Cascate Iguassù


Il Parco Nazionale delle Cascate dell' Iguassù, World Heritage dal 1986, si divide tra Brasile e Argentina lungo il tratto conclusivo del fiume Iguassù 24 kilometri prima che questo confluisca nel Rio Paranà, dopo aver persorso 1320 kilometri a partire dalle colline della Serra do Mar. Il punto d'incontro tra i due fiumi (l'Iguassù e il Paranà) è anche l'intersezione di tre confini di stato: il Brasile, a nord e l'Argentina a sud del fiume Iguassù, il Paraguay a ovest del fiume Paranà. Il cuore delle cascate, il punto più spettacolare, è senza dubbio la Garganta do Diablo ovvero Gola del Diavolo.

Le acque dell'Iguassù si tuffano in un salto medio di 70 metri per un fronte di quasi 2 kilometri formando circa 200 cascate alcune delle quali sfiorano i 100 metri d'altezza. Dal lato brasiliano, il sentiero in prossimità delle cascate è più breve e conduce ad un belvedere frontale a tutto l'arco della cascata principale. Dal lato argentino, i sentieri sono più diversificati, più lunghi e la passerella che porta alla Garganta do Diablo offre una ravvicinata veduta dall'alto proprio sul salto più impressionante della cascata.



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Cascate Iguassù, cosa fare e cosa vedere
 
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Il Parco Nazionale delle Cascate dell' Iguassù, World Heritage dal 1986, si divide tra Brasile e Argentina lungo il tratto conclusivo del fiume Iguassù 24 kilometri prima che questo confluisca nel Rio Paranà, dopo aver persorso 1320 kilometri a partire dalle colline della Serra do Mar. Il punto d'incontro tra i due fiumi (l'Iguassù e il Paranà) è anche l'intersezione di tre confini di stato: il Brasile, a nord e l'Argentina a sud del fiume Iguassù, il Paraguay a ovest del fiume Paranà. Il cuore delle cascate, il punto più spettacolare, è senza dubbio la Garganta do Diablo ovvero Gola del Diavolo.

Le acque dell'Iguassù si tuffano in un salto medio di 70 metri per un fronte di quasi 2 kilometri formando circa 200 cascate alcune delle quali sfiorano i 100 metri d'altezza. Dal lato brasiliano, il sentiero in prossimità delle cascate è più breve e conduce ad un belvedere frontale a tutto l'arco della cascata principale. Dal lato argentino, i sentieri sono più diversificati, più lunghi e la passerella che porta alla Garganta do Diablo offre una ravvicinata veduta dall'alto proprio sul salto più impressionante della cascata.


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Le cascate di Iguazu (Cataratas do Iguaçu)
La passerella che dal lato brasiliano si affaccia sulla Garganta do Diablo  [photo: Stefano Cattaruzza]

Le cascate di Iguazu (Cataratas do Iguaçu)
Un tributo al cinema d'autore: Mission (1986), è stato girato qui. Jeremy Iron, nella parte di un padre gesuita, guida una spedizione nella giungla allo scopo di evangelizzare e proteggere le tribù degli indios oppresse dalle razzie dei governi spagnolo e portoghese che a quell'epoca e tra quelle popolazioni reclutavano a forza gli schiavi per poi deportarli. Siamo nella seconda metà del '700.  [photo: Stefano Cattaruzza]

Le cascate dell'Iguassù
Le cascate dell' Iguazù sono visitate da circa 2 milioni di persone l'anno. Fanno precipitare circa 1.500 metri cubi d'acqua al secondo distribuiti in circa 250 salti di diversa portata.

Le cascate viste dall'elicottero
I tour in elicottero sulle cascate, sono di breve durata (poco più di dieci minuti) ma garantiscono emozioni da brivido. Piuttosto costosi - si possono calcolare 5 dollari al minuto a persona - sono organizzati da Helisul (Foz do Iguaçu) una compagnia che opera in questo segmento dal 1972 e che dal 1992 ha creato una base operativa anche a Rio de Janeiro. L'eliporto principale si trova in prossimità dell' entrata del Parco dell'Iguassù ma ve n'è uno anche accanto alle [...]

La risalita delle rapide, in gommone
Il gommone naviga sulle rapide, infilato nel canyon fino ad avvicinarsi alle enormi cascate della Garganta do Diabo per la ?benedizione bagnata? del Salto dos Três Mosqueteiros (Salto dei Tre Moschettieri); uno dei momenti più emozionanti della visita alle cascate dell' Iguassù (Cataratas del Iguazú).

Parco dell' Iguassù
Il sentiero che porta alla Garganta do diablo (Gola del Diavolo), lato brasiliano

Parco dell' Iguassù
Il Parco di Iguagu è stato iscritto nel 1986 alla lista dei World Heritage dell' Unesco. La foresta sub-tropicale ospita innumerevoli specie vegetali e animali: giaguari, tapiri, quati, cobra, scimmie, caimani e una gran quantità di tucani e pappagalli.

La Garganta do Diablo
Il fiume Iguassù si tuffa da 90 metri nella Gola del Diavolo (Garganta do Diablo) formando 14 cascate principali e innumerevoli altre minori. Un salto potente e assordante che provoca un effetto di nebulizzazione così intenso da dar vita all'arcobaleno perpetuo.

Le cascate dell'Iguassù, lato argentino
Eleanor Roosevelt ebbe a dire che le cascate del Niagara sono un 'leaky faucet' (rubinetto che perde), se paragonate a quelle dell'Iguassù. La Garganta do Diablo (gola del diavolo) è il cuore delle cascate e viene a crearsi sul fiume Iguassù 24 kilometri prima che incontri il fiume Paranà.

Il fiume Iguassù (Iguacu)
Una veduta aerea dell'area delle cascate: il fiume Iguassù che arriva ampio da nord fa una curva di 180 gradi e si getta in una stretta gola facendo un salto di circa 90 metri

Salto Bossetti, isola di San Martin
Il salto Bossetti, visto dalla passarella del sentiero inferiore del parco, lato argentino. [...]  [photo: Clarke Colm]

Puerto Macuco
Dal Puerto Macuco, una semplice piattaforma galleggiante ancorata sulla riva del fiume, partono le emozionanti escursioni in gommone che risalgono le rapide dell'Iguassù sin sotto l'impressionante Garganta do Diablo (Gola del Diavolo).

Puerto Macuco, lo sterrato nella giungla
Al Puerto Macuco si giunge percorrendo nella giungla, con una vettura elettrica aperta, uno sterrato di circa 3 kilometri; sterrato che si stacca dalla strada principale del parco e passa in prossimità di un salto di circa 20 metri. Dal Salto Macuco, le acque si infrangono sulle rocce sottostanti e formano un piccolo laghetto.

Isola San Martin
Sulla sinistra il Brasile (in fondo, la Garganta do Diablo), al centro l'isola di San Martin (Argentina) circondata dalle acque impetuose dell' Iguassù.  [photo: Stefano Cattaruzza]

I sentieri superiore e inferiore (lato argentino)
Le passerelle immerse nella vegetazione conducono ai sentieri superiore e inferiore delle cascate dell'Iguassù, lato argentino. E' dal sentiero inferiore che si può raggiungere - con una brevissima traversata in gommone - l'isola di San Martin.

La risalita delle rapide, nei pressi dell' isola San Martin
Con dei potenti gommoni, è possibile risalire le rapide dell'Iguassù sin quasi sotto la Garganta do Diablo

Parque das aves (Parco degli uccelli)
Il Parco è sorto nella metà degli anni '90 da un'iniziativa privata di Dennis e Anna Croukamp. I vialetti che portano alle voliere - come anche il percorso che porta alla Casa delle Farfalle e al serraglio delle anaconde - sono stati studiati per essere percorribili anche dai visitatori in sedia a rotelle.

Parque das aves (Parco degli uccelli)
Ai bordi dei recinti dei fenicotteri (flamingos) alcuni specchi aiutano a ricreare artificialmente il senso di collettività - importantissimo per questa specie - che altrimenti, dato l'esiguo numero di esemplari, verrebbe meno.

Parque das aves (Parco degli uccelli)
A breve distanza dall'ingresso al Parco delle cascate dell' Iguassù, visibile all'interno del Parque das Aves, un tucano dal caratteristico becco lungo e colorato.

Hotel Bourbon Golf Club
 [photo: Bourbon Hotéis e Resorts]

Hotel Bourbon Golf Club
 [photo: Bourbon Hotéis e Resorts]

Hotel Bourbon Golf Club
 [photo: Bourbon Hotéis e Resorts]

Hotel das Cataratas
L' Hotel das Cataratas è l'unico hotel all'interno del Parco dell' Iguassù, in Brasile

Hotel das Cataratas
Le ultime luci del giorno viste dalla finestra di una delle camere del prestigioso Hotel das Cataratas. Uno storico ed elegante edificio perfettamente integrato nell'ambiente che lo circonda.

Diga di Itaipu
Quella della diga di Itaipu - a una decina di kilometri a nord di Foz do Iguaçu - è la più grande centrale idroelettrica del mondo, dopo la centrale delle Tre Gole, in Cina.

Diga di Itaipu
La centrale idroelettrica di Itaipu provvede grossomodo al 70% del fabbisogno energetico del Paraguay e al 25% di quello del Brasile. La gigantesca opera è nata da una joint venture dei due governi siglata nel 1973. I lavori iniziarono nel '75. L'impianto cominciò a produrre energia nel 1984. La sera del 10 novembre 2009, un guasto tecnico all'impianto ha causato un black-out durato diverse ore; un interminabile fermo dell'energia elettrica tale da lasciare letteralmente al [...]  [photo: svmma / Martin Palacios-Gill]

Diga di Itaipu
Durante il blackout elettrico occorso la sera del 10 novembre 2009, almeno 40 milioni di persone in Paraguay e Brasile sono rimaste senza energia elettrica a causa di un guasto intervenuto sulla rete distributiva alimentata dalla colossale diga di Itaipu, la più grande del mondo, dopo quella delle [...]  [photo: svmma / Martin Palacios-Gill]

Ponti in legno
Nonostante la loro apparente provvisorietà, i ponti pensili in tavolato - i primi furono costruiti a partire dagli anni '20. - arrivarono ancora numerosi sino al 1982, anno di morte delle Sete Quedas, sommerse dalle acque della diga di Itaipu.  [photo: Marcelo Aquino]

Il salto 17
1982; una delle inquadrature più care ai fotografi di allora: il salto 17 sulle acque del Paranà. L'acqua delle sette cascate (in realtà, di cascate se ne potevano contare più del doppio) cadeva impetuosa da un'altezza che in taluni punti superava i 100 metri e provocava un frastuono udibile anche a venti kilometri di distanza.  [photo: Marcelo Aquino]

Il ponte della tragedia
Nella foto, il ponte pensile che univa le due sponde del fiume Paranà, sospeso sopra il Salto 19 delle Sete Quedas, le cascate oggi sommerse e quindi annullate dalle acque del bacino idrico della diga di Itaipu. Il ponte si rese tristemente noto nel 1982 per aver ceduto portando con sè nel baratro un tributo di 26 vite umane. Alla tragedia - occorsa il 17 gennaio - hanno concorso principalmente due fattori: il primo, legato al pessimo stato di manutenzione dei ponti, [...]  [photo: Marcelo Aquino]

Sete Quedas
Le Sete Quedas (le sette cascate) sono oramai un ricordo lontano. Un tempo ampie e spettacolari ancora più delle vicine cascate dell' Iguassù, nell'ottobre del 1982 sono state letteralmente coperte dal bacino idrico della diga di Itaipu che imbrigliando le acque del Parana ha di fatto completamente annullato questo imponente fronte d'acqua che si rovesciava nelle gole sottostanti formatesi in tempi remoti. Questa foto mostra bene l'inizio della fine: il grande [...]  [photo: Marcelo Aquino]

Sete Quedas
In questa immagine per certi versi drammatica, l'innalzamento delle acque del bacino idrico formato dalla diga è pressochè concluso. Emergono ancora per poco le cime degli alberi più alti. Le sette cascate sono appena state seppellite e solo le indicazioni numeriche aggiunte dall'autore della foto riescono a fornire una chiave di lettura del loro posizionamento.  [photo: Marcelo Aquino]

Sete Quedas
Sul finire del 1982, quando le acque del bacino artificiale di Itaipu avevano oramai ricoperto tutto, solo questa strada restava lì a ricordare che in quella direzione erano state sepolte le Sete Quedas, una delle più imponenti bellezze naturali del mondo, sacrificate sull'altare del progresso; un pesante tributo ambientale che si è ritenuto essere necessario per soddisfare il fabbisogno energetico di questa parte del Sudamerica.  [photo: Marcelo Aquino]

Iguassù e Paranà
Il punto d'incontro tra il rio Iguassù e il rio Paranà è anche l'intersezione di tre confini di stato: il Brasile, a nord e l'Argentina a sud dell'fiume Iguassù; il Paraguay si distende a ovest del fiume Paranà che scorre in verticale da nord a sud.