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Viaggio all' Elbrus
 
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Nella zona intorno all'Elbrus le immagini satellitari non sono ancora sufficientemente dettagliate per mostrarci i dettagli delle vette e dei ghiacciai.

Molto belle sono invece le foto che si possono scattare se si è fortunati da trovare delle giornate di sole come è capitato a noi.

Elbrus
Tra il Mar Nero e il Mar Caspio, separati dalla catena montuosa del Caucaso, nella repubblica di Kabardino-Balkaria, fra Russia e Georgia, si erge, maestoso fra i ghiacci, l'Elbrus, la montagna più alta d'Europa, uno starotovulcano spento con i suoi due picchi: la cima est di 5621 m. e 1500 metri più in là c'è la cima ovest di 5642 m. Le due cime sono separate da una zona di ghiaccio e vento, 'The Saddle', a 5416 m.
Il nome Elbrus viene dal persiano Alborz, una montagna mitologica della Persia che significa 'Alto Guardiano'.
L'Elbrus è una delle Seven Summits del mondo. Dalla sua cima ghiacciata scendono 22 ghiacciai che coprono un'area di 130 chilometri quadrati.

La salita all'Elbrus non è molto difficile, i più grossi rischi sono l'altezza e la possibilità di trovare tempo cattivo; ci si può arrivare da diverse direzioni, ma la più praticata è quella che parte dalla funivia di Garabashi dove ci sono le Barrel Huts (3800 m.), una dozzina di veri e propri barili, abbastanza caldi, in una zona che sembra un cantiere, ma con una bella vista sulle montagne circostanti.

Pochi giorni di acclimatazione a fondo valle, a 2100, poi una funivia e una seggiovia ci portano alle Barrel Huts e da qui con 10 ore di cammino si raggiunge la vetta.

La 'porta d'ingresso' all'Elbrus è il paesino di Cheget, stazione sciistica invernale. A un paio di km si attraversa Terskol e dopo altri tre si arriva alla funivia di Azau a 2350 m. In due tronconi la funivia ci porta prima a 3000 m. e poi a 3480 m. nella stazione Mir (pace). Si prosegue con un'altra seggiovia per salire di altri 230 m. e si giunge finalmente ai rifugi costruiti con dei containers metallici di forma cilindrica (barrels).

Da questo punto scendono i gatti delle nevi che battono le piste da sci, salendo invece ci si trova subito sul ghiacciaio che si percorre senza grande fatica per due km guadagnando altri 340 m. di quota per arrivare ai ruderi bruciati del vecchio rifugio Priyut e al sostitutivo rifugio Diesel a 4000 m. Qui vicino c'è anche uno spazio per le tende, un paio di baracche e due bivacchi.

La salita all'Elbrus si può affrontare anche partendo dalla funivia (dai barrels). Si risale il ghiacciaio incassato fra due antiche colate laviche fino a quota 4635 m. Sono 4 km dai barrels e 2 dal Priyut, poi il pendio diventa più ripido (max 25°), si sale verso l'anticima, una diagonale da 3 km fino a 'The Saddle' fra cima e anticima a quota 5250, poi dalla sella in diagonale per un pendio nevoso (30-35°) fino a un tratto pianeggiante in fondo al quale c'è la cima ovest, la meta, un cucuzzolo da 20 m. a meno di due ore dalla sella. In totale sono meno di 8 ore dal Priyut. La discesa naturalmente è molto più veloce e i tempi si dimezzano.

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Baksan valley 1
Il segno sul tereno lasciato dal ghiacciaio che . . . non c'è più.  [photo: Pippo Mettone]

Baksan valley 2
una delle arre più interessanti e pittoresche nel Kabardino-Balkaria.  [photo: Pippo Mettone]

Terskol
Vista della cima del Terskol dalla bellissima valle del fiume Irik. C'è un campo base vicino al ghiacciaio.  [photo: Pippo Mettone]

Basalto colonnare
Magma solidificato velocemente a contatto dell'aria.  [photo: Pippo Mettone]

Passeggiata
Passeggiata ristoratrice il giorno dopo la salita all'Elbrus.  [photo: Pippo Mettone]

Gruppo
Il gruppo degli ascensionisti in posa per la foto ricordo.  [photo: Pippo Mettone]

Azau: paese
Graziosa località montana a 2.180 m. nella valle di Baksan. Frazione di Terskol. Classico punto di partenza per la salita all'Elbrus. Località in forte crescita per l'aumento di sciatori e turisti. La zona è molto fredda e i maglioni di lana fatti 'a mano' sono articoli che si vendono bene. Siamo a 2367 m.  [photo: Pippo Mettone]

Barrels 1
Panoramica sui 'moduli abitativi' e, a sinistra, la dependance ufficio-ristorante. Siamo a 3699 m.  [photo: Pippo Mettone]

Barrels 2
L'interno dei nostri 'confortevoli' rifugi a 3699 m.  [photo: Pippo Mettone]

Barrel Huts 2
Freddo e vento all'esterno dei nostri 'confortevoli' rifugi.  [photo: Pippo Mettone]

Garabashi
Vista sull'Elbrus dal rifugio-cantiere e funivia.  [photo: Pippo Mettone]

Garabashi
Pippo e Mariella in acclimatazione prima della grande partenza.  [photo: Pippo Mettone]

Vista montagne sulla funivia
Si vede in basso l'arrivo della funivia con i primi rifugi da dove iniziare la salita all'Elbrus.  [photo: Pippo Mettone]

Ghiacciaio
Un altro ghiacciaio in fase di ritiro.  [photo: Pippo Mettone]

Il gruppo
Il gruppo pronto per l'ascensione all'Elbrus.  [photo: Pippo Mettone]

Pastukhov
Il sole sorgente ci porterà un po' di calore. (posizione incerta)  [photo: Pippo Mettone]

Sotto la cima est - 5000 m.
Impegnati in una fredda mattina all'ascesa al vulcano Elbrus.

Sotto la cima est - 5000 m.

Sotto la cima est - 5000 m.
Panoramica del gruppo internazionale di partecipanti all'ascesa all'Elbrus.

Il gruppo
In fila indiana sotto il vento freddo del mattino durante l'ascesa all'Elbrus.

Il gruppo

Il gruppo

Elbrus: cima
Ultimo sforzo per salire sulla cima dell'Elbrus.  [photo: Mariella Orso]

Elbrus
Siamo vicini alla meta.  [photo: Pippo Mettone]

Elbrus: cima ovest
Foto ricordo [...]
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