Oasi di Bahariya
Le tombe precristiane di Zed Amun Ef Ankh e di suo figlio Banentiu. Sono state depredate già in antichità ma conservano ancora grandi decorazioni.
Oasi di Bahariya
Tomba interessante per alcuni elementi architetturale: grande stanza comprendente la camera sepolcrale e colonne rotonde invece di quadrate.
Mappa del Deserto Bianco
Mappa satellitare commentata del
Deserto Bianco, un'area da 60x60 km fra le oasi di
Bahariya e
Farafra. [...]
Deserto Bianco
Fungo del deserto: una formazione di polvere di
diatomiti, le micidiali conchiglie che furono capaci di mangiare la barriera corallina che qui era presente.
Deserto Bianco
Resti calcarei che formano e danno colore al famoso
Deserto Bianco.
Pan di Zucchero
Pan di Zucchero (Sugar Loaf) per il suo aspetto. Lasciata
Dakhla lo si trova come punto di riferimento primordiale per le vie che portano ad
Abu Ballas,
Regenfeld e il
Gilf Kebir.
Mappa del Lago di Fango
La macchia scura mostra una depressione che conteneva un lago largo e poco profondo. Il fondo prosciugato è stato eroso dal vento che ha scolpito nel tempo delle curiose forme d'argilla conosciute come
Leoni di Fango (Mud Lions)
Leoni di Fango
I
Leoni di Fango sono delle curiose formazioni d'argilla (yardangs) risultato dell'erosione costante del Khamasin, vento unidirezionale.
Ingresso alla grotta di Shaw
Scoperta dall'esploratore
K. Shaw nel 1935 fra il
Wadi Wasa e il
Wadi Firaq. Contiene pitture di bestiame e di vita quotidiana. Diversamente dalla grotta dei Nuotatori questa è in buone condizioni.
Ingresso della grotta Mestekawi-Foggini
Scoperta nel maggio del 2002 dal Colonnello
Mestekawi insieme al viaggiatore italiano
Massimo Foggini. La grotta contiene una stupefacente quantita di pitture e incisioni ben conservate.
Grotta dei nuotatori
Contiene pitture di persone che sembrano nuotare e che suggeriscono l'esistenza di antichi fiumi e laghi.
Mappa con vista sul passo di El Aqaba
Mappa satellitare con una bella vista del passo di
El Aqaba. Passo di ingresso nel
Gilf Kebir il cui versante ovest è praticamente una sola lunga falesia di quasi 200 chilometri che ne rende impossibile, se non a piedi, l'accesso. In un solo punto, da sempre conosciuto come il
passaggio di Aqaba, l'accesso è consentito alle rare spedizioni motorizzate che si avventurano in quella zona.
El Aqaba
Passo sabbioso di El Aqaba, unico punto d'accesso all'altopiano del Gilf Kebir.
Le alture del Gilf Kebir
Il
Gilf El Kebir è un altopiano roccioso sedimentario in parte ancora inesplorato, una delle zone più isolate del
Sahara.
Mappa del Wadi Hamra
Mappa satellitare che mostra tutto il
Wadi Hamra, la
Valle Rossa per il colore della sabbia che contiene; è la più a ovest del
Gilf Kebir, 60 km a nord di
Aqaba. Contiene gruppi di acacie e cespugli ed è il più verde dei wadi.
Wadi Hambra
Il
Wadi Hamra 'La Valle Rossa' per il colore della sabbia che contiene, si trova nella parte occidentale del
Gilf El Kebir.
Wadi Hambra
Le pareti e il letto del fiume (wadi) Hamra, formano uno stretto canion nella parte nord del Gilf Kebir. I sui bordi sono dei ripidi precipizi dai colori rosso ruggine, con aree marrone chiaro e grigie di sabbia consolidata. Millenni di vento hanno sollevato vortici di sabbia che hanno scavato, levigato e increspato i luoghi dove scorrevano antichi fiumi.
Grande Mare di Sabbia
Battezzato dagli esploratori europei dell'800
Gran Mare di Sabbia, il
Great Sand Sea è una zona disabitata senza acqua e senza vegetazione per centinaia di chilometri e non percorsa da carovane.
Mappa con vista sulle dune allineate
Mappa satellitare che mostra i lunghi allineamenti di dune creati negli anni dal vento
al-Khamasin.
Nel Grande Mare di Sabbia si sono formate delle lunghe file di dune che superano i 150 metri d'altezza, orientate dai venti costanti in direzione N-NO S-SE. Fra le file di dune il vento ha formato degli ampi corridoi percorribili con i fuoristrada, ma con accumuli di sabbia finissima che gli inglesi hanno chiamato
sabbia liquida.
Tutankhamon
Recenti studi hanno dimostrato che nel pettorale di
Tutankhamon (1357-1339 BC) è inserito un frammento di
Silica Glass. Già nel XIII secolo il geografo arabo Al Estokhri scriveva nel classico
El Masalik w'al Mamalek del
'ritrovamento di uno strano vetro a ovest delle oasi'.
Silica Glass (vetro libico)
Vetro libico o
silica glass, semplice biossido di silicio formatosi probabilmente dall'impatto di un enorme meteorite sulla sabbia del deserto, circa 28.5 milioni di anni fa, che ha ossidato il silicio amorfo presente nella sabbia. Scoperto solo nel
Grande Mare di Sabbia su una superficie di 80 km di diametro a circa 300 km da Cufra.
Silica Glass (vetro libico)
Frammenti di silicio visti la prima volta nel 1840 dai beduini arabi che con le loro carovane attraversavano il deserto fra Egitto e Libia. Studiati nel 1932 dall'esploratore inglese
Patrik Clayton durante un'esplorazione nel
Grande Mare di Sabbiae da lui battezzati
Libian Desert Silica Glass (
LDG). Usati come strumenti di caccia nel periodo preistorico.
Un sito sulla
Silica Glass si trova
[...]
Pozzo Russo
Pozzo scavato dai russi per cercare petrolio. Fu trovata solo acqua.
Resti di un aereo
Potrebbe essere il resto di un Caproni Cantieri Aeronautici Bergamaschi Ca. 309 Ghibli, un bimotore (motori Alfa Romeo 115-II) ad ala bassa e carrello fisso. La parte anteriore della fusoliera aveva una struttura in acciaio saldata e rivestita con della lamiera in lega leggera. Non è detto che [...]
Conchiglie
Testimonianza dell'oceano che un tempo copriva l'area del deserto e che poi si è ritirato nel bacino del mediterraneo. [...]
Mappa dell'oasi di Siwa
Mappa satellitare dell'oasi di
Siwa.
La
depressione dell'oasi di Siwa si estende per 82 Km con una larghezza che va dai 9 ai 28 km. E' la depressione più lontana dalla Valle del Nilo e in certi punti il dislivello raggiunge i 60 metri sotto il livello del mare.
Siwa
Nel 1200 gli abitanti dell'oasi di
Siwa abbandonarono la città di
Aghurmi perché continuamente attaccata dai predoni e costruirono la città fortificata e inaccessibile di
Shali ai piedi del Jebel (monte) al-Gharbiyin.
Siwa
La montagna dei morti (Gebel al Matwa); è fatta di tombe del tardo periodo tolemaico scoperte nel 1940.
Al Arag
Arag significa 'fermati!', non proseguire oltre o torna sulla via principale.
L'oasi di
al-Arag è collocata a 30 metri sotto il livello del mare ed è completamente invisibile dal livello del deserto. Al centro mantiene ancora una pozza d'acqua che sopravvive all'evaporazione e alla sabbia.
Al Arag
Le tombe di
al-Arag sono una quarantina e risalgono alla fine del periodo tolemaico e inizio del periodo romano (100 BC - 100 AD). Sono isolate in un angolo dell'oasi a forma di piccola baia, scavate a una 15na di metri d'altezza nella roccia gessosa, con ingressi quadrati o rettangolari, stanzette piccole, buie, vuote e col soffitto irregolare. Le poche e semplici pitture rimaste sono dedicate alle divinità egiziane. Molto bella è l'area dove sono collocate.
Mappa dei quattro laghi
Quattro laghi in fila fra le dune del
Grande Mare di Sabbia e la
depressione di Qattara.
Sitra: lago salato che si secca d'estate e mostrando il fondo rosso scuro e le marcite bianche di sale.
Nuweimisa: diverse pozze d'acqua con molta vegetazione. Come il calcare a nord del Grande Mare di Sabbia, anche le sue colline sono resti dell'oceano che copriva gran parte del Sahara.
Al Bahrein: due laghi da 5 km nascosti alle piste [...]
El Bahrein
A 140 km a Sud-Est di Siwa; in arabo significa 'due laghi'. Abbandonata in epoca bizantina quando le rotte commerciali presero altre direzioni.
El Bahrein
L'Oasi di Bahrein è situate nei pressi della pista carovaniera che conduce a Baharia e Farafra.
Mappa Jebel Arkenu e Uweinat
Mappa dei (Jebel)
Arkenu e
Uweinat con la loro posizione rispetto al
Gilf Kebir. Le due montagne saranno mostrate in occasione del prossimo viaggio. Arkenu significa acacia e il Jebel prende il nome dall'acacia che si trova all'inizio del suo maggiore wadi (fiume).Il
Djebel al-Uweinat è stato esplorato per la prima volta nel 1923 da
Ahmed Hassanein: campione olimpico, diplomatico ed esploratore.
Hassanein Bey
Il viaggio in cammello da 3200 km di
Ahmed Hassanein Bey iniziò a
Sollum, sul mediterraneo e terminò a
al-Fasher in
Sudan sette mesi dopo. All'arrivo disse d'avere scoperto le
oasi perdute (lost oasis): una era
Arkenu e l'altra, dove
Hassanein trovò delle cavità di granito piene di preziosa acqua piovana, la battezzò
Uweinat,
Piccole fonti.
Il tragitto di Hassanein Bey
Inizio viaggio di Hassanein Bey: 1923
- Da
Sollum sul mediterraneo, passando per
Siwa,
Jallo,
Kufra, i Jebel (montagne)
Arkenu e
Uweinat, fino ad
al-Fasher in
Sudan.
- 3200 km in più di sette mesi.
- Scoprì le
Oasi Perdute: [...]
Mari di Sabbia
Fra
Egitto e
Libia ci sono diversi
Mari di Sabbia fra loro collegati, il
Grande Mare di Sabbia (
Great Sand Sea) che ne attraversa i confini, con la sua superficie di 72.000 kmq e con le sue dune più alte di 100 m, è il più esteso nel mondo. I
mari di sabbia sono caratterizzati da lunghe file di dune formate e allineate dai venti. L'allineamento conosciuto come
Abu Mhara Dune è lungo 140 km.
Questa mappa vuole dare un'idea [...]