o raggiungerla fosse anche a piedi.

Cosa fare e cosa vedere a Santa Cruz, senza andar per mare

Detto - o almeno accennato - delle diverse opzioni che offrono i tours via mare, nella sola Santa Cruz, con i soli spostamenti terrestri, si possono raggiungere l'imponente arenile di Tortuga Bay (un bel sentiero di due kilometri e mezzo, rigorosamente pedonale), la più raccolta spiaggia del Garrapatero, il centro di ricerche Charles Darwin Station, i tunnel di lava, i due crateri battezzati Los Gemelos, il monte Crocker e le Highlands spesso avvolte da una cappa di umidità fatta di nuvole praticamente appoggiate sulla vegetazione delle verdissime alture di Santa Cruz.

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L'Arco di Darwin
Questo imponente arco naturale si trova a circa 900 metri dalla piccola Isola di Darwin, la più remota dell'Arcipelago delle Galapagos. Siamo a circa 170 km a nord di Isabela, la più vicina delle le isole abitate. L'arco poggia su una piattaforma rocciosa fatta a gradoni che scende dai 10 ai 30 metri prima di crollare nel blu assoluto. E' un punto di immersione particolarmente generoso dal punto di vista dei grandi incontri (squali martello, delfini, tonni e [...]  [photo: Pere Torrodellas]

Punta Pitt (San Cristobal)
Un impetuoso getto d'acqua sembra esplodere dalle rocce di Punta Pitt  [photo: Kerry Lannert]

Cerro Brujo (San Cristobal)
Un grande arco naturale si apre tra le scogliere del Cerro Brujo, un cratere di circa 500 metri di diametro che si apre a ridosso del mare, sulla costa occidentale di San Cristobal.  [photo: Ched Wilson]

Leon Dormido (San Cristobal)
A quattro kilometri dalle coste settentrionali di San Cristobal, si trova questo gigantesco scoglio, largo 300 metri circa, chiamato leone addormentato ovvero Leon Dormido (Kicker Rock)  [photo: Vanessa Smetkowski]

El Junco (San Cristobal)
La laguna denominata El Junco, il più grande specchio d'acqua dolce di tutto l'arcipelago, è venuta a crearsi riempiendo un cratere sulle alture di San Cristobal ed è dimora per una vasta avifauna che ha trovato in questo luogo le condizioni ideali per nidificare e moltiplicarsi. Non lontana, la Galapaguera, un allevamento di tartarughe giganti; un centro di riproduzione come se ne trovano anche nelle highlands di Santa Cruz, Isabela e Floreana.  [photo: Marcos Bukão]

La Loberia (San Cristobal)
Una famigliola di lobos, tra i tanti della colonia di leoni marini de La Loberia, una spiaggia di sassi a dieci minuti d'auto da Puerto Baquerizo Moreno, il principale centro abitato di San Cristobal.  [photo: Marcos Bukão]

Porto Baquerizo Moreno
Un'affollatissima scalinata nel porticciolo di Porto Baquerizo Moreno, a San Cristobal.  [photo: Marcos Bukão]

Punta Suarez (Española)
Bird-watching dalle scogliere di Punta Suarez.  [photo: John Mc Cabe]

Punta Suarez (Española)
I violenti soffioni che vengono a crearsi con l'infrangersi delle onde sugli scogli di Punta Suarez  [photo: John Mc Cabe]

Punta Suarez (Española)
Un Nazca booby, fotografato durante una passeggiata lungo le alte scogliere di Punta Suarez. [...]  [photo: John Mc Cabe]

Gardner Bay (Española)
La spiaggia della Gardner Bay, occupata da una nutrita colonia di lobos (leoni marini): per la bellezza del contesto e la quantità di esemplari la scena può dirsi una prerogativa di Española. Così in nessun'altra isola dell'arcipelago.  [photo: Vanessa Smetkowski]

Gardner Bay (Española)
A Gardner Bay, la sagoma di un cucciolo di leone marino contrasta con il candore della spiaggia.  [photo: John Mc Cabe]

Cormorano Attero
Il Flightless Cormorant è certamente imparentato con le tante altre specie di cormorano catalogate in natura ma questa variante - il cormorano attero - vive solo alle Galapagos. E' l'unica delle 35 specie che non sa volare. Le sue ali si sono adattate al nuoto e la sua preda preferita sono i polpi. [...]  [photo: Karen Yee]

Campeon (Floreana)
Campeon (o Champion) - una piccola isola non lontata da Floreana - è spesso tappa per lo snorkeling che di norma si svolge in prossimità delle sue spiagge di sassi, frequentate da giocose famigliole di lobos (leoni marini). E' vietato - oltre che pericoloso - portarsi sul bagnasciuga: i maschi dominanti potrebbero interpretare il gesto come un'invasione del loro territorio e reagire in maniera anche energica.

Punta Cormorant (Floreana)
C'è una laguna con fenicotteri e un'ampia spiaggia di sabbia larga circa 200 metri  [photo: Ched Wilson]

La laguna di Punta Cormorant (Floreana)

La cassetta del Post Office (Floreana)
Sospesa tra verità e leggenda la cassetta postale che in questo luogo fu appesa ad un albero da un marinaio di nome Hathaway - si dice nel '700 - venne in realtà successivamente ufficializzata quale Post Office dal capitano inglese James Colnett. Ogni nave che incrociasse da queste parti [...]  [photo: John Mc Cabe]

Post Office
Pare che una cartolina o una lettera spedita qui, abbia grosso modo le stesse probabilità di arrivare a destinazione della posta ordinaria regolarmente affrancata altrove. Si tratta solo di avere un po' di pazienza in più, ma la soddisfazione di aver fatto arrivare a sè stessi o agli amici, una missiva imbucata al Post Office di Hathaway - a Floreana - è impareggiabile.  [photo: Karen Yee]

Santa Fe (Barrington)
Un gruppo di Cactus Opuntia, sull'Isola di Santa Fe.  [photo: Ched Wilson]

Santa Fe (Barrington)  [photo: Ched Wilson]

Black Turtle Cove (Santa Cruz)
Un gruppo di razze - Cow-Nosed Rays - nelle acqua tranquille della Black Turtle Cove, una laguna circondata da mangrovie le cui acque tranquille fanno da reparto maternità per razze, squali pinna bianca e tartarughe che vivono in queste acque riparate e poco profonde la loro stagione degli amori.  [photo: Ched Wilson]

Black Turtle Cove (Santa Cruz)
Un piccolo squalo pinna bianca nei bassi fondali della Black Turtle Cove; ve ne sono in quantità così come le razze. Le acque tranquille suggeriscono il silenzio e per immedesimarsi al meglio in questo contesto molti panga spengono i motori e avanzano a remi.  [photo: Ched Wilson]

Gordon Rock (Santa Cruz)
Un leone marino nelle acque presso Gordon Rock.  [photo: Gian Walhain]

Un Iguana di terra a South Plaza
Si trova a soli 350 metri dalla costa di Santa Cruz, ma la si può raggiungere solo via mare, da Puerto Ayora.  [photo: Ched Wilson]

South Plaza
Dato che la prima a nord è off-limits, appannaggio della comunità scientifica per la ricerca sulle biodiversità, delle isole Plazas è sempre solo la seconda, quella meridionale, ad essere menzionata e visitata. Le Plazas sono due strisce che corrono parallele quasi a formare due labbra. Non più lunghe di un kilometro (da est a ovest) e non più larghe di 200 metri (da nord a sud), lasciano al centro un canale navigabile dove le imbarcazioni trovano riparo. South Plaza, in [...]  [photo: Ched Wilson]

Los Gemelos (Puerto Ayora)
Una delle due grandi voragini di origine vulcanica nelle alture di Santa Cruz, visibili a pochi passi dal ciglio della strada che da Puerto Ayora va al canale di Itabaca.  [photo: John Mc Cabe]

Terre Alte di Santa Cruz (Highlands)
Dalla frazione di Bellavista (7 km da Puerto Ayora) si stacca un sentiero che in 6-8 ore circa porta sin su a Media Luna, Puntudo e Mount Crocker. Non c'è l'obbligo di affidarsi ad una guida ma per individuare ed apprezzare al meglio picchi, civette, e pettirossi (vermillion flycatcher) è preferibile non recarvicisi da soli. Alla base del Monte Crocker, la lava cede il passo al terreno e alla foresta di felci e Miconia. Verde intenso, natura protagonista assoluta.  [photo: Rafael Larrea]

Garrapatero
Con una mezz'ora di taxi da Puerto Ayora - lasciata l'auto nel piazzale parcheggio, gli ultimi 500 metri vanno percorsi a piedi - si può arrivare al Garrapatero, un'ampia baia con una bella spiaggia sabbiosa nel cui immediato entroterra ci sono piccoli specchi d'acqua dolce frequentati occasionalmente da fenicotteri (pochi, per la verità) ed aironi.  [photo: Reinaldo Herrera]

Garrapatero
Tra le scogli del Garrapatero, un iguana muove i suoi lenti passi.  [photo: Reinaldo Herrera]

Lonesome George
Lonesome George è l'ultimo esemplare di tartaruga gigante dell'isola di Pinta. Mancando di una compagna con la quale procreare, la specie è inesorabilmente condannata ad estinguersi con la morte del solitario George; è lui l'attrazione principale del Darwin Center di Puerto Ayora (isola di Santa Cruz).  [photo: John Mc Cabe]

Charles Darwin Centre
Un iguana terrestre del Darwin Center di Puerto Ayora [...]  [photo: John Mc Cabe]

Mercato del Pesce (Puerto Ayora)
Al mercato del pesce, una gran quantità di pellicani, fregate e anche qualche viziatissimo leone marino attendono impazienti che dal banco i pescatori lascino cadere gli scarti del pescato. Un appuntamento fisso (la mattina e il tardo pomeriggio) al quale i protagonisti non mancano mai, garantendo a loro volta ai turisti-fotografi un bottino di riprese e scatti facili, curiosi e spesso divertenti.

Puerto Ayora  [photo: Rafael Larrea]

Il sentiero per Tortuga Beach
Il percorso pedonale (2,5 km, solo a piedi, vietate anche le bicilcette) parte direttamente da Puerto Ayora e conduce in circa mezz'ora all'arenile di Tortuga Bay. Si entra dal check-point firmando un registro dei passaggi che andrà siglato nuovamente all'uscita. E' il caso di portare con sè una bottiglia d'acqua, dato che giunti sin lì, non v'è alcun modo di procurarsi alcunchè da bere o mangiare. Il tracciato si snoda tra la vegetazione piuttosto fitta, varia, sempre [...]  [photo: Rafael Larrea]

Playa Brava (Tortuga Beach)
Nonostante sia indubbiamente una delle più belle spiagge di tutto l'arcipelago la balneazione nell'azzurro intenso della Playa Brava è particolarmente rischiosa a causa delle correnti e delle onde impetuose che la rendono per contro lo spot prediletto dai temerari surfisti giunti sin qui, tavola in spalla. Un piacevole tuffo in acque tranquille lo si può fare nella laterale playa mansa; non altrettanto spettacolare ma più indicata a rinfrescarsi in tutta sicurezza. [...]  [photo: Daniil Babanin]

Playa Mansa (Tortuga Beach)
La seconda spiaggia di Tortuga Beach - protetta in quando creatasi all'interno di un'ampia insenatura - è decisamente più calma e balneabile della Playa Brava. Una volta percorsi i 2.500 metri del sentiero pedonale che arriva da Puerto Ayora, la si trova percorrendo tutta la grande spiaggia aperta verso il mare (la Playa Brava) fino al limitare ovest di quest'ultima. Il basso fondale sabbioso costringe ad una passeggiata in acqua per diversi metri prima di raggiungere una [...]  [photo: Rafael Larrea]

North Seymour
Da North Seymour lo sguardo in direzione ovest trova Daphne Menor (Daphne Minore), sull'orizzonte a circa 6 kilometri di distanza.

Mosquera
Sottile isoletta larga non più di 130 metri e lunga 600 Mosquera si trova esattamente tra North Seymour e Baltra a circa 450 metri dall'una e dall'altra. In questa immagine, una murena si sporge dalla sua tana.  [photo: Gian Walhain]

Mosquera
Un incontro ravvicinato con un piccolo squalo nelle acque tra Mosquera e North Seymour [...]  [photo: Gian Walhain]

Baltra
Alcuni leoni marini occupano le panchine del molo di Baltra. Un classico scatto dei turisti appena atterrati sull'isola.  [photo: Gian Walhain]

Canale di Itabaca
Il canale di Itabaca divide l'isola di Baltra (dove c'è l'aeroporto) da Santa Cruz. In questa foto scattata da Baltra, si scorge appena - sull'isola di fronte - la strada diritta che scende dalle highlands di Santa Cruz (Puerto Ayora si trova dall'altro lato dell'isola). Dal piccolo attracco di Baltra all'aeroporto, le compagnie aeree (Tame e Aerogal) assicurano gratuitamente ai turisti il trasporto coi bus in corrispondenza degli orari di arrivo e partenza dei voli (tutti [...]  [photo: John Mc Cabe]

Punta Vincente Roca (Isabela)
Proprio qui passa l'ideale linea dell'equatore, che corre da parte a parte per 42 kilometri tagliando l'Isola Isabela nella sua parte settentrionale.  [photo: Ched Wilson]

Punta Vincente Roca (Isabela)  [photo: Wisty Thomas]

Darwin Lake (Isabela)  [photo: Cassie Salomon]

Tagus Cove (Isabela)  [photo: Karen Yee]

Urbina Beach (Isabela)
Una tappa abbastanza frequente nei programmi dei tour in crociera. Si tratta di un wet landing durante il quale è frequente scorgere tartarughe giganti (green sea turtles), iguana terrestri e anche falchi e pellicani bruni. [...]  [photo: John Mc Cabe]

Isole Mariela (Isabela)
Un pinguino delle Galapagos alle isole Mariela, un piccolo gruppo di minuscole isolette a meno di un kilometro dalla costa di Isabela. Il pinguino delle Galapagos è l'unica specie che vive all' equatore. E' decisamente più piccolo rispetto ai suoi parenti dell'Antartide e del Sud America [...]  [photo: Ched Wilson]

Blue Footed Booby
Una sula piedi azzurri (blue-footed booby) ad Elizabeth Bay. Soprannominate in inglese col nomignolo boobies (che significa sciocco) delle sule è nota l'assoluta mancanza di atteggiamenti difensivi. Sono in pratica in balia di qualsiasi predatore le avvicinasse. Tuttavia sono delle abili cacciatrici in grado di tuffarsi a mare in picchiata da un'altezza di oltre venti metri per cogliere l'attimo in cui un pesce si avvicinasse alla superficie. In realtà [...]  [photo: Ched Wilson]

Panga ride
Un panga ride tra le tranquille acque di Elizabeth Bay. Il panga ride è un'escursione fatta con un piccolo battello che solitamente, nei lunghi tragitti, viaggia al traino dell'imbarcazione più grande; il cosiddetto gommone è spesso indispensabile per insinuarsi nei tratti più frastagliati (o con fondali bassi) della costa. Agile e possibilmente silenzioso, consente di avvicinare situazioni altrimenti inarrivabili.  [photo: John Mc Cabe]

Punta Moreno (Isabela)
I campi di lava a Punta Moreno; sullo sfondo il Cerro Azul. Sono molti i tour in crociera che effettuano in questo punto di Isabela una tappa del loro programma. E' un dry landing.  [photo: John Mc Cabe]

Punta Moreno (Isabela)
Una piscina naturale formatasi nei campi di lava (pahoehoe) nei pressi di Moreno Point, sull'isola di Isabela.  [photo: John Mc Cabe]

Punta Moreno (Isabela)
Il programma giornaliero di un tour in crociera nel giorno della visita a Punta Moreno. Colazione alle 6:45 e dry landing a Punta Moreno alle 7:30. Nella lavagna si descrivono flora (lava cacti, scalesia) e fauna (cormorano attero, pinguini) che sarà possibile avvistare. Ore 11, snorkeling (in acqua direttamente dal panga). Ore 12, pranzo; mentre l'imbarcazione si muove in direzione di Elizabeth Bay. Nel pomeriggio, mentre la nave resta in rada (Elizabeth Bay) altro panga [...]  [photo: John Mc Cabe]

Vulcano Sierra Negra (Isabela)
Una passaggiata lungo il bordo del cratere Sierra Negra.  [photo: Ched Wilson]

Volcano Sierra Negra
L'impressionante caldera del Sierra Negra, un diametro di otto kilometri. Il secondo per larghezza, di tutto il mondo  [photo: Ched Wilson]

Puerto Egas (Santiago)
Iguana marini e granchi (Sally Lightfoot Crab) a Puerto Egas.  [photo: John Mc Cabe]

Egas Point (Santiago)  [photo: Karen Yee]

Chinese Hat Island (Santiago)
La cima e l'aspro paesaggio del Sombrero Chino, un isolotto quasi attaccato allo spigolo sud-orientale delll' Isola di Santiago.  [photo: Ched Wilson]

Iguana Marino
Un terrificante ma innocuo iguana marino, tra i tanti che popolano il piccolo isolotto chiamato Sombrero Chino (Chinese Hat). Anche se le iguane erano comuni in tutto il Sud America, due specie delle Galapagos suscitarono nel biologo-esploratore Charles Darwin un interesse particolare. Le strane creature sembravano essersi perfettamente adattate alla vita in quelle isole: non esistono altro che qui, iguane in grado di nuotare, immergersi e brucare le alghe sul fondo marino. [...]  [photo: Ched Wilson]

Isla Bartolomé
La toba (roccia vulcanica) erosa dal mare ha dato origine al celebre pinnacolo nell'isola Bartolomé.

Bartolomé Island
Tra la scarsissima vegetazione che è riuscita a farsi largo tra le rocce vulcaniche di Bartolomé spicca la Tiquilia, tipica delle regioni desertiche. [...]  [photo: Ched Wilson]

Bartolome viewpoint
Le atmosfere lunari dell'Isola Bartolome  [photo: Vanessa Smetkowski]

Bartolome
La scalinata in legno che collega il piccolo attracco di Bartolome al viewpoint sulla cima dell'isola. Un percorso piuttosto agevole, relativamente breve (20 minuti circa) e alla portata di chiunque.

Bartolome
Dal viewpoint di Bartolome, lo sguardo in direzione est, corre sull'Isola di Santiago. Sulla destra, quasi staccato dalla terra ferma, il pinnacolo.

Rabida (Jervis Island)
Un leone marino a pancia all'aria, nella spiaggia rossa del versante nord di Rabida, unico approdo disponibile dell'isola.  [photo: Ched Wilson]

Rabida (Jervis Island)
Due pellicani tra gli arbusti dell'Isola di Rabida  [photo: Ched Wilson]

Leone Marino
Un cucciolo di leone marino fotografato a Punta Espinosa, sull'isola di Fernandina  [photo: Kerry Lannert]

Punta Espinosa (Fernandina)
Un Sally Lightfoot Crab sulle roccie di Punta Espinosa, l'estremità settentrionale dell'isola di Fernandina.  [photo: Ched Wilson]

Punta Espinosa (Fernandina)
Una tartaruga (green sea turtle) sull'arenile di Punta Espinosa  [photo: John Mc Cabe]

Genovesa
Le alte falesie di Genovesa  [photo: Kerry Lannert]

Genovesa
Una coppia di red-footed-boobies - sule dai piedi rossi - fotografate a Genovesa. E' la sula più piccola, fa dei bei nidi robusti sugli alberi di palo santo, fuori dalla portata dei predatori. Cacciano in grandi gruppi avvolgendo le ali al corpo prima dell'immersione in tuffo verticale. Le cugine dai piedi blu, che si trovano spesso Española, hanno invece disimparato a fare il nido.  [photo: Ched Wilson]

Genovesa
Nell'arcipelago delle Galapagos nidificano due specie delle cinque conosciute la Fregata Minor e la Fregata Magnifiscens specialmente nelle isole di San Cristobal e Genovesa. La caratteristica principale della specie Magnificens è lo splendente sacco rosso che i maschi gonfiano durante la stagione degli amori e che può raggiungere notevoli dimensioni. Il maschio può restare da solo o in gruppo aspettando le femmine per volare poi via insieme. Le colonie possono anche essere [...]  [photo: Ched Wilson]
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