Egitto, deserto occidentale

DESERTO MISTERIOSO (tragitto celeste)
Il turismo sahariano in Egitto si concentra essenzialmente sulle oasi, ricche di fascino per il loro isolamento, per la presenza di monumenti storici e per gli spettacolari ambienti naturali, oppure per spingersi ancora più ad occidente per esplorare il deserto più assoluto del Gran Mare di Sabbia o dei rilievi montuosi del Gilf Kebir e del Jebel Uweinat. Ma esiste anche un'altra regione di vaste dimensioni, di aspetto spettacolare e di interesse straordinario, non ancora scoperta dal turismo, che si sviluppa invece tra le sponde occidentali del Nilo e le oasi centrali di Farafra e Bahariya. L'itinerario parte dalla piramidi del Cairo e segue la strada delle oasi verso ovest; dopo 60 km la si abbandona per scendere nella grande depressione del Fayoum, la più vicina alla capitale, dove un braccio del Nilo alimenta il grande lago Birket Qarum, che visto da lontano sembra un mare in mezzo al deserto. Gli strati di roccia dal colori psichedelici e dalle forme curiose hanno restituito importanti fossili marini e terresti risalenti a 30-40 milioni di anni fa e montagne di conchiglie si trovano un po' ovunque, mentre un'apposita riserva protegge una foresta pietrificata con alberi alti fino a 20 m e si incontra una strada romana lastricata con frammenti di tronchi fossili. Il Jebel Qatrani viene considerato il maggior giacimento di fossili al mondo. Per il suo clima mite l'oasi del Fayoum fu utilizzata come territorio di caccia reale già nell'Antico Regno. Il Wadi Heitan è protetto dall'Unesco come patrimonio dell'umanità, presenta in pieno deserto il più ricco e importante giacimento al mondo di balene e cetacei fossili, vecchio di 40 milioni di anni, epoca in cui le balene passarono da mammiferi terrestri a marini. Si prosegue quindi verso sud in un deserto assolutamente intonso costeggiando per due giorni Abu Muharrik, una catena di dune longitudinale lunga oltre 500 km (forse la più lunga della terra), fino ad attraversarla per raggiungere la Djara Cave, una delle rarissime grotte carsiche del Sahara adorna di enormi concrezioni alabastrine e di incisioni preistoriche. L'oasi di Farafra regala un bagno ristoratore in una delle sue innumerevoli sorgenti termali, il Deserto Bianco racchiude una selva infinita di pinnacoli di candido calcare erosi dal vento in mille forme bizzarre, il Deserto Nero, con una serie di coni scuri di forma vulcanica, e infine l'oasi di Bahariya, dove nel 1996 fu scoperta la maggior necropoli di età tolemaico-romana, accreditata di circa diecimila mummie.

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SPEDIZIONE AL GILF KEBIR (tragitto rosso)
Grande spedizione nell'angolo più remoto del Sahara.
Situato nell'estremo Sud del deserto occidentale egiziano al confine con la Libia, l'altopiano del Gilf Kebir è una delle aree del Sahara più isolate e difficili da raggiungere. Solo piccoli gruppi condotti da una guida di grande esperienza con auto in perfette condizioni, equipaggiamenti adatti ed uno staff ben affiatato possono garantire, con la necessaria sicurezza, un perfetto svolgimento di una spedizione che deve essere completamente autonoma per 10 giorni e oltre 1700 chilometri di deserto. Mai monotono, questo deserto offre tra gli ambienti più grandiosi del Sahara: centinaia di chilometri di deserto 'vergine', le fantasmagoriche formazioni rocciose del Deserto Bianco, le inesplorate valli del Gilf Kebir come il Wadi Hambra, la misteriosa Silica Glass, la pietra verde del deserto, le valli fossili del Grande Mare di Sabbia ed il gusto di viaggiare in un deserto 'preistorico'.

In alcune edizioni speciali del viaggio si arriverà fino al Jebel Uweinat, l'isolata montagna punto di confine con Sudan e Libia dove tra selvagge vallate di sabbia e rocce, esplorate negli anni '30 e frequentate da pochissime spedizioni, si potrà ammirare un vero e proprio museo all'aperto dell'arte preistorica, la più grande concentrazione di pitture rupestri del Sahara.

Punti forti:
.L'universo di sola sabbia del Great Sand Sea;
.Silica glass, la misteriosa pietra verde del deserto, di origine sconosciuta;
.Le impressionanti formazioni rocciose del Deserto Bianco;
.Gli innumerevoli reperti preistorici da ammirare, ma non raccogliere;
.I paesaggi del Gilf Kebir, tra i più belli di tutto il Sahara.

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IL GRAN MARE DI SABBIA (tragitto verde)
Grande spedizione nell'angolo più remoto del Sahara.
Spedizione dall'oasi di Siwa all'oasi di Farafra attraverso il deserto occidentale.
Il deserto occidentale egiziano, non solo una delle più grandi distese di dune del mondo, ma un deserto dai mille misteri come quello dell'armata persiana del Re Cambise che si perse e sparì proprio in quest'area. Un territorio dove non esistono strade o piste, ma solo deserto 'vergine', uno straordinario mondo minerale dove passano poche decine di viaggiatori all'anno. Il nostro itinerario, in questa zona poco conosciuta e poco frequentata, prevede l'attraversamento del Grande Mare di Sabbia tra l'oasi di Siwa e l'oasi di Farafra percorrendo circa 400 chilometri di un oceano di sabbia e dune. Paesaggi grandiosi, incontaminati, selvaggi che trasmettono una grande sensazione di pace e libertà, ma anche fortemente suggestivi come il famoso Deserto Bianco della depressione di Farafra, faraglioni di calcari fossiliferi, erosi in forme bizzarre che emergono dalle sabbie gialle del deserto, i laghi di Nuwamisa e El Bahrein, inaspettati bacini d'acqua salati tra le dune, i resti di templi egizi e di tombe a Siwa, i faraglioni rocciosi di El Areg e le tombe tolemaiche di Bahariya.

Punti forti:
.Gli infiniti cordoni di dune gialle del Great Sand Sea;
.Le formazioni rocciose del Deserto Bianco, resti di un antico fondo marino;
.Siwa, l'oasi dimenticata, i suoi palmeti, i villaggi ed i templi;
.Le misteriose tombe di El Bahrein, sperdute nel deserto;
.Una grande traversata sahariana in un deserto sconosciuto e spettacolare;
.I laghi di Sitra e Nuwemisa in pieno deserto.

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Articoli di approfondimento
- Deserto, oasi e il lago Nasser.
- La misteriosa pietra verde del deserto egiziano.

COSA LEGGERE
Laszlo E. Almasy, Sahara sconosciuto, Nutrimenti editore 2004
- Diario di viaggio degli anni '30 sulle aree che vanno da Kufra a Zarzura nel Gilf Kebir e sul Grande Mare di Sabbia. Il mitico Almasy è stato cartografo, aviatore, spia, esploratore, romantico viaggiatore e affascinante scrittore delle sue esperienze nel Sahara.

Wael Abed, The Other Egypt, Cairo 1998
- Un buon mix di dati geografici e storie delle varie esplorazioni del Deserto Occidentale Egiziano. Abed è membro della Geographical Society Egiziana e il libro è stato scritto dopo diverse spedizioni a cui ha partecipato negli anni '90. Descrive: la depressione di Qattara, il Grande Mare di Sabbia, l'altopiano del Gilf Kebir e il Jebel Uweinat.

Stefano Malatesta, Il Grande Mare di Sabbia, Neri Pozza editore
- Affascinante cronista e narratore di luoghi, persone e imprese epiche che si sono svolte nel Grande Mare di Sabia.

ALTRI RIFERIMENTI
Il sito della Fliegel Jezerniczky Expeditions è molto ricco di dati geografici, storici, archeologici, sulle pitture rupestri, la flora e la fauna, bibliografia e mappe del Deserto Occidentale Egiziano (o Deserto Libico) che loro considerano il più inesplorato e straordinariamente bello di questo nostro pianeta.

Sul sito http://www.deserti-viaggilevi.it/ ci sono anche tutti gli altri viaggi del catalogo VIAGGI LEVI.



mappa Egitto (loading...), cosa vedere e cosa fare - Egitto
Egitto, cosa vedere e cosa fare


DESERTO MISTERIOSO (tragitto celeste)
Il turismo sahariano in Egitto si concentra essenzialmente sulle oasi, ricche di fascino per il loro isolamento, per la presenza di monumenti storici e per gli spettacolari ambienti naturali, oppure per spingersi ancora più ad occidente per esplorare il deserto più assoluto del Gran Mare di Sabbia o dei rilievi montuosi del Gilf Kebir e del Jebel Uweinat. Ma esiste anche un'altra regione di vaste dimensioni, di aspetto spettacolare e di interesse straordinario, non ancora scoperta dal turismo, che si sviluppa invece tra le sponde occidentali del Nilo e le oasi centrali di Farafra e Bahariya. L'itinerario parte dalla piramidi del Cairo e segue la strada delle oasi verso ovest; dopo 60 km la si abbandona per scendere nella grande depressione del Fayoum, la più vicina alla capitale, dove un braccio del Nilo alimenta il grande lago Birket Qarum, che visto da lontano sembra un mare in mezzo al deserto. Gli strati di roccia dal colori psichedelici e dalle forme curiose hanno restituito importanti fossili marini e terresti risalenti a 30-40 milioni di anni fa e montagne di conchiglie si trovano un po' ovunque, mentre un'apposita riserva protegge una foresta pietrificata con alberi alti fino a 20 m e si incontra una strada romana lastricata con frammenti di tronchi fossili. Il Jebel Qatrani viene considerato il maggior giacimento di fossili al mondo. Per il suo clima mite l'oasi del Fayoum fu utilizzata come territorio di caccia reale già nell'Antico Regno. Il Wadi Heitan è protetto dall'Unesco come patrimonio dell'umanità, presenta in pieno deserto il più ricco e importante giacimento al mondo di balene e cetacei fossili, vecchio di 40 milioni di anni, epoca in cui le balene passarono da mammiferi terrestri a marini. Si prosegue quindi verso sud in un deserto assolutamente intonso costeggiando per due giorni Abu Muharrik, una catena di dune longitudinale lunga oltre 500 km (forse la più lunga della terra), fino ad attraversarla per raggiungere la Djara Cave, una delle rarissime grotte carsiche del Sahara adorna di enormi concrezioni alabastrine e di incisioni preistoriche. L'oasi di Farafra regala un bagno ristoratore in una delle sue innumerevoli sorgenti termali, il Deserto Bianco racchiude una selva infinita di pinnacoli di candido calcare erosi dal vento in mille forme bizzarre, il Deserto Nero, con una serie di coni scuri di forma vulcanica, e infine l'oasi di Bahariya, dove nel 1996 fu scoperta la maggior necropoli di età tolemaico-romana, accreditata di circa diecimila mummie.

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SPEDIZIONE AL GILF KEBIR (tragitto rosso)
Grande spedizione nell'angolo più remoto del Sahara.
Situato nell'estremo Sud del deserto occidentale egiziano al confine con la Libia, l'altopiano del Gilf Kebir è una delle aree del Sahara più isolate e difficili da raggiungere. Solo piccoli gruppi condotti da una guida di grande esperienza con auto in perfette condizioni, equipaggiamenti adatti ed uno staff ben affiatato possono garantire, con la necessaria sicurezza, un perfetto svolgimento di una spedizione che deve essere completamente autonoma per 10 giorni e oltre 1700 chilometri di deserto. Mai monotono, questo deserto offre tra gli ambienti più grandiosi del Sahara: centinaia di chilometri di deserto 'vergine', le fantasmagoriche formazioni rocciose del Deserto Bianco, le inesplorate valli del Gilf Kebir come il Wadi Hambra, la misteriosa Silica Glass, la pietra verde del deserto, le valli fossili del Grande Mare di Sabbia ed il gusto di viaggiare in un deserto 'preistorico'.

In alcune edizioni speciali del viaggio si arriverà fino al Jebel Uweinat, l'isolata montagna punto di confine con Sudan e Libia dove tra selvagge vallate di sabbia e rocce, esplorate negli anni '30 e frequentate da pochissime spedizioni, si potrà ammirare un vero e proprio museo all'aperto dell'arte preistorica, la più grande concentrazione di pitture rupestri del Sahara.

Punti forti:
.L'universo di sola sabbia del Great Sand Sea;
.Silica glass, la misteriosa pietra verde del deserto, di origine sconosciuta;
.Le impressionanti formazioni rocciose del Deserto Bianco;
.Gli innumerevoli reperti preistorici da ammirare, ma non raccogliere;
.I paesaggi del Gilf Kebir, tra i più belli di tutto il Sahara.

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IL GRAN MARE DI SABBIA (tragitto verde)
Grande spedizione nell'angolo più remoto del Sahara.
Spedizione dall'oasi di Siwa all'oasi di Farafra attraverso il deserto occidentale.
Il deserto occidentale egiziano, non solo una delle più grandi distese di dune del mondo, ma un deserto dai mille misteri come quello dell'armata persiana del Re Cambise che si perse e sparì proprio in quest'area. Un territorio dove non esistono strade o piste, ma solo deserto 'vergine', uno straordinario mondo minerale dove passano poche decine di viaggiatori all'anno. Il nostro itinerario, in questa zona poco conosciuta e poco frequentata, prevede l'attraversamento del Grande Mare di Sabbia tra l'oasi di Siwa e l'oasi di Farafra percorrendo circa 400 chilometri di un oceano di sabbia e dune. Paesaggi grandiosi, incontaminati, selvaggi che trasmettono una grande sensazione di pace e libertà, ma anche fortemente suggestivi come il famoso Deserto Bianco della depressione di Farafra, faraglioni di calcari fossiliferi, erosi in forme bizzarre che emergono dalle sabbie gialle del deserto, i laghi di Nuwamisa e El Bahrein, inaspettati bacini d'acqua salati tra le dune, i resti di templi egizi e di tombe a Siwa, i faraglioni rocciosi di El Areg e le tombe tolemaiche di Bahariya.

Punti forti:
.Gli infiniti cordoni di dune gialle del Great Sand Sea;
.Le formazioni rocciose del Deserto Bianco, resti di un antico fondo marino;
.Siwa, l'oasi dimenticata, i suoi palmeti, i villaggi ed i templi;
.Le misteriose tombe di El Bahrein, sperdute nel deserto;
.Una grande traversata sahariana in un deserto sconosciuto e spettacolare;
.I laghi di Sitra e Nuwemisa in pieno deserto.

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Articoli di approfondimento
- Deserto, oasi e il lago Nasser.
- La misteriosa pietra verde del deserto egiziano.

COSA LEGGERE
Laszlo E. Almasy, Sahara sconosciuto, Nutrimenti editore 2004
- Diario di viaggio degli anni '30 sulle aree che vanno da Kufra a Zarzura nel Gilf Kebir e sul Grande Mare di Sabbia. Il mitico Almasy è stato cartografo, aviatore, spia, esploratore, romantico viaggiatore e affascinante scrittore delle sue esperienze nel Sahara.

Wael Abed, The Other Egypt, Cairo 1998
- Un buon mix di dati geografici e storie delle varie esplorazioni del Deserto Occidentale Egiziano. Abed è membro della Geographical Society Egiziana e il libro è stato scritto dopo diverse spedizioni a cui ha partecipato negli anni '90. Descrive: la depressione di Qattara, il Grande Mare di Sabbia, l'altopiano del Gilf Kebir e il Jebel Uweinat.

Stefano Malatesta, Il Grande Mare di Sabbia, Neri Pozza editore
- Affascinante cronista e narratore di luoghi, persone e imprese epiche che si sono svolte nel Grande Mare di Sabia.

ALTRI RIFERIMENTI
Il sito della Fliegel Jezerniczky Expeditions è molto ricco di dati geografici, storici, archeologici, sulle pitture rupestri, la flora e la fauna, bibliografia e mappe del Deserto Occidentale Egiziano (o Deserto Libico) che loro considerano il più inesplorato e straordinariamente bello di questo nostro pianeta.

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punti di interesse

  Egitto

Qasr El Sagha
Tra i resti pietrificati di un antico e fitto bosco, su una scarpata laterale del monte Qatrani, c'è un tempio ora chiamato Qasr el-Sagha. Non sappiamo a quale divinità sia stato dedicato dal momento che non è mai stato completato e non ci sono fregi e iscrizioni.  [photo: Maurizio Levi]  

Dimeh
Dimeh al-Siba, (Dimeh dei Leoni), era una città tolemaica probabilmente fondata da Tolomeo II nel terzo secolo a.C. in un luogo che presenta numerose testimonianze di insediamenti neolitici. Oggi è un luogo isolato, ma nel periodo tolemaico era sulla rive di un grande lago e punto di partenza delle rotte carovaniere nel deserto occidentale.  [photo: Maurizio Levi]  

Jebel Qatrani
Il Jebel Qatrani viene considerato il maggior giacimento di fossili al mondo.  [photo: Maurizio Levi]  

Birket Qarum: lago
Grande lago alimentato da un braccio del Nilo. Visto da lontano sembra un mare in mezzo al deserto.  [photo: Maurizio Levi]  

Birket Qarum: lago
 [photo: Maurizio Levi]  

Wadi Heitan
Il Wadi Heitan è protetto dall'Unesco come patrimonio dell'umanità, presenta in pieno deserto il più ricco e importante giacimento al mondo di balene e cetacei fossili, vecchio di 40 milioni di anni, epoca in cui le balene passarono da mammiferi terrestri a marini.  [photo: Maurizio Levi]  

Wadi Heitan
 [photo: Maurizio Levi]  

Abu Muharrik (passaggio 1)
Una catena di dune longitudinale lunga oltre 500 km, forse la più lunga della terra.  [photo: Maurizio Levi]  

Abu Muharrik (passaggio 2)
 [photo: Maurizio Levi]  

Djara cave
La grotta Djara è famosa per essere una delle pochissime ben decorate in Egitto. Si trova su un altopiano calcareo, al centro del Deserto Occidentale, vicino a una vecchia pista cammelliera di collegamento fra Farafra e Assiut. Era stata abbandonata per i cambiamenti climatici e nuovamente abitata millenni dopo.  [photo: Maurizio Levi]  

Djara cave
La grotta di Djara è famosa anche per la sua arte rupestre con figure di persone e scene di caccia a dimostrare che la zona in tempi antichi era umida ed abitata  [photo: Maurizio Levi]  

Djara cave
Grotta scoperta dall'esploratore tedesco Gerhard Rohlfs durante la sua famosa spedizione. Facile da visitare perchè in molte parti c'è un fondo piano di sabbia. Buona cosa portarsi una luce e magari un casco per non battere la testa.  [photo: Maurizio Levi]  

Oasi di Bahariya
Zed-Amun-efankh visse sotto Ahmose II e si costruì una bella tomba che si trova nel lato ovest della cittadina di Bawiti. Il tenore di vita della famiglia migliorò nel tempo tanto che il figlio si costruì una tomba ancora più bella e interessante per alcuni elementi architetturali.  

Agabat
Agabat è una piccola valle con formazioni montagnose di rara bellezza. Qui, le bianche scogliere tipiche del Deserto Bianco incontrano le dune e le rocce calcaree giallo del Sahara. Dal punto più basso della valle si trova quello che doveva essere anticamente il letto di un fiume.  [photo: Maurizio Levi]  

Deserto Bianco
Il Deserto Bianco è uno dei più bei tratti di deserto egiziano. Si creò quando i mari interni si ritirarono. Le fantastiche formazioni sono state scolpite dall'azione dell'acqua e del vento.  [photo: Maurizio Levi]  

Deserto Bianco
Resti calcarei che formano e danno colore al famoso Deserto Bianco.  [photo: Maurizio Levi]  

Deserto Bianco
Fungo del deserto: una formazione di polvere di diatomiti, le micidiali conchiglie che furono capaci di mangiare la barriera corallina che qui era presente. [...]  [photo: Maurizio Levi]  

Deserto Bianco
 [photo: Maurizio Levi]  

Deserto Bianco
Molti milioni di anni fa il Mediterraneo ricopriva tutto l'Egitto settentrionale. I sedimenti che si sono depositati in queste ere sono costituti da arenarie e argilloscisti con intercalazioni calcaree e gesso ricchi di fossili. Quello che rimane ora, dopo l'erosione di millenni, è un distesa di decine di chilometri di rocce bianchissime dalle forme fantasmagoriche: pinnacoli, torrioni, funghi, mammelloni e altre infinite forme che creano paesaggi unici di rara bellezza. [...]  [photo: Maurizio Levi]  

Sfingi naturali
I Leoni di Fango sono delle curiose formazioni d'argilla (yardangs) risultato dell'erosione costante del Khamasin, vento unidirezionale.  [photo: Maurizio Levi]  

Residuato bellico
Camion abbandonato dal Long Range Desert Group (LRDG) durante la Seconda Guerra Mondiale e preservato dal clima secco del mare di sabbia.  [photo: Maurizio Levi]  

Long Range Desert Group (LRDG)
Foto storiche del Long Range Desert Group (LRDG) e dei veicoli da loro usati nel deserto si possono trovare nel sito del Long Range Desert Group: http://www.lrdg.org/LRDG-Photo-gallery(historical).htm  [photo: LRDG]

Grotta dei nuotatori
La Grotta dei Nuotatori fu scoperta dal conte ungherese Lazlo Almasy nel 1933 nel wadi da lui battezzato Sura, cioè delle immagini.  

Le alture del Gilf Kebir
Il Gilf El Kebir è un altopiano roccioso sedimentario in parte ancora inesplorato, una delle zone più isolate del Sahara.  

Le alture del Gilf Kebir
Dune di sabbia con il Gilf El Kebir sullo sfondo.  

Wadi Hambra
Il Wadi Hamra 'La Valle Rossa' per il colore della sabbia che contiene, si trova nella parte occidentale del Gilf El Kebir.  

Silica Glass (vetro libico)
La Silica Glass è una misteriosa pietra di aspetto vetroso verde, si suppone che sia il risultato di fusione della sabbia nell'impatto con un meteorite caduto circa 30 milioni di anni fa.  [photo: Maurizio Levi]  

Il Grande Mare di Sabbia
Il Gran Mare di Sabbia, una delle piu' grandi distese di sabbia e di dune di tutto il Sahara. Questa regione fu attraversata per la prima volta da spedizioni di cartografi negli anni '30, fino ad allora le carte geografiche riportavano area inesplorata.  [photo: Maurizio Levi]  

Il Grande Mare di Sabbia
Attraversamento in fuoristrada del Gran Mare di Sabbia.  [photo: Maurizio Levi]  

Il Grande Mare di Sabbia
Campo nel deserto.  [photo: Maurizio Levi]  

Grande Mare di Sabbia
Il deserto occidentale egiziano è sempre stato considerato una regione sconosciuta e anche un po' misteriosa. Gli antichi Egizi lo consideravano la casa del dio maligno Seth, i Greci quella di Medusa, con i capelli di serpenti e lo sguardo che trasformava uomini in pietre. C'è anche il famoso racconto di Erodoto riguardo all'Imperatore persiano Cambise figlio di Ciro il Grande che nel 525 a.C. tentò di attraversare il Grande Mare di Sabbia per assoggettare l'oasi di Siwa, [...]  [photo: Maurizio Levi]  

Abu Ballas
Letteralmente il padre delle giare. Ai piedi di una sperduta collina nell'infinita pianura si trovano i resti di centinaia di giare di terracotta. Nessuno sa che origine abbiano: forse i resti delle riserve d'acqua dell'esercito di Re Cambise... oppure un deposito utilizzato dai guerrieri tebu che dal lontano Tibesti facevano razzie nelle oasi egiziane...  [photo: Maurizio Levi]  

Siwa
Nel 1200 gli abitanti dell'oasi di Siwa abbandonarono la città di Aghurmi perché continuamente attaccata dai predoni e costruirono la città fortificata e inaccessibile di Shali ai piedi del Jebel (monte) al-Gharbiyin.
Quattro delle oasi del deserto occidentale (Baharia, Farafra, Dakhla, Kharga) hanno molto in comune: tutti gli abitanti parlano arabo e lo stile di vita è simile a quello degli abitanti che vivono nei villaggi sul Nilo. Ma Siwa è [...]  [photo: Maurizio Levi]  

Siwa
Tempio dell'oracolo (XXVI dinastia), Alessandro Magno vi si recò nel 331 a.C..  [photo: Maurizio Levi]  

El Bahrein
A 140 km a Sud-Est di Siwa; in arabo significa 'due laghi'. Abbandonata in epoca bizantina quando le rotte commerciali presero altre direzioni.  [photo: Maurizio Levi]  

El Bahrein
Tra i due laghi di El Bahrein una formazione rocciosa calcarea era utilizzata nel periodo tolemaico come necropoli.  [photo: Maurizio Levi]  

El Bahrein
Testimonianza dell'oceano che un tempo copriva l'area del deserto e che poi si è ritirato nel bacino del mediterraneo.  [photo: Maurizio Levi]  

Campo Bagnold
Il percorso di una delle esplorazioni condotte da Ralph A. Bagnold, famoso scienziato, cartografo, nonché fondatore del Long Range Desert Group (LRDG).  

Resti del campo
Resti di uno dei campi realizzati negli anni 30 del 900.  [photo: Maurizio Levi]  

Cratere El Baz
Le lunghissime e spettacolari dune a sud del Cratere di El Baz, strana formazione rocciosa che assomiglia a un cratere vulcanico. Scoperto dal geologo egiziano El Baz negli anni '70 visionando foto da satellite, il cratere potrebbe avere avuto origine dall'impatto della superficie terrestre con un grosso meteorite.  [photo: Maurizio Levi]