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L'Avana, tra presente, passato e futuro
 
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Il monumento dal quale cominciare a visitare La Habana è sconosciuto ai più e non ha nulla di particolarmente apprezzabile. Anzi, la statua di Tomás Estrada Palma in Avenida de los Presidentes è stata abbattuta molti anni fa dai castristi. Di quello che fu il primo presidente cubano rimangono da tempo solo i piedi. Per capire le origini della scarsa simpatia degli habaneros nei confronti di costui, occorre fare un salto indietro nel tempo: fine '800. Dopo aver partecipato attivamente alla guerra per la liberazione dall'occupazione spagnola, Estrada Palma divenne un convinto alleato-collaboratore del governo americano di Teodoro Roosevelt dal quale aveva ottenuto un concreto aiuto nelle fasi conclusive di quel conflitto (1898).

In realtà allo sciogliersi del giogo spagnolo subentrò una forma di protettorato americano. Tomás Estrada Palma ottenne cittadinanza e residenza statunitensi e fu dapprima avviato ad una carriera diplomatica di successo a Washington per poi essere candidato alle elezioni cubane del 1901; elezioni che Estrada Palma vinse, senza vi fosse alcuna forza di opposizione a contrastarlo e senza nemmeno sentire il bisogno di rientrare nel proprio paese per la campagna elettorale.

Sin qui l'atteggiamento dell'uomo politico poteva essere giustificato da un pragmatico senso di riconoscenza verso il paese, gli Usa, che aiutò Cuba a liberarsi dall'occupazione spagnola, ma nel 1903 Estrada si rese protagonista del famigerato accordo che concedeva in forma perpetua agli Stati Uniti l'utilizzo dei territori e della baia di Guantanamo in cambio di un canone d'affitto di 4.000 dollari annui. Un accordo non risolvibile se non con il consenso di entrambe le parti. Castro, e anche altri prima di lui, tentarono di opporsi agli effetti del trattato dichiarandolo nullo in quanto ottenuto con la coercizione. Dopo Estrada Palma, ancora Estrada Palma, rieletto nel 1906; l'oppozione sempre più violenta a questo stato di cose portò ad un governo di occupazione Usa - caldeggiato dallo stesso Estrada - durato tre anni, fino alla elezione di Charles Magoon, ancora una volta espressione diretta del governo americano.

Fatto curioso, ma più che comprensibile, Cuba non incassò mai - salvo una prima volta - gli assegni americani relativi alla concessione di Guantanamo. Assegni che si sostiene siano a tutt'oggi conservati nei cassetti della scrivania del lider maximo Fidel Castro.

Vecchie auto americane a Cuba
Le yank tanks, ovvero le màquinas - Chevrolet, Ford, Corvette, Buick, Dodge e altre, voluminose e coloratissime - sono il lascito involontario dell'egemonia americana in Cuba, durata sino al 1959. L'isola è divenuta così un vero e proprio museo all'aperto che ancora ne ospita - sparse ovunque - più di 60 mila (erano tre volte tanto agli inizi degli anni '60). A causa dell'embargo americano che dal 1960 ha impedito ogni forma di commercio con Cuba, i pezzi di ricambio vengono costruiti artigianalmente, o trapiantati da auto in disuso perchè irrecuperabili. I vecchi motori a benzina sono stati perlopiù sostituiti dai diesel di fabbricazione sovietica. Parte del fascino di Cuba nasce dall'aver fatto di questa necessità una virtù. E attorno a queste del tutto inaffidabili autovetture è nato un vero e proprio mito: La Oldsmobile di Fidel Castro, la Chevy (Chevrolet) di Ernesto Che Guevara.

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Tomás Estrada Palma
I piedi sono tutto quel che resta della statua di Tomás Estrada Palma, primo presidente della Repubblica di Cuba, eletto il 31 dicembre del 1901 che dopo poco più di un anno siglò il famigerato trattato Cuba - Stati Uniti con il quale concedeva agli Usa il diritto perpetuo di utilizzare la Baia di [...]

Bodeguita del Medio
«My mojito in La Bodeguita, my daiquiri in El Floridita». Ma pare che questa affermazione non sia attribuibile ad Hemingway che probabilmente alla Bodeguita del Medio non c'è mai stato. Resta comunque piacevole crederci e lasciarsi sedurre dalla voglia di poter dire: ci sono stato anche io. E così sia.

Bodeguita del Medio
Un ventilarore a pale rinfresca l'aria delle sale, piuttosto piccole, de La Bodeguita del Medio

Callejon de Hamel
A mezza via tra una trappola per turisti e una galleria a cielo aperto d'arte curiosa ed eccentrica, di ispirazione afro. Ogni ultimo venerdì del mese, è teatro di recite e danze, poesie e musica tradizionale cubana.

Calzada de Infanta
Altro scorcio de La Habana autentica e non battuta dai turisti. La biforcazione tra Principe (a sinistra) e Vapor (a destra). La strada che sembra salire chissà dove, a sinistra, porta in realtà all'oceano e al Malecon, in 400 metri circa.

Calzada de Infanta

Capitolio

Capitolio

Capitolio

Chiesa dell'Angelo Custode
Iglesia del Santo Angel Custodio

Cimitero Cristoforo Colombo (Cemetario de Colon)
Il notevole cimitero monumentale, realizzato nel 1876, è largo da parte a parte quasi 800 metri. Vi sarebbero state sepolte due milioni di persone - le tombe attualmente sono diverse centinaia di migliaia - e ogni giorno se ne aggiungono circa una dozzina. Nel perimetro, vi sono diverse attrazioni: in questa foto, l'altare votivo dedicato ai caduti delle Fuerzas Armadas Revolucionarias.

Convento di Santa Clara

El Templete
El Templete è la più vecchia costruzione neoclassica dell'Avana.

Explanada del Capitolio
Spettacolare l'andirivieni lungo il Paseo de Martì, soprattutto nel tardo pomeriggio, quando le tinte pastello e la luce calda rendono tutto magico. Come dentro a un film.

Paseo de Martì

Paseo de Martì
Sulla sinistra il Capitolio. In fondo a questa prospettiva che guarda verso nord, il Paseo de Martì diventa il viale alberato più noto come Paseo del Prado.

Floridita
Nel famoso Floridita - il bar preferito dagli americans ancor prima ci si infilasse Hemingway - un tale Constante Ribalaigua inventò il Daiquiri, negli anni immediatamente successivi alla prima Guerra Mondiale. Certo è che a renderlo popolare in tutto il mondo furono le sedute dell grande letterato, al quale fu anche dedicata la variante del Daiquiri denominata Papa Hemingway Special, a base di succo d'uva; si narra che il Papa arrivò a trangugiarne 13 in un sola visita.

Habana Libre (Hilton)
L'Hilton, divenuto Habana Libre da quando Fidel Castro ne nazionalizzò la proprietà, conserva ancora il ricordo di illustri ospiti quali Frank Sinatra e Ernest Hemingway ospiti di chiara fama nei cosiddetti casino years, gli anni '50 nei quali il presidente Fulgencio Batista, con una [...]

Hotel Florida
La mujer semidesnuda, una statua art-decó all'ingresso dell'Hotel Florida, in calle Obispo, nel cuore del casco antico de L'Avana.

Hotel Florida
L'ampio patio dell'Hotel Florida (Obispo, a due passi da Plaza de Armas ). Nel piano bar dell'hotel si suona musica dal vivo (afro e jazz), quasi tutte le sere.

Hotel Nacional

Hotel Nacional

Hotel Parque Central
Vista sul Capitolio, dalla piscina all'ultimo piano dell'Hotel Parque Central.

Hotel Parque Central
L'elegante e ampia hall dell'Hotel Parque Central.

Terrazza panoramica
In questa doppia immagine, l'Avana al tramonto, vista dall'ultimo piano dell'Hotel Parque Central. La foto in basso è stata oggetto di un fotoritocco in modo tale da rendere più intelleggibili i dettagli dello scatto. Sulla sinistra, in primo piano, gli azzurri dell'Hotel Telegrafo.

Hotel Santa Isabel

Hotel Santa Isabel
Una rinfrescante fontanella fotografata dall'alto, all'interno del patio quadrato dell'Hotel Santa Isabel

Hotel Saratoga
Il ristorante dell'Hotel Saratoga, a due passi dal Capitolio.

Hotel Sevilla
Una bella cubana ha scelto di ambientare all'Hotel Sevilla alcune foto ricordo per il suo quinze. Il compimento dei 15 anni costituisce nella tradizione cubana un passaggio importante per la vita di una giovane donna; da festeggiare quasi fosse un matrimonio. [...]

Malecon

Malecon

Malecon
In questa foto la muraglia del Malecon - il cui primo tratto fu costruito nel 1901 - mostra tutti isuoi limiti nel contenere la furia dell'oceano che senza incontrare particolari ostacoli invade pericolosamente la sede stradale della Avenida de Maceo e si insinua nelle strade ad essa più prossime. Il palazzo rossiccio, di 13 piani, che si vede in alto a sinistra è l'Hotel Deauville.

Malecon (Maceo)

Malecon (Maceo)
Questa recente immagine del Malecon lascia un po' perplessi: gli edifici un tempo fatiscenti ma pieni di vita, dopo gli espropri e gli interventi di radicale ristrutturazione vengono idealmente restituiti alla città (non certo a chi li occupava prima), puliti, colorati ma avvolti da un'aura per certi versi fredda ed artefatta.

Museo della RIvoluzione

Museo della RIvoluzione

Edificio Bacardi
Il Palazzo Bacardi è in una certa misura aperto al pubblico; dalla torre si ha una bella veduta sul Capitolio.

Parco della Fraternidad
Sul lato sud del Campidoglio, si apre il grande spazio del Parco della Fraternidad. Nella foto, sullo sfondo, l'Edificio de Teléfonos

Edificio Partagas (Fabbrica di Sigari)

Paseo del Prado

Plaza de Armas
Una tranquilla e notturna Plaza de Armas in cui l'unica presenza sembra essere quella dell'antco padre della patria: Carlos Manuel de Céspedes. Nel 1868 liberò i suoi schiavi e proclamò l'indipendenza costituendo a Bayamo l'Assemblea della Repubblica in armi. Ebbe così inizio la Guerra dei Dieci Anni (1868-1878) che portò la corona spagnola, qualche anno più tardi, ad autorizzare la formazione di partiti politici e a decretare l'abolizione della schiavitù (1886). Si qui, si [...]

Palacio de los Capitanes Generales

Una quinze in Plaza de Armas
Una quinze che compiva 15 anni nel 2004, posa per le foto ricordo in Plaza de Armas. Dice Rita, una cubana che ha voluto commentare questa immagine: «esta celebracion es muy importate para los padre que tienen una hija. Desde pequeña se va guardado dinero para este dia en se hacen fotos y una fiesta a la joven, esto es costunbre de america en Miami se celebran porque hay una gran emigracion de cubanos»

Plaza de la Catedral
La chiesa venne consacrata a Cattedrale - Catedral de San Cristobal - proprio nell'anno della Rivoluzione Francese (1789). Furuno i Gesuiti a dare il via ai lavori, quarant'anni prima, ma furono costretti a sospendere l'esecuzione dell'opera quando nel 1767 la Corona spagnola decise di soffocare, anche nel sangue, le Missioni. Fu comunque portata a termine dieci anni dopo (1777).

La Cattedrale
Dall'interno della Cattedrale si intravedono le volte del Palacio del Marques de Arcos, con la cascata di bouganvillae che concorre non poco a rendere estramemente suggestiva la piazza.

Mausoleo José Martí
In Plaza de la Revolucion - in questa foto la si vede in fondo, percorrendo l'Avenida Paseo - si erge l'imponente Monumento a José Martí dalla cui cima - l'edificio a 130 metri di altezza slm è il più alto della città - si gode un panorama a tutto tondo della capitale. La visita al museo è più che altro un pretesto per la salita (con ascensore).

Ministero degli Interni
Sul lato nord della vasta Plaza de la Revolucion l'edificio del Ministerio del Interior (Ministero degli Interni) con il celebre ritratto del Che (Ernesto Che Guevara).

Plaza de la Revolucion
Un'ampia veduta dell'Avana, dalla cima della torre José Martí. Sotto, Plaza de la Revolucion; a sinistra il Che (Ministero degli Interni), a destra Camilo Cienfuegos (Ministero delle Comunicazioni). Poco più distante la copertura ottagonale della Sala Polivalente Ramon Fonst. Ancora più in la il biancore dello Stadio Universitario. In fondo, apparentemente affacciato sul mare, l'Habana Libre.

Plaza del Cristo

Plaza San Francisco

Plaza San Francisco

Plaza Vieja

Plaza Vieja

United States Interests Section
Curiosa la vicenda delle Interests Section: non avendo Cuba e Stati Uniti alcuna ufficiale rappresentanza diplomatica reciproca, gli americani a L'Avana così come i cubani a Washington sono formalmente accasati nelle Ambasciate di Svizzera delle due capitali; nelle ambasciate svizzere sono state così costituite due sezioni che curano gli interessi americani e cubani (di fatto due ambasciate) in terrna nemica.  [photo: Wikipedia]

United States Interests Section
Il bosco di bandiere fatto crescere dal governo cubano davanti alla facciata starebbe ad impedire la vista del tabellone elettronico (tipo Times Square) con le news di interesse americano spiattellate ai passanti non solo americani. Dispetti da guerra fredda.
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