Milano, ieri e oggi

Milano. Sanbuco.

Milano, 1946. Uno degli ultimi trani del famoso Nigretti, fra Via Sambuco e via Gian Galeazzo. Luogo di ritrovo degli straccivendoli milanesi.
A Milano "il trani" era l’osteria dove si si trovava vino pugliese a buon mercato. Il vino pugliese arriva a Milano già alla fine dell’800, quando per problemi doganali con la Francia i pugliesi non possono più commerciare il loro vino oltralpe, e così aprono vinerie alla mescita a Milano, e diventano subito molto popolari. I “trani” pugliesi, arrivano a sostituire le “piole” piemontesi con vino di Trani a buon mercato per i lavoratori. Il vino di quei tempi era molto forte, ma per i contadini costitutiva un energetico fondamentale, tanto che veniva chiamato “la carne potabile”. Col tempo il fenomeno migratorio diventa sempre più importante e nel 1931 ci sono 40mila cittadini pugliesi, pari al 5% del totale. Nel secondo dopoguerra i trani si allargano a macchia d’olio e il termine entra perfino nel dialetto milanese con “tranatt”, cioè chi va spesso all’osteria. Nei trani si gioca a carte e a morra, e qualcuno inizia anche a fare qualche spettacolo, come Lino Banfi: «Andavo nei trani a canticchiare delle canzoni facendo finta di essere nero, con una calza in testa, in cambio di un pasto e un bicchiere di vino. Capii da subito che il nostro linguaggio dialettale faceva ridere».


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