Parigi è una città multiforme, magica, emozionante, a volte sorprendente e ha da offrire qualcosa a chiunque la visiti. C'è chi viene a Parigi per ammirare il suo eccezionale patrimonio architettonico che la rende una delle più belle città del mondo, chi ci viene perchè è la capitale della gastronomia, della moda e dello shopping, perchè è una città della cultura, del design, del romanticismo, per la sua vita notturna, una città che cerca di coniugare la qualità della vita con lo sviluppo sostenibile. Parigi è una città storica e ha quartieri in cui si respira un'atmosfera vitale e accogliente di villaggio, che invitano alla visita e al passeggio sia di giorno che di notte.
Qui evidenziamo le passeggiate tematiche per una scoperta rilassante dei diversi quartieri di Parigi con le loro atmosfere, i loro stili di vita e i luoghi più interessanti da visitare. Per ogni passeggiata sono indicati gli arrondissements (i distretti in cui è divisa la città), e sulla mappa è possibile evidenziare l'area che la contiene.
1. La Senna
Ponti, Senna, Quais, Porti. (Evidenzia/nascondi l'area)
Attraversare Parigi seguendo la Senna è un modo per godersi le centinaia di viste dal fiume, i suoi ponti e le isole. Di giorno o di notte, sulla riva destra o sulla sinistra potrete apprezzare il brusio delle attività lungo le banchine. Il percorso si può fare in battello ma anche in bicicletta, camminando allegramente o passeggiando pigramente, cenando e ballando a bordo di una chiatta. La Senna può essere anche un punto di sosta dopo una visita ad una mostra, dopo un po' di shopping o anche per prendere il sole d'estate in costume da bagno. Gli argini della Senna sono stati classificati Patrimonio Mondiale dall'Unesco e non mancano mai di stupire con qualche novità: attraverso l'arco di un ponte potete essere catturati dalla vista del Grand Palais o del Petit Palais, dalla gente che pesca, dalla anatre che si muovono liberamente nell'acqua, dal Louvre o da Notre Dame che si presentano improvvisamente, dalla sagoma di una gru in un cantiere navale semi nascosto dai salici piangenti. Parigi deve il suo motto alla Senna: fluctuat nec mergitur naviga e non affonda; lo stemma della città mostra una nave che naviga fra i flutti. La Senna racconta la storia di Parigi, dal suo luogo di nascita, l'Île de la Cité, al Quai de Bercy a monte, e alla trionfante Tour Eiffel a valle.
Da vedere:
I Ponti di Parigi. I trentasette ponti offrono delle belle viste della città dal fiume e raccontano trentasette storie di re, battaglie e leggende. Costruito nel 1604 il Pont Neuf è il più vecchio di Parigi, con le sue 385 maschere scolpite e le famose torrette a forma di mezzaluna ha visto da vicino l'intera storia di Parigi. Il Pont Alexandre III, stella dell'Esposizione Universale del 1900, celebra l'amicizia Franco-Russa con un'esuberanza di crisalidi e ghirlande scolpite, candelabri di bronzo e brillanti statue dorate. Il Pont des Artes, ponte pedonale, luogo d'incontro degli amanti e dei sognatori, buono anche per un picnick, come il ponte pedonale Solférino, ribatezzato Léopold Sédar Senghor che collega il Musée d'Orsay ai giardini delle Tuileries. Il ponte più recente è il Simone de Beauvoir, un grazioso arco di legno che collega la Bibliothèque Nationale ai giardini di Bercy. Dall'elenco mancano altri 32 ponti, un buon motivo per andare a scoprirli da soli!
Bancarelle di libri sulla Senna. Da quattrocento anni i librai tappezzano di collezioni di letteratura più o meno famosa i muri sugli argini di entrambi i lati del fiume dal Pont Royal al Pont de Sully. Ogni piccola verde edicola offre ai passanti un grande assortimento di libri rari, edizioni originali, stampe, cartoline, giornali illustrati, fumetti e romanzi.
La piscina Joséphine Baker. Non tutti sanno che le piscine galleggianti andavano di moda già nel XVIII secolo e nella Senna ce n'erano diverse. Nel 2006 è stata inaugurata la piscina Joséphine Baker, ormeggiata sulla riva sinistra a riaffermare l'usanza in una versione high-tech, ecologicamente compatibile e con tutti i moderni comfort. E' composta da una grande piscina principale e una più piccola per i bambini, dei solarium, saune, un hammam, una Jacuzzi e un'attrezzata palestra.
Square du Vert Galant. Enrico IV non era considerato un Casanova o un Don Giovanni ma solo perchè ai suoi tempi non erano ancora nati. Comunque questo grande re di Francia era noto per le sue imprese amorose, e questa piazzetta, nella punta occidentale de l'Île de la Cité, a due passi da Pont Neuf, porta il suo soprannome reale (Vert Galant = uomo che nonostante l'età 'si dà da fare'). La statua equestre del monarca domina il piccolo giardino che fornisce un rifugio tranquillo e intimo da cui ammirare le due rive della Senna, i suoi ponti ed i suoi monumenti.
Port de l'Arsenal. Un vero e attrezzato porto per barche di tutte le dimensioni, con tanto di capitaneria, gabbiani e ristorante di frutti di mare. Se non si vedesse la Colonne de Juillet nella piazza della Bastiglia che gli sta proprio di fronte, uno penserebbe di trovarsi in un porto di mare. Riparato dal flusso e riflusso del fiume da una chiusa, il bacino di questo ex porto mercantile, collega la Senna col canal Saint Martin. Il porto fornisce 180 punti di ormeggio ed un pittoresco giardino terrazzato dove si può tornare nella terra ferma fra le rose.
Jardin Tino Rossi. La banchina Saint Bernard sulla riva sinistra del fiume, tra Pont de Sully e Pont d'Austerlitz, è stata trasformata in un piacevole giardino con opere di artisti contemporanei come Brancusi, César e Gilioli. Di giorno questo museo della scultura all'aperto è un paradiso per corridori ed escursionisti, mentre nelle serate primaverili ed estive diventa una pista da ballo all'aperto. Aficionados e principianti di tutto il mondo si incontrano qui a ballare salsa, rock e tango in riva al fiume. Magic moments garantiti!
2. La Parigi fuori dal tempo
Île de la Cité (4°) - Quartiere latino (5°) - Île Saint Louis (4°) - Jardin des Plantes (5°). (Evidenzia/nascondi l'area)
Chi l'ha detto che le antiche pietre non possono essere eccitanti? Il Quartiere Latino, l'Île de la Cité e l'Île Saint Louis, che costituiscono il cuore storico di Parigi, sono luoghi carichi di emozione e di magiche luci e ombre. Imbarcatevi in una caccia al tesoro e scoprite l'imponente facciata scolpita di Notre Dame o le sublimi vetrate della Sainte Chapelle. Avventuratevi nel labirinto di vicoli sulla riva sinistra del fiume, una volta vivace luogo di ciarlatani, ambulanti, falconieri, studenti ribelli e spietati tagliagole. Oppure, come Baudelaire e Camille Claudel optate per una tranquilla passeggiata fra le residenze private dell'Île Saint Louis. Passeggiando incontrerete con la fantasia dei vescovi, uccelli rari e tulipani in un piccolo mercato dei fiori, una regina, numerosi prigionieri, dei Girondisti al loro ultimo banchetto alla Conciergerie, le belle signore d'altri tempi che ingioiellate sono dirette all'Hôtel de Cluny, dei gallo-romani alle terme e il santo patrono di Parigi. Buon viaggio nella fantasia!
Da vedere:
Notre Dame de Paris. L'inizio della sua lunga costruzione ha coinciso con la scelta di Parigi come capitali e, sulla piazza di fronte alla Cattedrale, una stella di bronzo porta inscritto 'Chilometro zero' ad indicare il centro del paese in termini di distanze di viaggio. La cattedrale è un esempio di arte gotica, l'armonia della struttura sembra essere il lavoro di un solo architetto, anche se ci hanno lavorato a decine dal XII al XIX secolo, la data del restauro di Viollet le Duc. La cattedrale ha visto Saint Louis, a piedi nudi, indossare la corona di spine nel 1239, l'incoronazione di Napoleone nel 1804, la celebrazione della Liberazione di Parigi nel 1944 ... e vedrà anche te che sali per i 422 gradini che portano alla cima, e come il Quasimodo di Victor Hugo ti troverai faccia a faccia con il sinistro ghigno dei doccioni della cattedrale. Potrai anche fare la conoscenza di Emmanuel, la campana da tredici tonnellate, e godere di una vista mozzafiato attraverso i tetti di Parigi.
Île Saint Louis e Île de la Cité. Pur essendo il luogo di nascita di Parigi, queste due vicine isole abbracciate della stessa Senna sono molto diverse. Su l'Île de la Cité, in mezzo a un turbinio di uniformi e di tuniche di avvocati si va da un sito storico a un altro: Place Dauphine la Conciergerie, la Sainte Chapelle, l'Hôtel Dieu, Notre Dame ... Il pont Saint Louis segna il confine - spesso con la musica - al di là del quale si trova la tranquillità dei sontuosi palazzi. Rifugio per artisti e poeti, l' Île Saint Louis è anche rifugio per i buongustai a giudicare dalla profusione di ristoranti, caffè, gelaterie e pasticcerie, le cui tentatrici vetrine si allineano lungo rue Saint Louis en l'Ile.
Panthéon. La cupola del Il Pantheon domina il Quartiere Latino e dà il suo nome alla altrettanto solenne piazza. Questo colossale tempio civico sostiene degnamente il motto inscritto sul suo frontone che onora i grandi uomini della nazione. Per l'ironia della storia questo monumento dedicato alle liturgie repubblicane è stato commissionato da Louis XV nel 1744 in onore di San Genevieve. Ma con la rivoluzione in corso, la basilica appena finita è stata trasformata in un tempio civico nel 1791 e consacrata come Panthéon nazionale nel 1885 al funerale di Victor Hugo. Una sintesi di stile neoclassico e architettura gotica, ospita anche le tombe di Pierre e Marie Curie, Alexandre Dumas, Jean Jaurès, André Malraux, Jean Moulin, Jean Jacques Rousseau e Voltaire.
Sainte Chapelle. Accanto al Palazzo di Giustizia, la Sainte-Chapelle e la Conciergerie sono le preziose testimonianze di ciò che è stato una volta che il palazzo dei re di Francia dal X al XIV secolo. La Sainte Chapelle è un esempio fiammeggiante dello stile gotico, fu commissionata da Saint Louis. Nella cappella dedicata alla Vergine c'è una meravigliosa vista di gigli dorati su una volta azzurra e blu piena di stelle. Ma le massime lodi vanno alla cappella superiore, progettata per ospitare le reliquie della Passione di Cristo, disperse durante la Rivoluzione Francese, cappella circondata da grandi vetrate dai colori rosso e blu, le più grandi vetrate nel mondo del XIII secolo.
Conciergerie. La Conciergerie era un palazzo reale: immaginatelo con duemila persone sedute a mangiare nell'enorme Salle des Gens d'Armes e un gran numero di cuochi e garzoni indaffarati nelle grandi cucine. La Conciergerie è stato poi un carcere fino al XIX secolo: il regicida Ravaillac, Marie Antonietta e molti altri durante i giorni più oscuri della Rivoluzione francese, hanno trascorso qui l'ultimo giorno.
Institut du Monde Arabe (IMA). La civiltà arabo-musulmana è in mostra in questo magnifico edificio in vetro e acciaio, progettato da Jean Nouvel e costruito nel 1987. Dietro le grate mobili (moucharabiyah) la tradizione e la tecnologia moderna lavorano insieme per regolare la quantità di luce che entra l'edificio. Un dolcezza orientale ultra-moderna regna sul museo, la sale espositive, l'auditorium, la biblioteca, la libreria multimediale per i giovani, il centro linguistico, il ristorante e il caffè letterario. Si possono anche vedere delle mostre temporanee, cinema, ascoltare concerti, conferenze e gustare il tè alla menta con le mezzelune di pastafrolla coperte di zucchero.
Museo del Medioevo -- Terme e Hôtel de Cluny. Dal 1843 il Musée National du Moyen Âge contiene due meraviglie architettoniche: le terme gallo-romane risalenti alla fine del II secolo a.C., e l'Hôtel des Abbes de Cluny, edificato nel XV secolo. L'edificio principale e le ali dell'hotel rivelano la struttura dei secoli successivi, ma delle curve della facciata e nell'interno risplende ancora il Medio Evo. Le sculture, i piatti d'oro e d'argento, le ceramiche, gli arazzi, i mobili e gli oggetti della vita quotidiana danno un quadro unico dell'arte e della società medievale. Tra la piccola cappella scolpita con fogliame e l'antico santuario dedicato a la Dame à la Licorne (la Dama con l'Unicorno), vi è una vasta raccolta di corone d'oro, avorio Bizantino, pugnali e cotte di maglia. Delle antiche terme gallo-romane si possono vedere i resti di un tepidarium, un caldarium e un ben conservato frigidarium. Da vedere anche le impressionanti volte alte 15 metri e i resti dei pilastri scolpiti con tritoni in omaggio alla corporazione dei battellieri galli (Nauntes).
Museo Nazionale di Storia Naturale. Una delle passeggiate preferite dai parigini dal 1640, l'anno in cui il Royal Jardin des Plantes medicinales creato da Louis XIII nel 1633 divenne il primo giardino pubblico di Parigi. Ribattezzato nel 1793 in Muséum National d'Histoire Naturelle e ampliato con nuove gallerie nel XIX e XX secolo si estende oggi su 23 ettari di piante e alberi armoniosamente combinati con i chioschi di dolci e zucchero filato.
Arènes de Lutèce. Nel I e II secolo a.C, questo anfiteatro conteneva fino a 15.000 persone, che venivano a vedere rappresentazioni teatrali, commedie, combattimenti tra gladiatori e fra bestie feroci. Insieme con il forum e le terme, l'anfiteatro costituiva il centro della città gallo-romana. Riscoperto nel 1869, durante la costruzione di rue Monge, l'anfiteatro è stato restaurato e riaperto. Oggi è usato dai ragazzi per improvvisate partite di calcio dopo lo a scuola, dai più anziani per giocare a bocce, e da tutti per rilassarsi al sole.
Rue Mouffetard e place de la Contrescarpe. Una passeggiata per il dolce pendio del monte Sainte Geneviève lungo rue Mouffetard è una deliziosa esperienza piena di viste da foto-cartolina su Parigi. Nella piccola e lastricata place de la Contrescarpe, ristoranti e caffetterie circondano la fontana del 'villaggio'. Il negozio La Pomme de Pin, ancora visibile al civico 1, è un ricordo che la zona era una volta piena di cabaret. E' qui che la Rue Mouffetard, una volta l'unica strada che conduceva da Lutèce (Parigi) a Roma, inizia a tracciare la sua linea medievale; oggi è un bel posto per una pausa e per mangiare un boccone a prezzi accessibili nei vivaci pub e caffè. La buona cucina ha comunque lasciato anche qui il suo marchio, nei vecchi negozi troverete il buon pane e i dolci tradizionali, e poi bancarelle piene di cassette di frutta e verdura nel piccolo e colorato mercato che si estende dal fondo della strada al campanile della chiesa di Saint Médard.
Abbazia Reale di Val de Grâce. Anna d'Austria, la giovane regina abbandonata dal marito Louis XIII, ha giurato di costruire un magnifico tempio a Dio, se le farà avere un figlio. Il suo desiderio è stato esaudito con la nascita del futuro Louis XIV, nel 1638, dopo oltre venti anni di matrimonio. Ha dovuto poi aspettare altri diciassette anni per vedere l'inizio dei lavori, che sono stati completati dopo la sua morte, nel 1669. Magnificamente conservata grazie all'ospedale militare qui insediatosi dal 1796, l'Abbaye royale du Val de Grâce è un gioiello unico di architettura religiosa del XVII secolo.
3. La Parigi trendy
Marais (4°) - Montorgueil (2°) - Hôtel de Ville (4°) - Les Halles (1°). (Evidenzia/nascondi l'area)
Concedetevi un dolce passeggiata tra la place du Châtelet e place des Vosges per godervi un po' di shopping, o per scoprire l'eredità storica di Parigi .... in realtà tutto è possibile se sapete vedere le diverse cose: la torre medievale di Jean sans Peur, (Giovanni di Borgogna) sguscia fuori tra gli edifici dell'urbanista Haussmann (1809-1891); mentre l'architettura gotica fiammeggiante della torre Saint Jacques si trova a pochi passi dalla fontana di Châtelet, costruita in onore di Napoleone I; la piazza davanti al municipio neo-rinascimentale di Parigi è anche una improvvisata sede di beach-volley; la chiesa di Saint Eustache, dove Molière è stato battezzato, è accanto alla passerelle metalliche dei giardini di Les Halles; a pochi passi dai bassorilievi rinascimentali della Fontana degli Innocenti c'è il Centro Pompidou, simbolo dell'architettura del XX secolo e sede di collezioni d'arte moderna e contemporanea; Il quartiere Marais combina un turbinio di design creativo con le delizie del Quartiere Ebraico, intorno a rue des Rosiers, e un molto ben conservato centro storico; fra le strade trafficate si fanno spazio piccole piazze, giardini e musei tra cui il Carnavalet, il Picasso e gli Archivi Nazionali ospitati in palazzi che gareggiano per il loro splendore.
Da vedere:
Place des Vosges e la casa di Victor Hugo. Questa piazza, precedentemente conosciuta come "Place Royale", è rimasta miracolosamente intatta dalla sua costruzione commissionata da Enrico IV nel 1604. Le trenta sei residenze hanno costituito un perfetta simmetria a partire dal giorno in cui sono state costruite, con le loro facciate di mattone, tetti aguzzi in ardesia, e i piani terreni che compongono una galleria pedonale di portici. Aggiungi un paio di moschettieri e ti sembrerà d'essere in un film di cappa e spada o dentro al grande carosello che ha inaugurato la piazza nel 1612 per celebrare il matrimonio di Luigi XIII con Anna d'Austria. Ogni casa è ricca di storia, arte, letteratura, salotti letterari, e nomi famosi. Madame de Sévigné è nata a l'Hôtel de Coulanges; il Cardinael Richelieu, Théophile Gautier, Alphonse Daudet, e la tragica attrice Rachel hanno vissuto lì, come pure Victor Hugo dal 1832 al 1848: il suo appartamento-museo all'Hôtel de Rohan Guéménée rivela la storia della sua vita, dalla giovinezza al letto di morte; da visitare anche il salone cinese, dove ha vissuto la sua storia d'amore con Juliette Drouet.
Centre Pompidou. Il presidente Pompidou disse che sarebbe stato un gran successo questo centro culturale contemporaneo che porta il suo nome. In realtà quando il progetto è stato completato da Renzo Piano e Richard Rogers nel 1977, è stato descritto come una fabbrica e una raffineria. Gli architetti l'avevano visto come una nave futuristica in vetro e acciaio, una scala mobile esterna a zigzag in un tubo trasparente, incrociata da tubi verticali anche loro esterni, colorati in base alla loro funzione: blu per l'aria, verde per l'acqua, giallo per l'energia elettrica e rosso per gli ascensori. L'interno ha una superficie di 7.500 mq per ciascuno dei suoi cinque piani. La cultura contemporanea è per tutti, e la scelta qui è impressionante: sale espositive, spazi per le presentazioni, un cinema, una galleria per i bambini, altre cose e naturalmente, il museo nazionale di arte moderna. Il design del XX secolo e i movimenti contemporanei sono esposti con un approccio tematico che sfrutta tutte le forme di arte visiva e le modalità audiovisive.
Hôtel de Ville Questa piazza in inverno ospita una pista di pattinaggio su ghiaccio e in estate eventi sportivi proiettati su maxischermi, beach volleyball a piedi nudi sulla sabbia calda quando le rive della Senna diventano la spiaggia di Parigi. Nel XII secolo l'amministrazione di Parigi è stata affidata alla società dell'acqua, che controllava la navigazione sulla Senna. Etienne Marcel, sindaco dei mercanti, trasferì la sede del Comune nella Maison aux Piliers - l'attuale municipio di Parigi - nel 1357. La Place de Greve è diventata un posto popolare per matrimoni e per . . . le pubbliche punizioni fino al 1830. Luogo usato anche dalla gente in cerca di lavoro, dando luogo nel XIX secolo all'espressione "être en Greve" (essere in sciopero). Per quanto riguarda l'Hôtel de Ville (municipio di Parigi), che ha sostituito la Maison aux Piliers, è bruciato per più di otto giorni nel 1871 durante gli eventi della Comune. L'attuale edificio, completato nel 1882, rispecchia lo splendore della Terza Repubblica. Un sontuoso interno con lampadari e pannelli di legno dorati, mentre le facciate esterne neo-rinascimentali sono decorate con una profusione di nicchie e non meno di 378 sculture.
Museo Picasso. Completato nel 1659, il palazzo che ospita il museo ha mantenuto il soprannome Salé (salato) in memoria del primo proprietario che ha fatto una fortuna tassando il sale. Dietro la sua monumentale facciata, si può ammirare una collezione unica di opere di Picasso. 203 dipinti, 158 sculture, oltre 3.000 incisioni e disegni, schizzi, e altre meraviglie.
Museo Carnavalet. Il museo della storia di Parigi, conduce i suoi visitatori dalle canoe delle tribù galliche alla camera da letto di Marcel Proust, due splendidi edifici adiacenti offrono la cornice perfetta per questa affascinante storia. L'Hôtel Carnavalet, costruito nel 1548, ripercorre la storia gallo-romana, Merovingia e Carolingia, la Parigi del Rinascimento, e le guerre di religione. L'Hôtel Le Peletier de Saint Fargeau mostra Parigi e la Rivoluzione, Napoleone e le sue campagne con i suoi effetti personali di argento dorato. Potrai anche scoprire la Parigi dell'art nouveau di Mucha, la Belle Epoque, e una sala da ballo dei ruggenti anni venti.
Hôtel de Sully. 'Aratura e pascolo sono i due capezzoli della Francia', lo diceva Maximilien di Béthune, duca di Sully e soprintendente alle finanze di Enrico IV. Tuttavia nel 1634, al posto del verde della campagna ha optato per una sontuoso pied-à-terre nel Marais - completato quattro anni dopo. Questo palazzo parigino del XVII secolo ha scosso la società alla moda del tempo prima di trasformarsi in caseificio e negozio nel XIX secolo. Oggi ospita il Centre des Monuments Nationaux ed è stato brillantemente restaurato dall'ingresso principale in rue Saint Antoine, fino all'orangerie alla fine del giardino che si apre in Place des Vosges.
Place du Châtelet. Non venite qui in cerca di tranquillità, questo è uno degli incroci più trafficati di Parigi. Vi sono tuttavia tante belle cose da vedere, tra cui la Châtelet o la fontaine du Palmier, eretta nel 1806 per commemorare le vittorie di Napoleon I. Ci sono due teatri di ispirazione rinascimentale italiana, progettati da Davioud nel 1862: il Théâtre du Châtelet con oltre due migliaia di posti a sedere, e il Théâtre de la Ville - quasi gemello -- chiamato per lungo tempo teatro Sarah Bernhardt che ha lavorato qui per più di venti anni.
Musée des Arts et Métiers. La stazione della metropolitana dà già il tono, perchè nel bicentenario del museo, nel 1994, la stazione Arts et Métiers ha assunto l'aspetto del sottomarino 'Nautilus' di Jules Verne, con tanto di pareti in rame e oblò. Qui la storia della tecnologia dal XVI secolo è suddivisa in sette settori: comunicazioni, costruzioni, energia, strumenti scientifici, materiali, ingegneria meccanica, e trasporti. E' la giusta occasione per scoprire tutte le grandi invenzioni o semplicemente fantasticare di fronte agli automi e ai velocipedi, il laboratorio di Lavoisier del tardo XVIII secolo, o l'aereo di Clément Ader di appena un secolo fà.
Chiesa di Saint Eustache. Costruita nel corso di un secolo, la chiesa mostra influenze gotiche e rinascimentali combinate con una facciata classica del XVIII secolo e tracce di un discutibile restauro fatto dopo il 1840. Tuttavia Saint Eustache è veramente bella e ospita tesori come un dipinto di Rubens e una statua di Pigalle. Qui sono stati battezzati Richelieu, Molière e Madame de Pompadour, Louis XIV ha celebrato qui la prima comunione, Lulli ci si è sposato, qui hanno avuto i loro funerali La Fontaine e Mirabeau, poi Colbert, Marivaux e Rameau hanno trovato qui il loro definitivo luogo di riposo. E' stata anche un 'Tempio per l'Agricoltura' tra 1797 e il 1803!
Musée d'art et d'histoire du Judaïsme. La cultura e le tradizioni della comunità ebraica prendono vita in questa casa del XVII secolo, con la sua ricca collezione di oggetti sbalorditivi, popolari, religiosi, quotidiani, umili, preziosi, ancestrali e quasi contemporanei come dipinti di Chagall, Modigliani e Soutine.
Tour Jean-sans-peur. Una torre medievale alta 27 metri in rue Étienne Marcel ? Vero! Facciamo un passo indietro nel tempo. Nel corso di un interludio della Guerra dei Cento Anni, Jean, duca di Borgogna, ha approfittato della la situazione per ordinare l'assassinio di suo cugino Luigi d'Orléans e conquistare il potere. Ha governato dal suo palazzo parigino, in cui, nel 1409, aveva fatto costruire la torre - l'unica traccia rimasta oggi della costruzione: una magnifica scala a chiocciola con una volta in legno scolpito che porta alle sale riunioni. Oggi, nelle sei stanze della torre, una mostra permanente racconta la storia della società e dell'architettura dell'inizio del XV secolo.
Tour Saint Jacques. Che storia! Questo curioso campanile gotico è tutto ciò che resta della chiesa di Saint Jacques de la Boucherie, un punto di incontro nel Medio Evo per i pellegrini in cammino per Santiago de Compostela in Spagna. Nel XVII secolo Pascal fece qui gli esperimenti con la gravità. La torre ha evitato la demolizione nel 1797 ed è stata convertita in una stazione meteorologica e di misurazione della qualità dell'aria nel 1891. Per quanto riguarda invece la qualità della vita, visitate il giardino in cui si trova.
Musée de la Poupée. In principio le bambole erano vestite come perfette signore parigine in eleganti abiti da marchesa. Nel 1878 dopo l'Exposition Universelle, è arrivata la bambola di porcellana. Nel ventesimo secolo erano di moda le bambole di celluloide... fino a che è apparsa sulla scena una certa bambolina dai capelli biondi e snella come una modella. Felici sogni ad occhi aperti nel mondo delle bambine!
Musée de la curiosité et de la Magie. Questo labirinto di cantine a volta si dice sia stato un luogo di depravazione per il Marchese de Sade. Oggi è di un luogo tranquillo per i curiosi e gli amanti dei trucchi, e racconta la storia della magia, dell'illusionismo e dei prestigiatori dal XVIII secolo in poi.
Forum des Halles e il suo giardino. Dal XII secolo fino al 1969, il 'ventre di Parigi' e la sua colorata popolazione, così ben rappresentata nei romanzi di Emile Zola, ha fornito di cibo la capitale. Il mercato coperto è stato trasferito a Rungis ed è stato sostituito da un insieme di gallerie d'arte su quattro livelli. Il Forum centro commerciale è anche - sul lato di place Carrée - uno spazio culturale con una biblioteca multimediale, un centro musicale e di danza, una piscina, e una serra tropicale, e offre una serie di cinema auditorium. Sul lato del giardino ci sono prati, fontane e aree gioco.
4. La Parigi affascinante
Palais Royal (1°) - Madeleine (8°) - Opéra (9°) - Grands Boulevards (9°). (Evidenzia/nascondi l'area)
Andate a vedere la Parigi in tutto il suo splendore d'oro, di marmo e di cristallo. Ammirate la cupola del Teatro d'Opera, la rue Royale e rue de la Paix: sarti inglese, sale da tè, prestigiosi alberghi, bellboys, i diamanti di place Vendôme, e i giardini del Palais Royal. Non è solo il vicino teatro della Comédie Française che inscena spettacoli - ma anche i negozi in questo distretto sono abbastanza uno show. Si dice che dietro gli eleganti portici dei palazzi si svolgessero attività osé e che diversi uomini si siano rovinati per le ballerine del teatro d'opera. E naturalmente in questa zona ci sono i grandi boulevards, i grandi viali con i frizzanti music halls, i caffè-teatro, e numerosi spettacoli scanzonati. E poi i grandi magazzini, che illuminano il boulevard Haussmann: il centro chic con una spolverata di polvere di stelle. Tutto sembra molto più raffinato sotto le cupole con le vetrate colorate in stile art nouveau! Questo è ciò che fu la Belle Époque, ed è viva e vegeta in questo angolo di Parigi.
Da vedere:
Palais Garnier -- Opéra national de Paris. Il Teatro d'Opera è stato inaugurato con la Terza Repubblica e seguito da quindici anni di battute d'arresto, compresa la scoperta da incubo dell'architetto Charles Garnier di un lago nel sotterraneo, che ha ispirato il romanzo 'Il fantasma dell'opera' di Gaston Leroux. Ma cominciamo con l'auditorium principale, con il soffitto dipinto da Chagall, il suo lampadario di cristallo da otto tonnellate, e i sedili in velluto viola ispirati al teatro in stile italiano, le cui opere liriche e balletti vengono qui eseguiti. La scala principale e vestiboli fino a l'auditorium sono in marmo, circondate di sculture di arpe e lire che accompagnano una danza. All'esterno gli stili barocco e neo-rinascimentale si intrecciano sopra una rampa di scale diventata luogo popolare di incontro per le persone.
Église de la Madeleine. La costruzione della chiesa della Madeleine è stata un calvario. Appena iniziati i lavori nel 1764 è stata subito distrutta. Iniziata di nuovo nel 1777 solo per essere interrotta dalla Rivoluzione francese; ripresa sotto Napoleone che ne ha alterato i piani per farla diventare un pantheon per la gloria dei suoi eserciti. L'edificio è tornato poi ad essere luogo di culto e completato nel 1842. Senza campanile e senza crocifisso esterno è più simile a un tempio greco, con due monumentali porte e una foresta di colonne corinzie. Dalla cima delle scale si gode una vista degna di Olimpia: prima la rue Royale, con i suoi preziosi beni e gli indirizzi prestigiosi, quindi l'obelisco a Concorde e oltre, guardando nella stessa direzione, ancora un altro tempio, il Palais Bourbon.
Gallerie coperte. All'inizio del XIX secolo, Haussmann ha riprogettato Parigi. Costruita per le folle che riempiono i caffè e i teatri lungo i viali, le gallerie coperte sono state un grande successo con le loro boutique di oggetti cinesi, curiosità e oggetti di regalo, e con le sale da tè, i caffè e le pasticcerie. Erano diventate eleganti luoghi d'incontro e un rifugio nelle giornate di pioggia. Poi sono arrivati i grandi magazzini con la magia dell'energia elettrica e le scale mobili, e le gallerie coperte sono diventate meno di moda tanto che alcune sono state demolite. Godetevele! Questi 'acquari umani', come li ha chiamati lo scrittore francese Aragona, offrono ancora una originale esperienza di shopping in un elegante ambiente antico; riscoprite l'antico fascino del Passage Vivienne o del Passage du Grand Cerf; l'affascinante bigiotteria del Passage Choiseul; il marmo e l'arte della conoscenza ti aspettano nella Galleria Vero Dodat e nella Galleria Colbert; le stampe, le foto seppiate e gli antichi giocattoli nel passagge Verdeau e nel passage Jouffroy in contrasto con il bazar kitsch nel passage des Panoramas. . .
Place de la Madeleine. La piazza che circonda la chiesa della Madeleine ne porta anche il nome. Il pensiero va subito ai piccoli spugnosi dolci noti come "Madeleines", che Marcel Proust resa famosi molti anni dopo aver vissuto al n. 9. La piazza sembra essere stata dedicata al piacere gastronomico fin dal 1854, quando un certo Ferdinand Hédiard aprì un negozio di gastronomia, seguito nel 1886 da quello di Auguste Fauchon con cioccolato, tartufo e caviale.
Place Vendôme. Louis XIV aveva desiderato un posto grandioso nel cuore di Parigi che mostrasse il suo potere assoluto, e Napoleone è stato rapido nel sostituire la statua del re, smantellata nel 1792, con una colonna di bronzo ottenuta dalla fusione di 1.200 canonici del nemico. Dal Secondo Impero, la piazza, un classico gioiello urbanistico ottagonale, ha cambiato la sua destinazione: la politica ha ceduto il posto al lusso, e i grandi nomi della gioielleria hanno fatto di place Vendôme e della adiacente rue de la Paix, uno luogo di diamanti, rubini e smeraldi.
Place des Victoires. Prima di essersi data al culto della moda e dei designer locali di moda, questo cerchio quasi perfetto è stato un posto importante di adorazione reale: per guadagnarsi i favori del re, il Marchese de la Feuillade ha progettato la piazza per metterci una trionfale statua del monarca. Louis è stato molto contento, ma il marchese è morto povero.
Palais Royal. Richelieu ha cominciato la saga costruendo la sua residenza qui; Louis XIV l'ha ereditata e la diede a suo fratello. Philippe d'Orléans e suo figlio l'hanno estesa. Nel 1780 l'indebitato Philippe Égalité ha aperto l'area intorno ai giardini al commercio, e sessanta edifici sostenuti da arcate furono costruiti per ospitare i negozi. Prostituzione, gioco d'azzardo e scandali entrarono nel palazzo, e poiché la polizia non era autorizzata ad entrarvi, diventò un baluardo dell'agitazione rivoluzionaria fino al 1793. Il pacifico Palais Royal oggi ospita il Ministero della Cultura e diverse istituzioni, alcune boutique molto chic, gourmet ristoranti e un giardino con quattro file di tigli, anche se le colonne a strisce dell'artista Buren nel 1986 hanno qui quasi scatenato un'altra rivoluzione.
Comédie Française. Qui ci sono due parole che ispirano il rispetto: Comédie e Française. Questo teatro è la sede del prestigioso gruppo francese les Comédiens Français. Ed è qui, dietro l'angolo del Palais Royal, che la troupe permanente di teatro, proveniente dall'unione di due gruppi - il Molière e quello del Hôtel de Bourgogne - nel 1680, ha portato in scena il repertorio francese fin dalla fine del XVIII secolo. Candelabri e busti di grandi scrittori ti scortano alle porte rosso e oro dell'auditorium. Shhh!
Museo delle cere Grévin. Ogni nuovo arrivo viene eletto da un gruppo di personalità. Poi segue una seduta, una modellazione in cera e resina, il trucco, costumi e accessori. Dal 1882 il museo delle cere produce e mette in mostra copie in cera di grandi personaggi dello sport, dell'arte, della scienza e della politica. Ha raccolto 250 personalità! Jimi Hendrix, Einstein e Louis XIV tutti sotto lo stesso tetto -- improbabile, ma vero!
Grand Rex - Les Etoiles du Rex. Fondato nel 1932 sui Grands Boulevards, il Grand Rex è uno dei più grandi cinema d'Europa con 2800 posti a sedere sotto un soffitto borchiato di stelle, un arredamento barocco e una facciata art deco. Film, spettacoli di suoni e luci, giochi d'acqua (Féerie des eaux), feste e concerti: qui si mette in scena tutto quanto fà spettacolo. L'audioguida interattiva da 50 minuti Les Etoiles du Rex rivela il dietro le quinte del cinema: dalla proiezione di un film alle sale di controllo degli effetti speciali, e si può anche diventare protagonisti di un film. Divertimento garantito per grandi e piccini!
Musée du Parfum Fragonard. Vicino al teatro d'opera, sotto i soffitti dipinti e stuccati della casa di Napoleone III, si trova questo affascinante museo del profumo - un posto per fantasticare fra vasi di distillazione, le scatole di presentazione sulle toilette di marmo, cofanetti di opaline, vetro di Murano e Boemia. Suggestioni di muschio, aromi di ambra, fragranze speziate di iris, odori di garofano e anice. Bottigliette in vetro colorato, di cristallo con catene d'argento e spray in peltro con i pom-pom di seta.
Borsa di Parigi - Palais Brongniart. Nel 1987 dopo oltre 150 anni di clamore e grida dei broker finanziari, finalmente il silenzio ha regnato sotto la cupola del Palais Brongniart: la borsa è stata informatizzata, e oggi il tempio neoclassico circondato da colonne, apre il suo salone di marmo decorato con pannelli di legno e affreschi alle conferenze e ai visitatori curiosi. Intorno al famoso piano di negoziazione, cabine di vetro e grandi display visualizzano azioni e obbligazioni ricreando un po' l'atmosfera del piano commerciale.
5. Il village-Parigi
Montmartre (18°) Pigalle (9t°) - Saint Georges (9°) - Trinité (9°) - Batignolles (17°). (Evidenzia/nascondi l'area)
Una bella giornata può cominciare con una scarpinata su per il pittoresco 'Butte' (piccolo colle), coronato dal Sacré Coeur, il secondo sito più visitato di Parigi. Una piacevole passeggiata ti permetterà poi di godere i piaceri del meraviglioso 'village' parigino. E andando di 'village' in 'village' puoi arrivare alla zona popolare di Batignolles, una gemma nascosta, e vagare tra il quartiere dei teatri di Saint Georges e la piccola place Gustave Toudouze. La giornata può iniziare al bancone di un bar con un caffè e una croccante baguette imburrata. Si può bighellonare fra negozi comperando dolci cose fra rue Lepic, rue des Martyrs, rue Caulaincourt ... e tessuti in rue d'Orsel, poi c'è il mercato di Saint Pierre, e perché no, chitarre in rue de Douai e rue Victor Massé. Il pranzo si può consumare nei bistrot che offrono semplici piatti caldi o croccanti insalate. Il villaggio è un po' vittima della moda e cominciano a spuntare boutique e gallerie fra le salumerie e le latterie. La sera puoi vestirti elegantemente, o casual, andare a ballare, seguire una festa o andare al cinema.
Da vedere:
Butte (colle) Montmartre. Venezia ha la sua gondole, Montmartre i suoi gradini - fisicamente impegnativi ma estremamente romanici. Innumerevoli romanzi, leggende e fatali destini sono ambientati nel 'Butte', come l'edificio Bateau Lavoir in place Emile Goudeau, dove Picasso ha dipinto le Demoiselles d'Avignon, e il caffè reso celebre da Amélie Poulain in rue Lepic. E ci sono altri gradini da salire su per Montmartre, ma ne vale la pena! Sali fino a rue Tholozé, per esempio, per un film o un drink nel giardino d'inverno di un piccolo cinema patrocinato da Buñuel e Cocteau. Concediti una pausa in fondo alla via per vedere gli ultimi mulini a vento rimasti, poi continua a salire! In cima c'è il Sacré Coeur, circondato da un labirinto di straordinarie stradine, e un vigneto in cui la vendemmia è celebrata ogni anno. C'è anche il busto di Dalida nella piazza che porta lo stesso nome, una vista mozzafiato sui tetti di Parigi, un'incredibile folla e centinaia di angoli tranquilli. Dalla piazza de la Turlure o la rue de la Chevalier de la Barre, il Sacré Coeur è semplicemente splendido, di lato, di fronte e di retro!
Basilique du Sacré Coeur. Nel 1873 l'Assemblea Nazionale ha votato per la costruzione di una basilica dedicata al Sacré Coeur sulla Butte (collina) Montmartre. Il luogo è stato scelto per la sua altezza (127 metri) e per il suo simbolismo: è stato santificato molto tempo prima con il martirio di Saint Denis e deturpato dai violenti atti della Comune nel 1870. Problemi, polemiche, cave sotterranee, e 83 pilastri sprofondati hanno allungato i lavori per oltre quarant'anni. Tutti questi sforzi sono stati però ricompensati! Dal basso la forma tonda romano-bizantina assunse l'aspetto di un palazzo di panna montata piazzata su una collina di giardini e terrazze: verde e bianco sullo sfondo di fasce di azzurro. La vista dalla cima della scalinata e in particolare dalla cima della cupola è però semplicemente sbalorditiva.
Place du Tertre. Benvenuti nella foto-cartolina Montmartre, con il suo ristorante, le terrazze e i cavalletti degli artisti ritrattisti che condividono 140 spazi assegnati: 1 mq ogni due artisti che lavorano a turno. Ma la storica piazza del villaggio merita un giretto. Il Comune di Montmartre ha stabilito il suo Municipio al n. 3, nel 1790; al 19 c'è la sede del 'Commune libre du Vieux Montmartre', fondato nel 1920 e che organizza eventi ricreativi. Un altra istituzione è la caffetteria Chez la mère Caterina dove una leggenda metropolitana dice che la parola 'bistrot' (o bistro) sia nata nel 1814 dai soldati russi che non avendo il permesso di bere alcolici, quando li ordinavano dicevano bouistro, bouistro rapido, rapido.
Moulin Rouge. La collina di Montmartre una volta era piena di mulini a vento, poi hanno chiuso uno dopo l'altro, mentre il Moulin de la Galette si trasformava in una popolare sala da ballo. Nel 1889 ne è stato aperto un altro con solo l'esterno a forma di mulino a vento. Presto il Cancan francese, con calze nere, giarrettiere e sottovesti, ha creato un'atmosfera di euforia e celebrità per La Goulue e il suo compagno di danza. Le prime riviste andavano in scena nel 1907 e una certa Mistinguett iniziava la sua carriera nel music-hall. Dopo la guerra è arrivata una nuova generazione di artisti, come Édith Piaf, Montant, Trenet e Aznavour ... e ogni sera, luci, piume e paillettes componevano la loro magia al Moulin Rouge.
Pigalle. Da place d'Anvers a place de Clichy, festaioli, nottambuli, luci al neon e insegne luminose mostrano che questa zona non dorme mai. Nella Parigi degli anni passati, il vino, tassato all'ingresso in città, era costoso, quindi Montmartre era il vivace luogo fuori città dove andare, con il suo mix di classi meno abbienti, artisti, giovani e liberi pensatori. Più tardi, il villaggio è stato incluso nella capitale, ma la routine continuò. Piano-bar, night club, circoli privati, sale da concerto, teatri, bar, sale da musica, spettacoli, pub, cabaret sono durati per diversi anni, fino a quando nel 1960 Serge Gainsbourg cantò "les petits gars de Liverpool" che fece sensazione al Bus Palladium a Pigalle, e altri seguirono.
Il Dalì Espace a Montmartre. Accanto alla piccola Place du Calvaire, questo strano santuario al piano seminterrato, mostra 300 opere del principale artista catalano in una scenografia che alterna suoni e luci. Incisioni, sculture e mobili surrealisti, tra cui i famosi Montres Molles, Alice nel paese delle meraviglie, il divano-bocca Mae West, l'elefante cosmico e una serie di creature fantastiche che ricreano la fantasmagoria di Salvador Dalí. In certi periodi si organizzano dei workshop per avviare i bambini alla creatività giocosa del grande surrealista.
Cimetière de Montmartre. Gli amanti di Montmartre vengono al cimitero per ammirare l'arte a cielo aperto, prendere un po' di sole, guardare gli scoiattoli saltare tra gli alberi di acero e fare la conoscenza di un serie di poeti, generali, pensatori, inventori e la Signora delle Camelie. Scoprire Vigny, Nijinsky o Guitry in un labirinto di file di muschio e irregolari gradini di pietra. Incrociare grossi gatti randagi, un busto di Rodin, il ponte di Caulaincourt e infine, Alexandre Dumas, Zola, Degas e Dalida. Poi giù di nuovo a cercare Poulbot, Truffaut e Feydeau. Sopra le statue e le cappelle scolpite, e le tombe di Stendhal e Berlioz, una covata di giovani passeri gridano fra i castagni. Undici ettari di incanto.
Musée de Montmartre. Nel XVII secolo questa follia è stata una casa di campagna appartenente all'attore Rosimond, successore di Molière. Molto più tardi, Auguste Renoir, Raoul Dufy, Francisque Poulbot, Suzanne Valadon e sua figlio Maurice Utrillo hanno avuto qui il loro studio. Oggi la casa vi permette di scoprire un capitolo della storia, con targhe di cabaret e poster di spettacoli: le Chat Noir, il Lapin Agile, le danze al Moulin Rouge e al Moulin de la Galette e il Divan Japonais sono i pezzi più ammirati. Il cantante di cabaret Aristide Bruant ha anche portato una folla di poeti della baldoria. La Goulue, Jane Avril, Nini Patte-en-l'air e altre stelle del palco hanno posato per Henri de Toulouse-Lautrec, Théophile Steinlen, Adolphe Willette e altri artisti.
Jardin sauvage di Saint-Vincent. Per un lungo periodo di tempo questo pezzo di terreno in pendenza è stato una foresta di ontani, rovi, edera e fauna selvatica. Un giorno i giardinieri paesaggisti della città hanno deciso di ritrasformarlo di nuovo in giardino, ma impressionati dalla selvaggia bellezza naturale del luogo, falci e badili sono stati messi da parte e si è deciso di preservare questo delicato e poetico sito come un luogo di osservazione dell'ecosistema e della biodiversità, della vita dello stagno, degli alberi, degli arbusti e del fascino dei fiori selvatici.
Musée de la Vie romantique. Un viale alberato, un giardino fiorito rettangolare, un piccolo palazzo lontano dal brusio della città, questo è il luogo dove il pittore e scultore Ary Scheffer ha vissuto dal 1830 al 1858. Delacroix, George Sand, Chopin ci sono venuti come vicini; tutto il mondo intellettuale e artistico di Parigi (Liszt, Rossini, Turguenev, Dickens, ecc) hanno frequentato il suo laboratorio-salone. Anche oggi, come passi da una stanza all'altra, Chopin ti accompagnerà con il suo pianoforte, mentre scopri George Sand e i dipinti di Ary Scheffer e dei suoi contemporanei.
Musée de l'Erotisme. L'erotismo è un arte e aveva bisogno di una vetrina. Pigalle è stata evidentemente il luogo d'originale delle foto osè, dei disegni satirici, piccoli totem tantrici, amuleti, dipinti sexy. Due rotondi Buddha stanno all'ingresso di questo emergente anche se non sconvolgente mondo dove sono in mostra 2.000 oggetti esposti su sette piani e provenienti da tutto il mondo, oggetti d'arte erotica sacra e profana, antica e contemporanea.
Église de la Sainte-Trinité. Un campanile affiancato da due pinnacoli danno l'aspetto di una piramidale torta nuziale a questa chiesa di Théodore Ballu, architetto di Napoleone III. La campana suona dal 1867 sulla piazza d'Estienne-d'Orves, progettata da Adolphe Alphand. Dal di fuori dai un'occhiata alla Temperanza scolpita da Carpeaux, che ha le sembianze dell'Imperatrice Eugenia, e dentro nota il simbolismo del numero tre, della Trinità: un portico a tre arcate preceduta da tre fontane con triplici bacini, ecc. . .
Quartier des Batignolles. Considerato un quartiere tranquillo, con il suo mercato, chiesa e giardino, Batignolles è stato annesso a Parigi nel 1860. A quel tempo questo antico borgo tra città e campi, vicino a Montmartre, offriva uno stile vita economico per gli artisti. L'impressionismo ha preso forma qui in un bar frequentato da Manet, Degas, Cézanne, Monet e Renoir. Hanna anche vissuto qui artisti come Zola, Verlaine, Max Jacob, Eluard e Simenon. Mentre passeggi lungo la rue des Dames e rue des Batignolles, qualcosa ti dice che queste finestre, questi tavoli di accoglienti caffetterie sono ancora un rifugio per tranquilli bohemien e per un ritmo più lento di vita.
Square des Batignolles. Un giardino inglese, una grotta, una cascata e un piccolo lago dove i neri cigni arruffano le loro piume, fanno sembrare questo parco molto più grande di quanto non sia. Tra le cose da vedere: un nocciolo turco, altalene, un chiosco di caramelle, una pianta di limone, uno sequoia, un'are di pattinaggio, una scultura in pietra nera di Volvic e tavoli da ping-pong.
6. La Parigi degli artisti
Musée d'Orsay (7°) - Saint-Germain-des-Prés (6°) - Luxembourg (6°) - Montparnasse (14°) (Evidenzia/nascondi l'area)
Benvenuto sulla riva sinistra della Senna, la Babilonia delle cose belle, dove leggere una rivista di moda o d'arte è un'arte in sè. Questo elegante mondo è pieno di moda chic e stilisti choc, gallerie d'arte, d'antiquariato, caffè letterari, case editrici con tutta una serie di premi. Non sorprende vedere che la muse hanno dato a questo luogo l'Académie Française, il Théâtre de l'Odéon, le Beaux-Arts, il Museo d'Orsay, per non parlare di Montparnasse, che, durante i ruggenti anni venti, era una Mecca per gli artisti provenienti da tutto il mondo, prima di indirizzarli a Saint Germain. Un mucchio di cose da vedere! Ovunque l'arte sprizza fuori dalle soglie dei musei-workshop e delle boutique. C'è il Centaure di César al Carrefour de la Croix-Rouge, balconi in ferro battuto del XVII secolo in rue de Buci e rue Saint André des Arts, la Fontaine des Quatre Parties du monde, in avenue de l'Observatoire. E se lo scenario urbano ti fa girare la testa, puoi riprenderti nel verde dei giardini del Lussemburgo, o nei parchi di Montsouris, Georges Brassens e al Jardin Atlantique.
Da vedere:
Musée d'Orsay. Non vi è alcun vagone in questa stazione, solo arte e luce! Inaugurata per l'Esposizione Universale del 1900, la stazione ferroviaria d'Orsay somigliava a una galleria d'arte al pittore Édouard Detaille ... ciò che è diventata 86 anni dopo. Inutilizzabile per i treni moderni i suoi binari sono stati definitivamente chiusi nel 1979. I piani del 1970 per demolirla sono stati abbandonati appena in tempo. I suoi immensi volumi sono stati trasformati in un museo, le cui navate, cupole, pilastri, travi di ferro e decorazioni di stucco sono universalmente apprezzate. L'enorme orologio nel tetto di vetro domina una struttura cronologica su tre livelli principali, concentrata sui grandi movimenti artistici dell'arte occidentale dal 1848 al 1914: pittura, scultura, arti grafiche e oggetti d'arte, così come arredamento, architettura e fotografia. Il periodo storico è stato così produttivo, le collezioni così ricche di opere e '-ismi': espressionismo, fauvismo, ecc. . . che diventa impossibile citare un capolavoro solo.
Saint Germain des Prés. L'area si trova fra la Senna, i Giardini del Lussemburgo, il boulevard Saint-Michel e la rue des Saints-Pères. Il suo nome viene dalla chiesa, la cui prima pietra è del 557, e i cui resti più antichi ancora visibili sono del 1000. Un angolo di eternità circondato dai capricci della moda! Dal 1920 le frenesie e letterarie e i tabernacoli dell'arte gravitano dalle parti dei caffè di Saint Germain. Durante la Liberazione ha decollato l'esistenzialismo guidato da Sartre e Camus, mentre nei sotterranei il jazz scuoteva le fondamenta con Sidney Bechet al clarinetto e lo scrittore Boris Vian alla tromba. Questa è stata un'epoca leggendaria, ma Saint-Germain resta un'oasi di antiche strade piene di meravigliosi luoghi d'arte, libri e piccoli oggetti che bisogna per forza possedere.
Giardini e museo del Lussemburgo. I bambini amano i giardini del Lussemburgo per i cavalli di legno, le barchette da spingere con una canna sulla vasca ornamentale, i chioschi con tante cose da mangiare, il teatro delle marionette e i pony. Piace anche agli artisti con i loro cavalletti, ai giocatori di scacchi, ai sognatori ad occhi aperti e agli studenti con i loro computer portatili. Le sedie in ferro battuto sono perfette per un sonnellino sotto il cerchio di statue delle Dames de France. Che penserebbe Maria de Medici del successo del palazzo e dal giardino che aveva commissionato? Al tempo la vedova di Enrico IV aveva cercato di ricostruire un po' della sua nativa Firenze. La Fontana Medici con le sue nicchie e le ninfe è tutto ciò che rimane della grotta italiana che aveva fatto costruire nel 1630. Il palazzo è diventato la sede del Senato che controlla la gestione del giardino e del museo, che organizza mostre di arte moderna e rinascimentale, naturalmente in memoria della regina fiorentina.
Odéon. Appuntamento di fronte a Danton! La statua se ne sta immobile fra le onde di passanti al Carrefour de l'Odéon, gente che va di fretta altri tranquillamente a zonzo, traffico, luci dei caffè, code serpeggianti davanti ai cinema, il tutto mantiene frizzante questo quartiere a tutte le ore. L'ingresso alla <7>Cour du Commerce Saint-André si apre sul bivio. Questa via pedonale acciottolata ospita i resti delle antiche mura della città di Philippe Auguste, e tra i negozio vecchio stile e le insegne dei ristoranti si trova il Procope, inaugurato nel 1688 è forse il più antico caffè di Parigi ed è stato il primo a servire gelati ai suoi clienti, inclusi Diderot, Rousseau e Voltaire. Se stai cercando il Théâtre de l'Europe - Théâtre de l'Odéon fino al 1990 - è difficile non vederlo: il tempio, inaugurato nel 1792, sta proprio in mezzo a place de l'Odéon. Il suo programma mette in scena una parte importante del patrimonio artistico europeo.
Fondazione Cartier per l'arte contemporanea. Sotto gli auspici di un cedro del Libano piantato da Chateaubriand nel XIX secolo, l'arco di vetro con i suoi riflessi e le sue trasparenze ideate da Jean Nouvel ha, dal 1994, rivitalizzato la tradizione artistica della zona. Il Theatrum Botanicum si trova dietro una vetrata, che estende la prospettiva del boulevard Raspail. Questo giardino dall'aria selvaggia circonda l'edificio il cui ingresso è ornato con un muro di piante. All'interno uno spazio arioso e luminoso di acciaio e vetro fornisce una perfetta vetrina per le creazioni contemporanee in tutte le loro forme.
Jardin Atlantique. Per godere la vista di un ampio spazio all'aria aperta, il 'viaggiatore' di Montparnasse può salire fino al Jardin Atlantique - un giardino in cima alla stazione ferroviaria. Sì, un roof garden! Un incredibile opera su una superficie ondulata che richiama le onde del mare, con pini sempreverdi, il bassin des Miroitements, una fontana dall'isola delle Esperidi, campi da tennis, e una fantastica aree gioco per bambini ispirata al mare.
Église Saint-Sulpice. La chiesa ha le dimensioni e la maestà di un cattedrale. La sua costruzione iniziò nel XVII secolo sul luogo di una precedente costruzione risalente al XIII ed è durata oltre 135 anni a causa di una mancanza di fondi. Raccoglie tesori di ogni periodo: un coro decorato con statue di Bouchardon, una Vierge à l'Enfant e due fonti a forma di conchiglia scolpite da Pigalle, la Chapelle des Saints-Anges i cui affreschi hanno impegnato gli ultimi anni di vita di Delacroix.
Fondazione Henri Cartier-Bresson. L'obiettivo sul XX secolo, Henri Cartier-Bresson ha fotografato l'Africa coloniale, la guerra civile spagnola, la liberazione di Parigi, l'ultima ora di Gandhi, ecc. I suoi ritratti hanno immortalato Camus, Faulkner, Mauriac e un centinaio di altri personaggi contemporanei. In una raccolta che parte dal 1910, la fondazione mostra il lavoro del fotografo attraverso opere originali, tavole, disegni, ecc.
Cimitero di Montparnasse. Dal 1824 il cimitero nel sud di Parigi è stato un verde Campo Santo di artisti e letterati: Bartholdi, César, Duras, Ionesco, Maupassant, Sartre e Beauvoir, Zadkine e molti altri. Contrariamente a quanto farebbe credere il suo nome, Montparnasse non è una delle colline che circondano Parigi (come per esempio Montmartre). Nel XVI secolo era in aperta campagna e raccoglieva le macerie delle vicine cave di pietra. Nel XVII prese il nome mitologico di Monte Parnaso, ci venivano gli studenti a prende un po' d'aria fresca, e con loro Voltaire, ha ospitato un mulino a vento in parte ancora visibile, poi è diventato cimitero, ma è anche uno degli spazi verdi più importanti della città, e fra 35 mila tombe ci vivono 1.200 alberi e una quantità di essenze: tiglio, sofora, tuia, acero, frassino e conifere.
7. La Parigi monumentale
Torre Eiffel (7°) - Champ-de-Mars (15°) - Invalides (7°) - Trocadéro (16°) (Evidenzia/nascondi l'area)
In una notte chiara, il suo fascio spazia attraverso il cielo in un raggio di 80 chilometri che copre. Lo spettacolo è impressionante e ci si sente piccoli in questo grandioso spazio con i suoi massicci edifici e le vaste aree verdi! Proprio di fronte, per esempio, ci sono le gemme dell'Exposition Universelle del 1937: settantun artisti hanno decorato il Palais de Chaillot e un quartetto di architetti ha progettato il Palais de Tokyo e il suo colonnato bianco. In mostra, in quest'ultimo c'è il celebre affresco La Fée Électricité di Dufy e la monumentale La Danse di Matisse. Per La Porte de l'Enfer, vai a vedere il Museo Rodin.
E che spettacolari prospettive: una va dall'Esplanade des Invalides fino a oltre il Pont Alexandre III; l'altra tra le statue equestri dei due marescialli, Foch in place du Trocadéro e Joffre dall'altra parte in fondo al Champ de Mars di fronte alla École Militaire. Sapevi che questa scuola ha formato un giovane corso, 'un ottimo marinaio', e c
mappa Parigi (loading...), cosa fare e cosa vedere - Parigi
[...]
Qui evidenziamo le passeggiate tematiche per una scoperta rilassante dei diversi quartieri di Parigi con le loro atmosfere, i loro stili di vita e i luoghi più interessanti da visitare. Per ogni passeggiata sono indicati gli arrondissements (i distretti in cui è divisa la città), e sulla mappa è possibile evidenziare l'area che la contiene.
1. La Senna
Ponti, Senna, Quais, Porti. (Evidenzia/nascondi l'area)
Attraversare Parigi seguendo la Senna è un modo per godersi le centinaia di viste dal fiume, i suoi ponti e le isole. Di giorno o di notte, sulla riva destra o sulla sinistra potrete apprezzare il brusio delle attività lungo le banchine. Il percorso si può fare in battello ma anche in bicicletta, camminando allegramente o passeggiando pigramente, cenando e ballando a bordo di una chiatta. La Senna può essere anche un punto di sosta dopo una visita ad una mostra, dopo un po' di shopping o anche per prendere il sole d'estate in costume da bagno. Gli argini della Senna sono stati classificati Patrimonio Mondiale dall'Unesco e non mancano mai di stupire con qualche novità: attraverso l'arco di un ponte potete essere catturati dalla vista del Grand Palais o del Petit Palais, dalla gente che pesca, dalla anatre che si muovono liberamente nell'acqua, dal Louvre o da Notre Dame che si presentano improvvisamente, dalla sagoma di una gru in un cantiere navale semi nascosto dai salici piangenti. Parigi deve il suo motto alla Senna: fluctuat nec mergitur naviga e non affonda; lo stemma della città mostra una nave che naviga fra i flutti. La Senna racconta la storia di Parigi, dal suo luogo di nascita, l'Île de la Cité, al Quai de Bercy a monte, e alla trionfante Tour Eiffel a valle.
Da vedere:
I Ponti di Parigi. I trentasette ponti offrono delle belle viste della città dal fiume e raccontano trentasette storie di re, battaglie e leggende. Costruito nel 1604 il Pont Neuf è il più vecchio di Parigi, con le sue 385 maschere scolpite e le famose torrette a forma di mezzaluna ha visto da vicino l'intera storia di Parigi. Il Pont Alexandre III, stella dell'Esposizione Universale del 1900, celebra l'amicizia Franco-Russa con un'esuberanza di crisalidi e ghirlande scolpite, candelabri di bronzo e brillanti statue dorate. Il Pont des Artes, ponte pedonale, luogo d'incontro degli amanti e dei sognatori, buono anche per un picnick, come il ponte pedonale Solférino, ribatezzato Léopold Sédar Senghor che collega il Musée d'Orsay ai giardini delle Tuileries. Il ponte più recente è il Simone de Beauvoir, un grazioso arco di legno che collega la Bibliothèque Nationale ai giardini di Bercy. Dall'elenco mancano altri 32 ponti, un buon motivo per andare a scoprirli da soli!
Bancarelle di libri sulla Senna. Da quattrocento anni i librai tappezzano di collezioni di letteratura più o meno famosa i muri sugli argini di entrambi i lati del fiume dal Pont Royal al Pont de Sully. Ogni piccola verde edicola offre ai passanti un grande assortimento di libri rari, edizioni originali, stampe, cartoline, giornali illustrati, fumetti e romanzi.
La piscina Joséphine Baker. Non tutti sanno che le piscine galleggianti andavano di moda già nel XVIII secolo e nella Senna ce n'erano diverse. Nel 2006 è stata inaugurata la piscina Joséphine Baker, ormeggiata sulla riva sinistra a riaffermare l'usanza in una versione high-tech, ecologicamente compatibile e con tutti i moderni comfort. E' composta da una grande piscina principale e una più piccola per i bambini, dei solarium, saune, un hammam, una Jacuzzi e un'attrezzata palestra.
Square du Vert Galant. Enrico IV non era considerato un Casanova o un Don Giovanni ma solo perchè ai suoi tempi non erano ancora nati. Comunque questo grande re di Francia era noto per le sue imprese amorose, e questa piazzetta, nella punta occidentale de l'Île de la Cité, a due passi da Pont Neuf, porta il suo soprannome reale (Vert Galant = uomo che nonostante l'età 'si dà da fare'). La statua equestre del monarca domina il piccolo giardino che fornisce un rifugio tranquillo e intimo da cui ammirare le due rive della Senna, i suoi ponti ed i suoi monumenti.
Port de l'Arsenal. Un vero e attrezzato porto per barche di tutte le dimensioni, con tanto di capitaneria, gabbiani e ristorante di frutti di mare. Se non si vedesse la Colonne de Juillet nella piazza della Bastiglia che gli sta proprio di fronte, uno penserebbe di trovarsi in un porto di mare. Riparato dal flusso e riflusso del fiume da una chiusa, il bacino di questo ex porto mercantile, collega la Senna col canal Saint Martin. Il porto fornisce 180 punti di ormeggio ed un pittoresco giardino terrazzato dove si può tornare nella terra ferma fra le rose.
Jardin Tino Rossi. La banchina Saint Bernard sulla riva sinistra del fiume, tra Pont de Sully e Pont d'Austerlitz, è stata trasformata in un piacevole giardino con opere di artisti contemporanei come Brancusi, César e Gilioli. Di giorno questo museo della scultura all'aperto è un paradiso per corridori ed escursionisti, mentre nelle serate primaverili ed estive diventa una pista da ballo all'aperto. Aficionados e principianti di tutto il mondo si incontrano qui a ballare salsa, rock e tango in riva al fiume. Magic moments garantiti!
2. La Parigi fuori dal tempo
Île de la Cité (4°) - Quartiere latino (5°) - Île Saint Louis (4°) - Jardin des Plantes (5°). (Evidenzia/nascondi l'area)
Chi l'ha detto che le antiche pietre non possono essere eccitanti? Il Quartiere Latino, l'Île de la Cité e l'Île Saint Louis, che costituiscono il cuore storico di Parigi, sono luoghi carichi di emozione e di magiche luci e ombre. Imbarcatevi in una caccia al tesoro e scoprite l'imponente facciata scolpita di Notre Dame o le sublimi vetrate della Sainte Chapelle. Avventuratevi nel labirinto di vicoli sulla riva sinistra del fiume, una volta vivace luogo di ciarlatani, ambulanti, falconieri, studenti ribelli e spietati tagliagole. Oppure, come Baudelaire e Camille Claudel optate per una tranquilla passeggiata fra le residenze private dell'Île Saint Louis. Passeggiando incontrerete con la fantasia dei vescovi, uccelli rari e tulipani in un piccolo mercato dei fiori, una regina, numerosi prigionieri, dei Girondisti al loro ultimo banchetto alla Conciergerie, le belle signore d'altri tempi che ingioiellate sono dirette all'Hôtel de Cluny, dei gallo-romani alle terme e il santo patrono di Parigi. Buon viaggio nella fantasia!
Da vedere:
Notre Dame de Paris. L'inizio della sua lunga costruzione ha coinciso con la scelta di Parigi come capitali e, sulla piazza di fronte alla Cattedrale, una stella di bronzo porta inscritto 'Chilometro zero' ad indicare il centro del paese in termini di distanze di viaggio. La cattedrale è un esempio di arte gotica, l'armonia della struttura sembra essere il lavoro di un solo architetto, anche se ci hanno lavorato a decine dal XII al XIX secolo, la data del restauro di Viollet le Duc. La cattedrale ha visto Saint Louis, a piedi nudi, indossare la corona di spine nel 1239, l'incoronazione di Napoleone nel 1804, la celebrazione della Liberazione di Parigi nel 1944 ... e vedrà anche te che sali per i 422 gradini che portano alla cima, e come il Quasimodo di Victor Hugo ti troverai faccia a faccia con il sinistro ghigno dei doccioni della cattedrale. Potrai anche fare la conoscenza di Emmanuel, la campana da tredici tonnellate, e godere di una vista mozzafiato attraverso i tetti di Parigi.
Île Saint Louis e Île de la Cité. Pur essendo il luogo di nascita di Parigi, queste due vicine isole abbracciate della stessa Senna sono molto diverse. Su l'Île de la Cité, in mezzo a un turbinio di uniformi e di tuniche di avvocati si va da un sito storico a un altro: Place Dauphine la Conciergerie, la Sainte Chapelle, l'Hôtel Dieu, Notre Dame ... Il pont Saint Louis segna il confine - spesso con la musica - al di là del quale si trova la tranquillità dei sontuosi palazzi. Rifugio per artisti e poeti, l' Île Saint Louis è anche rifugio per i buongustai a giudicare dalla profusione di ristoranti, caffè, gelaterie e pasticcerie, le cui tentatrici vetrine si allineano lungo rue Saint Louis en l'Ile.
Panthéon. La cupola del Il Pantheon domina il Quartiere Latino e dà il suo nome alla altrettanto solenne piazza. Questo colossale tempio civico sostiene degnamente il motto inscritto sul suo frontone che onora i grandi uomini della nazione. Per l'ironia della storia questo monumento dedicato alle liturgie repubblicane è stato commissionato da Louis XV nel 1744 in onore di San Genevieve. Ma con la rivoluzione in corso, la basilica appena finita è stata trasformata in un tempio civico nel 1791 e consacrata come Panthéon nazionale nel 1885 al funerale di Victor Hugo. Una sintesi di stile neoclassico e architettura gotica, ospita anche le tombe di Pierre e Marie Curie, Alexandre Dumas, Jean Jaurès, André Malraux, Jean Moulin, Jean Jacques Rousseau e Voltaire.
Sainte Chapelle. Accanto al Palazzo di Giustizia, la Sainte-Chapelle e la Conciergerie sono le preziose testimonianze di ciò che è stato una volta che il palazzo dei re di Francia dal X al XIV secolo. La Sainte Chapelle è un esempio fiammeggiante dello stile gotico, fu commissionata da Saint Louis. Nella cappella dedicata alla Vergine c'è una meravigliosa vista di gigli dorati su una volta azzurra e blu piena di stelle. Ma le massime lodi vanno alla cappella superiore, progettata per ospitare le reliquie della Passione di Cristo, disperse durante la Rivoluzione Francese, cappella circondata da grandi vetrate dai colori rosso e blu, le più grandi vetrate nel mondo del XIII secolo.
Conciergerie. La Conciergerie era un palazzo reale: immaginatelo con duemila persone sedute a mangiare nell'enorme Salle des Gens d'Armes e un gran numero di cuochi e garzoni indaffarati nelle grandi cucine. La Conciergerie è stato poi un carcere fino al XIX secolo: il regicida Ravaillac, Marie Antonietta e molti altri durante i giorni più oscuri della Rivoluzione francese, hanno trascorso qui l'ultimo giorno.
Institut du Monde Arabe (IMA). La civiltà arabo-musulmana è in mostra in questo magnifico edificio in vetro e acciaio, progettato da Jean Nouvel e costruito nel 1987. Dietro le grate mobili (moucharabiyah) la tradizione e la tecnologia moderna lavorano insieme per regolare la quantità di luce che entra l'edificio. Un dolcezza orientale ultra-moderna regna sul museo, la sale espositive, l'auditorium, la biblioteca, la libreria multimediale per i giovani, il centro linguistico, il ristorante e il caffè letterario. Si possono anche vedere delle mostre temporanee, cinema, ascoltare concerti, conferenze e gustare il tè alla menta con le mezzelune di pastafrolla coperte di zucchero.
Museo del Medioevo -- Terme e Hôtel de Cluny. Dal 1843 il Musée National du Moyen Âge contiene due meraviglie architettoniche: le terme gallo-romane risalenti alla fine del II secolo a.C., e l'Hôtel des Abbes de Cluny, edificato nel XV secolo. L'edificio principale e le ali dell'hotel rivelano la struttura dei secoli successivi, ma delle curve della facciata e nell'interno risplende ancora il Medio Evo. Le sculture, i piatti d'oro e d'argento, le ceramiche, gli arazzi, i mobili e gli oggetti della vita quotidiana danno un quadro unico dell'arte e della società medievale. Tra la piccola cappella scolpita con fogliame e l'antico santuario dedicato a la Dame à la Licorne (la Dama con l'Unicorno), vi è una vasta raccolta di corone d'oro, avorio Bizantino, pugnali e cotte di maglia. Delle antiche terme gallo-romane si possono vedere i resti di un tepidarium, un caldarium e un ben conservato frigidarium. Da vedere anche le impressionanti volte alte 15 metri e i resti dei pilastri scolpiti con tritoni in omaggio alla corporazione dei battellieri galli (Nauntes).
Museo Nazionale di Storia Naturale. Una delle passeggiate preferite dai parigini dal 1640, l'anno in cui il Royal Jardin des Plantes medicinales creato da Louis XIII nel 1633 divenne il primo giardino pubblico di Parigi. Ribattezzato nel 1793 in Muséum National d'Histoire Naturelle e ampliato con nuove gallerie nel XIX e XX secolo si estende oggi su 23 ettari di piante e alberi armoniosamente combinati con i chioschi di dolci e zucchero filato.
Arènes de Lutèce. Nel I e II secolo a.C, questo anfiteatro conteneva fino a 15.000 persone, che venivano a vedere rappresentazioni teatrali, commedie, combattimenti tra gladiatori e fra bestie feroci. Insieme con il forum e le terme, l'anfiteatro costituiva il centro della città gallo-romana. Riscoperto nel 1869, durante la costruzione di rue Monge, l'anfiteatro è stato restaurato e riaperto. Oggi è usato dai ragazzi per improvvisate partite di calcio dopo lo a scuola, dai più anziani per giocare a bocce, e da tutti per rilassarsi al sole.
Rue Mouffetard e place de la Contrescarpe. Una passeggiata per il dolce pendio del monte Sainte Geneviève lungo rue Mouffetard è una deliziosa esperienza piena di viste da foto-cartolina su Parigi. Nella piccola e lastricata place de la Contrescarpe, ristoranti e caffetterie circondano la fontana del 'villaggio'. Il negozio La Pomme de Pin, ancora visibile al civico 1, è un ricordo che la zona era una volta piena di cabaret. E' qui che la Rue Mouffetard, una volta l'unica strada che conduceva da Lutèce (Parigi) a Roma, inizia a tracciare la sua linea medievale; oggi è un bel posto per una pausa e per mangiare un boccone a prezzi accessibili nei vivaci pub e caffè. La buona cucina ha comunque lasciato anche qui il suo marchio, nei vecchi negozi troverete il buon pane e i dolci tradizionali, e poi bancarelle piene di cassette di frutta e verdura nel piccolo e colorato mercato che si estende dal fondo della strada al campanile della chiesa di Saint Médard.
Abbazia Reale di Val de Grâce. Anna d'Austria, la giovane regina abbandonata dal marito Louis XIII, ha giurato di costruire un magnifico tempio a Dio, se le farà avere un figlio. Il suo desiderio è stato esaudito con la nascita del futuro Louis XIV, nel 1638, dopo oltre venti anni di matrimonio. Ha dovuto poi aspettare altri diciassette anni per vedere l'inizio dei lavori, che sono stati completati dopo la sua morte, nel 1669. Magnificamente conservata grazie all'ospedale militare qui insediatosi dal 1796, l'Abbaye royale du Val de Grâce è un gioiello unico di architettura religiosa del XVII secolo.
3. La Parigi trendy
Marais (4°) - Montorgueil (2°) - Hôtel de Ville (4°) - Les Halles (1°). (Evidenzia/nascondi l'area)
Concedetevi un dolce passeggiata tra la place du Châtelet e place des Vosges per godervi un po' di shopping, o per scoprire l'eredità storica di Parigi .... in realtà tutto è possibile se sapete vedere le diverse cose: la torre medievale di Jean sans Peur, (Giovanni di Borgogna) sguscia fuori tra gli edifici dell'urbanista Haussmann (1809-1891); mentre l'architettura gotica fiammeggiante della torre Saint Jacques si trova a pochi passi dalla fontana di Châtelet, costruita in onore di Napoleone I; la piazza davanti al municipio neo-rinascimentale di Parigi è anche una improvvisata sede di beach-volley; la chiesa di Saint Eustache, dove Molière è stato battezzato, è accanto alla passerelle metalliche dei giardini di Les Halles; a pochi passi dai bassorilievi rinascimentali della Fontana degli Innocenti c'è il Centro Pompidou, simbolo dell'architettura del XX secolo e sede di collezioni d'arte moderna e contemporanea; Il quartiere Marais combina un turbinio di design creativo con le delizie del Quartiere Ebraico, intorno a rue des Rosiers, e un molto ben conservato centro storico; fra le strade trafficate si fanno spazio piccole piazze, giardini e musei tra cui il Carnavalet, il Picasso e gli Archivi Nazionali ospitati in palazzi che gareggiano per il loro splendore.
Da vedere:
Place des Vosges e la casa di Victor Hugo. Questa piazza, precedentemente conosciuta come "Place Royale", è rimasta miracolosamente intatta dalla sua costruzione commissionata da Enrico IV nel 1604. Le trenta sei residenze hanno costituito un perfetta simmetria a partire dal giorno in cui sono state costruite, con le loro facciate di mattone, tetti aguzzi in ardesia, e i piani terreni che compongono una galleria pedonale di portici. Aggiungi un paio di moschettieri e ti sembrerà d'essere in un film di cappa e spada o dentro al grande carosello che ha inaugurato la piazza nel 1612 per celebrare il matrimonio di Luigi XIII con Anna d'Austria. Ogni casa è ricca di storia, arte, letteratura, salotti letterari, e nomi famosi. Madame de Sévigné è nata a l'Hôtel de Coulanges; il Cardinael Richelieu, Théophile Gautier, Alphonse Daudet, e la tragica attrice Rachel hanno vissuto lì, come pure Victor Hugo dal 1832 al 1848: il suo appartamento-museo all'Hôtel de Rohan Guéménée rivela la storia della sua vita, dalla giovinezza al letto di morte; da visitare anche il salone cinese, dove ha vissuto la sua storia d'amore con Juliette Drouet.
Centre Pompidou. Il presidente Pompidou disse che sarebbe stato un gran successo questo centro culturale contemporaneo che porta il suo nome. In realtà quando il progetto è stato completato da Renzo Piano e Richard Rogers nel 1977, è stato descritto come una fabbrica e una raffineria. Gli architetti l'avevano visto come una nave futuristica in vetro e acciaio, una scala mobile esterna a zigzag in un tubo trasparente, incrociata da tubi verticali anche loro esterni, colorati in base alla loro funzione: blu per l'aria, verde per l'acqua, giallo per l'energia elettrica e rosso per gli ascensori. L'interno ha una superficie di 7.500 mq per ciascuno dei suoi cinque piani. La cultura contemporanea è per tutti, e la scelta qui è impressionante: sale espositive, spazi per le presentazioni, un cinema, una galleria per i bambini, altre cose e naturalmente, il museo nazionale di arte moderna. Il design del XX secolo e i movimenti contemporanei sono esposti con un approccio tematico che sfrutta tutte le forme di arte visiva e le modalità audiovisive.
Hôtel de Ville Questa piazza in inverno ospita una pista di pattinaggio su ghiaccio e in estate eventi sportivi proiettati su maxischermi, beach volleyball a piedi nudi sulla sabbia calda quando le rive della Senna diventano la spiaggia di Parigi. Nel XII secolo l'amministrazione di Parigi è stata affidata alla società dell'acqua, che controllava la navigazione sulla Senna. Etienne Marcel, sindaco dei mercanti, trasferì la sede del Comune nella Maison aux Piliers - l'attuale municipio di Parigi - nel 1357. La Place de Greve è diventata un posto popolare per matrimoni e per . . . le pubbliche punizioni fino al 1830. Luogo usato anche dalla gente in cerca di lavoro, dando luogo nel XIX secolo all'espressione "être en Greve" (essere in sciopero). Per quanto riguarda l'Hôtel de Ville (municipio di Parigi), che ha sostituito la Maison aux Piliers, è bruciato per più di otto giorni nel 1871 durante gli eventi della Comune. L'attuale edificio, completato nel 1882, rispecchia lo splendore della Terza Repubblica. Un sontuoso interno con lampadari e pannelli di legno dorati, mentre le facciate esterne neo-rinascimentali sono decorate con una profusione di nicchie e non meno di 378 sculture.
Museo Picasso. Completato nel 1659, il palazzo che ospita il museo ha mantenuto il soprannome Salé (salato) in memoria del primo proprietario che ha fatto una fortuna tassando il sale. Dietro la sua monumentale facciata, si può ammirare una collezione unica di opere di Picasso. 203 dipinti, 158 sculture, oltre 3.000 incisioni e disegni, schizzi, e altre meraviglie.
Museo Carnavalet. Il museo della storia di Parigi, conduce i suoi visitatori dalle canoe delle tribù galliche alla camera da letto di Marcel Proust, due splendidi edifici adiacenti offrono la cornice perfetta per questa affascinante storia. L'Hôtel Carnavalet, costruito nel 1548, ripercorre la storia gallo-romana, Merovingia e Carolingia, la Parigi del Rinascimento, e le guerre di religione. L'Hôtel Le Peletier de Saint Fargeau mostra Parigi e la Rivoluzione, Napoleone e le sue campagne con i suoi effetti personali di argento dorato. Potrai anche scoprire la Parigi dell'art nouveau di Mucha, la Belle Epoque, e una sala da ballo dei ruggenti anni venti.
Hôtel de Sully. 'Aratura e pascolo sono i due capezzoli della Francia', lo diceva Maximilien di Béthune, duca di Sully e soprintendente alle finanze di Enrico IV. Tuttavia nel 1634, al posto del verde della campagna ha optato per una sontuoso pied-à-terre nel Marais - completato quattro anni dopo. Questo palazzo parigino del XVII secolo ha scosso la società alla moda del tempo prima di trasformarsi in caseificio e negozio nel XIX secolo. Oggi ospita il Centre des Monuments Nationaux ed è stato brillantemente restaurato dall'ingresso principale in rue Saint Antoine, fino all'orangerie alla fine del giardino che si apre in Place des Vosges.
Place du Châtelet. Non venite qui in cerca di tranquillità, questo è uno degli incroci più trafficati di Parigi. Vi sono tuttavia tante belle cose da vedere, tra cui la Châtelet o la fontaine du Palmier, eretta nel 1806 per commemorare le vittorie di Napoleon I. Ci sono due teatri di ispirazione rinascimentale italiana, progettati da Davioud nel 1862: il Théâtre du Châtelet con oltre due migliaia di posti a sedere, e il Théâtre de la Ville - quasi gemello -- chiamato per lungo tempo teatro Sarah Bernhardt che ha lavorato qui per più di venti anni.
Musée des Arts et Métiers. La stazione della metropolitana dà già il tono, perchè nel bicentenario del museo, nel 1994, la stazione Arts et Métiers ha assunto l'aspetto del sottomarino 'Nautilus' di Jules Verne, con tanto di pareti in rame e oblò. Qui la storia della tecnologia dal XVI secolo è suddivisa in sette settori: comunicazioni, costruzioni, energia, strumenti scientifici, materiali, ingegneria meccanica, e trasporti. E' la giusta occasione per scoprire tutte le grandi invenzioni o semplicemente fantasticare di fronte agli automi e ai velocipedi, il laboratorio di Lavoisier del tardo XVIII secolo, o l'aereo di Clément Ader di appena un secolo fà.
Chiesa di Saint Eustache. Costruita nel corso di un secolo, la chiesa mostra influenze gotiche e rinascimentali combinate con una facciata classica del XVIII secolo e tracce di un discutibile restauro fatto dopo il 1840. Tuttavia Saint Eustache è veramente bella e ospita tesori come un dipinto di Rubens e una statua di Pigalle. Qui sono stati battezzati Richelieu, Molière e Madame de Pompadour, Louis XIV ha celebrato qui la prima comunione, Lulli ci si è sposato, qui hanno avuto i loro funerali La Fontaine e Mirabeau, poi Colbert, Marivaux e Rameau hanno trovato qui il loro definitivo luogo di riposo. E' stata anche un 'Tempio per l'Agricoltura' tra 1797 e il 1803!
Musée d'art et d'histoire du Judaïsme. La cultura e le tradizioni della comunità ebraica prendono vita in questa casa del XVII secolo, con la sua ricca collezione di oggetti sbalorditivi, popolari, religiosi, quotidiani, umili, preziosi, ancestrali e quasi contemporanei come dipinti di Chagall, Modigliani e Soutine.
Tour Jean-sans-peur. Una torre medievale alta 27 metri in rue Étienne Marcel ? Vero! Facciamo un passo indietro nel tempo. Nel corso di un interludio della Guerra dei Cento Anni, Jean, duca di Borgogna, ha approfittato della la situazione per ordinare l'assassinio di suo cugino Luigi d'Orléans e conquistare il potere. Ha governato dal suo palazzo parigino, in cui, nel 1409, aveva fatto costruire la torre - l'unica traccia rimasta oggi della costruzione: una magnifica scala a chiocciola con una volta in legno scolpito che porta alle sale riunioni. Oggi, nelle sei stanze della torre, una mostra permanente racconta la storia della società e dell'architettura dell'inizio del XV secolo.
Tour Saint Jacques. Che storia! Questo curioso campanile gotico è tutto ciò che resta della chiesa di Saint Jacques de la Boucherie, un punto di incontro nel Medio Evo per i pellegrini in cammino per Santiago de Compostela in Spagna. Nel XVII secolo Pascal fece qui gli esperimenti con la gravità. La torre ha evitato la demolizione nel 1797 ed è stata convertita in una stazione meteorologica e di misurazione della qualità dell'aria nel 1891. Per quanto riguarda invece la qualità della vita, visitate il giardino in cui si trova.
Musée de la Poupée. In principio le bambole erano vestite come perfette signore parigine in eleganti abiti da marchesa. Nel 1878 dopo l'Exposition Universelle, è arrivata la bambola di porcellana. Nel ventesimo secolo erano di moda le bambole di celluloide... fino a che è apparsa sulla scena una certa bambolina dai capelli biondi e snella come una modella. Felici sogni ad occhi aperti nel mondo delle bambine!
Musée de la curiosité et de la Magie. Questo labirinto di cantine a volta si dice sia stato un luogo di depravazione per il Marchese de Sade. Oggi è di un luogo tranquillo per i curiosi e gli amanti dei trucchi, e racconta la storia della magia, dell'illusionismo e dei prestigiatori dal XVIII secolo in poi.
Forum des Halles e il suo giardino. Dal XII secolo fino al 1969, il 'ventre di Parigi' e la sua colorata popolazione, così ben rappresentata nei romanzi di Emile Zola, ha fornito di cibo la capitale. Il mercato coperto è stato trasferito a Rungis ed è stato sostituito da un insieme di gallerie d'arte su quattro livelli. Il Forum centro commerciale è anche - sul lato di place Carrée - uno spazio culturale con una biblioteca multimediale, un centro musicale e di danza, una piscina, e una serra tropicale, e offre una serie di cinema auditorium. Sul lato del giardino ci sono prati, fontane e aree gioco.
4. La Parigi affascinante
Palais Royal (1°) - Madeleine (8°) - Opéra (9°) - Grands Boulevards (9°). (Evidenzia/nascondi l'area)
Andate a vedere la Parigi in tutto il suo splendore d'oro, di marmo e di cristallo. Ammirate la cupola del Teatro d'Opera, la rue Royale e rue de la Paix: sarti inglese, sale da tè, prestigiosi alberghi, bellboys, i diamanti di place Vendôme, e i giardini del Palais Royal. Non è solo il vicino teatro della Comédie Française che inscena spettacoli - ma anche i negozi in questo distretto sono abbastanza uno show. Si dice che dietro gli eleganti portici dei palazzi si svolgessero attività osé e che diversi uomini si siano rovinati per le ballerine del teatro d'opera. E naturalmente in questa zona ci sono i grandi boulevards, i grandi viali con i frizzanti music halls, i caffè-teatro, e numerosi spettacoli scanzonati. E poi i grandi magazzini, che illuminano il boulevard Haussmann: il centro chic con una spolverata di polvere di stelle. Tutto sembra molto più raffinato sotto le cupole con le vetrate colorate in stile art nouveau! Questo è ciò che fu la Belle Époque, ed è viva e vegeta in questo angolo di Parigi.
Da vedere:
Palais Garnier -- Opéra national de Paris. Il Teatro d'Opera è stato inaugurato con la Terza Repubblica e seguito da quindici anni di battute d'arresto, compresa la scoperta da incubo dell'architetto Charles Garnier di un lago nel sotterraneo, che ha ispirato il romanzo 'Il fantasma dell'opera' di Gaston Leroux. Ma cominciamo con l'auditorium principale, con il soffitto dipinto da Chagall, il suo lampadario di cristallo da otto tonnellate, e i sedili in velluto viola ispirati al teatro in stile italiano, le cui opere liriche e balletti vengono qui eseguiti. La scala principale e vestiboli fino a l'auditorium sono in marmo, circondate di sculture di arpe e lire che accompagnano una danza. All'esterno gli stili barocco e neo-rinascimentale si intrecciano sopra una rampa di scale diventata luogo popolare di incontro per le persone.
Église de la Madeleine. La costruzione della chiesa della Madeleine è stata un calvario. Appena iniziati i lavori nel 1764 è stata subito distrutta. Iniziata di nuovo nel 1777 solo per essere interrotta dalla Rivoluzione francese; ripresa sotto Napoleone che ne ha alterato i piani per farla diventare un pantheon per la gloria dei suoi eserciti. L'edificio è tornato poi ad essere luogo di culto e completato nel 1842. Senza campanile e senza crocifisso esterno è più simile a un tempio greco, con due monumentali porte e una foresta di colonne corinzie. Dalla cima delle scale si gode una vista degna di Olimpia: prima la rue Royale, con i suoi preziosi beni e gli indirizzi prestigiosi, quindi l'obelisco a Concorde e oltre, guardando nella stessa direzione, ancora un altro tempio, il Palais Bourbon.
Gallerie coperte. All'inizio del XIX secolo, Haussmann ha riprogettato Parigi. Costruita per le folle che riempiono i caffè e i teatri lungo i viali, le gallerie coperte sono state un grande successo con le loro boutique di oggetti cinesi, curiosità e oggetti di regalo, e con le sale da tè, i caffè e le pasticcerie. Erano diventate eleganti luoghi d'incontro e un rifugio nelle giornate di pioggia. Poi sono arrivati i grandi magazzini con la magia dell'energia elettrica e le scale mobili, e le gallerie coperte sono diventate meno di moda tanto che alcune sono state demolite. Godetevele! Questi 'acquari umani', come li ha chiamati lo scrittore francese Aragona, offrono ancora una originale esperienza di shopping in un elegante ambiente antico; riscoprite l'antico fascino del Passage Vivienne o del Passage du Grand Cerf; l'affascinante bigiotteria del Passage Choiseul; il marmo e l'arte della conoscenza ti aspettano nella Galleria Vero Dodat e nella Galleria Colbert; le stampe, le foto seppiate e gli antichi giocattoli nel passagge Verdeau e nel passage Jouffroy in contrasto con il bazar kitsch nel passage des Panoramas. . .
Place de la Madeleine. La piazza che circonda la chiesa della Madeleine ne porta anche il nome. Il pensiero va subito ai piccoli spugnosi dolci noti come "Madeleines", che Marcel Proust resa famosi molti anni dopo aver vissuto al n. 9. La piazza sembra essere stata dedicata al piacere gastronomico fin dal 1854, quando un certo Ferdinand Hédiard aprì un negozio di gastronomia, seguito nel 1886 da quello di Auguste Fauchon con cioccolato, tartufo e caviale.
Place Vendôme. Louis XIV aveva desiderato un posto grandioso nel cuore di Parigi che mostrasse il suo potere assoluto, e Napoleone è stato rapido nel sostituire la statua del re, smantellata nel 1792, con una colonna di bronzo ottenuta dalla fusione di 1.200 canonici del nemico. Dal Secondo Impero, la piazza, un classico gioiello urbanistico ottagonale, ha cambiato la sua destinazione: la politica ha ceduto il posto al lusso, e i grandi nomi della gioielleria hanno fatto di place Vendôme e della adiacente rue de la Paix, uno luogo di diamanti, rubini e smeraldi.
Place des Victoires. Prima di essersi data al culto della moda e dei designer locali di moda, questo cerchio quasi perfetto è stato un posto importante di adorazione reale: per guadagnarsi i favori del re, il Marchese de la Feuillade ha progettato la piazza per metterci una trionfale statua del monarca. Louis è stato molto contento, ma il marchese è morto povero.
Palais Royal. Richelieu ha cominciato la saga costruendo la sua residenza qui; Louis XIV l'ha ereditata e la diede a suo fratello. Philippe d'Orléans e suo figlio l'hanno estesa. Nel 1780 l'indebitato Philippe Égalité ha aperto l'area intorno ai giardini al commercio, e sessanta edifici sostenuti da arcate furono costruiti per ospitare i negozi. Prostituzione, gioco d'azzardo e scandali entrarono nel palazzo, e poiché la polizia non era autorizzata ad entrarvi, diventò un baluardo dell'agitazione rivoluzionaria fino al 1793. Il pacifico Palais Royal oggi ospita il Ministero della Cultura e diverse istituzioni, alcune boutique molto chic, gourmet ristoranti e un giardino con quattro file di tigli, anche se le colonne a strisce dell'artista Buren nel 1986 hanno qui quasi scatenato un'altra rivoluzione.
Comédie Française. Qui ci sono due parole che ispirano il rispetto: Comédie e Française. Questo teatro è la sede del prestigioso gruppo francese les Comédiens Français. Ed è qui, dietro l'angolo del Palais Royal, che la troupe permanente di teatro, proveniente dall'unione di due gruppi - il Molière e quello del Hôtel de Bourgogne - nel 1680, ha portato in scena il repertorio francese fin dalla fine del XVIII secolo. Candelabri e busti di grandi scrittori ti scortano alle porte rosso e oro dell'auditorium. Shhh!
Museo delle cere Grévin. Ogni nuovo arrivo viene eletto da un gruppo di personalità. Poi segue una seduta, una modellazione in cera e resina, il trucco, costumi e accessori. Dal 1882 il museo delle cere produce e mette in mostra copie in cera di grandi personaggi dello sport, dell'arte, della scienza e della politica. Ha raccolto 250 personalità! Jimi Hendrix, Einstein e Louis XIV tutti sotto lo stesso tetto -- improbabile, ma vero!
Grand Rex - Les Etoiles du Rex. Fondato nel 1932 sui Grands Boulevards, il Grand Rex è uno dei più grandi cinema d'Europa con 2800 posti a sedere sotto un soffitto borchiato di stelle, un arredamento barocco e una facciata art deco. Film, spettacoli di suoni e luci, giochi d'acqua (Féerie des eaux), feste e concerti: qui si mette in scena tutto quanto fà spettacolo. L'audioguida interattiva da 50 minuti Les Etoiles du Rex rivela il dietro le quinte del cinema: dalla proiezione di un film alle sale di controllo degli effetti speciali, e si può anche diventare protagonisti di un film. Divertimento garantito per grandi e piccini!
Musée du Parfum Fragonard. Vicino al teatro d'opera, sotto i soffitti dipinti e stuccati della casa di Napoleone III, si trova questo affascinante museo del profumo - un posto per fantasticare fra vasi di distillazione, le scatole di presentazione sulle toilette di marmo, cofanetti di opaline, vetro di Murano e Boemia. Suggestioni di muschio, aromi di ambra, fragranze speziate di iris, odori di garofano e anice. Bottigliette in vetro colorato, di cristallo con catene d'argento e spray in peltro con i pom-pom di seta.
Borsa di Parigi - Palais Brongniart. Nel 1987 dopo oltre 150 anni di clamore e grida dei broker finanziari, finalmente il silenzio ha regnato sotto la cupola del Palais Brongniart: la borsa è stata informatizzata, e oggi il tempio neoclassico circondato da colonne, apre il suo salone di marmo decorato con pannelli di legno e affreschi alle conferenze e ai visitatori curiosi. Intorno al famoso piano di negoziazione, cabine di vetro e grandi display visualizzano azioni e obbligazioni ricreando un po' l'atmosfera del piano commerciale.
5. Il village-Parigi
Montmartre (18°) Pigalle (9t°) - Saint Georges (9°) - Trinité (9°) - Batignolles (17°). (Evidenzia/nascondi l'area)
Una bella giornata può cominciare con una scarpinata su per il pittoresco 'Butte' (piccolo colle), coronato dal Sacré Coeur, il secondo sito più visitato di Parigi. Una piacevole passeggiata ti permetterà poi di godere i piaceri del meraviglioso 'village' parigino. E andando di 'village' in 'village' puoi arrivare alla zona popolare di Batignolles, una gemma nascosta, e vagare tra il quartiere dei teatri di Saint Georges e la piccola place Gustave Toudouze. La giornata può iniziare al bancone di un bar con un caffè e una croccante baguette imburrata. Si può bighellonare fra negozi comperando dolci cose fra rue Lepic, rue des Martyrs, rue Caulaincourt ... e tessuti in rue d'Orsel, poi c'è il mercato di Saint Pierre, e perché no, chitarre in rue de Douai e rue Victor Massé. Il pranzo si può consumare nei bistrot che offrono semplici piatti caldi o croccanti insalate. Il villaggio è un po' vittima della moda e cominciano a spuntare boutique e gallerie fra le salumerie e le latterie. La sera puoi vestirti elegantemente, o casual, andare a ballare, seguire una festa o andare al cinema.
Da vedere:
Butte (colle) Montmartre. Venezia ha la sua gondole, Montmartre i suoi gradini - fisicamente impegnativi ma estremamente romanici. Innumerevoli romanzi, leggende e fatali destini sono ambientati nel 'Butte', come l'edificio Bateau Lavoir in place Emile Goudeau, dove Picasso ha dipinto le Demoiselles d'Avignon, e il caffè reso celebre da Amélie Poulain in rue Lepic. E ci sono altri gradini da salire su per Montmartre, ma ne vale la pena! Sali fino a rue Tholozé, per esempio, per un film o un drink nel giardino d'inverno di un piccolo cinema patrocinato da Buñuel e Cocteau. Concediti una pausa in fondo alla via per vedere gli ultimi mulini a vento rimasti, poi continua a salire! In cima c'è il Sacré Coeur, circondato da un labirinto di straordinarie stradine, e un vigneto in cui la vendemmia è celebrata ogni anno. C'è anche il busto di Dalida nella piazza che porta lo stesso nome, una vista mozzafiato sui tetti di Parigi, un'incredibile folla e centinaia di angoli tranquilli. Dalla piazza de la Turlure o la rue de la Chevalier de la Barre, il Sacré Coeur è semplicemente splendido, di lato, di fronte e di retro!
Basilique du Sacré Coeur. Nel 1873 l'Assemblea Nazionale ha votato per la costruzione di una basilica dedicata al Sacré Coeur sulla Butte (collina) Montmartre. Il luogo è stato scelto per la sua altezza (127 metri) e per il suo simbolismo: è stato santificato molto tempo prima con il martirio di Saint Denis e deturpato dai violenti atti della Comune nel 1870. Problemi, polemiche, cave sotterranee, e 83 pilastri sprofondati hanno allungato i lavori per oltre quarant'anni. Tutti questi sforzi sono stati però ricompensati! Dal basso la forma tonda romano-bizantina assunse l'aspetto di un palazzo di panna montata piazzata su una collina di giardini e terrazze: verde e bianco sullo sfondo di fasce di azzurro. La vista dalla cima della scalinata e in particolare dalla cima della cupola è però semplicemente sbalorditiva.
Place du Tertre. Benvenuti nella foto-cartolina Montmartre, con il suo ristorante, le terrazze e i cavalletti degli artisti ritrattisti che condividono 140 spazi assegnati: 1 mq ogni due artisti che lavorano a turno. Ma la storica piazza del villaggio merita un giretto. Il Comune di Montmartre ha stabilito il suo Municipio al n. 3, nel 1790; al 19 c'è la sede del 'Commune libre du Vieux Montmartre', fondato nel 1920 e che organizza eventi ricreativi. Un altra istituzione è la caffetteria Chez la mère Caterina dove una leggenda metropolitana dice che la parola 'bistrot' (o bistro) sia nata nel 1814 dai soldati russi che non avendo il permesso di bere alcolici, quando li ordinavano dicevano bouistro, bouistro rapido, rapido.
Moulin Rouge. La collina di Montmartre una volta era piena di mulini a vento, poi hanno chiuso uno dopo l'altro, mentre il Moulin de la Galette si trasformava in una popolare sala da ballo. Nel 1889 ne è stato aperto un altro con solo l'esterno a forma di mulino a vento. Presto il Cancan francese, con calze nere, giarrettiere e sottovesti, ha creato un'atmosfera di euforia e celebrità per La Goulue e il suo compagno di danza. Le prime riviste andavano in scena nel 1907 e una certa Mistinguett iniziava la sua carriera nel music-hall. Dopo la guerra è arrivata una nuova generazione di artisti, come Édith Piaf, Montant, Trenet e Aznavour ... e ogni sera, luci, piume e paillettes componevano la loro magia al Moulin Rouge.
Pigalle. Da place d'Anvers a place de Clichy, festaioli, nottambuli, luci al neon e insegne luminose mostrano che questa zona non dorme mai. Nella Parigi degli anni passati, il vino, tassato all'ingresso in città, era costoso, quindi Montmartre era il vivace luogo fuori città dove andare, con il suo mix di classi meno abbienti, artisti, giovani e liberi pensatori. Più tardi, il villaggio è stato incluso nella capitale, ma la routine continuò. Piano-bar, night club, circoli privati, sale da concerto, teatri, bar, sale da musica, spettacoli, pub, cabaret sono durati per diversi anni, fino a quando nel 1960 Serge Gainsbourg cantò "les petits gars de Liverpool" che fece sensazione al Bus Palladium a Pigalle, e altri seguirono.
Il Dalì Espace a Montmartre. Accanto alla piccola Place du Calvaire, questo strano santuario al piano seminterrato, mostra 300 opere del principale artista catalano in una scenografia che alterna suoni e luci. Incisioni, sculture e mobili surrealisti, tra cui i famosi Montres Molles, Alice nel paese delle meraviglie, il divano-bocca Mae West, l'elefante cosmico e una serie di creature fantastiche che ricreano la fantasmagoria di Salvador Dalí. In certi periodi si organizzano dei workshop per avviare i bambini alla creatività giocosa del grande surrealista.
Cimetière de Montmartre. Gli amanti di Montmartre vengono al cimitero per ammirare l'arte a cielo aperto, prendere un po' di sole, guardare gli scoiattoli saltare tra gli alberi di acero e fare la conoscenza di un serie di poeti, generali, pensatori, inventori e la Signora delle Camelie. Scoprire Vigny, Nijinsky o Guitry in un labirinto di file di muschio e irregolari gradini di pietra. Incrociare grossi gatti randagi, un busto di Rodin, il ponte di Caulaincourt e infine, Alexandre Dumas, Zola, Degas e Dalida. Poi giù di nuovo a cercare Poulbot, Truffaut e Feydeau. Sopra le statue e le cappelle scolpite, e le tombe di Stendhal e Berlioz, una covata di giovani passeri gridano fra i castagni. Undici ettari di incanto.
Musée de Montmartre. Nel XVII secolo questa follia è stata una casa di campagna appartenente all'attore Rosimond, successore di Molière. Molto più tardi, Auguste Renoir, Raoul Dufy, Francisque Poulbot, Suzanne Valadon e sua figlio Maurice Utrillo hanno avuto qui il loro studio. Oggi la casa vi permette di scoprire un capitolo della storia, con targhe di cabaret e poster di spettacoli: le Chat Noir, il Lapin Agile, le danze al Moulin Rouge e al Moulin de la Galette e il Divan Japonais sono i pezzi più ammirati. Il cantante di cabaret Aristide Bruant ha anche portato una folla di poeti della baldoria. La Goulue, Jane Avril, Nini Patte-en-l'air e altre stelle del palco hanno posato per Henri de Toulouse-Lautrec, Théophile Steinlen, Adolphe Willette e altri artisti.
Jardin sauvage di Saint-Vincent. Per un lungo periodo di tempo questo pezzo di terreno in pendenza è stato una foresta di ontani, rovi, edera e fauna selvatica. Un giorno i giardinieri paesaggisti della città hanno deciso di ritrasformarlo di nuovo in giardino, ma impressionati dalla selvaggia bellezza naturale del luogo, falci e badili sono stati messi da parte e si è deciso di preservare questo delicato e poetico sito come un luogo di osservazione dell'ecosistema e della biodiversità, della vita dello stagno, degli alberi, degli arbusti e del fascino dei fiori selvatici.
Musée de la Vie romantique. Un viale alberato, un giardino fiorito rettangolare, un piccolo palazzo lontano dal brusio della città, questo è il luogo dove il pittore e scultore Ary Scheffer ha vissuto dal 1830 al 1858. Delacroix, George Sand, Chopin ci sono venuti come vicini; tutto il mondo intellettuale e artistico di Parigi (Liszt, Rossini, Turguenev, Dickens, ecc) hanno frequentato il suo laboratorio-salone. Anche oggi, come passi da una stanza all'altra, Chopin ti accompagnerà con il suo pianoforte, mentre scopri George Sand e i dipinti di Ary Scheffer e dei suoi contemporanei.
Musée de l'Erotisme. L'erotismo è un arte e aveva bisogno di una vetrina. Pigalle è stata evidentemente il luogo d'originale delle foto osè, dei disegni satirici, piccoli totem tantrici, amuleti, dipinti sexy. Due rotondi Buddha stanno all'ingresso di questo emergente anche se non sconvolgente mondo dove sono in mostra 2.000 oggetti esposti su sette piani e provenienti da tutto il mondo, oggetti d'arte erotica sacra e profana, antica e contemporanea.
Église de la Sainte-Trinité. Un campanile affiancato da due pinnacoli danno l'aspetto di una piramidale torta nuziale a questa chiesa di Théodore Ballu, architetto di Napoleone III. La campana suona dal 1867 sulla piazza d'Estienne-d'Orves, progettata da Adolphe Alphand. Dal di fuori dai un'occhiata alla Temperanza scolpita da Carpeaux, che ha le sembianze dell'Imperatrice Eugenia, e dentro nota il simbolismo del numero tre, della Trinità: un portico a tre arcate preceduta da tre fontane con triplici bacini, ecc. . .
Quartier des Batignolles. Considerato un quartiere tranquillo, con il suo mercato, chiesa e giardino, Batignolles è stato annesso a Parigi nel 1860. A quel tempo questo antico borgo tra città e campi, vicino a Montmartre, offriva uno stile vita economico per gli artisti. L'impressionismo ha preso forma qui in un bar frequentato da Manet, Degas, Cézanne, Monet e Renoir. Hanna anche vissuto qui artisti come Zola, Verlaine, Max Jacob, Eluard e Simenon. Mentre passeggi lungo la rue des Dames e rue des Batignolles, qualcosa ti dice che queste finestre, questi tavoli di accoglienti caffetterie sono ancora un rifugio per tranquilli bohemien e per un ritmo più lento di vita.
Square des Batignolles. Un giardino inglese, una grotta, una cascata e un piccolo lago dove i neri cigni arruffano le loro piume, fanno sembrare questo parco molto più grande di quanto non sia. Tra le cose da vedere: un nocciolo turco, altalene, un chiosco di caramelle, una pianta di limone, uno sequoia, un'are di pattinaggio, una scultura in pietra nera di Volvic e tavoli da ping-pong.
6. La Parigi degli artisti
Musée d'Orsay (7°) - Saint-Germain-des-Prés (6°) - Luxembourg (6°) - Montparnasse (14°) (Evidenzia/nascondi l'area)
Benvenuto sulla riva sinistra della Senna, la Babilonia delle cose belle, dove leggere una rivista di moda o d'arte è un'arte in sè. Questo elegante mondo è pieno di moda chic e stilisti choc, gallerie d'arte, d'antiquariato, caffè letterari, case editrici con tutta una serie di premi. Non sorprende vedere che la muse hanno dato a questo luogo l'Académie Française, il Théâtre de l'Odéon, le Beaux-Arts, il Museo d'Orsay, per non parlare di Montparnasse, che, durante i ruggenti anni venti, era una Mecca per gli artisti provenienti da tutto il mondo, prima di indirizzarli a Saint Germain. Un mucchio di cose da vedere! Ovunque l'arte sprizza fuori dalle soglie dei musei-workshop e delle boutique. C'è il Centaure di César al Carrefour de la Croix-Rouge, balconi in ferro battuto del XVII secolo in rue de Buci e rue Saint André des Arts, la Fontaine des Quatre Parties du monde, in avenue de l'Observatoire. E se lo scenario urbano ti fa girare la testa, puoi riprenderti nel verde dei giardini del Lussemburgo, o nei parchi di Montsouris, Georges Brassens e al Jardin Atlantique.
Da vedere:
Musée d'Orsay. Non vi è alcun vagone in questa stazione, solo arte e luce! Inaugurata per l'Esposizione Universale del 1900, la stazione ferroviaria d'Orsay somigliava a una galleria d'arte al pittore Édouard Detaille ... ciò che è diventata 86 anni dopo. Inutilizzabile per i treni moderni i suoi binari sono stati definitivamente chiusi nel 1979. I piani del 1970 per demolirla sono stati abbandonati appena in tempo. I suoi immensi volumi sono stati trasformati in un museo, le cui navate, cupole, pilastri, travi di ferro e decorazioni di stucco sono universalmente apprezzate. L'enorme orologio nel tetto di vetro domina una struttura cronologica su tre livelli principali, concentrata sui grandi movimenti artistici dell'arte occidentale dal 1848 al 1914: pittura, scultura, arti grafiche e oggetti d'arte, così come arredamento, architettura e fotografia. Il periodo storico è stato così produttivo, le collezioni così ricche di opere e '-ismi': espressionismo, fauvismo, ecc. . . che diventa impossibile citare un capolavoro solo.
Saint Germain des Prés. L'area si trova fra la Senna, i Giardini del Lussemburgo, il boulevard Saint-Michel e la rue des Saints-Pères. Il suo nome viene dalla chiesa, la cui prima pietra è del 557, e i cui resti più antichi ancora visibili sono del 1000. Un angolo di eternità circondato dai capricci della moda! Dal 1920 le frenesie e letterarie e i tabernacoli dell'arte gravitano dalle parti dei caffè di Saint Germain. Durante la Liberazione ha decollato l'esistenzialismo guidato da Sartre e Camus, mentre nei sotterranei il jazz scuoteva le fondamenta con Sidney Bechet al clarinetto e lo scrittore Boris Vian alla tromba. Questa è stata un'epoca leggendaria, ma Saint-Germain resta un'oasi di antiche strade piene di meravigliosi luoghi d'arte, libri e piccoli oggetti che bisogna per forza possedere.
Giardini e museo del Lussemburgo. I bambini amano i giardini del Lussemburgo per i cavalli di legno, le barchette da spingere con una canna sulla vasca ornamentale, i chioschi con tante cose da mangiare, il teatro delle marionette e i pony. Piace anche agli artisti con i loro cavalletti, ai giocatori di scacchi, ai sognatori ad occhi aperti e agli studenti con i loro computer portatili. Le sedie in ferro battuto sono perfette per un sonnellino sotto il cerchio di statue delle Dames de France. Che penserebbe Maria de Medici del successo del palazzo e dal giardino che aveva commissionato? Al tempo la vedova di Enrico IV aveva cercato di ricostruire un po' della sua nativa Firenze. La Fontana Medici con le sue nicchie e le ninfe è tutto ciò che rimane della grotta italiana che aveva fatto costruire nel 1630. Il palazzo è diventato la sede del Senato che controlla la gestione del giardino e del museo, che organizza mostre di arte moderna e rinascimentale, naturalmente in memoria della regina fiorentina.
Odéon. Appuntamento di fronte a Danton! La statua se ne sta immobile fra le onde di passanti al Carrefour de l'Odéon, gente che va di fretta altri tranquillamente a zonzo, traffico, luci dei caffè, code serpeggianti davanti ai cinema, il tutto mantiene frizzante questo quartiere a tutte le ore. L'ingresso alla <7>Cour du Commerce Saint-André si apre sul bivio. Questa via pedonale acciottolata ospita i resti delle antiche mura della città di Philippe Auguste, e tra i negozio vecchio stile e le insegne dei ristoranti si trova il Procope, inaugurato nel 1688 è forse il più antico caffè di Parigi ed è stato il primo a servire gelati ai suoi clienti, inclusi Diderot, Rousseau e Voltaire. Se stai cercando il Théâtre de l'Europe - Théâtre de l'Odéon fino al 1990 - è difficile non vederlo: il tempio, inaugurato nel 1792, sta proprio in mezzo a place de l'Odéon. Il suo programma mette in scena una parte importante del patrimonio artistico europeo.
Fondazione Cartier per l'arte contemporanea. Sotto gli auspici di un cedro del Libano piantato da Chateaubriand nel XIX secolo, l'arco di vetro con i suoi riflessi e le sue trasparenze ideate da Jean Nouvel ha, dal 1994, rivitalizzato la tradizione artistica della zona. Il Theatrum Botanicum si trova dietro una vetrata, che estende la prospettiva del boulevard Raspail. Questo giardino dall'aria selvaggia circonda l'edificio il cui ingresso è ornato con un muro di piante. All'interno uno spazio arioso e luminoso di acciaio e vetro fornisce una perfetta vetrina per le creazioni contemporanee in tutte le loro forme.
Jardin Atlantique. Per godere la vista di un ampio spazio all'aria aperta, il 'viaggiatore' di Montparnasse può salire fino al Jardin Atlantique - un giardino in cima alla stazione ferroviaria. Sì, un roof garden! Un incredibile opera su una superficie ondulata che richiama le onde del mare, con pini sempreverdi, il bassin des Miroitements, una fontana dall'isola delle Esperidi, campi da tennis, e una fantastica aree gioco per bambini ispirata al mare.
Église Saint-Sulpice. La chiesa ha le dimensioni e la maestà di un cattedrale. La sua costruzione iniziò nel XVII secolo sul luogo di una precedente costruzione risalente al XIII ed è durata oltre 135 anni a causa di una mancanza di fondi. Raccoglie tesori di ogni periodo: un coro decorato con statue di Bouchardon, una Vierge à l'Enfant e due fonti a forma di conchiglia scolpite da Pigalle, la Chapelle des Saints-Anges i cui affreschi hanno impegnato gli ultimi anni di vita di Delacroix.
Fondazione Henri Cartier-Bresson. L'obiettivo sul XX secolo, Henri Cartier-Bresson ha fotografato l'Africa coloniale, la guerra civile spagnola, la liberazione di Parigi, l'ultima ora di Gandhi, ecc. I suoi ritratti hanno immortalato Camus, Faulkner, Mauriac e un centinaio di altri personaggi contemporanei. In una raccolta che parte dal 1910, la fondazione mostra il lavoro del fotografo attraverso opere originali, tavole, disegni, ecc.
Cimitero di Montparnasse. Dal 1824 il cimitero nel sud di Parigi è stato un verde Campo Santo di artisti e letterati: Bartholdi, César, Duras, Ionesco, Maupassant, Sartre e Beauvoir, Zadkine e molti altri. Contrariamente a quanto farebbe credere il suo nome, Montparnasse non è una delle colline che circondano Parigi (come per esempio Montmartre). Nel XVI secolo era in aperta campagna e raccoglieva le macerie delle vicine cave di pietra. Nel XVII prese il nome mitologico di Monte Parnaso, ci venivano gli studenti a prende un po' d'aria fresca, e con loro Voltaire, ha ospitato un mulino a vento in parte ancora visibile, poi è diventato cimitero, ma è anche uno degli spazi verdi più importanti della città, e fra 35 mila tombe ci vivono 1.200 alberi e una quantità di essenze: tiglio, sofora, tuia, acero, frassino e conifere.
7. La Parigi monumentale
Torre Eiffel (7°) - Champ-de-Mars (15°) - Invalides (7°) - Trocadéro (16°) (Evidenzia/nascondi l'area)
In una notte chiara, il suo fascio spazia attraverso il cielo in un raggio di 80 chilometri che copre. Lo spettacolo è impressionante e ci si sente piccoli in questo grandioso spazio con i suoi massicci edifici e le vaste aree verdi! Proprio di fronte, per esempio, ci sono le gemme dell'Exposition Universelle del 1937: settantun artisti hanno decorato il Palais de Chaillot e un quartetto di architetti ha progettato il Palais de Tokyo e il suo colonnato bianco. In mostra, in quest'ultimo c'è il celebre affresco La Fée Électricité di Dufy e la monumentale La Danse di Matisse. Per La Porte de l'Enfer, vai a vedere il Museo Rodin.
E che spettacolari prospettive: una va dall'Esplanade des Invalides fino a oltre il Pont Alexandre III; l'altra tra le statue equestri dei due marescialli, Foch in place du Trocadéro e Joffre dall'altra parte in fondo al Champ de Mars di fronte alla École Militaire. Sapevi che questa scuola ha formato un giovane corso, 'un ottimo marinaio', e c





